lunedì 14 febbraio 2011

Le cinque cover italiane meno azzeccate di sempre


Come sostiene un mio amico, una cover fatta bene è un bel punto d'incontro intellettuale tra te stesso medesimo e l'artista che, gioiosamente, scopiazza suona un pezzo che gradite entrambi. Na cosa bella, insomma.
Ma che succede quando qualcuno violenta senza alcun motivo, se non il perverso gusto della libido soddisfatta, il vostro pezzo preferito? E poi, magara, ci fa pure un bel gruzzolo sopra, e ti tocca sentire il bbk di turno camminare per strada canticchiando l'ultimo di Vasco che sodomizza i poveri Creep (che al povero Thom Yorke già gli va tutto male sempre, e non fa che scrivere canzoni una più triste dell'altra).
Eh? Che succede? Che? Eh?
Succede che ti incazzi e scrivi una classifica delle cinque cover italiane meno azzeccate di sempre!
Comunque sì: potete scaramanticamente grattarvi nelle zone intime, se questo vi fa sentire più al sicuro dall'immagine d'apertura.


Quinta posizione)





Ex aequo. Celentano che pregherà per me che ho la notte in me (sulla maravigliosa melodia di Stand by me, abilmente pezzentemente riarrangiata con rime che, almeno nella lingua italiana, non esistono) e il buon Antonello che, mortaccisua (così tanto per aggiungerci un po' di simpatia) è riuscito a farmi credere che la sua fosse una canzone originale per quasi diciannove anni di vita. E quando l'ho scoperto un pezzetto de core (rigorosamente con una erre) se n'è andato per non tornare mai più. E in realtà sì: è per questo che è in classifica. Solo del sano rosicamento. Te possino Antone'...



Quarta posizione)



Se l'è meritata tutta. Tutta, tutta, tutta.
Non ho ancora capito se quella specie di raggio ipnotico di sottofondo dovrebbe, in un certo senso, indurti ad apprezzare la lagna dell'intorno.
Comunque è un perfetto esempio di come si possa cambiare (vedi: pastrocchiare) una canzone fino a farla diventare quasi irriconoscibile.
It's a very, very, mad world...



Terza posizione)



Intanto un grande applauso al MAESTRO, Simone Tommasini. Che può cambiare Beibe.
Chiaramente un genio. Accortosi di non poter tradurre proprio paro paro il testo di Don't Cry, ha pensato bene di darsi da fare riempendo le parti che proprio non suonavano bene con meravigliose frasi a effetto che, invece, dall'alto della sua arte, ci stanno un amore.
Qualche stralcio, così per gradire:
"Fare l'amore ovunque, era più forte di noi" (Bene. Bravi!)
"Correvi a casa, era tardi, e si incazzavano i tuoi" (Ebbè, poveracci, avranno pure ragione, sta figlia che andava a scopà ovunque, era un tantino preoccupante)
"E stare meglio domani, Basta che ci credi sempre!" (Questa sa proprio di presa per il culo. Basta che ci credi...)
Bravo Simo', comunque hai fatto bene a mollarla. La ninfomania è una cosa brutta. Che questa era in giro tutto il giorno ad accoppiarsi con te e poi tornava a casa e, a quanto ci racconti tu:"dentro al suo letto caldo, le sue mani erano le tue". E datte un contegno. Beibe.



Seconda posizione)



Di Masini, del buon Marco Masini, se ne sentono di tutti i colori.
Che porta sfiga, che è irascibile, che è antipatico.
Io so solo che infarcisce i testi di parolacce e insulti sparati a caso e questo, quand'ero piccolo (vedi: fino a cinque minuti fa) mi faceva ridere. E quindi, mi costringeva ad ammettere che, sì, magari con una mano sulle palle, ma "Bella stronza" era proprio ganza.
E poi il lampo, il fulmine , la saetta, e tutte quelle altre figure prettamente temporalesche che stanno a significare una illuminazione, arriva la cover più grandiosa di tutti i tempi.
"E chi se ne frega" è la versione sporcata di "Nothing Else Matters" e la cosa si percepisce già dal titolo. Masini svela subito la sua carta da rozzo in direttissima. Avrebbe potuto tradurre il titolo in centinaia di altri modi meno rozzi, però a lui, cioè, non gliene frega proprio niente, lui fa quel cazzo che vuole. E chi se ne frega!
Oh, vi prego di seguire il testo a schermo che definirei... pregevole.
"L'iguana dei passi tuoi..."

Masini che fa "Il cazzo che vuole!"


Prima Posizione)



Se, come avete notato, per Masini c'è una certa simpatia, del tipo che si rivolge allo sfigato della classe che però ti fa ridere, qua, in questa prima posizione, le parole che prevalgono sono: Sdegno, Odio, Disgusto. E anche un po' Mollaccione (questa senza motivo, solo perché sto cercando disperatamente di farla tornare in auge).
Io non mi dilungherei nemmeno molto a parlare di questo scempio. Agevoliamo il filmato e basta.
Che tanto è inutile, è tutto inutile.
Il mondo è un posto brutto e sporco. E per fortuna che c'è gente come Vasco che ogni tanto ce lo ricorda.
Grazie Vasco.

4 commenti:

  1. Non posso che marciare in prima fila in questa lotta, torce e forconi sono pronti...staniamoli uno ad uno!

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  2. Ricordo ancora quel giorno in cui mi resi conto che Alta Marea non era di Venditti... stavo vendendo Smallville, la prima stagione mi pare, e rimasi più shockata dalla canzone da quel sottofondo musicale (Don't Dream It's Over) che dall'ennessimo effetto collaterale a cacchio della pioggia di meteoriti verdi...

    Ma vi invito a rivedere il video perchè, cito Wikipepia "Il video della canzone reinterpretata da Antonello Venditti è stato diretto da Stefano Salvati, e vi appare anche una giovanissima Angelina Jolie, appena sedicenne." Scoop!!

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  3. E mi autoinvito a scusarmi per una p a caso e qualcos'altro sparso qui e lì

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  4. Cara Anonima, devo dire che capisco la tua vendittiana esperienza shockante. Io la scoprii guardando il telefilm de "L'ombra dello scorpione" e rimasi di stucco come te.

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