lunedì 4 aprile 2011

Boris: Il film. Motoreeeiiiiiiiih.....


Il film comico più triste che abbia mai visto. O il film amaro più divertente che abbia mai visto. Fate voi, la differenza è praticamente nulla.
Boris: il film, è composto da due ingredienti fondamentali: la parte comica e la parte satirica\critica\amara.
Chi non ha visto il film penserà: "Bella novità, Boris è sempre stato così", però questa volta è diverso.
Forse è perché su grande schermo fa tutto un altro effetto, o forse è perché il film restituisce davvero quel senso di "impotenza" verso un certo tipo di cinema che non può essere sconfitto.
E se Renè si ribellasse? E non ci aveva già provato nell'ultima stagione? E quant'è poco italiano questo film? [...]


Il maestro Ferretti che studia una delle sue inquadrature

Boris: il film, è figlio della terza stagione televisiva. Con Renè Ferretti come unico protagonista e tutti i personaggi che ruotano in funzione del regista romano. E di nuovo, come nella terza stagione, tutto puzza di congiura contro di lui e ogni tentativo di ribellione al "sistema" (televisivo nella terza stagione, cinematografico qui) si rivela non solo inutile ma fastidioso per tutti: come se provare a cambiare le cose fosse sbagliato o, addirittura, dannoso.
Che la pellicola sia maggiormente apprezzabile per i cultori della serie è indubbio: i personaggi non vengono -fortunatamente- reintrodotti e si lascia allo spettatore il compito di attribuire loro un ruolo (cosa già di per sé difficile che diventa impossibile con personaggi secondari quali Alfredo, Glauco, la figlia di Mazinga e quella di René) l'unica facilitazione per lo spettatore occasionale è una -discutibile- pulizia dai tormentoni classici. Eppure Stanis che non da del "molto italiano" a nessuno fa male al cuore.

Stanis, purtroppo non molto presente ma sempre in grado di emozionare

La parte comica del film è affidata ai sempre verdi sbroccamenti di Renè (decisamente in forma), alle battutine sempre calzanti di Glauco (che ti piazza una citazione su Berlusconi veramente, veramente notevole e decisamente poco afferrabile), alla follia dilagante di Stanis la Rochelle, e a tutti quei particolari che hanno reso la serie immortale.
La genialità del film è riuscire a far ridere con tutti quei malcostumi che poi, alla fine, intende criticare. E in questi personaggi, in queste situazioni, riesce a far spiccare sia l'aspetto divertente sia quello deprimente.
In Boris c'è il peggio del peggio del romano (che pensa solo alla maggica Roma), il meridionale lavativo e drogato, il settentrionale approfittatore e avido, gli snob che citano sconosciutissimi fumetti francesi. Ci sono gli sceneggiatori che non lavorano ma che vengono considerati artisti e guadagnano un mucchio di soldi, ci sono i furbetti del quartiere che fanno strada truffando, i comici con un unico, solo, tormentone che però sono in grado di far ribaltare i teatri.
E tutte queste figure, così "pessime" nella loro ideologica rappresentazione, sono le stesse figure che ti fanno sghignazzare (ed è assurdo perché il film stesso ti redarguisce di quanto sia facile ridere per un "Bucio di culo!" però, poi, quando te lo butta contro, scatta la risata).
La qualità unica e meravigliosa di Boris è quella di creare una specie di meta-cinema in cui, paradossalmente, nel film si prende in giro il film.
Per una rappresentazione praticamente perfetta di questo concetto è sufficiente vedere le due scene girate all'interno della sala cinematografica.

Purtroppo per Renè, Corinna farà parte del cast

Boris è anche la fiera degli attorucoli con abitudini assurde, dei capricci degli "artisti" più importanti, della "casta" cinematografica che lavora solo gli altri membri del gruppo e che tratta con sufficienza chiunque ne sia esterno, dell'Italia che non vuole la qualità ma che sguazza volentieri nella merda, del servilismo ai produttori cinematografici e di come questi non vogliano film "moralistici" (sic), del trionfo del cinepanettone, di "sti' cazzi!" come risposta a tutti i problemi.
E questa giostra che continua a girare, alla fine, risulta imbattibile: è come un incubo da cui è impossibile svegliarsi e in cui l'unica cosa che puoi fare è arrenderti e subire passivamente.
Quanti di voi hanno letto "1984"? Ecco, sappiate che l'atmosfera generale di resa all'inevitabile ricorda molto quella del capolavoro di Orwell.
E forse il paragone non è nemmeno così azzardato.

Livello di consigliamento: E' praticamente il film italiano più bello, intelligente, divertente e fottutamente critico degli ultimi anni. Palesemente consigliato.

Se avete amato la serie tv aggiungete tre punti esclamativi.
Se non siete molto italiani aggiungete due punti esclamativi.
Se siete un pubblico da cinepanettoni chiudete pure la pagina.
Se non lo andate a vedere... E 'sti cazzi!

9 commenti:

  1. un film che fa capire la reale e squallida situazione cinematografica italiana, e che probabilmente chi non ha visto la serie tv ed è andato a vederlo se ne sarà uscito con uno di quei commenti dove giusto i cinepanettisti possono fare.
    Al solo pensiero che è terminata ogni cosa di Boris mi prende a malissimo T_T il film è davvero stupendo, tanto che ce lo siamo imparato a memoria con una sola volta che lo abbiamo visto XD

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  2. Roba che ha dell'inquietante e del sovrannaturale xD

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  3. Fanculo pure io volevo vederlo T___T
    Ma ripensandoci: io che sono totalmente noob da non aver visto neanche un episodio della serie tv potrei vedere il film e farmi 4 risate in pace oppure non capirei nemmeno una battuta?
    Aspetto delucidazioni amici della notte.

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  4. Guarda come scrissi, il film puoi capirlo benissimo. Ci sono un po' di citazioni da insiders, e sicuramente avendo alle spalle le tre stagioni te lo godresti di più. E' più un problema di dettagli che di globalità. Avresti problemi con le caratteristiche di qualche personaggio, secondo me.
    Per le battute vai tranquillo perché non ci sono i tormentoni della serie.

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  5. più che alro la serie va vista ebbasta

    a prescindere dal film

    "e come famo qua? smarmellamo tutto, basta che se vede"

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  6. Bell'articoletto che mi trova d'accordo un po' su tutto. Il fatto di essercelo imparato tutto a memoria con una sola visione è, effettivamente, inquietante...
    Il punto, caro rΞy, sta proprio nel fatto che Boris non è un film da vedere così per farsi quattro risate. Intendiamoci: si può fare, e fa comunque ridere molto più della produzione media italiana, ma il concetto che sta dietro al film non è quello.
    Il messaggio del film, e cosa vuole trasmettere, è abbastanza evidente anche senza aver visto la serie ma perde così spessore. Grazie al telefilm si riesce a comprendere profondamente la psicologia dei personaggi: chi sono, in cosa credono, perché fanno quello che fanno; tutte queste informazioni, oltre al carico affettivo che naturalmente ti porti appresso anche vedendo una serie soltanto, ti fanno rendere conto di cosa sta accadendo sullo schermo e perché.
    Insomma... Vedite le serie (come dicevo per capire meglio il film ne basta anche solo una) ebbasta...

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  7. Essì, quoto il grande Ennio. Amen.
    La serie è da vedere.

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  8. Ci sarebbe veramente ben poco da aggiungere sul film quindi non lo farò, ma recensendo la recensione vorrei cazzo leggerne così sui film in uscita e non sinossi scritte come il "racconto dell'estate" dei bambini di quinta elementare che finiscono per spolierare metà film e rovinare l'altra metà.
    Bravo.

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