mercoledì 20 aprile 2011

L'angolo delle nostalgie canaglie (Parte VI)


Siamo agli sgoccioli. Nel senso che la mega lista dei bei ricordi si sta esaurendo. E' un'immagine così triste da riconciliare con la morte ma è anche una triste verità. Prima o poi tutto finisce, figurarsi i ricordi.
Passata questa botta di allegria (ciao Mike), direi però di gustarci intanto i post che rimangono. Forse due, forse tre, non lo so vediamo quanto riesco a raschiare dal fondo barile. Oggi, però, vi prometto una puntata col botto piena di robottini parlanti, macchinine per bambini che "da grande voglio fare il meccanico" e sorprese mai gradite [...]



2XL era un robot parlante che andava a cassette. A seconda della cassetta che gli si infilava nel petto, il robottino raccontava qualcosa (a proposito della scienza o di altre menate varie) e poi, per verificare che il bambino non stesse a pettinare le scimmie mentre lui parlava, gli sparava fuori una domanda difficilissima a tradimento. I pulsanti posti sulla zona pelvica di 2XL servivano proprio a rispondere alle domande (oltre che a traviare irreparabilmente la psiche dei bambini di allora). Quand'era acceso, 2XL godeva di un paio di gradevolissimi occhi rossi e di una bocca che si accendeva a intermittenza "simulando" il movimento delle labbra. A differenza degli altri inquietantissimi pupazzi parlanti (di cui abbiamo parlato nelle puntate precedenti...) il robottino Gig era simpatico, visto che rimaneva nel suo e non provava mai a fare movimenti inaspettati. Manteneva questa posa alla Mussolini per tutto il tempo.


Perché i dinosauri andavano forte ma i Ghostbusters non scherzavano mica.
Nonostante il film fosse più vecchio del sottoscritto, non ho idea del perché ma d'un tratto, nei primi anni '90, i Ghostbusters tornarono di prepotenza nel panorama dei giocattoli. Forse il secondo film (che però è targato 1989)? Forse i cartoni animati (più probabile!)? Comunque Peter, Egon, Ray e Winston svolgevano il lavoro che qualsiasi bambino cacasotto terrorizzato dai fantasmi voleva fare. E il film (il secondo) era un piacevolissimo saliscendi di scene divertenti e terrorizzanti (avevo una paura fottuta del tipo nel quadro, quello coi capelli lunghi e bianchi che sembrava un po' Christofer Lambert sotto acido). Personalmente, oltre a qualche pupazzetto sparso random (sicuramente Peter, del buon Murray, che era un po' il preferito di tutti) ero un fiero possessore di:


Non lo zaino, non il fucile blu pezzente, non gli enormi dildo gialli (WTF! Panino al cazzo) ma la trappola che si apriva schiacciando il pedale. Ero veramente un professionista con quella cosa. Non sapete i fantasmi che ho catturato.


Tra i cartoni che attiravano le masse dei giovani teledipendenti dell'epoca, c'era sicuramente "Scuola di polizia" ("scuola di ilarità, tatatatà"). Prima che questo brand divenisse una saga cinematografica con episodi a doppia cifra, il cartone animato era un ottimo passatempo. Purtroppo i giocattoli non furono mai all'altezza della serie animata proponendo un Mahoney di qualità -gambe larghe e sorriso alla Joker- con tanto di cane al seguito, e dimenticandosi poi del resto del cast. Dopo l'arrivo del film il colpo fu così traumatico che nessuno volle più sentirne parlare.


Ammetto che questo è un colpo basso. E' un colpo basso perché , DIO MI SIA TESTIMONE, io amavo i Rugrats eppure nessuno ebbe mai l'idea geniale di portare qui in Italia i giocattoli. O magari l'hanno fatto e nessuno mi ha avvisato, questo sarebbe molto triste.
I Rugrats erano un gruppetto di bambini, capitanati da Tommy -il tipetto pelato- e coadiuvati dal fido Chucky -quella specie di Mughini coi capelli rossi- che cercavano abitualmente di sfuggire alle angherie di Angelica, la bimba bionda più grande che faceva la spaccona.
L'unica piacevolissima evasione dal cartone animato, fu:


"Rugrats alla ricerca di Reptar", un videogioco per ps1 che all'epoca era veramente il pezzo di software più magnifico che la mente umana avesse mai concepito. Probabilmente è il mio fanboysmo a parlare ma il gioco aveva una varietà assurda e proponeva una serie di minigiochi geniali, tra cui anche un livello minigolf che sarebbe potuto essere considerato un gioco a sé stante. Comunque ne riparleremo, ho un'ideuzza per una rubrica sui videogiochi vecchi, meravigliosi e andati perduti nel tempo (e anche una sui giochi dimmerda andati perduti nel tempo).


A proposito di cartoni animati, gli Street Sharks venivano da un'idea assurda ma talmente assurda che faccio fatica a capire come sia stata anche solo accettata. Questi quattro ragazzi così, di botto, dopo un'iniezione di "DNA di squalo", diventano per metà squali e per metà ... no, in realtà diventano squali con le braccia e le gambe. Ora, lasciando da parte tutte le implicazioni fisiche dell'essere uno squalo e per giunta fuori dall'acqua, il cartone animato -e sopratutto la sigla- era piacevole.
I pupazzi variavano da tutta una serie di normalissime action figures, fino ad arrivare al genio di questi cosi:


Delle "marionette" di plastica dura pesanti all'incirca seicentoventicinque chilogrammi. Il problema era che il giocattolo in questione risultava sia troppo grande sia troppo pesante per essere sostenuto dalla struttura tipica di un braccio da fanciullo di dieci anni.
Comunque erano bellissimi.


Le Mini4WD. Un capitolo buio della mia vita, una delle tante storie tristi di omologazione che sono finite male.
Queste automobiline erano il sogno bagnato di migliaia di bambini che "da grande voglio fare il meccanico" e venivano vendute con un kit d'attrezzi da far invidia a un tecnico della Ferrari.
Bulloni, viti, piccolissimi strumenti da orologiaio, motori minuscoli in grado di sprigionare potenze leggendarie ("Oh, c'hai il PLASMA? sei un grande!"), ruote di spugna dai colori vivaci, scocche in true black che facevano concorrenza alla batmobile.
Il problema era che io, il meccanico, non lo volevo fare nemmeno per il cazzo e a me, a differenza delle migliaia di bambini, le macchinine nemmeno piacevano. Però, ecco, insomma, ce l'avevano tutti.
E alla fine ho comprato anche io la mia MIni4WD, fiero e pronto a sporcarmi le mani e la faccia di grasso. Così, come prima cosa, mi sono dedicato a un accurato e minuzioso studio della composizione interna della macchinina: il motore era quello base, da pezzenti, ma l'avrei cambiato molto presto; le ruote erano zingare e un giorno o l'altro, sfruttando i miei risparmi avrei comprato quelle di spugna arancioni che andavano tanto; la scocca... no, la scocca era da cambiare. E poi c'erano tutti quegli attrezzi minuscoli che mi invitavano a provarli. Quindi, da novello meccanico afferrai un piccolo cacciavite e cominciai a smanettare con l'interno della mia nuova macchinina fiammante, sognando di gare vinte al fotofinish e grosse pacche sulle spalle da parte dei secondi e terzi arrivati.
Finì che non fui più in grado di rimontarla. Nascosi tutto nella valigetta che mi avevano consegnato al momento dell'acquisto (che potremmo chiamare "la valigetta della vergogna") e mi dimenticai di aver mai comprato una Mini4Wd.


Giuro che per trovare l'immagine di una busta sorpresa ho dovuto vendere l'anima al diavolo. Quindi ci va bene anche da bambina.
Non avendo mai comprato una busta sorpresa da bambina non ho idea di cosa ci si potesse trovare dentro, altresì conosco abbastanza bene quelle da bambino da ragionare a mente fredda sul contenuto e dirmi che, tutto sommato, all'interno di quella da bambino e da bambina, poteva benissimo esserci la stessa roba.
Ma cos'è che c'era all'interno di queste meravigliose buste sorpresa? Perché costavano relativamente poco per la meraviglia che offrivano?
Semplice: perché contenevano tutta roba che era appartenuta al secolo precedente.
Libricini tendenziosi sul fatto che la terra fosse piatta e si trovasse al centro esatto dell'universo, videogiochi su cassetta per AMIGA o per computer ancora più antichi, pennarelli sfusi lanciati alla rinfusa all'interno della plastica, pupazzetti semi-decapitati risalenti alla rivoluzione francese, figurine la cui colla ormai seccata dal tempo era un ottimo modo per iniziare i giovani al mondo della droga.
In realtà, le buste sorpresa, vendevano la speranza: la speranza di trovare qualcosa di diverso, di nuovo (sì, erano un'inculata clamorosa).

Permettetemi un ultima, piccola, dedica: Vorrei dedicare questo post a un grandissimo, sbucissimo e generosissimo Sigmurd che ha vinto l'artbook di "Sucker Punch" (che se ben ricordate avevamo apprezzato non poco) e ha deciso di sua spontanea volontà (= dopo mille lagne del sottoscritto) di regalarmelo. Graziemillebello.

13 commenti:

  1. I rugrats *-* uno dei ricordi più belli sono sicuramente loro, e il videogioco (che ancora ho qui davanti i miei occhi) era davvero un capolavoro, al minigolf ci passavamo le ore X°D
    Le marionette dei street sharks erano impressionantemente enormi uhauhahua

    ps: la posizione alla Mussolini del robottino mi ha steso XDD

    pps: grazie per la dedica caro, ma dopo avermi aperto tutti questi ricordi della mia infanzia te lo meriti sto bel art book patapon!

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  2. Se hai ancora "Alla ricerca di Reptar" giuro che rivedendolo scoppio a piangere.

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  3. Lo zaino dei ghostbusters (col simbolo della triforza wtf) è glorioso.
    Gli street sharks erano carini, ma erano nulla in confronto ai Biker Mice.
    Scuola di polizia, che figata, il migliore era Tackleberry col bazooka...
    I Rugrat mi sono sempre stati sulle balle. Proprio antipatici a pelle, eh. Boh.

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  4. Oh.Mio.Dio. Non avevo fatto caso al simbolo della triforza! Ecco da dove viene il potere dei Ghostbusters :O

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  5. Quoto in toto MrPlow, neanche una parola fuori posto.
    Per Sigmurd invece... Bbbbbbbbbbbuciodeculo!
    Gli enormi dildi gialli sono bellissimi.

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  6. Splendidi gli Street Sharks (quattro pinne all'orizzonteeeeeeee) e le Mini4WD, mi ci chiudevo proprio ad elaborarle *_________*
    Comunque oltre ai giochi io proporrei un bel post sui cartoni che hanno segnato la nostra infanzia :Q________

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  7. Inutile che sbavi così. Tanto gli hentai nel post dei cartoni non te li metto.

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  8. Mia sorella ha barattato la mia nascita con una busta sorpresa... credo che prima o poi aprirò un post con le angherie subite prima e dopo la nascita

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  9. Non ricordo il 2XL e la "busta sorpresa" mentre tutto il resto mi è familiare, soprattutto la Mini4WD, che ovviamente mi andò in mille pezzi dopo tipo 5 min che l'aveva costruita...

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  10. Ma sbaglio o ci fecero anche una specie di cartone sulle 4WD? No perchè mi ricordo alcuni dettagli ma non il nome...

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  11. E' probabile. Io comunque non lo guardai, ero ancora sotto shock.

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  12. Sì, è un anime e si chiama: "Let's & Go" ma non c'è da stupirsi, ricordo pure un anime sulle trottole...

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  13. No no, piano.
    Il cartone sulle mini4WD esisteva già eoni fa, altro che let's&go... e si, io avevo il PLASMA e le ruote arancioni. Il guaio è che non esistevano posti dove farle correre (e raddrizzare la traiettoria con una mazza da hockey) se non una pista che costava l'iradidio.

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