martedì 28 giugno 2011

Storia di un Ds lite crepato, di un Kinect inutilizzato, di un 3DS agognato e di mezzo cocomero


Ultimamente sono così occupato che questa storiella non ve l'ho raccontata. Se vi chiedeste su cos'è che sono occupato, oltre che cercare di superare in modo ignobile (tipo: tecnica della quantità anziché della qualità) gli esami di questa sezione, sono stato occupato a rendere più bellissimo The Indie Shelter 2.0, a stringere amicizie per collaborazioni mangiamondo e robe così. Mentre cercavo di studiare la chimica.
A parte tutto, quella di oggi è una storia triste. Una storia triste di un piano studiato per ore, giorni, notti. Un piano studiato nei minimi particolari che, nella mente dell'uomo che l'aveva ideato, non poteva fallire. A meno di considerare quello 0,01% di possibilità di fallimento che ogni piano, anche quello più geniale, contempla. E' la storia di me che provo a comprare un 3DS.

giovedì 23 giugno 2011

Il Maestro Jo Donatello e l'irreprensibile Gigione in: "Grazie Padre Pio"


No. In realtà: "Grazie Mr.Plow" che mi hai fatto conoscere 'sta perla. Sei appena diventato il mio utente preferito e vedrò di pomparti i post in classifica. Non è scorrettezza. E' solo amore e, come dice Elio, l'amore vince tutte le battaglie.
Questo meraviglioso film (ma che dico film.... bo! Opera audiovisiva dedicata a un pubblico dal palato raffinato!) è interamente visionabile su youtube, a questo indirizzo QUA. Se, come me, state aspettando il doppio bluray con making of e colonna sonora, tenete duro. Prima o poi verremo soddisfatti. [...]

mercoledì 22 giugno 2011

Dreamland il film piùbello coi "pugni nelle mani"


Era sabato. Ero al cinema a vedere quella mezza sola di X-men, l'inizio (prego vedere post di ieri), e tutti i cartelloni pubblicitari posti nell'area che va dal parcheggio fino all'entrata vera e propria del cinema, sono tappezzati da questa locandina che vedete qua sopra. C'è sto tipo palestrato, c'è quest'altro che sembra un po' un incrocio tra Lino Banfi e Hulk, e una scritta: "Dreamland: La terra dei sogni". Cazzo. Che sarà? Sembra... uno di quei cartelloni super hyppanti che fanno per pubblicizzare gli incontri di boxe, no? Invece è un film.
Un film iperpubblicizzato dal cinema dove sono e questo un po' mi suggerisce di non venirci più in questo cinema quà. Passa un giorno prima che mi ricordi di cercare informazioni a proposito di questo Dreamland. Poi la scoperta del secolo [...]

martedì 21 giugno 2011

I 5 motivi per i quali "X-Men L'inizio" non mi è piaciuto particolarmente


Ciao a tutti amici lontani e vicini. Perdonate la latitanza da queste parti ma tra gli esami che incombono, il caldo e gli impegni con TIS, tra cui la registrazione del podcast e la grafica del nuovo sito, ho davvero due spicci di tempo rimanenti. I miei due spicci quotidiani ho deciso di occuparli qua su Panino piuttosto che scrivere un articolo un po' borioso per l'altro lato della luna (non è escluso che lo faccia dopo aver scritto questo) e, più in particolare, parlando dei cinque motivi per i quali X-Men, il nuovo film, non m'è piaciuto particolarmente. Parliamo di X-men L'inizio, First Class, c'era una volta, quando ancora avevano le gambe e i capelli, roba così. [...]

venerdì 17 giugno 2011

Tira più un pelo di pixel che un carro di buoi (Parte V)



C'eravamo fossilizzati sui picchiaduro. Il problema è che nei giochi di menare c'è una certa concentrazione di qualità e quantità da fare impressione. Oggi variamo un po' che davvero delle tipe che si prendono a cazzotti ne abbiamo abbastanza. Ci torneremo presto che tanto ce ne sono a scatafascio.
Oggi analizziamo quella famosa azienda di Kyoto che c'ha fatto crescere a suon di funghi, tartarughe e principesse. Nintendo. Quella stessa Nintendo che ci ha abituato tutti a un fatto inoppugnabile: puoi anche salvare la principessa dalle grinfie dello stronzo, centinaia di volte, ma se sei bassetto, coi baffi e, sopratutto, fai l'idraulico, non te la darà mai. Al massimo una torta. Ma la torta è una bugia. [...]

giovedì 16 giugno 2011

Deep Sea: il gioco più spaventoso di sempre?


(In collaborazione con The Indie Shelter, però è una cosa troppo figa che non potevo non mettere anche qui, e poi siamo in linea con i survival horror di ieri!)

Privazione sensoriale. A suo modo è una bella parola, suona bene in bocca come un vino pregiato e fa sembrare che siate acculturati anche se, in pratica, non state dicendo niente di che. Privazione sensoriale significa privare qualcuno della possibilità di percepire uno stimolo sensitivo, sia questo la vista, l'udito, il tatto, l'olfatto o il gusto. Una pratica talmente interessante e simpatica che è stata spesso usata come tortura. In particolare, l'isolamento, nella fattispecie di assenza di stimoli visivi e uditivi, può provocare stati di ansia, depressione e nondimeno allucinazioni.
Ora, considerate questo sviluppatore indipendente, un audio designer, Robin Arnott, che ha sviluppato un gioco sfruttando questa reazione della mente umana all'isolamento. E considerate anche il fatto che questo Robin Arnott sembra essere un fan di Lovecraft, o perlomeno delle sue creature piene di consonanti che se ne stanno sul fondo del mare, nelle profondità inesplorate della terra, a riposare. Che potrebbe uscirne fuori? [...]

mercoledì 15 giugno 2011

l'angolo delle ludonostalgie canaglie (parte IV): Ville infestate, cittadine fantasma, alieni e dinosauri


Mi sa che l'ho già raccontato una volta, comunque quand'ero più piccolo (e l'età "playstation" coincide perfettamente con questo riferimento temporale) avevo una paura saltellante dei videogiochi horror. In realtà, quand'ero più piccolo, la sola parola "horror" accostata a qualsiasi cosa, un racconto, un film, mi terrorizzava ma coi videogiochi era diverso. La differenza tra i film dell'orrore e i videogiochi dell'orrore può sembrare sottile ma è molto, molto importante. Ne parleremo magari in un'altra occasione, in giacca e cravatta e tutti seriosi con i capelli tirati indietro con il gel, ma fondamentalmente si tratta del fatto che nel videogioco non basta assistere passivamente agli avvenimenti. Ne sei, in tutti i sensi, protagonista.
Oggi, nell'angolo delle nostalgie canaglie, facciamo questo speciale horror dedicato a quei giochi che mi hanno terrorizzato talmente tanto da avermi costretto a guardare ogni corridoio di casa con occhi grandi e spaventati. [...]

martedì 14 giugno 2011

A grande richiesta: I cazzi vostri: le (folli) tag di ricerca con cui arrivate sul blog 2


E' passato un po' di tempo dalla prima, indimenticabile, puntata di questa rubrica irriverente, paracula e al limite della legalità. Dopo il successo incredibile della prima edizione, "I cazzi vostri" non poteva che tornare più bello e splendente di prima. L'unica differenza con quanto avete già visto è che da quando ho conosciuto il potere delle tag di ricerca mi sono dedicato giornalmente a raccogliere le più belle, catalogarle e prepararle con attenzione certosina in previsione di questo meraviglioso appuntamento. Quindi direi, senza tanto stare qua a pettinare le scimmie, di iniziare con le prime domande\ricerche che vi hanno condotto sul blog (ricordo, per chi non lo sapesse che tutta questa roba E' VERA, cioé sono le vere tag di ricerca con cui i visitatori raggiungono panino al salame). [...]

lunedì 13 giugno 2011

The Witcher 2: Deo gratias.


(In duplice copia per The Indie Shelter, a proposito andate un po' a votare per il podcast)
Il primo "The Witcher" fu come l'apparizione della Madonna a Medjugorje che tira uno scappellotto a Paolo Brosio. Una gran bella sorpresa. Seriamente, al di là di tutte le pecche che aveva, pensare che fosse sviluppato da una software house polacca al loro primo lavoro, ha della manna del cielo o della botta di culo, fate voi. The Witcher si beccò talmente tanti premi tra critica e pubblico che divenne subito un'icona, un simbolo del gdr occidentale. Probabilmente uno dei migliori prodotti nell'ambito che uscirono per un bel po' di tempo. Merito dell'ambientazione e del personaggio, Geralt, preso in prestito dall'universo narrativo creato dallo scrittore fantasy Andrzej Sapkowski, dalla bontà del titolo e dalla generosità del team di sviluppo tanto magnanimo da regalare ogni dlc ed espansione che sarebbe uscita negli anni. E poi c'era la collezione di figurine che tutti vorremmo. Hai detto niente. [...]

venerdì 10 giugno 2011

Tira più un pelo di pixel che un carro di buoi (Parte IV)


Usciamo dal mood E3 e rientriamo in quello sbavante e inconcludente della rubrica più amata dagli italiani. Continua il nostro viaggio alla scoperta dei personaggi femminili più meritevoli del videoludo e, manco a farlo apposta, quello che ci troviamo davanti oggi è ancora un picchiaduro pieno di donnine nude che si menano di brutto. Uno dei migliori. Non tanto come picchia duro, quanto come donnine nude. Molto meglio delle bambolotte di Dead or Alive che abbiamo analizzato (capito? E' scienza) la settimana scorsa. Il gioco su cui puntiamo i riflettori quest'oggi è Soul Calibur. E le sue millantamila donne. [...]


giovedì 9 giugno 2011

Finale E3 2011: Cosa resterà (di questi anni 80)?


E anche quest'anno ci siamo portati a casa l'E3. Natale è finito, si smontano le luci, si ripongono gli addobbi, si getta dalla finestra il bambinello che porta sempre fortuna e ci si prepara per tirare avanti al netto della festa e della gioia infantile che solo la fiera del videogioco può regalare.
La domanda è: cosa resterà di questo E3? Quali immagini, impresse nella memoria, marchiate a fuoco nel lobo occipitale, ci accompagneranno negli anni a venire?
Per celebrare l'ultimo post dedicato a questo evento, nonché l'evento in sé, questo speciale è una galleria di immagini, di fotografie mentali di quanto non scorderemo giammai (nel bene e nel male) a proposito del itritutausandileven. Per altre chiacchiere in compagnia (sulle solite donnine dei videogiochi) ci si sente domani. Adesso spazio alle immagini! [...]

mercoledì 8 giugno 2011

E3 2011: Conferenza Nintendo: dove si fa una supercazzola talmente ben riuscita da ubriacare milioni di persone.


Nintendo apre vincendo. A tredici secondi dall'inizio della diretta, Nintendo si porta a casa il titolo di migliore conferenza di quest'anno. Un'orchestra intona il theme di Zelda, è tutta un'armonia di violini, contrabbassi, tromboni e altri strumenti che non conosco. Ma l'insieme suona in modo magnifico.
Sullo sfondo, il megaschermo mostra le immagini di gioco di tutti gli Zelda usciti fin'ora, ci ricorda che è passato un quarto di secolo dal primo, indimenticabile, capitolo e poi con un moto di generosità puramente nintendiano mostra qualche scena del nuovo Zelda: Skyward Sword.
Neanche il tempo di commuoversi, saltando in piedi sul divano e intonando la melodia con la mano sul cuore, che ti entra Miyamoto. Quel gran bel bambino di Miyamoto che non conosce l'inglese. [...]

martedì 7 giugno 2011

E3 2011: Conferenza Sony (con un pochino di quella Ubisoft): dove ci si cala le braghe e ci si meraviglia di quanto la Vita sia ingiusta.


Venti minuti di panico. Venti minuti in cui si ipotizzano i peggiori scenari possibili. Venti minuti di ritardi e problemi tecnici che Sony avrebbe proprio dovuto evitare per farsi perdonare il momento storico infelice. Sarebbe dovuta essere là, perfettamente puntuale: tutti profumati e vestiti bene. E invece, oltre che farti aspettare questi venti minuti di ritardo, Sony manda sul palco un Jack Tretton vestito come nemmeno i personaggi nel film di Roger Rabbit. Giacca grigia, camicia rosa salmone, cravatta blu. Una botta di nausea cromatica mi prende per lo stomaco e mi trascina nelle profondità del disgusto, giusto in quel momento esatto in cui Tretton si abbassa le braghe e comincia a fare scuse a destra e manca. Personalmente dice. Dice che sa del danno enorme. Che non succederà più.
Proprio mentre comincio a pensare che stia parlando proprio del modo in cui s’è vestito, Jack nomina il Psn e capisco il perché dell’umiliazione generale a cui si sta sottoponendo quest’uomo.
E’ un Tretton emozionato, al limite della tremarella. Parla del figlio deforme, del psn, lo fa con affetto quasi paterno. Sgozzate il vitello grasso (fortuna che Newell non cè), il figliol prodigo è tornato. [...]

E3 2011 Conferenza Microsoft (e un pizzico di quella EA): dove si spara a qualsiasi cosa si muova. O stia ferma.


L'inizio è quasi a sorpresa. Sono le diciotto e trentacinque, ora nostrana, e i megaschermi sul palco Microsoft si accendono, si fanno scuri se non per quel tocco di verde tipico che te li attraversa come una spaccatura. L'inizio è quasi a sorpresa perché al terzo anno che apri con Call of Duty l'effetto sorpresa te lo sei un po' giocato.
L'unica grande sorpresa è che al tipo che sta giocando si spegne il controller in diretta universale. Ed è un pochino una figura da cioccolatai svizzeri. [...]

lunedì 6 giugno 2011

E3 2011: Avere Grandi Aspettative


*Un bel articolo gemellato tra Panino e TheIndieShelter*

Ci sono due periodi dell'anno in cui mi sento ben disposto verso l'umanità: più buono, inutilmente felice, pronto a donare il meglio di me contagiando tutti col mio buonumore dettato dalla magia del momento. In cui l'aria è più frizzante e puoi cogliere l'eccitazione per l'imminenza dell'evento. Uno è il natale, l'altro è il periodo dell'E3. Il mio momento preferito tra i due -che Gesù non me ne voglia- manco a dirlo è proprio la fiera di Los Angeles.
Questa edizione 2011 si preannuncia bella ricca perlomeno su un paio di fronti e, in questo breve (?!) articolo di riepilogo andremo a vedere quali sono gli annunci e le sorprese dell'edizione di quest'anno oltre a, ovviamente, provare a beccare qualcosa in anticipo sparando a caso sul mucchio. [...]

venerdì 3 giugno 2011

Tira più un pelo di pixel che un carro di buoi (Parte III)


C'è un gioco che del suo cast femminile ne ha fatto un marchio. Ne ha fatto un motivo per comprare il titolo, per sbloccare i costumi e per mentire sull'età (facendoci diventare tutti dei matusalemme quasi centenari per accentuare il movimento "ballonzolatorio" dei seni delle combattenti). Un gioco che ha sfruttato l'idea dei peli di pixel che si picchiano con mosse ammiccanti in ogni modo possibile. Facendone perfino un gioco (giocabile con una sola mano; n.b.) in cui le stesse si divertono a giocare a pallavolo e si rilassano prendendo il sole mentre, con angolazioni da perfetti maniaci sessuali, i giocatori giapponesi (e non solo) possono spizzare ogni centimetro di pelle degli anfratti più nascosti nella meravigliosa anatomia femminile di queste donne con i visi perfettamente identici. Ma tanto nessuno ci ha mai fatto caso. Parliamo, se ancora non l'aveste capito, di Dead or Alive. [...]

giovedì 2 giugno 2011

"Ma come ti vesti?!" The Bouncer


Che i nerds ciccioni e brufolosi seduti dietro i pc delle software house non abbiano la minima idea di come ci si vesta è cosa risaputa. A parte Bleszinski, ma credo che lui venga "affittato" a mo di smoking, per fare bella figura all'E3 ma in Epic sono tutti cessi.
Il problema però, si presenta quando questi tipi devono vestire i loro personaggi e, sopratutto, quando lo fanno in modi che, secondo loro, sono "fichi". Solo per loro però, perché per il resto del globo sono semplicemente assurdi e ridicoli.
Il gioco che andiamo ad analizzare oggi è un titolo semi sconosciuto dell'allora non-morta-di-fame Squaresoft che, per eccedenze di cassa si trovò a spendere qualche miliardo per dar vita a tale merdoseria. Stiamo parlando di "The Bouncer".

mercoledì 1 giugno 2011

L'angolo delle ludonostalgie canaglie (Parte III)


Benvenuti ludoamici nel nostro ludoangolo delle ludonostalgie canaglie. Ok, prometto che smetto di parlare come un puffo. E' che in questa spirale di ricordi fatti di schermate, canzoni, immagini, anima e core, le parole sono sempre un tantinello di troppo, quindi faccio fatica a mettere insieme due frasi in croce per presentarvi la nuova puntata. Diciamo pure che quest'angolo si prefigge l'obiettivo di individuare uno o più giochi a cui ha giocato il nostro Mr.Plow, che sicuramente ci sta trollando tutti e non ammetterà mai di aver giocato a niente di quello che posterò in questa puntata.
Bene, visto che ho raggiunto il quorum di parole per l'introduzione, possiamo pure cominciare. [...]

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