martedì 19 luglio 2011

Splinter Cell Convinction: quel duro di Sam Fisher


Continuando la serie: "Giochi comprati d'estate a due spicci", ho acquistato (a 7 euro, nuovo) e terminato, l'ultima avventura del buon Samuele Pescatore. Questo Convinction tanto bistrattato dagli utenti e dalla critica che, all'epoca dell'uscita, si beccò più di una pernacchia collettiva. I motivi? Presto detti: tradiva le origini della serie, durava uno sputo, Sam era un personaggio fondamentalmente diverso e, sopratutto, era un titolo assolutamente troppo action rispetto agli altri Splinter Cell. Quanto c'era di vero? Tutto. [...]



Se Convintion avesse avuto un titolo diverso da "Splinter Cell" sarebbe stato un ottimo titolo. Così com'è, è un ottimo titolo con un nome che non gli appartiene.
Sam Fisher, infatti, non è più il tipo taciturno con la voce profonda in grado di far rizzare i peli del braccio (ciao Luca Ward, e grazie, è stato bello finché è durato) ma un tamarro bulletto che picchia la gente. Il suo essere rude, violento (ma tipo TANTO violento, che per chiederti se c'hai una sigaretta ti sbatte la testa contro il muro e ci gode pure) l'ha trasformato in una specie di Frank Castle, in un Punitore ambulante che spara in testa alla gente, non puoi capire che headshots che ti fa.


Lo stile di gioco è anche quello mutato da morire. C'è da dire che viene offerta una libertà al giocatore che gli altri capitoli di SC se la sognavano: si può cercare di approcciare il nemico cautamente, in perfetto ometto stealth quale Sam è, oppure smitragliare a raffica con la bocca storta, facendo fuori orde di guardie o, ancora, sfruttare i gadget in possesso del signor Fisher e ordire trappole perfette con cui eliminare le sentinelle nemiche senza nemmeno palesare la propria presenza. E funziona bene.
Ci si sente onnipotenti, nascosti dall'oscurità avvolti da una sensazione di "I'm Batmaaaaaaaan!" (rigorosamente con la voce catarrosa) che non funzionava così bene da quando ho giocato ad Arkham Asylum. Addirittura il sistema di UPN (Ultima Posizione Nota) funziona benino: praticamente i nemici assegnano una posizione al vostro Ghost, posizionandolo nell'ultimo posto in cui vi hanno avvistato e, sfruttando questa deficienza artificiale, potrete aggirarli e metterglielo in quel posto.
Quello che invece non funziona, nel senso che è piuttosto ridicolo da vedere, è il sistema di "rilevazione". Fintanto che la barra di rilevazione non viene consumata del tutto, i nemici non si interesseranno a voi che rotolate nell'ombra a cinque centimetri dai loro piedi. La qualcosa porta a scene anche piuttosto ridicole in cui Sam è accucciato sulle scarpe del nemico, rivolto verso la sua posizione, ma che non riesce a vederlo perché "in ombra". Ennò...


La storia riprende un po' dai vecchi capitoli, ma nemmeno tanto che poi, alla fine, è la classica storia di Tom Clancy: piena di ETM, MTP, PQM e tutte queste sigle da tre lettere che sono acronimi di dispositivi elettronici pericolosissimi. C'è il solito insieme di società terribilmente potenti con nomi terribilmente fighi -in puro stile americano- e gente che fa il quadruplo gioco da anni ma nessuno aveva mai scoperto e che però viene fuori prima del finale per pugnalarti le spalle, che poi invece no, alla fine era buono, però non tanto perché collaborava con... eccetera eccetera.
Tutta roba che funziona a patto che riusciate a dedicargli la giusta attenzione: cioè zero. Al di fuori di Sam (e al netto di Lambert, che ci siamo giocati nel capitolo precedente) i personaggi sono un po' puzzoni e inutili, tutti: compresi comprimari, protagonisti e cattivoni di turno. Eppure, nell'omogeneità della mediocrità del tutto (tranne Sam), la storia intrattiene e non distrae.


Stringendo, nonostante il gioco duri davvero uno sputo (credo di averlo finito in un paio di giorni di gameplay intenso... forse quattro ore? Comunque non più di cinque) rimane piacevole, divertente e pieno di approcci diversi con cui affrontare il tutto. Il nuovo Sam è rude e violento al punto giusto, un po' molto animale da combattimento, che fa a cazzotti col vecchio Fisher ma ha i suoi motivi.
Modalità online non pervenuta.
La cosa davvero inquietante è che dopo Silent Hill Homecoming, anche Sam somiglia un po' a Nathan Drake. Ci stanno invadendo...

6 commenti:

  1. Buuu, io non ho mai amato la saga di splinter cell a dire la verità, quindi se questo non c'azzecca proprio niente penso sia l'unico che potrebbe piacermi lol tanto il periodo estivo è scarso di novità qundi lo proverò sisi:

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  2. Io ci sono rimasto malissimo quando hanno sputtanato Lambert... non ti puoi fidare proprio di nessuno... comunque l'online è ottimo, forse la cosa meglio riuscita dell'intero gioco e poi c'è la co-op che merita: "una storia prequel di quella di Conviction giocabile in due giocatori con la durata di circa sei ore."

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  3. Cosa è diventato il vecchio Sam..già non mi è mai piaciuta molto la saga di SC, ma aveva quelnonsòche che mi attirava. Adesso che l'hanno fatto diventare un personaggio alla GTA ha perso anche quel briciolo di fascino che gli rimaneva :|

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  4. Splinter Cell è una della serie più bistrattate secondo me, figlia anche del fatto che, specialmente il primo doveva sopportare paragoni insulsi con altri giochi stealth (leggasi Metal Gear e Hitman), e secondo me i primi 3 capitoli avevano una qualità media altissima, difficilmente ritrovabile nei primi 3 capitoli di una saga, che di solito almeno un passo falso lo fanno. Poi il doppiaggio di Luca Ward, poi cambiato, era veramente qualcosa di straordinario nella storia del doppiaggio italiano dei Videogiochi, pareggiato solo da Melazzi in Max Payne. E dopo questo incipit dove avrete capito che ero un fan della serie "originale" avrete capito che questa svolta mi può solo lasciare allibito, anche se in realtà già con Double Agent si era fatto un passo indietro per me.

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  5. Io, pur essendo fan dei primi Splinter, questa divagazione l'ho apprezzata. Che poi c'abbia mille difetti è pacifico, però... c'ha quel fare testosteronico che spigne.

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  6. Eh, quello che caratterizzava i titoli precedenti era la prevalenza della pianificazione e del ragionamento sul fare testosteronico. Insomma, anche se viene data al giocatore la possibilità di agire silenziosamente perchè sbattersi se facendo il Rambo il lavoro viene finito prima e meglio?
    Il gioco può piacere, non lo metto in dubbio, ma se il protagonista invece di Sam Fisher fosse stato Tizio Caio sarebbe stato meglio, creare una nuova IP senza cercare di ingannare e spesso deludere i fan di Splinter Cell di vecchia data.

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