venerdì 8 luglio 2011

Deadpool, il nuovo mensile


Una entry rapida rapida, che Lunedì ho l'ultimo esame della sessione estiva e finiamo questa croce.
Stamattina ho letto il primo numero di Deadpool (con tanto di numero 0) e volevo scriverci due cosette. Intanto: Che bello! Il numero zero è per collezionisti! Ma anche il numero uno è per collezionisti, che c'hanno piazzato la sovraccopertina in pvc (= plastica schifosa) e due euro e venti in più sul prezzo! Numeri da collezionisti per numeri da collezionisti. Stampati in milioni di copie di tiratura, basti pensare che nella mia fumetteria c'era solo questa edizione con la sovraccopertina in pvc, quella normale era finita da un pezzo. Giustamente può essere pure che gli altri N clienti prima di me non siano così coglioni da spendere due euro e un pezzo in più per nulla, eh... capacissimo. [...]

Il numero zero si presenta bene, con una bella copertina rigida, ben impaginato: insomma non è uno spillato per buzzuri, è quella soluzione leggermente più elegante da "fascicoletto".
La primissima storia vede Deadpool intenzionato a girare un film sulle sue origini (che è un modo estremamente originale di narrare le origini di un personaggio, un meta-film nel fumetto). Nel tempo che trascorre a scegliere il regista giusto, il buon mercenario ci spiega un po' la sua storia, i problemi col padre, quindi la sua carriera da prezzolato con buoni sentimenti, quindi la sua storia d'amore, quindi il cancro che l'ha costretto a sottoporsi ai test di Arma X. Il tutto ha un buon ritmo, è disegnato bene ed è piacevole. Manca la classica ironia deadpooliana che non tarda ad arrivare nel momento in cui il regista mette su un film che è la summa di tutta la feccia hollywoodiana -Micheal Bay quell'incapace (e conosco gente che si farà km e km per andare a vedere Transmerda 3)- odierna. Una bella storiella di origini, niente da dire.
Il numero prosegue con un mega riassunto noiosissimo e inutile su tutta la carriera di Dead Pool, e poi con una di quelle bellissime storie degli anni 80-90 che ci piacciono tanto, ma così tanto, che non l'ho nemmeno sfogliata. Numero 0: chiumo.


Vai col numero uno.
Dopo aver scansato con attenzione maniacale, la preziosissima sovraccopertina in pvc e aver letto il bellissimo redazionale in cui il redattore fa il verso a Deadpool parlando con sé stesso[tipo così, no? Che poi è pure figo, perché alla fine è come se ti rispondessi da solo [ Esatto! Bravo [Grazie, Ciccio! [Di niente]]]], la prima storia è assolutamente fuori di melone. Deadpool che caccia squali, Deadpool che parla con uno squalo morto, Deadpool che realizza di essere una persona sola. Uno che vuole essere accettato.
Il suo tentativo di confondersi in mezzo alla gente, ovviamente, va a rotoli (sarà che sembra Freddy Krueger senza artigli? [Eh, mi sa]) e finalmente capisce qual'è il suo posto: Utopia, insieme agli X-Men. D'altronde, pensa lui, se hanno accolto Wolverine, perché non io?
Qui inizia tutta una parentesi anche sibillinamente profonda sull'emarginazione: Deadpool è un diverso tra i diversi, uno che non viene accettato dai suoi simili, figurarsi dagli esseri umani.
Quando finalmente Ciclope capisce quant'è razzista il suo ragionamento di estromettere il mercenario (lo capisce perché una Dazzler particolarmente tettona glielo ricorda), acconsente a far entrare Deadpool negli X-men, per un periodo di prova, sotto stretta sorveglianza dell'amica Domino.
Il numero prosegue con un Team-Up gratuito e anche abbastanza inutile, con Ercole.


Le mie speranze su un mensile di Deadpool erano circa sotto zero. Nel senso che, per quanto affascinante, è pur sempre un personaggio ultrasecondario e conoscendo i trascorsi di Marvel il trattamento riservato ai comprimari non è praticamente mai di buon livello. Invece mi devo ricredere: le storie sono scritte bene, disegnate con cognizione di causa, divertenti nel loro essere sopra le righe.
C'è addirittura quella venatura scomoda del "diverso" ancora più forte che negli X-Men dove i mutanti trovano conforto aiutandosi a vicenda.
Buone speranze per il futuro, aspettiamo il numero due.

6 commenti:

  1. Io di Deadpool conosco solo la comparsata su le Origini, in cui era praticamente cacca secca.
    Come personaggio dei fumetti però sembra interessante.

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  2. Personalmente ho trovato fastidiosissima 'sta cosa del redattore di imitare le voci nella testa di Deadpool...
    Io tra l' altro oltre ai numeri 0 e 1 mi sono fatto tentare dal fumettaro e ho preso anche il volume "Supereroi Marvel - Deadpool: Uno di noi!" che esce col Corriere della Sera e devo dire che è fatto bene, con storie inedite (che non sono poi così inedite, ma va ben...).
    Comunque Deadpool è un personaggio poi non così secondario... in America ha da anni una testa tutta sua e ci voglio fare pure un film.

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  3. a me Deadpool ha sempre affascinato come personaggio, è veramente tamarrissimo lol
    Hai fatto bene a prendere il mensile, imho meriterà, lo leggerei anch'io volentieri

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  4. Non sono espertissimo in comics ma Deadpool, nonostante il suo essere pun personaggio secondario, lo conosco di fama grazie alle sue battute, al suo generale essere fuori di testa e soprattutto al fatto che ho un amico che ne è appassionato e mi rompe sepre un po' le balle asd
    OT In bocca al lupo per l'esame! /OT

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  5. Grazie caro, crepi! E pure se non crepa che si faccia molto, molto, male.

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  6. Mi unisco agli apprezzamenti per Deadpool. Sarà anche un personaggio iper secondario, ma secondo me ha molto più fascino e carisma di alcuni personaggi principali.
    Peccato che nello stesso momento in cui si toglie la maschera io mi giro dall'altra parte, ma il fatto che si risponde da solo vince su qualsiasi altra cosa X°D

    ps: non conosco chi farà km e km per Transformers 3 in Imax 3D a Pioltello, ma ha tutta la mia stima!

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