martedì 27 settembre 2011

The Dome, la cupola del Re


Un mese e mezzo per portare a casa questa mattonella di libretto da milleepassa pagine. Tutto sommato nemmeno una quantità di tempo esagerata. Una corsetta piacevolissima per mano di Stefano Re, uno di quegli autori che raramente mi deludono (anche perché evito accuratamente la robaccia come Buick 8 -questo non riesco a distorcerlo in modo simpatico-, La bambina che si faceva Tom Gordon e il Bimbo Colorato). Due paroline, tanto perché era un po' che non scrivevo su Panino e anche perché, mi sa, che di Stephen non ho mai scritto nulla. E metti caso che capita qua lui lo deve sapere che io lo adoro. [...]


In un'intervista che ho letto qualche anno fa (a proposito, anzi totalmente unrelated, ho comprato "Come diventare se stessi" la mega intervista a DFW, Yuppidu!) Steve disse che la sua scrittura è paragonabile a un Big Mac. Nel senso che è buono ma estremamente rozzo. Per quanto delizioso sia il gusto, la sua scrittura è pur sempre un panino da autogrill, ben lontano dalla raffinatezza di molti altri autori. Secondo me il vecchio Steve ha inquadrato in pieno il suo stile di scrittura, però mancando una particolarità importante: i suoi libri, per quanto godano di alti e bassi clamorosi, hanno sempre quel buon sapore. È una garanzia mica da poco.


The Dome (da noi, in Italia, hanno ritenuto giusto togliere l' "Under" del titolo originale) è esattamente così. È un libro che ha il sapore de L'ombra dello Scorpione e di un sacco di altri libri targati Stephen King. È la storia di un paesino, marcio fino al midollo ma in apparenza come tanti altri (alla Lynch direbbe qualcuno) che viene isolato, per colpa di una barriera invisibile, una cupola, che lo separa totalmente dal resto del mondo. Si: è la storia del film dei Simpson, però Stefano ha fornito prove che lui l'idea ce l'ha avuta prima e pappapero.
Questo paesino, dove Big Jim Rennie, consigliere comunale, nella situazione d'emergenza assurge in quattro e quattr'otto al ruolo di dittatore. Dove le persone vengono facilmente ingannate dalla favella svelta e ammaliatrice del succitato ometto grasso che, ovviamente, non vede l'ora di togliersi dalle scatole il nostro protagonista, Dale "Barbie" (e via a plastica!) Barbara, l'unico abitante di Chester Mill con una carica militare, nonché la persona designata dal presidente degli U.S.A. a mantenere l'ordine nella cittadina. In una comunità che, ben presto, sviluppa una serie di leggi interne dovute all'emergenza e alla paura.
Il libro prende in esame una marea di temi, dalla facilità con cui si viene "ipnotizzati" dai politici, alla manipolazione della verità, fino ad arrivare alla crudeltà "innocente" dei bambini e, infilando di mezzo, una miracolosamente non stucchevole parentesi ecologica. La cupola diventa sempre più sporca: polline, smog e gas ben presto cominciano a rendere l'aria difficilmente respirabile e a risvegliare nei cittadini più soggetti alle malattie complicazioni di salute. A tutto questo si aggiunge la follia dilagante: quella proveniente da Rennie e dal suo impero del terrore che porta a delle rese dei conti sanguinarie e personali, e quella dovuta alla pressione, sempre più insostenibile, che i personaggi sono costretti a subire in seguito alle numerose morti nella cupola.


A dire la verità, di horror ce n'è ben poco. Ma voler cercare forzatamente delle note d'orrore all'interno di un romanzo di S.King (o all'interno di un romanzo qualsiasi) è stupido oltre che dannoso. Difatti i momenti meno riusciti dell'intero volume, sono quelli in cui si ha a che fare con il paranormale. Paradossalmente l'analisi dei personaggi e della situazione disperata di Chester Mill è molto più riuscita del mistero stesso dietro la cupola. Il finale sbrigativo, anche se qualche pagina prima il plot twist è significativamente impressionante, ne è una prova.
Non un libro perfetto, ma un romanzo d'avventura, di fantapolitica e di ampio-respiro-con-tanti-personaggi-che-a-Steve-ste-storie-ci-piacciono-tanto, che funziona benissimo e che non ho trovato mai pesante. Per tutta la malloppata di pagine. E ti pare poco?

4 commenti:

  1. Interessante la storia, mi incuriosisce come può svolgersi all'interno della cupola, peccato per la malloppata di pagine che mi demoralizza, se tu ci hai messo un mese e mezzo a finirlo non voglio immaginare io quanto possa metterci xD
    Pòer bisogna anche dire che il buon Stephen non mi ha mai annoiato leggendo i suoi libri, quindi magari un giorno potrei anche decidere di intraprendere l'ardua scalata nel leggerlo.
    ps: non avevi scritto niente sul Re fino ad ora? =O omg! non è da te, nonono

    RispondiElimina
  2. Avevo scritto solo del blog della Torre Nera! D:

    RispondiElimina
  3. Invidio la tua tenacia di leggere mille e passa pagine, io solo a vederlo da lontano lascio perdere.
    Ed è un peccato perchè come (quasi) sempre la storia è molto bella, anche se credo alla fine si riveli un pò scontata.
    Lo farò recuperare a mio padre, anche se da vero fan può darsi che già lo abbia :O

    RispondiElimina
  4. In giro avevo letto delle recensioni abbastanza negative, ma personalmente sono d'accordo con te... non sarà il miglior lavoro di King, ma ho letto di peggio e poi, appunto, non è mai pesante.

    RispondiElimina

Condividi!