mercoledì 9 novembre 2011

Costume Quest: il gioco che da bambino avrei fortissimamente voluto


Quand'ero più giovine avevo un sacco di voglia di applicarmi, un sacco di tempo da perdere e un gusto piuttosto spiccato per i meccanismi ricorsivi di ogni buon GDR che si rispetti. Per questo ho vissuto in pieno l'età d'oro dei giochi di ruolo giapponesi, su quella Playstation che, a posteriori, sembrava sfornare solo quelli o titoli pesantemente influenzati da quelli. Li ho giocati tutti: dai grandi capolavori a quelli sconosciuti, programmati da bambini tenuti in schiavitù da programmatori debosciati, e con ognuno la solfa era la stessa: una lunghissima scalata al livello più alto ripetendo compulsivamente i combattimenti, fossero questi casuali o non. Costume Quest è esattamente il gioco che avrei voluto giocare all'epoca. E me ne rendo conto perché, contro ogni probabilità, lo trovo delizioso perfino ora. [...]


Costume Quest ha già un annetto sulle spalle. Quando uscì su ps3 e 360, scaricai la demo, me ne innamorai, poi probabilmente mi tirai indietro al momento di sganciare i dieci euro. Era uno di quei momenti difficili, pieni di giochi in uscita (tipo ora!) e quindi, con la morte nel cuore vi rinunciai. Ora mi arriva questa copia da recensire per TIS, fra capo e collo, proprio in questa settimana in cui, per la maledizione di Greyskull, devo aspettare Sabato, il giorno della festa del mio compleanno, per ricevere suamaestaincontroversibileSkyrim.
Costume Quest è un RPG occidentale (dei Double Fine, quelli di Tim Schafer!), ma parecchio giapponese nei meccanismi. È la storia di due bambini che, nella notte di halloween, proprio durante la loro ronda di "dolcetto o scherzetto", si imbattono in un gruppo di mostri bruttissimi affamati di dolcetti. Mostri bruttissimi che, scambiando il costume di uno dei due fratelli per un enorme caramella, finiscono per rapirlo, costringendo l'altro a un inseguimento. C'è da dire che, se non ve ne siete accorti dagli screen, la grafica è diabetica. Del tipo che il tasso di zuccheri nel sangue schizza alle stelle ed è meglio avere una siringa d'insulina a portata di mano.


La particolarità del titolo sta tutta nel sistema dei costumi. È possibile raccattare in giro formule che spiegano come realizzare i travestimenti più disparati e poi trovare i materiali necessari, realizzando il capolavoro. Ogni costume ha un'abilità sul campo e una in combattimento che lo rendono peculiare e utile in ogni caso. Parlando dei combattimenti, sono la summa di ogni GDR vecchia maniera: tanti e tutti uguali. Fortunatamente non sono casuali e il modo in cui vengono presentati è abbastanza divertente da sviare l'attenzione dalla "piccola ripetita" (.cit) di fondo. Per quattro, cinque volte. Poi comunque rompe i coglioni. La cosa bellissima delle battaglie è che vengono rappresentati un po' alla Power Rangers: nel momento in cui la zuffa parte, bambini e mostri si ingigantiscono, assumendo sembianze molto più minacciose e "fondendosi" del tutto col loro costume dando vita a robot, ninja, cavalieri e Zucche parlanti.


C'è poi tutto un sistema di minigiochi, di collezionabili da poter equipaggiare per potenziare le abilità dei bambini e di modi, più o meno riusciti, di variare la classica formula di gioco, inframezzandoli a quei combattimenti angosciosamente identici. Tornando a monte, se avessi avuto un gioco del genere nel mio periodo da malatissimo giocatore di RPG (l'avrei probabilmente finito in due giorni...) ne sarei impazzito, costruendogli un altare dentro casa e venerandolo nei secoli dei secoli come "uno dei giochi più belli di". C'è tutto, unito a quel gusto particolare per l'avventura con il gruppo di bambini che fa tanto: "Yey! Troviamo il tesoro di Willy L'orbo!", l'umorismo sottile ma squisitamente alla portata di tutti e lo stile grafico zuccherosissimo, come quello che all'uscita mi fece stravedere per il primo Animal Crossing.
Per chiudere in tristezza, quindi, è un gioco che sto apprezzando tantissimo, ma per il quale mi rammarico di non avere una decina di anni di meno. Sigh.

3 commenti:

  1. Gioco beeeeeeeeeellissimo, la terza immagine è assolutamente epica.
    Peccato che non mi piace il genere, altrimenti 7€ glieli avrei dati <3

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  2. ma che è Blue Dragon? dai su se ti piace questo allora ti sarà piaciuto anche quest'ultimo! XD Forse 10 anni fa sarebbe andato anche bene, come hai ben detto, ma ora come ora..

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  3. Con la differenza che Blue Dragon si prende sul serio e questo, ovviamente, no.
    Ma tu sei un miscredente, non capisci la gioiosità.

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