giovedì 12 gennaio 2012

Zelda Ocarina of Time 3D e gli sproloqui di un giocatore abituato male


Quando il Nintendo64 si atteggiava spavaldo con i suoi sessantaquattro bit di potenza contro i miseri trentadue della Playstation, io avevo dieci anni e quei bit mi sembravano la cosa più importante del mondo.
I miei genitori, però, non la pensavano come me, e quindi tutte le lagne atte a strappare loro l'ultima console Nintendo furono piagnucolii gettati alle ortiche. Pura tragedia napoletana che veniva snobbata come un futile capriccio. Quindi, mentre il fortunato Tommaso, l'amichetto che abitava al piano terra del palazzo dove sta mia nonna, si bullava del suo Mario 64, io subivo, in silenzio. Giocando con i miei fottutissimi trentadue bit. Questo significa che, sì: mi sono perso il Mario che ha rivoluzionato i platform (recuperandolo poi su DS), e lo Zelda universalmente riconosciuto come il migliore della saga. Fino a che non me l'hanno regalato su 3DS. E qui comincia la nostra storia... [...]


Premessa: guardando quel barbuto di Robin Williams (l'ho scritto bene o ho di nuovo citato a sproposito quell'altro... sì, bene) che giocava con sua figlia Zelda all'uscita di OOT 3D, volli, fortissimamente volli, acquistare un 3DS con tanto di Zelda. Non la figlia, il gioco. Perché la vergogna per non averlo giocato ormai raggiungeva livelli terribili, del tipo che dovevo evitare l'argomento "Zelda" con chiunque parlassi, e quando veniva citato OOT mi toccava inventare una scusa tipo: "Sai che c'è? L'ho fatta a casa ma devo assolutamente fare una visita al bagno!".
E poi eccolo, il giorno di Natale, tutto bello impacchettato, con Link ed Epona che mi sorridono in una copertina stranamente colorata per uno Zelda. Senza manco un centimetro quadrato di oro. Lo scarto, lo inizio subito. Finalmente non dovrò più battezzare tutti i bagni del mondo ripetutamente.


E chiariamoci: il gioco è bellissimo. Graficamente il remake è davvero piacevole, l'effetto treddì in profondità è semplicemente perfetto (e poi sto 3D c'ha quell'inganno ottico che fa sembrare lo schermo più grande e quindi lo tengo sempre acceso, anche quella volta che avevo un mal di testa porco e col 3D al massimo mi pareva di viaggiare nelle dimensioni parallele), finalmente ha una traduzione in italiano che non ti costringe a smanettare con emulatori e file dalle dubbie provenienze, che è una cosa che ho sempre odiato. Insomma, bello, bravi, bis.
Finisco tutto il dungeon dei Kokiri, vado al palazzo di Hyrule, incontro la principessa Zelda, villaggio Calbarico. Tutto va a meraviglia. Certo, ogni tanto scricchiola, ma è pure un gioco che ha dodici anni, e qualche acciacco è pure normale che ce l'abbia. Ok, ogni tanto non è nemmeno così brillante o raffinato come lo sono stati i suoi seguiti, però, oh, quand'è uscito tutti zitti in religioso silenzio, perché quello era il massimo che si poteva immaginare. Quand'è uscito...


Il problema però è che il modo di giocare -perlomeno il mio- è cambiato. Paradossalmente non è OOT ad essere peggiorato, ma io, come giocatore.
Continuando nell'avventura mi accorgo di trovarmi spesso spesato, senza una meta ben chiara dove andare, senza frecce o freccette che indicano la strada o la quest da seguire. Insomma, senza tanti giri di parole: perso. Talmente perso che sono costretto a guardare una guida su internet per continuare, che è una cosa che non facevo da quanto, per l'appunto, avevo dieci anni, e il mondo di Final Fantasy VII mi spaventava con quella vastità immonda. E lo sapete qual'è il problema di cedere e consultare una guida? Che al primo segnale di difficoltà successivo alla consultazione, si torna al walkthrough, tirandole la gonna come fosse una mamma benevola e le si richiede di nuovo di prenderci per mano e guidarci.
E tutto è continuato fino a quando, davvero a pochi spicci dal dungeon finale, mi accorgo che per proseguire avrei dovuto avere un oggetto completamente opzionale -tranne ovviamente in quel caso specifico- che mi consentisse di accedere al dungeon d'ombra. Quindi sarei dovuto tornare tutto indietro fino al castello di Hyrule, cercare la fata che dispensava l'infausto potenziamento, tornare nel luogo dov'ero rimasto bloccato e... ho spento. Triste, come nemmeno Robin Williams quando s'è dovuto tagliare quella barbona che aveva, per girare lo spot di Zelda Skyward Sword, che sennò veniva uguale a quello di OOT3D.

E oggi, mesto, vengo a lamentarmi di come il passato fosse diverso. Di quanto i giochi ci abbiano abituato a facilitazioni in un casino di direzioni, infilate così a tradimento che neanche ce se ne accorge. Di quanto sia invecchiato male. Ma non tanto il buon vecchio Link. Io. Sigh.

7 commenti:

  1. Ormai è un probblema che riguarda quasi tutti! ci hanno abituato troppo bene, senza freccettina che ci guida siamo persi XD

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  2. Sad but True, come diceva l'amico James. Rabbrividisco a cosa vorrebbe dire giocare un Morrowind a caso, oggi!

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  3. Io non condivido... Ci sono da sempre stati giochi con qualcosa da fare, con un obbiettivo e una meta e quant'altro... Come ci sono stati quelli in cui era tutto una nebbia, un nebbione; col loro seguito di fan (non ero tra questi e non lo sono tutt'ora).
    È vero, all'epoca su un Final Fantasy a caso magari non andavi a guardare la guida ma giravi per tipo 27 ore a casaccio sperando di capire dove cazzo fosse il prossimo trigger che mandava avanti la storia, ma è una mera questione di tempo: oggi non puoi più permetterti di farlo (tu giocatore, intendo), perché sei cresciuto, perché lavori, in sostanza perché c'hai da fa'.
    Oggi come oggi prenderei Morrowind e lo chiuderei passato il tempo di perdermi (circa 12 secondi), esattamente come ho fatto quando è uscito.
    Un Baldur's Gate, un Icewind Dale (volendo restare negli rpg all'occidentale) me li sono rigiocati di recente, non ci sono frecce e freccine ma sai cosa cazzo devi fare, ti armi di razzi in culo e cammini per 46 mappe fino ad arrivare alla meta, ma ci arrivi.
    Baldur's Gate: 1998
    Morrowind: 2002

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  4. Ma a parte la mancanza di tempo, che condivido, personalmente è proprio la voglia che mi manca. Non ho voglia di girare in tondo per ore, alla ricerca della strada giusta. E mentre all'epoca spesso mi trovavo a tirare un gioco per i capelli per farmelo durare il più possibile oggi succede piuttosto il contrario, che mi tocca rusharlo per arrivare al finale con la voglia ancora di portarlo a termine.
    Poi certo, Zelda OOT di per sé non è un gioco che ti rende facile il compito di trovare la strada giusta...

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  5. Certo, perchè hai 10 fucking anni di più. Da ragazzino se ti davano una merda su cd, te la giocavi ed eri pure contento.
    Ora non vedi più il videogioco di per se come una cosa divertente, ma vedi il sistema di gioco definito e meccanizzato, che giudichi valido o meno a seconda del tempo che puoi dedicargli.
    Tornavi da scuola che non avevi una minchia da fare e ti sparavi 6-7 ore a un gioco di cui manco ti chiedevi se esistesse la guida, ora hai maturato una certa esperienza e maturità in fatto di videogiochi e lo analizzi più da esperto.

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  6. Questo perché si è abbassato il livello dei giochi, senza parlare della qualità, ma la durata di un gioco medio adesso è 7-8 ore, se ti va bene, con un'ora al giorno in una settimana l'hai finito, e sei pure costretto a dire che è bello, perché guai a dire che un Metal Gear 4 non sia bello, o un Portal/Portal 2. A quei tempi comprare un gioco di questo stampo, quindi un Final Fantasy, un Zelda, un Resident Evil che fosse voleva dire stare bene per settimane come attività videoludica, anche nerdandoci sopra a livelli che adesso sono improponibili. Quindi riprendere in mano ora giochi che dopo una settimana o più, invece di farci ascoltare qualche allegro motivetto come Still Alive con i suoi bei crediti ci incastra in Dungeon che sai che non sono nemmeno a metà del gioco, è normale che ti senti frustrato e spaesato. E ripeto la colpa è dei cessi di videogiochi di oggi secondo me, che preferiscono occupare tutto il DVD o Blu Ray che sia in grafica incredibile scordandosi che la gente vuole giocare e non guardarsi un film. Ma questa è un'altra storia, comunque sia non sei tu che invecchi, ma sei assuefatto al nuovo corso di giochi, quelli che finiscono, che sono facilotti e senza intoppi, quelli che noi (voi) chiamiamo capolavori.

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  7. Ma Imho non è vero che i giochi di allora erano più belli e quelli di adesso più brutti. E neanche anche il fatto che una volta duravano di più. Metal Gear Solid e Resident Evil te li finivi in 6 ore, come (e anzi, meno) i corrispettivi capitoli di oggi. Final Fantasy XIII dura esattamente quanto tutti gli altri capitoli: un centinaio di ore (demmerda, ok).
    E la colpa non è da imputare nemmeno all'attenzione particolare che risiede nella realizzazione grafica, semplicemente il modo di fruizione dei videogiochi è cambiato, anche perché s'è allargato il bacino d'utenza. Non tutti hanno la voglia\il tempo di stare dietro centinaia di ore a un gioco e chi vuole c'ha la sua nicchietta di titoli (Dark Souls, Skyrim giusto per sparare due titoli recentissimi). Il fatto è che per dare la possibilità di avvicinarsi anche a chi non ama questa tipologia di giochi, sono state introdotte delle semplificazione che oggi sono standard.

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