mercoledì 21 marzo 2012

L'angolo delle Nostalgie Canaglie (Parte IX)


Eh! Sorpresone! Dopo tipo mesi e mesi d'assenza, torna, probabilmente per l'ultima volta, l'Angolo delle Nostalgie Canaglie, perché dovevo farmi perdonare della mia assenza passata (e di quella futura, visto che il prossimo aggiornamento, se tutto va bene, sarà lunedì prossimo, e nel momento in cui questo post andrà online io sarò in viaggio verso Rapallo per l'IVDC). E poi oh, da quando ho smesso di scrivere dei giocattoli vecchi, mi sono tornate in mente un mucchio di cose: per esempio che sognavo di completare una raccolta delle uscite di "Esplorando il corpo umano", che non ho mai sopportato le Micromachines, che mi ubriacavo di Nesquick e che mi nutrivo di Ziguli. E che gli effetti di questi ultimi due punti si vedevano tutti. Quindi, per l'ultima volta (ma mai dire mai), stringiamoci tutti per mano e facciamo un salto a qualche lustro fa [...]


Dicevamo di quanto poco soddisfacente fosse giocare con la Fabbrica dei Mostri, l'equivalente per maschietti del Dolce Forno. Cioè, una merda, che i mostri venivano flaccidi e macchiati come nemmeno il vecchietto che abita sul pianerottolo di casa mia. E allora, cosa ti vanno a inventare? Il forno delle Tartarughe Ninja! Un fornetto dove, in barba a quello rosa che ci cucinavi i dolcetti da femminiella panzona, potevi cucinare dell'ottima pizza. Posto che tu, a dieci anni, sapessi cucinare della pizza. E che i tuoi genitori ti mettessero in mano un oggetto potenzialmente letale. Ammazza oh, fichissimo. La pizza veniva una merda e quel forno era probabilmente radioattivo come una supposta di Vicks Sinex.


Oh! Il Pisolone! Chi di noi non ha mai sognato di dormire nel ventre caldo di un coniglietto o di un orsetto? Prima che vent'anni dopo lo facesse davvero Bear Grylls, intendo. Questo bel saccone a pelo da due metri e mezzo, comodo da riporre quando Luglio avanza e la calda pelliccia della bestia si trasforma in un inferno di calore malvagio. Eppure a quel punto eri così affezionato e dipendente dal tuo Pisolone che, notte dopo notte, rischiavi di morire soffocato, col sudore alla gola, ma non l'avresti abbandonato. Mai. Perché abbandonarlo significava tornare ad essere una persona sola e non un bambino nello stomaco di un orso.


Befanone, Pasqualone, Primomaggione, Ferragostone e tutti gli -One. Ce li avevamo pure noi. Prima che diventassero interessanti come quelli di oggi, però. Nei nostri -One finivano gli scarti delle Buste Sorpresa. No, davvero. C'era roba che non era roba. Erano tanti pezzi di un passato lontano, che non avevano alcuna motivazione di esistere ancora, ma ai quali veniva concessa una seconda possibilità. Che poi, sempre all'epoca, essere maschio o femmina ai fini del Cos-One non era importante: cambiava il colore del fiocchetto ma l'inculata era sempre potente in attesa, all'interno.


Ore e ore passate a giocare con 'sti cazzi di chiodini. Chissà perché, che a rivederli adesso mi pare siano un giocattolo per bambini di due anni, e io ci giocavo quand'ero più grande. Tipo che vengono fuori un sacco di altarini con 'sta rubrica. Come la storia del Tirannosauro, quando i miei genitori mi ingannarono di brutto. Che periodo di merda l'infanzia, oh.


Ero bravissimo anche con questi! I Dadi! Ce ne avevo uno del Re Leone che fermati! Dodici pezzi di puro divertimento. Dodici pezzi. Difficilissimo, davvero. I miei genitori mi dicevano che ero bravissimo. Mi sa che mi prendevano per il culo, però.


I -bruttissimi- Cavalieri dello Zodiaco. Non ce l'ho mai avuto il cuore di dirlo, perché il cartone mi piaceva troppo, ma i pupazzini erano orrendi. Tutti rigidi, con quei bulloni a indicare le giunture, gli occhi alla Osvaldo Paniccia e le facce che non somigliavano per niente a quelle degli eroi che se le davano di santa ragione in barba all'amicizia, al senso dell'onore e alle parentele, solo per cercare di infilarsi sotto la lunga gonna di Lady Isabel. E quando gli mettevi l'armatura era pure peggio, che quella era sproporzionatamente grande e pareva quando tua zia ti regalava i cappotti di una taglia più grande "così quando cresce lo mette lo stesso".


I Lecca lecca delle Spice Girls.
Dio mio. Ho veramente perso gli occhi dell'innocenza.

Per finire, lui:



Il grande, inimitabile, BatRoberto. Un uomo così avanti da infilare la propria identità segreta all'interno del nome da supereroe. Accompagnato da BatCarlotta (oh, a quanto pare lo scemo è BatBruce... pardon, Bruce Wayne), in lotta col pessimo Jolly, interpretato da un magistrale Uan. BatRoberto era il mio supereroe preferito, quando ancora non leggevo nessun fumetto, perché ero piccolo ma avevo buon gusto. Vent'anni dopo m'è capitata la run di Morrison su Batman e ho pianto, immaginando quanto grandiose fossero in confronto le avventure di BatRoberto.

5 commenti:

  1. ahahahaha BatRobertoooooo, BatRobertoooooo, mi fa morire X°D a distanza di anni e anni, geniale soprattutto!
    Comunque il forno delle tartarughe ninja l'avevo rimosso e ricordo che era una delle cose più belle mai possedute.

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  2. Bei ricordi (più o meno)...

    Senti Fabio, ma per caso hai letto X-Men Scisma 1 ?

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  3. Non ancora. Mi Sto arrivando! Che ce l'ho sul comodino. Appena torno a Roma controllo!

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  4. aahhahah Questi sono i post che amo di più...
    riesci sempre a tirarmi fuori un sorriso :)
    comunque di ricordi assurdi su giocattoli vecchi ce ne sono in quantità, oserei dire che non c'è mai fine, quando pensi che finalmente hai parlato di tutto, ti sei fatto una risata su tutto, ecco che spunta un nuovo ricordo.. forse non sarà l'ultimo post delle nostalgiche canaglie :) chissà
    ciao Giulia

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  5. I Pasqualone li ho sempre desiderati, ma alla fine ricevevo (e ricevo tutt'ora) l'uovo della Kinder D:
    Per quanto riguarda il resto non ho avuto praticamente nulla, se non le action figures dei 5 samurai praticamente identiche a quelle dei cavalieri.
    Ah, ho completato la raccolta del corpo umano e amavo alla follia le MicroMachines.

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