lunedì 5 marzo 2012

Romanzo Criminale e Quello stronzo che non lo voleva guardare


Anni e anni di prodotti mediocri su polizia, carabinieri e parroci che si improvvisano super poliziotti, ci hanno convinto a migrare lontano dalle sponde dell'italico suolo per quanto riguarda fiction e serie TV. Pur con qualche rarissimo e ispirato capolavoro (uno: Boris), la qualità media dei prodotti per il piccolo schermo in Italia è avvilente. Nel senso che, a vedersele tutte, ci sarebbe da spararsi un colpo in testa e ciao ciao mondo. Proprio da questo nasce l'esterofilia dell'italiano tipo, che dopo essere cresciuto con serie TV americane, non vede alcun motivo per migrare, anche solo temporaneamente, su una serie TV nata qua in Italia. Tanto meno se questa è il fenomeno del momento. Insomma, stringendo, lo stronzo del titolo, quello che non ha voluto vedere Romanzo Criminale quando è uscita, sono io. [...]


Reduce da una sessione dura e pura, dopo essermi sparato le ventidue puntate che compongono le due stagioni in meno di due settimane (significa quasi ventidue ore di serie TV in meno di due settimane), non posso far altro che gettarmi coriandoli in faccia e vergognarmi. Perché Romanzo Criminale è un capolavoro, con le giuste proporzioni monetarie, è una serie che non ha assolutamente nulla da invidiare a quelle grandi e grosse produzioni americane che arrivano da noi spacciate come: "il grande capolavoro di". Romanzo Criminale è una serie che -incredibile a dirlo- ha sotto due palle così per quanto riguarda sceneggiatura, montaggio, fotografia, colonna sonora, tutto quello che fa grande una serie TV. Ed è un prodotto italiano, sì. Tipo uno di quelli che rimpiangeremo per il resto delle nostre vite. Una botta di culo più unica che rara. Un cigno nero. Irripetibile, proprio come le fortune -criminali- di cui beneficiò la Banda.


È così grande la sorpresa di trovarsi davanti qualcosa di così ben scritto da sentirsi spiazzati, come ogni volta che si scopre una grande verità. Per esempio, quella che dei personaggi possano risultare fantastici anche se hanno nomi simili a quelli del vicino di casa, se portano soprannomi a volte assurdi e ridicoli come Scrocchiazeppi o Ricotta o Dandi, ma anche tamarri come Freddo o Bufalo. O quella leggenda vagamente surreale che in Italia abbiamo attori -per di più giovani- che sanno recitare, e bene, e sono credibili pur senza tutti i colpi di testa di uno Stanis laRochelle. E che, per Dio, esiste qualcuno che sa selezionare, montare e esaltare una colonna sonora senza svilirla, e riesce nell'incredibile miracolo di piazzare BENE due canzoni di Vasco Rossi che in condizioni normali mi avrebbero fatto venire i conati ma, in quelle due scene, ci stanno. Eccome se ci stanno.
E poi, oh, c'è sempre quella sensazione assurda di affezionarsi a personaggi assolutamente negativi, caricati fino a diventare macchiette (Dandi, che poi  mi sa pure che è il mio personaggio preferito della serie, con quella sua evoluzione da vero e proprio Padrino) e messi davanti all'incontrovertibile verità che il crimine paga col sangue, sempre, ma insomma è qualcosa che ognuno di noi ha provato trovandosi di fronte a prodotti di qualità come i Padrino, o Scarface, o Quei Bravi Ragazzi.


Qual'è il mio consiglio, allora? Se anche voi la pensate come il me stesso di appena un mesetto fa, cioè che nessun prodotto nostrano merita una porzione di tempo così generosa della vostra vita, ricredetevi. Verrete piacevolmente stupiti da una serie televisiva che ha preso a schiaffi in faccia tutto quello che è apparso (e che probabilmente apparirà) su questo filone, in Italia. E sì, la cosa è un po' triste, ma c'è pure quella punta d'orgoglio per una fiction verdebiancaerossa talmente rara da poter dare alla testa.

7 commenti:

  1. sono assolutamente d'accordo con te! io ABORRO qualsiasi serie italiana che parla di polizia, crimine, indagini ris, cis viaggiare informati ecc. ma questa qui è una roba con i controcazzi! anche io l'ho vista tutta d'un botto sparandomi anche 4 puntate di seguito e mi sono ritrovato disperato mani nei capelli quando è finita perchè sai che non ci sarà mai più una terza serie. é duro dirlo, ma non ha difetti.

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  2. Il film di Michele Placido è semplicemente mediocre. Volevo dare una possibilità a questa serie, ma al solo sentire nominare Vasco Rossi prevedo che nella candidatura alla "Meglio Serie Televisiva dell'Italia Unita"© il mio voto andrà a Don Matteo 666. Felice di ricredermi.

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    1. Ahahah! Guarda, io odio Vasco. Davvero, tantissimo. Ma un paio di tracce, nelle decine di quelle che formano la colonna sonora del telefilm, ci stanno.

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  3. Il genere non mi intriga abbastanza da buttarmi nella visione, quindi sarò quella stronza che continua a non volerlo guardare.

    Inoltre un qualsiasi prodotto che rischia di rendermi tollerabile vasco mi fa paura, a prescindere da tutto il resto.

    Ad ogni modo fa molto piacere che alle persone di talento (incredibile ma devo concordare, esistono anche in italia) vengano offerte delle possibilità.

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  4. Dopo averti spinto milioni di volte a guardare la serie posso ritenermi soddisfatto, ed anche se il merito non è solo mio sono orgoglioso di te <3
    Romanzo Criminale è un capolavoro italiano, una di quelle cose da vedere assolutamente. La colonna sonora poi è, probabilmente, la migliore che abbia mai sentito in una serie tv.
    Purtroppo si porta dietro la croce dei ragazzini "coatti", che osannandola hanno impedito la visione a persone più serie. Roba del tipo "guarda che coglione quello con la felpa del Libanese", vedi Fabio.

    ps: il Bufalo per me rimane il miglior personaggio in assoluto, quasi tutte le sue scene sono epiche.

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  5. Vero per quanto riguarda sceneggiatura, regia e anche recitazione, ma avendolo visto tutto mi ha lasciato quella strana sensazione di aver visto una agiografia del criminale. Insomma, sembra quasi fatto per mitizzarne la condotta criminale e farlo apparire un brigante romantico. Brutta sensazione.
    domenico

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  6. Piuttosto, se non è mai stato detto, visto che siamo in tema, consiglierei L'ispettore coliandro. Sceneggiatura da urlo e due ore davvero spese bene. Ne vale la pena. ciao. domenico

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