sabato 7 luglio 2012

Mi ricordo di avere un Wii, presenta: Quella figata di No More Heroes


Eccolo, il secondo azzeccato acquisto di fila. Pagato una quindicina di euro, ed era quel gioco che mi avrebbe permesso di colmare due lacune: quella di giocare altri giochi belli per Wii e quella di non aver mai toccato niente che portasse la firma di Suda51. Particolare, quest'ultimo, che quasi m'è costato il saluto da parte del buon Davide di TIS. No More Heroes a vederlo con quel look stracool con il tipaccio che abbraccia la pupa bionda in copertina, imbracciando una spada laser, pare proprio il titolo più nerd del mondo. Conosco Suda di fama e mentre avvio il gioco spero sia all'altezza. Poi la figata. [...]


L'articolo sarà breve, conciso. Il gioco, da vedere, fa vomitare i dobberman. Nel senso che è talmente vecchio e brutto (a parte per la direzione artistica, sia chiaro, quella è da paura) che sembra uscito direttamente dai recessi più nascosti e oscuri della mente umana. Fortunatamente tutto il resto del comparto artistico, dalla regia, alla scelta delle inquadrature fino ad arrivare all'accompagnamento sonoro e al movimento dei personaggi è ottima. Questo compensa almeno in parte la lordura del resto. È come vedere una bella potta cosparsa di fango, insomma. Comunque, in ogni caso, una volta che si comincia a giocare ci si dimentica di tutto. Ci si perde all'interno di un sistema ben pensato, ragionato, che non s'è lasciato andare all'entusiasmo facile del: "Abbiamo il wiimote! Facciamo che si comanda come una spada!". Preferisce un approccio meno yuppidu ma più efficace, relegando l'attacco al tasto A e chi s'è visto s'è visto, infarcendo tutto con una serie di casualità e particolarità che arricchiscono il tutto e fanno in modo che sia sempre esaltante. Spettacolo.


Quello in cui NMH raggiunge l'eccellenza, però, è la scrittura, la scelta delle situazioni, quell'alone di grandezza che circonda i boss e te li rende indimenticabili come quelli dei cari vecchi giochi, quando sapevi a memoria le voci di tutti i boss di Metal Gear Solid. Ogni personaggio è particolare e ha un pattern d'attacchi (da imparare a memoria a livello di difficoltà difficile, perché sennò son catzi) specifico in grado di mettere in difficoltà il giocatore. Pure quello esperto e rincoglionitosi col tempo. Ed è anche in questo che NMH ti ricorda i bei tempi in cui affrontare un boss significava... uh, affrontare un boss. Prendere sveglie in testa fino a imparare come muoversi e quando colpire. Qua c'è.
E poi lo dico? Lo dico: ci sono un casino di citazioni a film, fumetti, videogiochi. Tanto per dire la storia parla di questa associazione di assassini e il protagonista deve eliminarli seguendo una lista di nomi. E gli scagnozzi, solitamente, sono vestiti di tutto punto con la mascherina nera sul naso. Dovrebbe esservisi accesa la lampadina Kill Bill. Se non l'ha fatto siete brutte persone. Ma lo stile ricorda molto Tarantino, non solo per la chiara citazione all'avventura della sposa.


I difetti: una città brutta quanto inutile (che sa tanto di parodia, e probabilmente lo è), un sistema di equipaggiamento un po' farraginoso, il potenziamento che è un po' imboscato e, sopratutto, la noia di dover girare per dover accumulare i soldi delle sfide d'assassinio. Il resto è ottimo, davvero. E trasuda stile da ogni poro, ha dei dialoghi tanto idioti quanto geniali e... non vedo l'ora di giocare il sequel!

2 commenti:

  1. Perché No More Heroes è un giocone? Risposta breve: non lo è.

    È un gioco di 10 anni fa, il problema è che visto oggi dà l'impressione di essere originale, bizzarro e quant'altro. Abbastanza da distinguersi dalla massa informe di giochi che, anche nei casi in si prova a fare qualcosa di diverso, si aggrappano disperatamente al concept ormai classico del videogame (basti guardare l'ultimo E3).

    No More Heroes ha coraggio di riportare ai giocatori il cazzo di divertimento, la non perfezione in ogni aspetto, la poca necessità di dover spiegare e rendere realistica ogni cosa appaia sullo schermo. Non chiederti perchè i nemici ti tirano palle da baseball, o perché il boss prova ad ammazzarti mentre canta, è così e basta. Devi stare zitto e essere pure contento.

    La sua originalità sta nell'essere non originale.

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  2. Mi piace molto la tua disamina e sono d'accordo. Quello su cui però non andiamo a braccetto e il non definirlo un giocone. Se fosse uscito dieci anni fa, sarebbe entrato nell'immaginario collettivo dei giocatori: Travis, Sylvia e i boss sarebbero diventati icone del videogioco, imho. E bon, secondo me per quello è un giocone.

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