mercoledì 19 settembre 2012

EDEN - It's an Endless World (ma mica tanto)!


Innanzitutto, Blogger ha cambiato interfaccia. Adesso è molto più brutta, molto più scomoda e molto meno funzionale. Però è minimale, che va di moda, e siamo tutti contenti. Seconda cosa, tanta fantascienza questi giorni su Panino, perché dopo aver parlato di Prometheus, oggi ci buttiamo su EDEN, manga di Hiroki Endou che dopo tante vicissitudine (vedi: Panini non c'aveva proprio tutta 'sta voglia di lanciare la Deluxe edition annunciata in pompa magna mesi fa) è uscito, finalmente, nei primi giorni di settembre in edizione definitiva. Mattonelle da quattrocento pagine e spicci, con sovraccopertina e carta bianchissima. Al modico prezzo di dodici virgola mecojo novanta centesimi.
[...]


EDEN racconta del solito virus sfuggito dai laboratori Garnier e pronto a infestare la terra con il suo carico di morte dopo atroci sofferenze. In particolare, questo ceppo, agisce sulle cellule indurendole fino al punto di trasformare i poveri infetti in statue di pietra. Liquefà gli organi interni e altre cose schifose che proprio non ti fanno venire la voglia di provarlo.
Il manga inizia raccontando di Enoa e Hannah, due ragazzini che a quanto pare sono immuni al virus, e Rain, uno scienziato omosessuale che non fa che spiegare quanto sia omosessuale ogni tre pagine e ti fa venire il sospetto che 1) finga 2) l'autore voleva provare il colpaccio e "scandalizzare" (di che poi? Il manga è uscito alle soglie del nuovo millennio, mica nel millecinquecento) il pubblico di lettori. Rain, crea questa specie di Eden per Enoa e Hannah visto che, secondo lui, quei due ragazzi sono l'ultima speranza dell'umanità. Ovviamente questo Eden viene attaccato prima di subito e le vicende fanno un balzo in avanti di svariati anni, cominciando a seguire l'avventura di Elia, il figlio della coppia.


EDEN, insomma, presenta questo scenario post-apocalittico nel quale la situazione dell'umanità è meno cupa di quanto si lasci presagire nel prologo (Enoa e Hannah non sono gli unici sopravvissuti) ma comunque disperata. Elia si muove in un mondo in cui il più forte domina e i più deboli sono condannati allo sfruttamento o a finire come vittime accidentali.
C'è anche la fantascienza (ovviamente, altrimenti non te la facevo quella premessa, no?): robot, androidi, esseri umani che hanno trasferito la propria mente all'interno di corpi robotici, eternamente giovani e capaci di collegarsi a interfacce di guerra micidiali.
Quello che mi ha colpito di EDEN è la pressoché totale assenza di speranza: non ci sono i classici siparietti da manga che anche nelle situazioni più atroci riescono a stemperare i toni; in EDEN si muore velocemente e in modo feroce, i deboli sono costantemente presi e rimessi al loro posto, a subire i soprusi di chi ha un'arma in mano. E anche all'interno della gerarchia dei forti vige una tensione costante che vive dei contrasti e delle nevrosi di questa gente pericolosa.
Insomma: trovate in fumetteria (presumo anche in edicola) il primo numero, io ve lo consiglio, perché è difficile trovare un'ambientazione del genere in un manga, specialmente se scritta così bene. Al netto delle supercazzole scientifiche con le note a piè di pagina, ché quelle per leggerle ho rischiato la cecità.

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