sabato 29 settembre 2012

Resident Evil... dio, com'è il sottotitolo che hanno usato questa volta? Ah sì: Retribution


Parlare male dei film di Resident Evil è come parlare male della merda: ridondante. Quando entri in sala a vederne uno lo sai che quello che stai per vedere puzzerà tantissimo, che dovrai sventolare un giornale subito dopo la proiezione per rendere l'aria un tantino respirabile e chiedere a tutti di uscire, per favore, e in fretta. È proprio nel DNA dei film di questa saga, con l'eccezione forse del primo, dignitoso, capitolo. Questo Retribution (per il prossimo io proporrei: Svalutation, con Celentano come guest star) però, è una di quelle volte nelle quali a seguito dell'espletazione delle funzioni corporali ti tocca evacuare la zona, circondarla col nastro giallo do not cross the line, e chiedere scusa a tutti, capo chino, spiegando che hai mangiato da McDonald la sera prima. [...]


Non sarò tanto cattivo perché il film parla male di sé autonomamente, anche solo nei primi cinque minuti. E poi perché è evidentemente una roba senza pretese, un prodotto che effettivamente non si prende sul serio. E ci mancherebbe.
A renderlo tanto pessimo (o così imperdibile, a vederla da un altro punto di vista) c'è tutto il gusto del trash tipico dei videogiochi giapponesi unito all'ipertrofica ignoranza degli americani. Una specie di grande puttanata globale, non saprei come altro definirla.
Il film è volutamente immondizia, non credo abbia pretese di serietà, sopratutto quando ti snocciola la storiella sul perché il virus s'è diffuso nel mondo e quasi ti scoppia a ridere in faccia. Una Ada Wong meravigliosamente scosciata laggiù nella calda Alaska ci spiega che gli americani hanno visto questa simulazione di una Russia invasa dagli zombie e si sono comprati il virus, così, perché cinquant'anni dopo ancora gli rode il culo per i comunisti. E poi l'hanno fatta vedere ai giapponesi, e ai cinesi, e ai russi ovviamente rinomatamente ancora in collera con gli americani per quella volta che Rocky sconfisse Drako, e poi pure a Franco, il giornalaio all'angolo, che i ragazzini ci fregano sempre i giornaletti e lui ha comprato il virus degli zombie così li incula. Tié.

"Guarda, de', è facile come fa una fotografia."

Ad aiutare Milla\Alice, c'è un Leon riscopertosi uomo virile, un nero con la canottiera ché in Alaska so' tutte storie non è vero che fa freddo, e Barry pescato direttamente dal primo capitolo dei videogiochi. Tutta gente che uccide zombie spezzandogli l'osso del collo, che poi è il minimo quando sei costretto a combattere contro un'orda di zombie-comunisti (eh, quelli nazisti li avevano già fatti) che ti inseguono con la moto sparandoti con dei mitragliatori. In un delirio di scene di gente che spara a casaccio che tanto mi hanno ricordato quelle finali di Bitch Slap (quello sì un gran film), c'è pure spazio per un mistero ancora più grande: l'incredibile bambina sordomuta che parla e ci sente ma pensa bene di fregare l'INPS per prendere la pensione di invalidità.
E poi c'è una specie di citazione ad Aliens, un lunghissimo combattimento finale a cazzotti in testa che nemmeno nei peggiori film di Bud Spencer, la tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita insegnata direttamente da Pai Mei, e un nugolo di zombie nuotatori. Tutto, come da tradizione, targato Umbrella. Col bollino in bella vista che manco fossero banane Chiquita. E dice: sembra proprio il videogiochino. Eh, e fa ride pure lì, figurati su un film.


Certo, ci sono molte verità da considerare: il film è pieno di potta. A partire dalla Jovovich che cerca di mostrarci le sue grazie com'è stato nella indimenticabile scena finale del primo capitolo (però sono passati dieci anni e un po' si vede); Ada la scosciata, conturbante come un ghiacciolo al limone, interpretata da questa orientale alta un metro e mezzo; Sienna Guillory che a me, oh, con 'ste brocche sempre di fuori, ha convinto; Michelle Rodriguez che come al solito quando la conciano bene sembra strabonissima e quando le piazzano la canottiera sembra un gorilla.
E poi basta, cioè: gli zombie comunisti, de'. Ma devo davvero scrivere altro?
Aspettiamo la prossima battaglia finale per l'umanità e poi quelle successive.

5 commenti:

  1. non sapevo se essere incredulo in sala o meno...una cosa la pensavo però...ma siamo arrivati veramente a questo?lo posso ancora definire resident evil o quanto meno FILM?

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  2. Ahahahah la bimba che tenta di fregare l'INPS è imbattibile, anche perchè sai che l'Umbrella ha venduto il virus anche a loro per combattere i truffatori si? Film pessimo a dir poco, anche se non è che mi aspettavo diversamente, ma almeno qualche trashata come nei precedenti che esclami "è na puttanata però è divertente", in questo film manco quello D: La scena finale poi..manco il Signore degli Anelli davvero. Non ci siamo proprio, un titolo del genere rovinato così D: Fammi consolare tornando al gioco va *w* (il 6 ovviamente)

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  3. bisogna dire però che il film sta rappresentando bene la serie originale in questi ultimi anni, visto il risultato degli ultimi tre capitoli!

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  4. Momento momento.. questo film di Resident Evil è chiaramente la miglior parodia mai realizzata!
    Perchè non venitemi a dire che tutta la sequenza di come hanno fatto girare il Virus T è realistica, dei zombie comunisti in motocicletta che fanno le impennate, il saper sparare tanto è come fare una fotografia, bestioni enormi presi a pugni o le molteplici ossa rotte inutilmente tanto continuavano a pistarsi di botte.. Altro che gli 11€ per il 3D, questo è da prendere anche in BluRay!

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