giovedì 15 novembre 2012

L'attacco dei giganti di Hajime Isayama (più facile no?)


Ogni tanto provo a dare fiducia a un manga che non conosco ma di cui sento parlare bene. L'Attacco dei giganti è stato proprio uno di questi casi: un salto nel buio, perché dietro non c'era nessun nome famoso e perché il tratto, così a occhio, mi provocava movimenti intestinali. Però tutti lì a dire: che bello, che bello! e allora, via, l'ho preso. Che tanto, abituato alle edizioni ultra deluxe a quindici euro con le pagine bianchissime lavate con Perlana, i quattro euro a volume de L'Attacco dei giganti sono un nonnulla. [...]


Di che racconta l'opera? Più o meno siamo di fronte a una variazione sul tema zombie. Un giorno arrivano questi inquietantissimi giganti antropomorfi che, non si sa perché e non si sa percome, vogliono solo mangiarsi tutti gli esseri umani. Schiacciati dalla forza bruta e dalla mole di questi bruttissimi e simpatici energumeni, gli esseri umani sono costretti a camperarsi dentro cinte murarie altissime che reggono fintantoché i giganti non se ne escono fuori col fratellone grosso. In quel momento, la popolazione è costretta a rinchiudersi in una cinta muraria ancora più costretta e ancora più alta.
In questa allegra ambientazione si muovono i protagonisti, Eren e Mikasa (che sono Il Tizio con tanta Volontà e la celeberrima Orfana presenti in ogni manga o storia giapponese che si rispetti), decisi a mettere fine allo strapotere delle bestie giganti.


Va che il primo numero è davvero bellino. Seriamente, perché altrimenti non avrei nemmeno iniziato a scrivere questo articolo, né tanto meno speso dodici euro per i successivi tre numeri (il quinto è in uscita in questi giorni). L'entusiasmo dopo aver completato il primo volume era tanto, vuoi perché ritmo e argomento erano un po' diversi da quelli degli altri manga, con questa violenza perenne e il disgusto costante per la mattanza per opera dei giganti, vuoi perché ha un colpo di scena finale da urlo, di quelli che solitamente dai manga giapponesi non t'aspetti mica. E così ero piuttosto esaltato, tanto da girare tutta Lucca comics alla ricerca dell'apparentemente introvabile secondo numero, raccattato poi a mezzo fortuna in un negozietto quando ormai tutti gli stand erano chiusi.
Sì, c'era il problema da non sottovalutare che l'Attacco dei giganti è un manga disegnato col culo, ma non da uno che col culo ci sa disegnare bene. Che le proporzioni sono sballate (e finché mi disegni questi giganti con la testona ci posso stare, ma gli esseri umani, perdindirindina), le prospettive sparate così a piacere e la dozzina di personaggi che appaiono tutti estremamente somiglianti. Però c'era sostanza, c'era un'impostazione diversa. C'era.


Il secondo numero ti poggia una mano sulla spalla e ti fa: ma davvero c'avevi creduto? Isayama, forte del ricordo della fiera nazionalità giappica, annulla il finale del primo volume. Così, solo perché m'era piaciuto tanto e probabilmente gli sto sul cazzo. Non solo: dà pure un calcio in culo a quel bel setting che s'era costruito, quella storia di zombie ancora più spaventosa perché i nemici sono alti dieci metri e i protagonisti sono dei pupazzetti. Sì, i giganti ci sono ancora (e il loro aspetto è perfetto in modo quasi disturbante, qua il fatto che l'autore sia una pippa completa nel disegno incredibilmente gli aggiunge spessore) ma s'è dovuto pasticciare con i protagonisti, renderli inspiegabilmente più forti, diciamo così, senza spoilerare, metterli sullo stesso livello dei nemici. E con un paio di tocchi da "maestro" ha riportato tutto il manga su livelli decisamente piatti. Nel tempo record europeo di un solo volume.


Che scrivere allora? Devo dire di essere piuttosto combattuto. Un po' dell'entusiasmo iniziale è rimasto, perché tutte le scene coi giganti sono favolose, anche se temo che prima o poi con una manovra da lestofante l'autore proverà a spiegare l'origine di questi mostri e allora sarà la disfatta totale del fumetto; d'altro canto, buona parte di quello che spingeva la lettura (il senso di meraviglia per una lettura cruda e diversa, e quel finale del primo volume) s'è perso con il proseguo.
Continuerò a dargli qualche possibilità, ma le aspettative sono calate di brutto, quasi riesco a immaginare tutto quello che succederà nei prossimi numeri e, in un fumetto del genere, è sempre la cosa peggiore. Waiting for: il figo che non sai se è buono o cattivo.

6 commenti:

  1. "Pluto" e "20 century boy" l'hai letti? Sto ai primi numeri e mi fanno molto ben sperare.

    Poi, non ricordo se e' stato gia oggetto di qualche tuo post, ma anche "Death note" mi ha colpito: dalle premesse sembrava una cosetta stupida, invece i primi 6 volumi sono carini (poteva fermarsi la').

    asdert

    PS. Io quelli che proprio non reggo sono i supereroi americani.

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    1. Wops. Ho appena usato la funzione "Cerca" del blog e ho notato che li hai gia letti tutti. E ti son piaciuti sembra. E allora? Perche' ti lamenti tanto dei manga :)

      asdert

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    2. No ma io i manga li leggo con piacere se ben scritti (figurati mi sto leggendo tutto One Piece che un mio amico, poco per volta, mi sta prestando), però certi personaggi tipici li mal sopporto.
      Urasawa, per esempio, è un po' una eccezione perché trovo che abbia un gusto molto occidentale (infatti quello che ho letto di lui mi è piaciuto praticamente tutto).
      Death Note mi è piaciuto fino alla morte di tu-sai-chi, poi diventa fondamentalmente un'inutile ripetizione del tutto!

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  2. Se leggi one piece ci credo che diventi mangafobico!

    Seriamente, ti ringrazio per aver portato con l'articolo l'attenzione su questo titolo, dato che vedendone i disegni mi sono abbastanza incuriosita da leggerlo. Mi sono quindi fatta prestare i capitoli dal mio zio giapponese e devo dire generalmente di non essere d'accordo con quanto dici nell'articolo, ma comunque l'ho trovata una lettura piacevole in certi aspetti (non lo reputo un capolavoro, intendiamoci) che probabilmente continuerò appena usciranno nuovi capitoli. Sempre che mi ricordi di farlo, ovviamente.

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    1. One Piece ha il grande merito di non prendersi mai mai mai sul serio. È una roba che apprezzo molto.

      Per quanto riguarda l'Attacco dei Giganti, se hai letto il primo volume e poi il continuo sai cos'è che mi ha fatto rimanere troppo male :(

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  3. ottimo manga ma edizione panini da movimenti intestinali .

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