martedì 18 dicembre 2012

Il fight club del libro - Ritorno al grande sonno


Che è l'abbiocco cosmico che mi sono beccato da un po' di tempo a questa parte. Un periodo di apatia generale per quasi tutto. Proprio non ci siamo, amici. Guarirà con l'atmosfera magica del Natale? Si spera. Nel frattempo sto guardando un numero indecente di film al giorno e sto scrivendo un altro romanzo che, speriamo, vedrà la luce nei primi mesi del prossimo anno. Vogliamo crederci.
La lettura procede anche questa a rilento, complice anche qui lo stordimento sensoriale di cui sono vittima, però ancora procede con un ritmo decente. [...]


Cronache del dopobomba
Philip K. Dick

Cronache del dopobomba, come lascia intuire il sibilino titolo del romanzo, racconta di una piccola comunità intenta a vivere in ciò che rimane del mondo dopo che lo spettro della bomba atomica s'è materializzato.
Dick rappresenta un universo che non è troppo vicino al nostro - perché nel romanzo l'umanità è già stata sconvolta da catastrofici esperimenti scientifici che hanno causato la nascita di veri e propri bambini deformi (chiamati focomelici) - ma che comunque presenta diversi punti in comune.
Se pure il romanzo non arriva a toccare, secondo me, le vette raggiunte con Scorrete lacrime e La penultima verità, contiene tantissimi spunti interessanti, specialmente nello scontro tra le due "divinità" con le quali la comunità si tiene in contatto. Uno, Walt Dangerfield, è un astronauta rimasto intrappolato nello spazio e quindi estraneo a tutto ciò che è accaduto sulla terra; l'altro è Hoppy, un focomelico che ha sviluppato terribili poteri telecinetici. Il personaggio di Dangerfield, in particolare, è eccezionale nel suo ruolo di dio malato e solitario che rappresenta l'esterno, la salvezza, la speranza per le persone intrappolate nell'incubo dell'apocalisse. Hoppy, al contrario, è la rappresentazione della distruzione, del volere cieco di violenza e potere che hanno portato l'umanità a estinguersi.
Nel mucchio tanti altri personaggi interessanti, figli di una fantasia eccezionale (indimenticabile Edie Keller, la bambina che parla mentalmente col fratellino nato come appendice mutante all'interno del suo corpo), e una serie di temi ricorrenti che, chi legge Dick, non potrà che riconoscere.
Consigliatissimo.



Il Mondo nuovo / Ritorno al mondo nuovo
Aldous Huxley

Questo libro è un capolavoro. E intendo tutto il libro, nella sua totalità composta tanto dal romanzo quanto dalla raccolta di saggi successiva.
A differenza di 1984 di Orwell (il paragone è d'obbligo, perché si parla di due tra le distopie più famose della storia, agli antipodi come concezione ma attualissime), Huxley predice un mondo nel quale la gente viene condizionata fin dalla nascita a essere felice. Tramite l'utilizzo di tecniche subliminali, le persone vengono educate ad amare quello che sono, a invidiare chi è più potente di loro, a commiserare chi è più sfortunato, a consumare sempre e comunque. A pensare solo e unicamente ai rapporti carnali senza che ne nasca alcun tipo di relazione, abolendo per legge l'amore, la coppia e la famiglia. La cultura è bandita, non esistono più i libri, e ogni pulsione dell'uomo e della donna viene addormentata con del soma, una droga che, non solo non è illegale, ma il cui utilizzo è fortemente consigliato dal governo stesso.
Se volessimo ragionare su quale delle due società distopiche sia più vicina alla nostra situazione attuale, se quella di Orwell (dittatoriale, punitiva, estremamente cupa) e quella di Huxley (falsamente felice, addormentata, condizionata), credo che dovremo puntare il dito su quest'ultima. Huxley aveva incredibilmente profetizzato (nel 1932!) una società addormentata dai piaceri, stordita, assolutamente incapace di reagire, non perché controllata dal pugno di ferro dei potenti, ma perché educata a non farlo.
Intere sezioni del libro mettono i brividi.
Ritorno al mondo nuovo è invece una raccolta di saggi, sempre di Huxley, che spiegano a più di vent'anni  di distanza dalla pubblicazione del romanzo come alcuni degli aspetti profetizzati nel libro abbiano trovato un loro corrispettivo nella società di allora.
Per me una lettura d'obbligo, così come 1984.



Il Grande Sonno
Raymond Chandler

È il mio primo Chandler e, quindi, il mio primo Marlowe. Un'esperienza del tutto particolare, visto che l'investigatore privato è una sorta di deus ex machina vivente. Un uomo che Chandler ci porta a pensare possieda qualche capacità al di là dell'uomo comune e, a dire la verità, al di là del poliziotto in gamba. L'icona stessa dell'hardboiled, il duro per definizione, Marlowe non è il semplice stereotipo dell'ispettore dei noir, è il personaggio che a quello stereotipo ha dato vita.
Si trova in un intricatissimo affare di ricatti, donne tanto belle quanto fatali, pornografia e violenza, all'interno di una società marcia dove nessuno ha scrupoli. La vicenda è complicata, perché evidentemente è frutto di una resa dei conti che è già in atto quando Marlowe arriva sulla scena. Le sensazionali intuizioni di Marlowe, che tende a dare per scontato che io, lettore, pigro e svaccato sul letto (in uno stato mentale ben al di sotto delle capacità dell'uomo comune, figurati dell'ispettore più ganzo del mondo), riesca a stare dietro ai suoi ragionamenti geniali, sono a volte troppo ardite.
Lo stile è eccezionale, con quelle similitudini geniali tipiche del noir; è secco, è teso, è descrittivo ma con un occhio particolarmente attento ai dettagli che caratterizzano personaggi e ambientazione.
Il finale è perfetto e mantiene l'ideologia malinconica di fondo, esaltando ancora di più il personaggio di Marlowe e il rispetto nei principi in cui crede. Meraviglioso.
Davvero un grande romanzo.




6 commenti:

  1. A me "Scorrete Lacrime..." non e' piaciuto piu' di tanto. Si, forse e' meglio dei piu' blasonati "Ubik" o "La Svastica sul Sole" ma sicuramente non mi ha fatto cambiare idea su Dick. L'altro famoso non sono nemmeno riuscito a finirlo, e non so nemmeno il perche' visto che l'atmosfera mi piaceva. Bah...

    Non resta che sperare ne "Le tre stimmate di Palmer Eldritch" che ho appena preso.

    asdert

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    1. Lo sto leggendo anche io! :D
      Vediamo, dai, speriamo bene. Per me quei due rimangono i due migliori.

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  2. Attendevo da tempo il tuo parere riguardo a "il mondo nuovo", vedendo i romanzi che hai precedentemente trattato. Mi trovo decisamente d'accordo riguardo al confronto huxley/orwell rispetto alla società attuale e considero questo libro un capolavoro assoluto, da leggere soprattutto per la luciditá con cui affronta gli argomenti trattati, mostrandoli nella loro autentica plausibilitá. Non è angosciante il libro in se, ma lo è il suo essersi cosí avvicinato alla realtá attuale.
    CAPOLAVORO.

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    1. Sì! Per molte cose mi ha colpito più di 1984! Come ho detto nell'articolo, straconsigliato!

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  3. Ciao, più che noir, Chandler e il suo Marlowe sono hard-boiled (come il fumetto di Miller e Darrow).
    Se non lo conosci ti consiglio Dashiell Hammett, co-fondatore del genere con Chandler.Salud!

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    1. Aggiungo alla lista :)
      Per ora ho preso Finestra sul vuoto, sempre di Chandler.

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