martedì 4 dicembre 2012

The Walking D(h)ead(shot) - il mid season finale


Oh, finalmente riesco a parlare di questo finale di metà stagione. Un finale che: ciao a tutti ci vediamo a febbraio, tanto chissene se vi molliamo in mezzo a una situazione nella quale dovrebbe essere un reato interrompere la puntata per una settimana, figurati per tre mesi. Un finale che è bello ma che allo stesso tempo, per chi come me ama il fumetto, è fin troppo edulcorato pur rimanendo un troiaio di violenza e cattiveria. Un finale che dobbiamo riempire novanta mesi di programmazione con sedici puntate.
Ma non ve lo ricordate quando le serie duravano ventiquattro episodi senza pause? Galeotto fu lo sciopero degli sceneggiatori di qualche anno fa. [...]


Della terza serie di questo The Walking Dead non si può che essere contenti. Non tanto, però, per l'effettiva qualità delle ultime otto puntate, quanto per un demerito delle altre due stagioni.
Questa terza, pur con tutti i suoi problemi (ma degli headshots ne vogliamo parlare? Sta diventando una cosa ridicola: sparano in corsa senza mancare un colpo, sparano attraverso la rete centrando ogni testa con precisione chirurgica, affrontano zombie a due passi centrandoli precisamente negli occhi; Carl ha ucciso Kennedy, altro che Oswald) ha ritmo, è cattiva e intrigante. Merito dei personaggi nuovi che sono stati introdotti, sì, come il nero galeotto che crepa nel giro di un paio di puntate e nessuno si ricorda il nome. Al di là di tutto, Michonne e il Governatore, che sono i due personaggi chiave della situazione (e due tra i più belli usciti fuori dalla penna di Kirkman) hanno fatto il loro sporco lavoro.


Un po' di delusione per il confronto tra i due c'è stato. Pareva che gli sceneggiatori avessero modificato fin troppo le cose rispetto al fumetto (nella serie cartacea è Michonne a finire ostaggio del Governatore e a subire abusi sessuali, non Maggie, anche se magari è stata tutta una scusa per farci vedere i ponpon della figlia di Hershell e allora sono tutti perdonati) ma alla fine si arriva in quella stessa situazione centrale: Michonne contro il Governatore. Il risultato è forte ma non fortissimo. Ché nel fumetto oltre a cacciargli una roba nell'occhio gli inchioda il... fa dell'altro, la simpatica Michonne, e quello è uno dei momenti in cui la spadaccina diventa una psicopatica coi fiocchi.


D'altro canto quella parte puramente d'invenzione della serie televisiva funziona un po' a forza. Andrea è diventata un personaggio raccapricciante (nonostante si infili a tradimento nelle inquadrature indossando solo biancheria intima), e il rapporto tra Daryl e Merle è fin troppo ambiguo, specialmente nel finale dove le cose sono messe così per far scena ma pare mancare un passaggio per rendere la situazione chiara. Se proprio dovessi togliermi un altro sassolino dalla scarpa, allora sarebbe un bel ciottolone a rappresentare l'attacco a Woodbury: la guerra dei fumogeni.
Per il resto bene, bravi, bis. Ora aspetta tre mesi dai, che tanto di vedere il Governatore che viene fraggato da Carl con un colpo alla testa direttamente dalla prigione a Woodbury ce ne manca assai.

Ah, dimenticavo: Tyreese uno di noi, col cappelletto alla Alberto Castagna ai bei tempi di Stranamore.
Love, love, love.

3 commenti:

  1. lo scontro tra michonne e il governatore mi è sembrato decisamente forte.
    quello che dici che capita nel fumetto (che non ho letto) mi sa che sarebbe stato un pochino troppo per la tv americana... :)

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    1. Sì, infatti. È una lamentela che lascia il tempo che trova, lo scontro così com'è è un bel colpo allo stomaco.

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  2. Spesso purtroppo faccio troppi confronti tra carta e cellulosa, ma TWD riesco e scinderli totalmente e considerarli praticamente due cose diverse...
    entrambe godibili.

    ovviamente l'ansia del fumetto è un'altro pianeta.

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