domenica 2 giugno 2013

I recuperi dell'estate: Lollipop Chainsaw AKA la gonna più corta del west


L'estate -quando arriverà- è uno di quei bellissimi momenti in cui recuperi videogiochi a due soldi, perché non esce niente e perché ti ritrovi con un sacco di tempo libero.
Sono lontano da quei bei tempi in cui mi portavo a casa una paccottiglia di giochi che sarebbe tanto anche definire monnezza (LOST, quanti ricordi), eppure la mia bella dose di pattume annuale, ossia tutti quei giochi che per un motivo o l'altro snobbo durante il resto dell'anno, me la vorrei proprio puppare. Quest'anno a dare il via alle danze (che saranno belle estese, vista la sottoscrizione a PSPlus e il download di Kingdom of Amalur comecazzosechiama, gioco che mi fece abbioccare alla grande già dalla demo) ci ha pensato una piacentissima biondina armata di motosega. Che poi è sempre il modo migliore di iniziare.[...]


Lollipop Chainsaw è il classico gioco da: "Vorrei comprarlo, ma sessanta euro so matti in testa". Pagato nove euro assume tutta un'altra luce, ve lo assicuro. La curiosità di provarlo è tutta merito del direttore esecutivo, quel Suda 51 che mi stregò un'estate fa con No More Heroes.
Nonostante dalla regia mi dicano che Suda ha ben poco a che fare con la Lollipop, le meccaniche alla base del titolo richiamano in maniera piuttosto viscerale quelle dell'avventura di Travis. Lollipop Chainsaw è un picchia picchia con una enorme dose di umorismo di fondo, non ha la coolness di No more Heroes, e nemmeno i rimandi palesi a Kill Bill (ma ce ne sono a Pulp Fiction!), e nemmeno il carisma di quei boss che quasi ti dispiaceva farli fuori, però almeno, dalla sua ha le combo di tasti, i potenziamenti del personaggio e, mica per niente, Juliet.


Inutile dire che Lollipop Chainsaw vive di fanservice a palla. Lo vedete dalle immagini, lo intuite dal titolo, potreste avere il sospetto sbirciando a proposito dei costumini sbloccabili per la bella cheerleader. Vi basta guardare una cutscene del gioco e vedere quale sia l'altezza preferita per l'inquadratura o ascoltare uno qualsiasi dei dialoghi che incontrerete nei livelli. O sbirciare negli obiettivi e scoprire che ce n'è uno che vi incita a guardare sotto la gonna di Juliet (come se non fosse la prima cosa che si fa appena avviato il gioco). In effetti il fanservice è proprio l'anima del gioco, perché su quello si basa anche buona parte della narrazione che è completamente nonsense ma ha il buon senso di non prendersi troppo sul serio e, sopratutto di non prendersi troppo tempo (leggi: Bayonetta). Tempo poi che gestisce in maniera stramba, preferendo una struttura contornata da pochissimi livelli (ma tipo sei, forse) che però durano tantissimo a paragone con quelli di un action medio. Fortuna (e buon senso) vogliono che esistano dei punti di salvataggio intermedi, negli stessi, che permettano una volta chiuso il gioco di riprendere in media res.


Ovviamente sono un casino le citazioni sparse per il gioco (uno dei livelli si chiama Fulci Theater, un altro O'Bannon Farm, e poi le prese in giro alla nuova abilità zombesca di correre come malandrini), sempre gustose, e non manca mai il gusto del ridicolo con battutacce, anche volgari, momenti in cui la narrazione impazzisce completamente e propone varianti di minigiochi come il basket zombie, o il baseball zombie, o una sezione a bordo di un taglia erba con You spin me round dei Dead or Alive in sottofondo assolutamente folle.
Insomma, per quanto mi riguarda il gioco funziona benissimo: è epigono di quelle meccaniche un po' legnose e di certo non tecniche come Bayonetta, che caratterizzavano No More Heroes, ma a quello aggiunge una rinnovata selezione di colpi e di extra che compensano con la dimensione narrativa slabbrata del titolo. A dieci euro è un grande acquisto. Vi mettete a casa un pezzo d'arte, come comprare un quadro del maestro Paniccia (anzi, un po' meno), solo con quel pizzico malizioso che mancava al Giotto di Terracina.
Probabilmente non è un gioco che vi rimarrà nel cuore (a differenza della sua eroina) per una serie di ingenuità e di lassismi evidenti, però è divertente, spensierato e grezzo. Che poi sono le caratteristiche principali dei giochi da recupero nel cestone.

1 commento:

  1. Chissà se faranno qualche patch per farla giocare senza mutande.... e si, sono proprio un porcone!

    RispondiElimina

Condividi!