giovedì 18 dicembre 2014

Quella sporca Dozzina - I miei 12 film del 2014


Ciao Ranocchi,
E' un po' di tempo che latito da queste parti ma, capitemi, tra il lavoro e altro® non ho mai tempo per venire a farmi due chiacchiere. Le classifiche di fine anno però sono un appuntamento che non manco mai, una robetta futile e trascurabile (a chi interessano le mie classifiche di fine anno? Oltre che a me stesso medesimo, chiaro), eppure mi piace scriverle e mi piace rispondere ai commenti e discuterne. Sono un tipo ordinato perché mia madre è sempre stata in grado di farsi prendere una crisi epilettica se vedeva qualcosa fuori posto, quindi mi piace ordinare tutto: quello che vedo, quello che leggo, quello che gioco. La mia vita è squallidamente organizzata in una sorta di competizione sempre aperta. Ma detto così è effettivamente tanto imbarazzante quanto deprimente. Sì, ecco, sarebbe almeno al secondo posto delle cose deprimenti di ogg- lo sto facendo ancora.
Quanto segue è la lista dei dodici film che mi sono piaciuti di più quest'anno, intendo usciti in sala da noi (o direttamente in home video in una circostanza).

martedì 4 novembre 2014

I cinque motivi per cui The Evil Within è esattamente il Resident Evil che volevo


E' il 2005, dieci anni fa, e Leon Kennedy finisce in un villaggetto ispanico dove gli abitanti sono tutt'altro che ospitali. Resident Evil 4 rende interessante agli occhi del mondo una console come il Gamecube che arranca alle spalle dell'ombra mastodontica della Playstation 2. In casa mia è grande festa: il gioco riscuote un enorme successo presso il mio genitore di sesso maschile. Un successo così prepotente che quel mio stesso genitore se lo gioca e rigioca fino al vomito. E, passivamente, me lo rigioco fino al vomito pure io, che assisto e ogni tanto intervengo con mano di Dio a toglierlo dai guai. Ci fondiamo quasi il Gamecube (comprato appositamente per il gioco, in versione limitata, emmecojo') con Resident Evil 4.

Dieci anni dopo, per me, la saga di Resident Evil si è fermata lì: il quinto capitolo è mezzo imbecille; il sesto sembra uno di quegli scherzi che proprio non riesci a capire. Revelations è un bel divertissement, ma gli manca del tutto la grandiosità che caratterizzava gli altri capitoli. E poi è spaventoso come una pernacchia al buio.
Ari-dieci anni dopo, esce The Evil Within, nuova creatura di Shinji Mikami, creatore originale della saga degli zombie di cui sopra. Via il dente: tecnicamente è un lavoro appena sufficiente, dal punto di vista di textures e pura potenza grafica, giocato su PS4 non rende onore all'hardware nemmeno per un momento. Non solo sono tornate quelle stramaledette bande nere sopra e sotto il quadro che nella mente di Mikami rendono tutto più cinematografico e nella mia mente invece sono solo brutte in culo, ma ogni tanto il gioco si permette di scattare. Si permette.
Tolto questo aspetto (che comunque viene compensato con una atmosfera strepitosa e scelte stilistiche fuori parametro), dopo aver posato il pad alla fine dell'avventura (sedici ore dopo l'inizio), mi sono reso conto che The Evil Within è esattamente il Resident Evil che aspettavo da una decade. Ecco i cinque motivi del mio entusiasmo. [...]

domenica 19 ottobre 2014

Stephen King, Mr. Mercedes e il pericolo scampato

Un lettore non può evitare di comprare il nuovo libro del proprio scrittore preferito. Non si tratta di fiducia e nemmeno di speranza è qualcosa di più vicino alla sensazione di "evento".
Quando esce il nuovo libro del tuo scrittore preferito tu vuoi esserci, poche storie. Che il libro poi sia bello o brutto (e King negli ultimi anni ci ha abituati a vette supreme e depressioni profonde) è poco importante, quello che conta è stringere in mano quelle costosissime edizioni con copertina rigida e sovracopertina e gridare al mondo: io c'ero.

Come dicevo, negli ultimi anni Stephen King ha dato vita ad alcuni lavori buonissimi (alcuni con punte d'eccellenza: 22/11/63 ma anche The Dome) e alcuni che sarebbe meglio dimenticare (il terribile Joyland, ma anche il risibile Doctor Sleep, reo di aver tirato in causa un vero e proprio mostro sacro).
La prima sensazione sfogliando Mr.Mercedes è che vada a incastrarsi facilmente nella seconda categoria: grida disperate di "lavoro minore" provengono da ogni pagina sfogliata. Sarà la grandezza del carattere scelto, gli importanti spazi tra un capitolo e l'altro, o semplicemente la -falsa- consapevolezza che King non è più in grado di lavorare in spazi ristretti e che gli serva un romanzo fiume per raccontare come si deve una storia.
Mr. Mercedes, insomma, inizia così: pessime sensazioni. Ma c'è l'evento, almeno quello, di tenere in mano una bella copertina con quel nome che campeggia nero su bianco.

venerdì 29 agosto 2014

Fargo, la serie - Il post Breaking Bad tra il fascino del male e il riscatto del mediocre


Ciao ghiaccioli all'anice,
Nella televisione post Breaking Bad è difficile imporsi. Produrre una serie televisiva thriller, inevitabilmente, ti pone di fronte a questo colosso calvo e malaticcio. Specie se poi le atmosfere e le tematiche che desideri affrontare sono quelle del noir. Ancora di più se vuoi raccontare una storia sulla fascinazione per il male e sulla rivalsa dell'uomo mediocre. Il professore di chimica che scopre di avere il tumore, questo personaggio che pian piano si lascia divorare dal male -dall'entità piuttosto che dalla malattia- è ormai diventato oggetto di culto, tanto da porsi come pietra di paragone per chiunque voglia battere la strada del thriller seriale.
A seguire queste orme, silenzioso come un fiocco di neve che cade sulla coltre bianca che ricopre Bemidji, c'è Fargo, miniserie prodotta dai fratelli Coen.

venerdì 22 agosto 2014

Il Fight Club del libro: Le meraviglie del Possibile


Ciao formaggini immaginari.
Ultimamente il fuoco della lettura si è ridestato nel sottoscritto. C'è stato un periodo di abbiocco totale, in cui comunque continuavo ad acquistare libri allo stesso ritmo e la cosa s'era fatta paradossalmente ridicola. Ho montagne di roba che ho la smanie dalla voglia di leggere.
Oggi però, in questo post sul morire di Agosto, un mese che è durato giusto il tempo di stiracchiarsi per gustarsi un attimo di vacanza, vorrei consigliarvi fortissimamente una raccolta di racconti che risponde al nome di Le Meraviglie del Possibile.
Dice: che è? Ventinove racconti di fantascienza pescati dalla sterminata produzione di numerosi scrittori di genere. Una roba che quando l'ho vista ho cominciato a tremare e schiumare dalla bocca per quanto ero gasato.
Sapete che adoro la fantascienza: vi ho già raccontato un sacco di volte del mio rapporto difficile con Philip Dick (e per fortuna che mi sono ricordato di mettere il nome, comunque qui, e qui, e qui, e probabilmente anche altrove), della stima infinita per Matheson, il Re del racconto breve (qui e qui, ma poi ho comprato e letto tutte le altre raccolte di racconti e sono tutte da avere), il mio amore per Bradbury (qui e quo) e le mie esperienze con Asimov (qua, e nonna papera).
In realtà quel giorno galeotto studiavo gli scaffali della sezione Fantascienza per portarmi a casa qualcosa di Wells. Peccato che l'editore che ha pubblicato i suoi racconti qua in Italia, per onestà intellettuale visto il prezzo richiesto, dovrebbe scrivere dietro al libro, proprio sopra al codice a barre: "MANI IN ALTO".

domenica 17 agosto 2014

Sei giochi del WiiU che hanno monopolizzato il mio tempo libero


Ciao Sbafi di cioccolato. Ultimamente trovo davvero poco tempo per scrivere perché sono sempre molto impegnato a giocare. Come vi avevo accennato qualche settimana fa, parlando delle scimmie che comandano il mondo, sono un neopossessore di un Nintendo WiiU che è quella console che i bambini si sbagliano sempre e comprano i giochi sperando funzionino sul Wii. Quando invece il nome diverso, la forma diversa, il pad diverso dovrebbero suggerire alle persone che, anvedi, è una cosa nuova. Anche il cartello nove metri per tre appiccicato sopra allo scaffale dei giochi recante scritta: "I SEGUENTI TITOLI NON FUNZIONANO SU WII" dovrebbe far accendere una lampadina nella testa dei bimbi, ma ehi, ognuno ha i suoi tempi. Mettere un 3 prima della scritta DS non è servito per spiegare la situazione. Né lettere, né numeri. Nintendo dovrebbe provare col simbolo di Batman.
Comunque, se volete le mie impressioni sulla console, il paddone, la dashboard e la filosofia volemosebene® che anima da sempre Nintendo, vi rimando al mio approfondimento su The Shelter. Oggi vorrei raccontarvi in poche parole dei giochi che ho giocato ultimamente per un numero di ore che, francamente, a guardarlo mi inquieta quasi un po'.

sabato 2 agosto 2014

Apes Revolution: Il Pianeta delle scimmie - La rivoluzione non c'è, ma il film è bello

Ciao Patati. Scusate l'assenza, ma qua l'estate si lavora e si fatica, quindi il tempo libero è poco e quel poco viene divorato dal nuovo acquisto di casa: Wii U. Se volete sapere cosa ne penso dell'ultima console Nintendo, potete andare qui. Se volete sapere cosa ne penso dei giochi che sto divorando, vi basta aspettare qualche giorno perché ho voglia di scrivere un articolo qua su Panino in cui ne parlo al volo.
Comunque, causa anche penuria cinematografica, mi sono allontanato dal blog per un mesetto ma torno, con buone nuove, in occasione dell'uscita di Apes Revolution: Il Pianeta delle scimmie. Che in originale si chiama come il film precedente da noi (Dawn of the planet of the Apes, l'alba del pianeta delle scimmie, perché all'epoca dell'uscita di Cesaretto nostro, i traduttori nostrani hanno ben deciso di tradurre "Rise" con "Alba". Tanto te pare che poi fanno un film che si chiama così? E infatti) generando una confusione non da poco. Resta comunque un fatto: l'unica salvezza in un'estate cinematografica da dimenticare è una scimmia. Una scimmia con un nome davvero fico.

venerdì 20 giugno 2014

The Congress - Del reale e del virtuale


"Arrivato" da noi con un annetto di ritardo, The Congress è un film di Ari Folman a metà tra live action e animazione. Ho virgolettato "arrivato" perché per andare a vederlo al cinema mi sono dovuto piegare a condizioni disumane e una sala da terzo mondo cinematografico con lo schermo più piccolo di quello del mio portatile (e che ridefiniva il concetto di formato panoramico con un telo che sarà stato 17:6, o una proporzione comunque mai sentita nell'universo) posto misteriosamente a qualche migliaio di metri di altezza. Non solo, perché all'uscita eri costretto a passare per un corridoio lugubre, con i soffitti che gocciavano acqua, in un cinema totalmente deserto (era l'una di notte e c'era una desolazione da cardiopalma). Se fossi andato a vedere un horror mi avrebbero trovato due giorni dopo, acciottolato a foglia morta sulla poltroncina.
Comunque zitto, che è già tanto che l'ho trovato, un cinema che lo proiettava.

mercoledì 18 giugno 2014

La filosofia del Trono di Spade - A cura di Henry Jacoby (fandom a estreme conseguenze)


Non un libro facile da reperire, questo La filosofia del Trono di Spade. Anzi, diciamo pure che quando l'ho chiesto in libreria il commesso m'ha mollato una pacca sulla spalla e m'ha detto "too' scordi". Bene, ho pensato, dovrò procurarmelo per vie illecite e leggerlo su Kindle.
In realtà non c'è stato bisogno, perché confermando la teoria del dietroungrandeuomo (ti piacerebbe, Fa') la mia grande donna l'ha trovato. Le è probabilmente costato un patto col demonio o una scarpinata fino al centro di Roma nella prima calura estiva (più o meno due ignobili sorti equivalenti), ma l'ha trovato e me l'ha regalato.
La filosofia del Trono di Spade è quello che succede quando un gruppo di professori di filosofia si appassionano alla saga di Martin. Tempo fa ho letto La fisica dei Supereroi, nel quale un professore di fisica, tale James Kakalios, prometteva di spiegare la fisica applicandola al meraviglioso mondo dei supereroi. Lo comprai con l'intendo di superare l'esame di Fisica I che mi tormentava da mesi. L'esame non l'ho superato (mai, tanto che poi ho cambiato facoltà) ma il libro mi era piaciuto moltissimo.

martedì 17 giugno 2014

Game of Thrones Stagione 4 - Considerazioni sparse


Questa mattina mi sono alzato e la prima cosa che ho fatto è stata tapparmi le orecchie e cominciare a urlare BABABABABA. Ho acceso il computer, mi sono coperto gli occhi mentre entravo su Facebook e, tanto per sicurezza, ho continuato a urlare BABABABA. Sicuro che qualche stronzo ce l'aveva già scritto, là tra i post che compaiono nella bacheca, per filo e per segno, il finale della quarta stagione del Trono di Spade. Sicuro, mi ci sarei giocato una palla se avessi saputo cosa farmene di un terzo testicolo.
Allora, svelto svelto, come il sapone dei piatti, e in preda al terrore, ho cercato l'episodio in streaming, sottotitolato, e non mi pareva vero: stavo per vedermi il finale di stagione senza che nessuno mi anticipasse nulla. Ce l'ho fatta, comunque, solo che poi ho pensato che per continuare le (dis)avventure di questi personaggi a cui ormai sono enormemente affezionato avrei dovuto aspettare un anno. Dodici mesi. Trecentoeunpacco giorni. E m'è presa davvero a male.
Quello che segue sono considerazioni sparse sugli avvenimenti accorsi in queste dodici puntate.

domenica 15 giugno 2014

La critica ai tempi del colera - le menti più illuminate al servizio degli Store online (Episodio 3)


Settimana un po' lunga e impegnata, quindi non ci siamo sentiti poi molto. Torna però a grande richiesta La critica ai tempi del colera, sempre più impestata di buon gusto e opinioni chiare e ragionate. Per tutti quelli che leggono per la prima volta questa rubrica: si tratta di recensioni degli utenti che potete trovare davvero sul Google Store di Android. Sì, esiste gente così. Avete voluto la democrazia digitale, e ve la beccate fortissima in petto come un treno di Italo.

Ma bando alle ciance (che tanto questa introduzione non la legge mai nessuno) e andiamo a conoscere i concorrenti di oggi e il -luttuoso- caso della puntata.

martedì 10 giugno 2014

La lista Male-Chittese-Bene dell'E3 2014 di Microsoft e Sony


Come ogni anno bisogna spendere due paroline per le conferenze di Microsoft e Sony.
Quelle EA e Ubisoft sono sempre più accessorie perché si sparano le pose nelle due conferenze grosse e poi per il resto fanno vedere i giochi che non interessano a nessuno, tipo Just Dance.
O quello delle macchine dove improvvisamente farti un viaggio di sei ore diventa una figata ma allora, dico io, piglia la Tiburtina alle sei e mezza quando esce la gente dall'ufficio e stai a posto.
Bisogna dire che sono state due conferenze belle piene di roba, alcune cose -inaspettatamente- interessanti, altre inutili come poche, però sicuramente due show che hanno messo in chiaro che i giochi stanno arrivando e pure di un certo spessore.
Insomma, due conferenze dalle quali sono uscito mentalmente devastato, perché ben conscio di dover spendere al più presto 4 piotte per una PS4 nuova di zecca, quando la medesima somma sarebbe stata destinata molto presto a nuovi componenti per PC, perché quando ho comprato il mio mia nonna aveva ancora il ciclo.
Quello che segue è organizzato secondo la rigorosissima lista: Male-Chittese-Bene, dove elenco quello che mi è piaciuto meno, quello che proprio non mi fa né caldo né freddo e quello che invece mi ha gasato e convinto ad accattarmi (non so con quali soldi) una Playstation 4.

domenica 1 giugno 2014

Edge of Tomorrow - Tom Cruise e il Giorno della Marmotta


Che la fantascienza se la passi male è una verità che scrivo all'inizio di tutti gli articoli in cui parlo di fantascienza. Ormai è un rito e non posso infrangerlo nemmeno questa volta. L'anno scorso qualcosina s'è visto: Looper aveva un primo tempo molto caruccio che poi si ammosciava con l'arrivo del "fijo de Satana" (come è stato ribattezzato in sala da me); Elysium c'aveva quella politica marxista che fa tanto furore ma poi si risolveva tutto a schiaffoni in faccia e ci rimanevi male; Oblivion era completamente mangiato da un Tom Cruise perennemente affetto da cazzodurismo che, perfino nel post apocalisse, non poteva esimersi dal raccontare quanto fosse stato ganzo l'ultimo super bowl.
Dicono che sono un po' prevenuto verso Cruise, e sì, è così, per questo quando ho visto il trailer dell'ennesimo film di fantascienza con protagonista il gran figl.di putt. lup. mannar. di Scientology ho quasi sboccato. E invece?

lunedì 26 maggio 2014

X-Men: Giorni di un futuro passato - Post-adolescenti istruzioni per l'uso


Il mio rapporto con i film degli X-Men, raccontato in una parola per pellicola: bello (X-Men), bellissimo (X-Men 2), sciolta (X-Men: Conflitto finale), ridicolo (Wolverine: Le origini), carino (X-Men: l'inizio), insipido (Quell'altro film di Wolverine che va in Giappone, beato lui). Fine dei convenevoli.
La linea di confine sottilissima che esiste tra quei film che guardi con piacere e quelli che vorresti strapparti gli occhi e sgranocchiarli al posto dei popcorn dipende da diverse cose: prima delle quali è che Wolverine ci ha pure un po' scassato la minchia (e pensa Hugh Jackman quant'è contento di dover fare la stessa posa in tutti i poster da diciotto film a questa parte), e non perché non sopporti Jackman, ma perché ogni film degli X-men è wolverinecentrico. Pure in X-Men: L'inizio, dove non c'entrava una cippa, appariva e si rubava la scena, con quell'attitude da badass con la ciospa tra le labbra. Però devo dire che: il trailer di questo capitolo scioglilingua era davvero ben realizzato, c'è la figlia segreta di Jennifer Lawrance e Grande Puffo e, soprattutto, c'è Fassbender. E poi, tanto inutile girarci attorno, io questi film vado a vederli tutti, perché poi mi piace parlarne qua.

giovedì 22 maggio 2014

La critica ai tempi del colera - le menti più illuminate al servizio degli Store online (Episodio 2)


Belli e belle, prima di iniziare col solito carrozzone di fenomeni gasati come una Fanta, volevo tirare un paio di ringraziamenti per il successo del primo episodio. Non lo so se per etichetta si fa o no, ringraziare, però ha tipo quasi 300 tra mi piace e condivisioni su Facebook, e mi ha scritto gente che non sentivo da una vita (o che non avevo mai avuto il piacere di conoscere) per lanciarmi un abbraccio e un ringraziamento per le risate. Be', grazie a voi! Uno scrive (o depreda il Play Store) per essere letto, e quando pensa a una rubrica del genere la cosa migliore che gli possa capitare è essere contattato con un sorriso.
Quindi, negli ultimi giorni mi sono messo di buona volontà e ho trovato un nuovo scoop sullo store. Uno che, per come la vedo io, c'entra sempre coi tizi che passano dietro gli occhi dei gatti, nelle stanze. A volte.
Chiudo, prima di passare ai protagonisti di questa puntata, dicendo che se avete segnalazioni da fare potete mandarle sulla pagina Facebook di Panino, oppure tramite mail. Oppure mi contattate direttamente che facciamo prima. Buon divertimento!

martedì 20 maggio 2014

Solo gli amanti sopravvivono - Adamo, Eva e la fine del mondo


Scusate se anche questa settimana il tempo è quello che è, e mi riduco a scrivere questi post all'ultimo secondo. Proprio ora, in questo momento, mentre scrivo, dovrei invece avere un libro sotto al naso e studiare per l'imminente esame di questa settimana. Invece no, perché è giusto trovare il tempo anche per Panino.
Soprattutto è d'obbligo parlarvi di Solo gli amanti sopravvivono (bruttissima ma decisamente scusabile traduzione di Only lovers left alive) di Jim Jarmusch, uscito nelle sale italiane qualche giorno fa e, a giudicare dalla poca gente in sala ieri sera, ingiustamente snobbato dal pubblico. Perché è così giusto parlarne? Perché è un film davvero bello, probabilmente uno dei più belli che mi è capitato di vedere nell'ultimo periodo. Forse addirittura nel corso del 2014. Tiè, l'ho detto. E mo' viemme a di qualcosa.

venerdì 16 maggio 2014

Godzilla - un po' sì e un po' no


Col tempo ho capito che io e i film di mostroni non andiamo d'accordo. Più o meno un anno fa quando tutti si esaltavano per Pacific Rim e io me ne stavo in disparte col sorrisino finto a fare sìsì e dire che mmm, sì, carino, ho capito che c'era qualcosa che non andava. Che forse non riesco a spegnere la razionalità di fronte a un film che ti richiede espressamente di farlo. Però, dall'altra parte, sono totalmente affascinato dall'idea di questi mostri giganteschi (sei cresciuto con Lovecraft, bello mio, che pretendi?) che potrebbero spazzare via l'umanità con un soffio.
Il problema non sono mai i mostri -o i robot- ma il contorno: le didascaliche, stupide, incredibilmente idiote storie che si scelgono per il personaggio protagonista. Per questo Cloverfield mi era piaciuto molto: perché sì, la love story è didascalica, stupida e incredibilmente idiota, ma nell'economia del film pesa poco.
Ora, Monsters, l'unico altro film del giovane Gareth Edwards, dietro la macchina da presa per questo Godzilla, è tutto un contorno, nel senso che l'hanno girato con dodicimila lire e un panino alla mortadella, e i soldi per fare i mostri non ce li avevano, però è un contorno di qualità. La paura era che quando ti danno un mazzo così di soldi e ti dicono: ciccio facce Godzilla, ti fai prendere un attimo la mano.

martedì 13 maggio 2014

I film della mia vita: Il grande Lebowski (oppure: Smokey, segna zero!)


Lo stesso Spipolo che mi ha dato l'idea per la rubrica, qualche giorno fa si è presentato da me con un regalo: il bluray in edizione limitata del Grande Lebowski. Ora, Spipolo conosce benissimo la mia adorazione per il film dei Coen e quindi sapeva perfettamente, la reazione di gioia misto sorpresa misto chittechamannato che avrebbe scatenato.
Ovviamente, se siete qui a leggere, avrete intuito che Lebowski è nell'elenco dei film della mia vita. È la mia commedia preferita, il mio film preferito dei Coen (nonostante adori poi praticamente tutti i loro lavori) e un interessante modello di vita.
Visto che non c'ho una lira e che è stata una delle sorprese più belle (e gratuite) che abbia ricevuto negli ultimi tempi, permettetemi di dedicare questo post all'amico di cui sopra. Un bel grazie e un abbraccio a Luca.

domenica 11 maggio 2014

La critica ai tempi del colera - le menti più illuminate al servizio degli Store online (Episodio 1)


Da quando ho uno smartphone con sistema Android controllo molto più spesso lo store online. In realtà senza un motivo ben preciso: controllo le ultime uscite, leggo distrattamente le descrizioni, presto poca attenzione alle stelle del voto e ignoro le recensioni. O almeno le ignoravo fino a qualche giorno fa.
Poi ho capito che la più grande invenzione dell'uomo dai tempi in cui inventò il cavallo sono sicuramente i commenti sugli store online. E sono sicuro che c'è dietro una corporazione mondiale che studia la possibilità di far sfogare l'idiozia dell'umanità attraverso il Google Store.
Fatto sta che ho passato gli ultimi giorni a racimolare recensioni di stimati professionisti del settore, al solo scopo di presentarvi una selezione delle migliori. Dico davvero, andrebbero studiate nelle università. Lasciate un commento se la rubrica vi piace, perché ho tutta l'intenzione di continuarla; sono rimasto affascinato. Ovviamente ho eliminato ogni riferimento agli utenti che hanno lasciato la recensione, onde evitare casini vari, ma se qualcuno si riconoscesse all'interno della rubrica, non ve la prendete: siete i nostri eroi.

venerdì 9 maggio 2014

Gomorra - La Serie (i primi due episodi credo non troppo autorizzati da Genny)


Poco tempo questa settimana! Il fatto è che ho dovuto preparare un esame al volo e quindi sono stato un po' molto impegnato tutti i giorni. Sì, grazie, è andato bene in una scala da zero a bellodemamma. Comunque sono riuscito a mettermi in pari con Game of Thrones (settimana prossima arriva un recap molto veloce su metà stagione) e a vedere le prime due puntate andate in onda della serie Gomorra, su Sky Atlantic. Ora, Gomorra, La Serie, è prodotta dagli stessi ometti che ci portarono Romanzo Criminale; non solo, perché è pure diretta nella quasi interezza (otto episodi sui dodici totali) da Sollima. Visto che il qui presente fece lo schizzignoso con la serie del Libanese (gnè gnè è roba italiana, che schifo) salvo poi redimersi qualche tempo dopo, urlando al miracolo, questa volta s'è deciso di risparmiarsi la figura da cioccolataio e vederla al momento giusto.
Prima che mi dimentichi: il nostro amico Alessandro (un abbraccio accaldato) ha scritto la sua a proposito di questi primi due episodi su The Shelter, e questa sera alle 21 va online uno speciale dedicato al cinema criminale italiano. Quindi non ve lo perdete.

sabato 3 maggio 2014

I film della mia vita: Il Ritorno del Re (oppure: Fatte un altro piantarello)


Qualche giorno fa, appena alzato, butto un occhio al telefono e trovo un messaggio su Whatsapp del mio caro amico Spipolo. Ci metto qualche secondo a mettere a fuoco l'evento e a considerare che non sono nel mondo dei sogni, e vedo che il messaggio dice: "Fabio, la lista dei tuoi venti film preferiti. Subito".
"Che cazzo sono i film?" penso, quindi connetto e con un grugnito lancio il telefono sul letto. Mentre faccio colazione torno inevitabilmente sul quesito, redigo mentalmente una lista di film e gliela scrivo. In realtà ne scrivo diciannove perché è sempre così: quando devi tirare fuori una lista di cose l'ultimo spazietto disponibile è sempre un problema da riempire. Poi partorisco anche il ventesimo e invio.
Allora mi viene in mente che ci sono tantissimi di quei film (e tantissimi ancora) di cui non ho mai l'occasione di parlare, perché molto vecchi o semplicemente perché non capita mai di discuterne e penso: ma perché non fare una bella rubrica su Panino dove, giustamente, faccio un po' di cazzi miei e racconto alla gente perché questi film mi piacciono tanto? Eccoci qua.
Comunque la storia finiva a mani in faccia, perché nei venti non c'era Jurassic Park e tutti i miei amici mi hanno dato contro. Giusto per dire.

lunedì 28 aprile 2014

Am(m)azzi(ng) Spider-Man 2: Il potere di Electro (cioè nessuno)


Entrato al cinema avevo lo sguardo mefistofelico di chi sta per assistere a uno spettacolo crudele. Sapevo cosa sarebbe successo di lì a due ore, sin dal momento in cui è stata scritturata l'attrice che interpreterà Mary Jane nei prossimi film.
Insomma me ne stavo là tutto elettrizzato (!) che aspettavo l'inizio del film, senza grosse aspettative, perché il primo, una vita e mezzo fa, l'avevo visto e dimenticato nel giro di un'ora. Ma soprattutto ricordavo una cosa del primo Ammazzi Spiderman: Marc Webb era stato scelto perché con un nome così puoi fare solo il film dell'Uomo Ragno sa dirigere quei film romantici dalla lacrima facile, e il primo Ammazzi era tutto un film romantico dalla lacrima facile. Sì, c'era una lucertola di duecristosanto di metri, che di certo non puoi uccidere con una ciavattata, però il punto era Gwen e i suoi grandi occhi blu. E Peter c'aveva diciassette anni sai che gli fregava della lucertola?
Allora, con un po' di timore, ho pensato: vuoi vedere che Webb c'ha piazzato Dawson's Creek pure questa volta?.

sabato 26 aprile 2014

Stagioni Diverse - Stephen King (E, sì, sono ancora qui)


Spero di ricordare come si scrive in un blog. Ci siete ancora?
Potrei accampare un sacco di scuse plausibili sul perché è quasi un anno che non mi faccio sentire su questi lidi. Sì, il tempo è un bastardo, ma la verità è una: ho perso l'abitudine di scrivere tutti i giorni. Non pensate che la cosa sia facile da mandare giù; non lo è, c'è stato un periodo in cui mi sarei sentito profondamente in colpa di non mettere per scritto nemmeno una riga durante le lunghe mattinate in ciabatte. Semplicemente non è più così, la vita ti cambia, il tempo passa, e un sacco di altre stronzate che potrei far rientrare nel mucchio di scuse plausibili di cui parlavo qualche riga fa.
E questo post che significa? Oltre al fatto che ho appena finito di leggere uno dei più bei libri di Stephen King (ve lo ricordate che è il mio guru, no?) che mi sia capitato tra le mani, intendo. Questo post significa che vorrei ritrovare un ritmo di pubblicazione. Che Panino al Salame non è morto, che in realtà non lo è mai stato perché nei mesi di latitanza ho continuato a ricevere un numero francamente commovente di richieste da parte dei lettori di tornare a scrivere. Davvero, il termine giusto è commovente. Ad ognuno di loro (a ognuno di voi) ho dato la stessa risposta: mi piacerebbe ma non so. Che sa tanto di: mi piacerebbe ma non so se ne sono ancora capace. Quindi questo post significa anche che vorrei scoprire se sono ancora in grado di tornare qui, a parlare con gli amici di un tempo almeno un paio di volte a settimana.
Basta convenevoli, che poi piango e già lo faccio troppo spesso. Iniziamo.

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