lunedì 28 aprile 2014

Am(m)azzi(ng) Spider-Man 2: Il potere di Electro (cioè nessuno)


Entrato al cinema avevo lo sguardo mefistofelico di chi sta per assistere a uno spettacolo crudele. Sapevo cosa sarebbe successo di lì a due ore, sin dal momento in cui è stata scritturata l'attrice che interpreterà Mary Jane nei prossimi film.
Insomma me ne stavo là tutto elettrizzato (!) che aspettavo l'inizio del film, senza grosse aspettative, perché il primo, una vita e mezzo fa, l'avevo visto e dimenticato nel giro di un'ora. Ma soprattutto ricordavo una cosa del primo Ammazzi Spiderman: Marc Webb era stato scelto perché con un nome così puoi fare solo il film dell'Uomo Ragno sa dirigere quei film romantici dalla lacrima facile, e il primo Ammazzi era tutto un film romantico dalla lacrima facile. Sì, c'era una lucertola di duecristosanto di metri, che di certo non puoi uccidere con una ciavattata, però il punto era Gwen e i suoi grandi occhi blu. E Peter c'aveva diciassette anni sai che gli fregava della lucertola?
Allora, con un po' di timore, ho pensato: vuoi vedere che Webb c'ha piazzato Dawson's Creek pure questa volta?.

sabato 26 aprile 2014

Stagioni Diverse - Stephen King (E, sì, sono ancora qui)


Spero di ricordare come si scrive in un blog. Ci siete ancora?
Potrei accampare un sacco di scuse plausibili sul perché è quasi un anno che non mi faccio sentire su questi lidi. Sì, il tempo è un bastardo, ma la verità è una: ho perso l'abitudine di scrivere tutti i giorni. Non pensate che la cosa sia facile da mandare giù; non lo è, c'è stato un periodo in cui mi sarei sentito profondamente in colpa di non mettere per scritto nemmeno una riga durante le lunghe mattinate in ciabatte. Semplicemente non è più così, la vita ti cambia, il tempo passa, e un sacco di altre stronzate che potrei far rientrare nel mucchio di scuse plausibili di cui parlavo qualche riga fa.
E questo post che significa? Oltre al fatto che ho appena finito di leggere uno dei più bei libri di Stephen King (ve lo ricordate che è il mio guru, no?) che mi sia capitato tra le mani, intendo. Questo post significa che vorrei ritrovare un ritmo di pubblicazione. Che Panino al Salame non è morto, che in realtà non lo è mai stato perché nei mesi di latitanza ho continuato a ricevere un numero francamente commovente di richieste da parte dei lettori di tornare a scrivere. Davvero, il termine giusto è commovente. Ad ognuno di loro (a ognuno di voi) ho dato la stessa risposta: mi piacerebbe ma non so. Che sa tanto di: mi piacerebbe ma non so se ne sono ancora capace. Quindi questo post significa anche che vorrei scoprire se sono ancora in grado di tornare qui, a parlare con gli amici di un tempo almeno un paio di volte a settimana.
Basta convenevoli, che poi piango e già lo faccio troppo spesso. Iniziamo.

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