venerdì 29 agosto 2014

Fargo, la serie - Il post Breaking Bad tra il fascino del male e il riscatto del mediocre


Ciao ghiaccioli all'anice,
Nella televisione post Breaking Bad è difficile imporsi. Produrre una serie televisiva thriller, inevitabilmente, ti pone di fronte a questo colosso calvo e malaticcio. Specie se poi le atmosfere e le tematiche che desideri affrontare sono quelle del noir. Ancora di più se vuoi raccontare una storia sulla fascinazione per il male e sulla rivalsa dell'uomo mediocre. Il professore di chimica che scopre di avere il tumore, questo personaggio che pian piano si lascia divorare dal male -dall'entità piuttosto che dalla malattia- è ormai diventato oggetto di culto, tanto da porsi come pietra di paragone per chiunque voglia battere la strada del thriller seriale.
A seguire queste orme, silenzioso come un fiocco di neve che cade sulla coltre bianca che ricopre Bemidji, c'è Fargo, miniserie prodotta dai fratelli Coen.

venerdì 22 agosto 2014

Il Fight Club del libro: Le meraviglie del Possibile


Ciao formaggini immaginari.
Ultimamente il fuoco della lettura si è ridestato nel sottoscritto. C'è stato un periodo di abbiocco totale, in cui comunque continuavo ad acquistare libri allo stesso ritmo e la cosa s'era fatta paradossalmente ridicola. Ho montagne di roba che ho la smanie dalla voglia di leggere.
Oggi però, in questo post sul morire di Agosto, un mese che è durato giusto il tempo di stiracchiarsi per gustarsi un attimo di vacanza, vorrei consigliarvi fortissimamente una raccolta di racconti che risponde al nome di Le Meraviglie del Possibile.
Dice: che è? Ventinove racconti di fantascienza pescati dalla sterminata produzione di numerosi scrittori di genere. Una roba che quando l'ho vista ho cominciato a tremare e schiumare dalla bocca per quanto ero gasato.
Sapete che adoro la fantascienza: vi ho già raccontato un sacco di volte del mio rapporto difficile con Philip Dick (e per fortuna che mi sono ricordato di mettere il nome, comunque qui, e qui, e qui, e probabilmente anche altrove), della stima infinita per Matheson, il Re del racconto breve (qui e qui, ma poi ho comprato e letto tutte le altre raccolte di racconti e sono tutte da avere), il mio amore per Bradbury (qui e quo) e le mie esperienze con Asimov (qua, e nonna papera).
In realtà quel giorno galeotto studiavo gli scaffali della sezione Fantascienza per portarmi a casa qualcosa di Wells. Peccato che l'editore che ha pubblicato i suoi racconti qua in Italia, per onestà intellettuale visto il prezzo richiesto, dovrebbe scrivere dietro al libro, proprio sopra al codice a barre: "MANI IN ALTO".

domenica 17 agosto 2014

Sei giochi del WiiU che hanno monopolizzato il mio tempo libero


Ciao Sbafi di cioccolato. Ultimamente trovo davvero poco tempo per scrivere perché sono sempre molto impegnato a giocare. Come vi avevo accennato qualche settimana fa, parlando delle scimmie che comandano il mondo, sono un neopossessore di un Nintendo WiiU che è quella console che i bambini si sbagliano sempre e comprano i giochi sperando funzionino sul Wii. Quando invece il nome diverso, la forma diversa, il pad diverso dovrebbero suggerire alle persone che, anvedi, è una cosa nuova. Anche il cartello nove metri per tre appiccicato sopra allo scaffale dei giochi recante scritta: "I SEGUENTI TITOLI NON FUNZIONANO SU WII" dovrebbe far accendere una lampadina nella testa dei bimbi, ma ehi, ognuno ha i suoi tempi. Mettere un 3 prima della scritta DS non è servito per spiegare la situazione. Né lettere, né numeri. Nintendo dovrebbe provare col simbolo di Batman.
Comunque, se volete le mie impressioni sulla console, il paddone, la dashboard e la filosofia volemosebene® che anima da sempre Nintendo, vi rimando al mio approfondimento su The Shelter. Oggi vorrei raccontarvi in poche parole dei giochi che ho giocato ultimamente per un numero di ore che, francamente, a guardarlo mi inquieta quasi un po'.

sabato 2 agosto 2014

Apes Revolution: Il Pianeta delle scimmie - La rivoluzione non c'è, ma il film è bello

Ciao Patati. Scusate l'assenza, ma qua l'estate si lavora e si fatica, quindi il tempo libero è poco e quel poco viene divorato dal nuovo acquisto di casa: Wii U. Se volete sapere cosa ne penso dell'ultima console Nintendo, potete andare qui. Se volete sapere cosa ne penso dei giochi che sto divorando, vi basta aspettare qualche giorno perché ho voglia di scrivere un articolo qua su Panino in cui ne parlo al volo.
Comunque, causa anche penuria cinematografica, mi sono allontanato dal blog per un mesetto ma torno, con buone nuove, in occasione dell'uscita di Apes Revolution: Il Pianeta delle scimmie. Che in originale si chiama come il film precedente da noi (Dawn of the planet of the Apes, l'alba del pianeta delle scimmie, perché all'epoca dell'uscita di Cesaretto nostro, i traduttori nostrani hanno ben deciso di tradurre "Rise" con "Alba". Tanto te pare che poi fanno un film che si chiama così? E infatti) generando una confusione non da poco. Resta comunque un fatto: l'unica salvezza in un'estate cinematografica da dimenticare è una scimmia. Una scimmia con un nome davvero fico.

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