lunedì 7 dicembre 2015

Ho appena finito di leggere il mio libro dell'anno: Il Cerchio di Dave Eggers


Il titolo dice tutto, no?
Il libro me l'ha consigliato il mio amico Alessandro (che tra l'altro mi ha segnalato anche il notevole Come Star Wars ha conquistato l'universo, che ho recensito qualche giorno fa su The Shelter). Lì per lì l'ho preso senza battere ciglio, perché dei consigli di Ale mi fido ciecamente. Ho letto che era qualcosa che aveva a che fare con una società informatica che nasce praticamente dall'unione di Google e Facebook e del mondo proto-distopico che una realtà tanto influente può finire per creare. Il fatto è che non mi aspettavo che il tutto fosse così inquietante, esaltante e lucido.

venerdì 30 ottobre 2015

Solo il Mimo canta al limitare del bosco di Walter Tevis


Mai letto niente prima di Walter Tevis, un autore conosciuto per aver scritto alcune storie che sono diventati film di culto come L'uomo che cadde sulla Terra, Lo Spaccone e Il Colore dei soldi. Solo il Mimo canta al limitare del bosco mi ha incuriosito subito. Una serie di caratteristiche giocano a suo favore, è vero: l'edizione di Minimum Fax è molto bella e curata per essere un economico, il titolo è evocativo, e poi è un romanzo di fantascienza di quelli che sanno prendere dai mostri sacri e costruirci sopra qualcosa di personale.

giovedì 15 ottobre 2015

La Fortezza di Jennifer Egan


Sto divorando libri. È proprio così. L'ultimo me l'ha prestato la mia dolce metà, Ilaria, dopo averlo finito nel giro di qualche giorno. Ci ha fatto un giretto esaltante, lì dentro, di quelli che quando stacchi gli occhi non puoi fare a meno di pensare ad altro. E aveva una voglia matta di condividere con qualcuno le impressioni e le trovate al limite del geniale che Jennifer Egan ha infilato nel suo ultimo romanzo: La Fortezza. Quindi me l'ha portato e mi ha detto: Fabio, devi assolutamente leggerlo. L'amore è anche questo, no?
Allora ho messo da parte tutto e ho iniziato, cullato dai ricordi davvero piacevoli de Il Tempo è un bastardo (ne ho parlato QUI), con cui quella signora della bocca inquietante ha vinto il premio Pulitzer qualche anno fa. L'ho letto in tre giorni e quando la sera e la mattina dovevo allontanarmi dal libro per, be', per vivere, il distacco è sempre stato doloroso.

mercoledì 14 ottobre 2015

La critica ai tempi del colera - le menti più illuminate al servizio degli Store online (Episodio 4)


Mettiamola così: questa mattina facevo un giretto su Google Play Store e il vecchio vizio mi è tornato. Ho cominciato a leggiucchiare tutte le recensioni che trovavo, compulsivamente, e in un paio di occasioni ho dovuto tapparmi tutta per non sbottare a ridere. Allora, mi sono detto, perché non riprendere quella cara vecchia rubrica di Panino al Salame? Quella in cui raccoglievo le migliori recensioni e le condividevo con voi. Be', ce ne sono un paio che davvero, guarda, meritano il posto in hit parade.
Per chi non avesse idea di cosa sia "La critica ai tempi del colera" (andate a recuperarvi le vecchie puntate: qui, qui e qui), parliamo di vere recensioni trovate su Google Play Store, lasciate da veri utenti. Questa volta la croce tocca al gioco di Inside Out, al film Jurassic World e -a grande richiesta - il film Fast & Furious 7. Che c'è da ridere? Ci risentiamo alla fine.

martedì 13 ottobre 2015

Chi perde paga di Stephen King


Lo sapete, non sono stato fulminato da Mr.Mercedes. Mi è piaciuto, ho apprezzato quell'antagonista che sembrava partorito dalla parte più sadica della mente del Re, ma altre alcune cose non mi sono andate giù (ne ho parlato qui). Qualche scelta stilistica (come l'uso del presente nella narrazione), qualche influenza puramente hard boiled che di certo non è il piatto forte di King, qualche personaggio fin troppo nei canoni. Quindi all'annuncio che le avventure di Bill Hodges, detective in pensione, settantenne imbranato con la tecnologia, questa sorta di maschera romantica di Stephen King stesso, non sapevo se essere felice oppure no. Le cose da aggiustare erano tante, forse troppe.

lunedì 12 ottobre 2015

La notte del Drive In di Joe R. Lansdale


Il mio rapporto con Lansdale non si può definire come idilliaco. Ho letto Mucho Mojo, ho conosciuto con piacere Hap e Leonard e terminato con gusto di leggere le loro avventure. Tutto qui. Non è scoccata nessuna scintilla.
Eppure il nome dello scrittore texano è immancabile quando ti trovi a confrontarti con una certa narrativa di genere. Lansdale è ritenuto uno dei rappresentanti più iconici del genere pulp su carta e la sua Trilogia del Drive In è sempre il primo nome che spunta fuori quando si parla dei suoi lavori. La storia editoriale della trilogia in Italia è una di quelle costellate di mille uscite coronate poi dall'edizione definitiva che raccoglie i tre racconti in un unico, notevole, mattone. Non è quella di cui parliamo oggi, perché ho reperito solo il volume che contiene i primi due episodi, per un paio di motivazioni: la prima è che del terzo capitolo si legge peste e corna, che è innecessario, inutile e eccessivo (perfino in un quadro che dell'eccesso fa la sua ragione d'esistere); il secondo motivo è che in libreria ho trovato questo, quindi pace.

venerdì 10 luglio 2015

I fatti nostri - Giugno: Uno studio in rosso (seconda parte)


Rieccoci, seconda parte.
Vi ricordate la notizia davvero fichissima che vi promettevo nell'articolo precedente? Beccate: vado alla Gamescom di Colonia. Sì, e come stampa. Sì, e si presuppone che proverò tutti i giochi che ci faranno impazzire nel futuro prossimo venturo. Pacifico che poi correrò qua a farvi un resoconto pieno di foto, lustrini, luci e colori. Tenete d'occhio anche la pagina Facebook del Panino che magari qualche fotuzza live ci scappa.
A proposito di Gamescom, in questo secondo appuntamento di I Fatti nostri di Giugno, parliamo un po' di quello che ho giocato negli ultimi mesi e di cosa sto giocando adesso!

giovedì 9 luglio 2015

I fatti nostri - Giugno: Uno studio in rosso (prima parte)


A belli di casa!
Lo so, sono stato fuori più del dovuto, e giustamente vi siete pure scocciati di aspettarmi. Ho partecipato alla penultima edizione di "esami universitari" indetta proprio in onore del caldo porco che sta meravigliosamente abbracciando la capitale. Quindi ho davvero passato le mie giornate tra lavoro e studio senza un attimo di tregua. Però, finalmente, la croce è finita (sono andati bene tutti gli esami, grazie) e ho un po' di tempo da dedicare al Panino.
Visto che nella placida estate non succede niente di incredibile (be, però, se aspettate un po' di giorni, tempo di confermare un paio di cose, e la notizia incredibile ve la do davvero! Prometto!), vi racconto un po' di quello che ho letto e giocato in questo periodo, così facciamo due chiacchiere e vi linko tutti gli articoli scritti sulla questione. Magari settimana prossima discutiamo un po' sulla seconda stagione di True Detective, che trovo davvero bella.

domenica 26 aprile 2015

Due parole su Avengers Age of Ultron


Torno a parlare di cinema su Panino! E l'occasione è quella di un film che, qualche anno fa mi avrebbe ridotto come le bottiglie di Coca Cola quando le agitate e poi le aprite (cosa che sta facendo il nuovo Star Wars, per esempio) e che invece ieri ho visto più composto di un signorino ben educato. Il nuovo Avengers non cozza contro un me stesso che ha abbandonato la via dell'entusiasmo per i supereroi, quando mai, cozza contro un me stesso che ai supereroi ormai è desensibilizzato, che ne ha la nausea da indigestione e che alla notizia che da qui al 2020 sono previsti, reggetevi forte, trentasette (sì: trentasette) cinecomics ha avuto un attimo un rigurgito.
Qualche tempo fa ho scritto un articolo che vi invito a leggere, profetizzando che prima o poi il genere sarebbe arrivato a un punto in cui: "ehi, ma questa cosa non l'hanno già fatta?", quella linea di saturazione che non andrebbe mai superata, previa reazione bulimica e rigetto violento della portata. Siamo pericolosamente vicini a quella linea, e Avengers, che doveva essere la portata delle grandi occasioni, ne ha pagato lo scotto.

mercoledì 22 aprile 2015

Il fight Club del libro - ... ma gli androidi sognano pecore elettriche?, Cecità, Il gran Dio Pan


Tre romanzi in questo nuovo appuntamento: il primo arcifamoso per il film a cui ha dato i natali, il secondo di uno scrittore che mi ha sempre incuriosito, il terzo vero e proprio atto d'amore e generosità da parte di un utente del blog. Ma di questo parliamo dopo.
Nel frattempo, tanto per allungare un po' il brodo di un'introduzione che altrimenti viene troppo corta e sminchia la formattazione del post, un breve sunto dell'ultimo mese: ho concluso Bloodborne e gli ho affibbiato un dieci su dieci su The Shelter, ho visto qualche film e Chappie mi è piaciuto molto, ho finito di vedere la terza stagione di House of Cards che mi è piaciuta ma i personaggi cominciano a essere troppo umani. Ah, sono andato in Francia, a Parigi, ho lasciato una consistente parte del contenuto del mio portafoglio a Disneyland e più precisamente nello store dedicato a Star Wars (potete vedere la tazza di R2-D2 che ho comprato sul mio profilo Instagram, sì, ora faccio anche foto, seguitemi!) perché dopo il secondo trailer del settimo episodio l'hype scorre potente in me. Quello di Jurassic World, invece, non mi dice niente. Sembra veramente il film di Terranova, che potrebbe essere una gran cosa, intendiamoci. [...]

giovedì 2 aprile 2015

Revival, Stephen King tra Mary Shelley e Lovecraft: è un centro pieno


All'inizio del nuovo romanzo del Re, quel Revival con copertina sobria catarifrangente che pare uno dei Piccoli Brividi e ti aspetteresti gli adesivi puzzolenti alla fine, il caro zio Steve dedica il libro alle sue fonti d'ispirazione. Tra queste figurano ovviamente Mary Shelley e H.P. Lovecraft (manca invece incredibilmente un riferimento a Matheson). Certo, lì per lì, leggendolo la prima volta il pensiero è che dopo più di sessanta romanzi il buon King abbia semplicemente finito le persone a cui dedicare i suoi libri e, pur di non ricorrere ai biscugini, abbia deciso piuttosto di ringraziare pubblicamente i suoi mentori.
A libro concluso invece la sensazione è diversa. Revival è forse uno dei suoi romanzi più influenzati dal lavoro dei due geni sopraccitati che, ovviamente, hanno infestato tutta la sua produzione (e tutta la letteratura di genere, in realtà, non solo quella del Re), ma che qui tornano con grande forza, e riferimenti davvero precisi che è impossibile ignorare, trasformando Revival in un libro davvero imperdibile. Chiaro e tondo, per urlarlo al mondo e al me stesso di qualche giorno fa che scuoteva la testa sconsolato aspettandosi l'ennesima amarognola delusione: Revival è il miglior libro di King dai tempi di 22/11/'63. Non solo: Revival (nel finale) è il miglior racconto horror di King da un mucchio di tempo, forse addirittura da un decennio a questa parte. Oh, sì, ecco da quando: da quel meraviglioso racconto, N, contenuto in Al Crepuscolo, di sette anni fa.

venerdì 20 marzo 2015

Il fight Club del libro - Alta Fedeltà, L'Uomo Flessibile, I Simulacri


Ciao pasticciotti alla crema, consueto appuntamento col club del libro. Intanto sappiate che sono agitato come una lattina di Fanta perché, finito il libro che stavo leggendo (I Simulacri, bellissimo, ma ne parliamo dopo), passo al nuovissimo romanzo del Re, Revival. E, visti i precedenti (romanzo male, male, male, bene, rispettivamente Joyland, La leggenda del vento, Doctor Sleep e Mr.Mercedes) ormai leggere il buon vecchio Stephen è davvero un terno al lotto. Ci risentiamo appena l'ho finito, comunque, sempre qua su Panino.
Questo mese, invece, spaziando parecchio sui generi è toccato a un romanzo gggiovane come Alta Fedeltà, un saggio sul capitalismo e gli effetti sulle vite delle persone, L'Uomo Flessibile, e in ultima battuta l'ottima fantascienza di Philip Dick, con uno dei romanzi migliori che abbia letto dell'autore, I Simulacri (sto avidamente rastrellando tutto Dick dalle librerie perché Fanucci si è resa conto che tira più di un carro di buoi e sta ristampando tutto a prezzo più che doppio rispetto alle splendide edizioni stampate per i 30 anni della morte, VE POSSINO CECAVVE).

martedì 3 marzo 2015

Il fight Club del libro - 54 e David Lynch e la filosofia


Ciao ciccipasticci,
ormai è Marzo ed è passato quasi un mese dall'ultimo post. E' stato un mese d'inferno per la sessione d'esami e quindi con ben poco tempo per il resto del mondo.
Ci sono però un paio di libri che ho avuto modo di leggere nell'ultimo mese e che mi sono piaciuti tantissimo, in un modo molto diverso, e volevo parlarvene in questa rubrica che ricaccio fuori dai meandri del comequando.
Un librone bello peso di narrativa, tutto italiano nonostante la firma possa sembrare orientale (Wu Ming, un gruppo di autori italiani riuniti sotto questo pseudonimo) e con un sorridente e affascinantissimo Cary Grant in copertina, e David Lynch e la filosofia, La Loggia Nera, la Garmonbozia e altri enigmi metafisici, anche questo italianissimo (a cura di Roberto Manzocco) indispensabile dopo il rewatch\tour de force dell'intero universo di Twin Peaks. [...]

martedì 3 febbraio 2015

Più o meno tutti i libri che mi sono piaciuti nel 2014


Questo post dovevo scriverlo più o meno un mese fa. Perfetto. Il Tempo è un bastardo come diceva una cara amica. Fatto sta che va così, che la classifica di fine anno ve la beccate che ormai gennaio è passato e ci siamo quasi abituati a scrivere duemilaquindici quando dobbiamo scrivere una data.
In questo articolo vorrei raccontare un po' dei libri che mi sono piaciuti di più l'anno scorso. Non per forza libri usciti durante l'anno (anche se molti sono, effettivamente usciti nel corso del 2014) ma piuttosto libri che ho letto nel corso dei dodici mesi appena passati!
Per un paio di libri trovate anche dei link che vi portano a recensioni ben più corpose che ho scritto su altri lidi.

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