giovedì 4 gennaio 2018

Questi sono i miei film preferiti usciti nel 2017 in Italia



Si continua con i classificoni di fine anno, che ormai è inizio anno, ma ho avuto bisogno di un pochino di tempo per recuperare un paio di uscite che mi ero perso per strada. Anche qui inizialmente mi ero prefissato di parlare di massimo 10 film, alla fine ho deciso di buttarci praticamente tutti quelli che mi sono piaciuti tanto, perché mi dispiaceva lasciarne fuori qualcuno. Fatemi sapere nei commenti (qua o su Facebook) se li avete visti, se vi sono piaciuti, e se avete da consigliarmi qualcosa! L'ordine è come viene, non c'è una preferenza, anche se nelle due righe di accompagnamento probabilmente vi scrivo quelli che mi sono piaciuti di più.




Silence - Martin Scorsese

L'ho visto un anno fa, quindi i ricordi sono quello che sono. È un film che sicuramente ti scivola dentro, perché sa parlarti di presenza e assenza di Dio come solo Bergman sapeva fare. È un film di silenzi, di domande, di dialoghi, spesso a senso unico, con un cielo che sembra non rispondere alle richieste d'aiuto di uomini soli e sofferenti. Però allo stesso tempo è anche un film sul disagio psicotico dell'uomo bianco che cerca di colonizzare un "nuovo mondo": in Silence convivono la durezza di Apocalypse Now e la dolcezza de La Sottile Linea Rossa. Scorsese poi dirige alla grande, come sempre e Andrew Garfield sembra persino bravo


Arrival - Denis Villeneuve 

Un bellissimo sogno per gli amanti della fantascienza. Per una volta non si racconta la guerra al diverso, ma un punto di contatto: al centro c'è l'importanza della comunicazione e del linguaggio, in un'epoca storica come la nostra in cui chi controlla l'informazione controlla il mondo. Forse il finale è un po' tirato via, e Villeneuve deraglia un pochino quando si tratta di uscire dalla storia intima e personale della bravissima Amy Adams, ma sarebbe davvero trovargli un difetto a tutti i costi. Il film funziona alla grande ed è capace di emozionare come poco altro cinema, quest'anno. Un mezzo miracolo perché secondo me il racconto da cui è tratto è proprio una robetta che può piacere solo agli ingegneri.


La La Land - Damien Chazelle

È uno di quei film che ti ricorda perché si va al cinema per sognare: mi ha fatto ridere, piangere, mi ha fatto innamorare e poi mi ha spezzato il cuore. È tutto al posto giusto, i due attori protagonisti sono fenomenali, le canzoni sanno bucare lo schermo ed entrarti in testa per non abbandonarla più, Chazelle sa quando inserire i tecnicismi (come nel piano sequenza iniziale o in quello sulla collina) e quando esaltare l'estetica della scena. Dato il gran parlare che se ne è fatto ha polarizzato il pubblico: c'è chi lo ama alla follia e chi lo odia immotivatamente. Io appartengo decisamente alla prima categoria.


Split - M. Night Shyamalan

Da quando Shyamalan è tornato alle produzioni piccole ne azzecca una dopo l'altra. Dopo il bellissimo The Visit, con Split fa un altro pieno centro. Basta già la grandiosità di McAvoy che interpreta una dozzina di personaggi in modo grandioso, cambiando totalmente il modo di recitare mentre passa di personalità in personalità. In più il mistero funziona alla grande e il colpo di scena finale mi ha riempito il cuore di gioia. Bravissimo, Shyamalan, ti vogliamo così e non a dirigere il figlio di quell'impedito di Will Smith.


Elle - Paul Veroheven

Lei è Isabelle Huppert, la perfida Pianista di Haneke e, a conti fatti, la protagonista del film non poteva essere nessun'altro. Elle è un film controverso e disturbante, che colpisce sempre e comunque lo spettatore allo stomaco ricordando lo spietato regista austriaco ma giocando anche con gli stilemi del Cronenberg di Crash e Videodrome. C'è poco da dire se non che probabilmente si tratta di uno dei film più interessanti dell'anno.


Guardiani della Galassia Vol. 2 - James Gunn

Inizia con una citazione a Starman di Carpenter, c'è Kurt Russell da giovane, ha quella sequenza dei titoli di testa geniale e divertentissima... insomma, nei primi 5 minuti è un film che già adori. E il mix, anche questa volta dopo il primo capitolo, funziona di nuovo: gli attori sono tutti super in parte, con un insospettabile Batista che ha dei tempi comici perfetti, i personaggi sono vivi, pieni di sentimenti, questa volta supportati da una spalla comica come Baby Groot che aggiunge 10 punti al tutto. È forse il film d'intrattenimento più bello dell'anno, e la scena finale è una delle più belle di tutta la produzione Marvel e mi ha fatto piangere come un bimbo.


Get Out - Jordan Peele

Questo è un filmone: incastrato perfettamente in un thriller al fulmicotone c'è un discorso immenso su quel "nuovo" razzismo che sta piegando il mondo. Ma non voglio dirvi nient'altro perché questo è uno di quei film che bisogna vedere senza sapere nulla. Sappiate solo che al di là di tutta la lettura sociopolitica interessantissima, Get Out è un film che attraversa l'horror, il grottesco, il thriller e anche la commedia (non poteva essere altrimenti visto che Jordan Peele è un comico) in modo grandioso.


War for the Planet of the Apes - Matt Reeves 

Il capitolo finale delle avventure di Cesare riesce a essere probabilmente il migliore dei tre grazie a due, tre punti chiave che lo esaltano da morire: prima di tutto il personaggio di Cesare, ormai definito in modo perfetto, funziona alla grande, poi altrettanto bene lavora Woody Harrelson dando corpo a un nemico indimenticabile che ricorda il colonnello Kurtz, e poi la vicenda è un perfetto western che diventa revenge movie. Cupo, sanguinoso, con l'atmosfera da frontiera sempre viva. Un peccato che sia l'ultimo, ma si è chiuso davvero col botto.


Baby Driver - Edgar Wright

Questo è un film che ho guardato dall'inizio alla fine col sorriso sulle labbra. Non solo perché è divertente (e lo è) ma proprio perché è diretto con brio, montato come fosse un musical in cui le ruote delle auto, i colpi di pistola, i movimenti di camera ne rappresentano i cambi di ritmo, le percussioni. La storia è vecchia come il mondo e potrebbe ricordare quella di Driver, ma i toni sono completamente diversi: sognanti, romantici. Lily James è bellissima, Kevin Spacey grandioso e il ragazzo protagonista ha la faccia perfetta per il ruolo. Scontro finale leoniano che potrebbe ricordare anche la fumettosità di Scott Pilgrim. Grandioso. 


Your Name - Makoto Shinkai

Che dire dell'anime di maggior successo di tutti i tempi? Togliamo di mezzo il discorso tecnico, perché su quello Shinkai e il suo team sono ineccepibili: guardare Your Name, muto, ti riduce già alle lacrime per la bellezza del disegno, per la delicatezza dei personaggi e per quei panorami da mozzare il fiato. In più il tutto è supportato da una scrittura grandiosa, che gioca con l'onirico e il reale, costruendo una storia divisa in tre blocchi distinti: il sovrannaturale, il mistero, l'amore. Sempre in grado di mescolare il registro comico e drammatico in modo autentico, con un crescendo che culmina nel finale perfetto, capace di ridurti alle lacrime senza pietà. Accompagnamento sonoro che ha già fatto la storia. Questo è l'anime che consiglierei di vedere a tutti, senza riserve. Qualcuno dice che Shinkai è il nuovo Miyazaki e probabilmente è così.


Paterson - Jim Jarmush

Dolcissimo, divertente, romantico, Paterson è un film con cui devi entrare in sintonia, come quelle persone con cui parli un minuto e ti sembra di conoscerle da una vita: se entri nel meccanismo che fa funzionare l'esistenza del protagonista, allora questo film è capace di stabilire un'empatia unica con lo spettatore. Ed è un piacere seguire la routine noiosa e tranquilla di Paterson, anche se in realtà non succede niente: il tutto è scritto in modo genuinamente divertente, come solo la vita sa essere. In più Adam Driver è bravissimo, e al suo personaggio è impossibile non voler bene. Finito il film, a qualche ora dalla visione, mi sono trovato a sentire nostalgia per lui, per la sua compagna e anche per quel cagnaccio cattivo di Marvin. Uno dei film più piacevoli e toccanti del 2017.


Madre! - Darren Aronofsky 

Forse, se dovessi indicare un singolo film che ha segnato il mio 2017 cinematografico, sarebbe questo. La prima parte è un thriller che va alla grandissima: Jennifer Lawrence andrebbe fatta santa, è grandiosa e fa una parte totalmente distante dal suo solito personaggio, Bardem ha fascino da vendere, la casa è eccezionale, oscura e misteriosa. La suspance cresce in modo magistrale perché c'è un lavoro incredibile sui suoni: via le musiche, l'attenzione per ogni movimento dei personaggi nella casa è maniacale, se chiudi gli occhi riesci a capire come si stanno muovendo. Poi arriva la violenza della seconda parte e il film esplode, svelando i tantissimi piani di lettura, valorizzando tutte le tesi che puoi fare su quell'incipit così strano. È un film particolare, che ha diviso, ma che secondo me ti costringe a pensare e ripensare a ciò che hai visto. Non succede spesso, e ancor meno in questo 2017 in cui i film del genere sono mancati. Il mio TOP del 2017.


Wonder Wheel - Woody Allen

Che meraviglia: la prima inquadratura sulla spiaggia di Coney Island, affollata e talmente piena di particolari, vale già più di metà delle uscite in sala di quest'anno. Zio Woody racconta una storia squisitamente teatrale, che potrebbe essere una versione speculare di Blue Jasmine: una donna distrutta dalla vita e, in buona parte, da se stessa. Squisito, dura il giusto, i dialoghi sono favolosi e romantici, il finale sembra Viale del Tramonto. In più la fotografia di Storaro è squisita come zucchero filato. È incredibile come quest'uomo di ottantadue anni riesca a tirare fuori un bel film ogni anno.


Shin Godzilla - Hideaki Anno

Il papà di Evangelion tira fuori questo film che non solo è una pellicola sul mostro più famoso al mondo, ma è anche un racconto sul Giappone, sulla sua burocrazia, sulla rigida gerarchia sociale di una società immobile e a volte inadeguata. Tutta la pellicola è profondamente politica: parla di rapporti di forza tra persone e nazioni, tra politici e militari, tra protocolli e necessità. Insomma, alle spalle di questo immenso mostro distruttore c'è un background interessantissimo che si esprime a volte in momenti molto verbosi (specialmente nella prima parte) ma che quando lascia spazio al mostro non dà scampo a nessuno. A differenza della versione americana di Gareth Edwards, qui Godzilla si vede eccome, e le scene di cui è protagonista sono allo stato dell'arte. Spaventose, terribili, evocative, con una delle incarnazioni del mostro più belle e coriacee di sempre. Mi ha lasciato a bocca aperta.


L'immortale - Takashi Miike

Takashi Miike è un maestro e sa perfettamente come rendere giustizia a un modo di raccontare, quello romantico e sanguigno dei manga giapponesi. In due ore e mezza riesce a condensare tutta la storia dell'immortale Manji, regalando al fotofinish del 2017 un film meraviglioso. Si apre con un bianco e nero splendido e i primi venti minuti di livello eccelso, forse l'incipit migliore dell'anno; l'ultima mezz'ora è un tripudio, esaltante e da seguire tutto col fiato sospeso. Nel mezzo del film, che comunque è bello massiccio con i suoi 140 minuti, si avverte un pochino che i tempi sono stati adattati da una storia molto più ampia, qualche passaggio appare frettoloso o poco chiaro, ma l'estetica di Miike colpisce sempre nel segno con quadri che sono veri e propri capolavori e sequenze d'azione che hanno coreografie incredibili. Qui vale il discorso fatto con 13 Assassini: è così che si gira l'epica.

5 commenti:

  1. Minchia sei vivo...
    e dal 2015 che ogni tanto vengo su panino a vedere se ci sono novità.
    Su "the shelter" non hai lo stesso brio.

    Libri nuovi? non hai più scritto?

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    Risposte
    1. Sono vivo! :D
      Hai visto: ci sono novità! Su The Shelter lo stile è un pochino diverso!

      Non ho più scritto niente, perché la vita mi ha completamente travolto, poi è arrivato il lavoro e il tempo di poter scrivere un libro, purtroppo non c'è più. A giorni però faccio uscire qualche consiglio libroso interessante :D

      Un abbraccio grande.

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    2. Ho presente cosa vuol dire quando il lavoro ti succhia l'anima e il tempo!
      Pensa che sono nel bel mezzo della saga della Torre Nera (non l'avevo mai letta, shame on me)
      Ho "I Lupi del Calla" sul comodino da cominciare da prima di natale, ma non l'ho mai fatto perchè Babbo Natale mi ha portato la Switch...
      Quindi la sera o si legge King, o si gioca a Zelda.
      E per ora ha vinto la piana di Hyrule...

      Tra l'altro la Switch è geniale perchè la moglie si può guardare lo stesso Master Chef

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    3. Eh che bella la Torre Nera, quanti ricordi Y_Y

      Sì, switch best invenzione del 2017 anche secondo me. Ci ho giocato più che a tutte le altre piattaforme messe insieme.

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  2. Ciao,
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