giovedì 24 gennaio 2013

Frankenweenie - Tim Burton


Io non amo l'animazione e ancor meno l'animazione in stop motion. Sono praticamente la nemesi di un film come Frankenweenie, però apprezzo Tim Burton e, come mi sono "costretto" a vedere l'allora Sposa Cadavere (che non mi ha nemmeno fatto impazzire, perché all'astio di cui sopra va aggiunto che ogni cinque minuti partiva una canzone in stile cartone Disney che è una cosa che non sopporto), ho ritenuto necessario sottopormi alla visione di Frankenweenie.
Frankenweenie è un classico burtoniano nato come corto nel 1984. Questa versione, nelle sale dal 17 gennaio 2013, è una rilettura di quella stessa storia, ampliata e migliorata; il ritorno di Tim Burton, a suo stesso dire, a un progetto molto personale. [...]


Victor è un ragazzino solitario che spende le sue giornate con il suo cagnolino, Sparky, a girare piccoli film e a studiare le scienze. Per via di uno sfortunato incidente, Sparky muore investito da una automobile. Il caso vuole che il nuovo insegnante di scienze dal cognome impronunciabile tenga alla classe di Victor (un insieme di elementi del tutto singolari) una lezione dalla quale Victor pesca l'idea che gli permetterà di riportare in vita Sparky. Con l'intenzione di presentarlo come suo progetto di scienze, Victor viene scoperto dai suoi compagni che, pian piano, cominciano a imitare il suo esperimento spinti da bramosia personale. La qual cosa scatena sulla cittadina di New Holland, perfettamente confezionata ma deprecabile nella sua ottusità, una catastrofe di proporzioni epocali.


Ora, Frankenweenie funziona in tutti i modi possibili: prima di tutto è burtoniano tanto nell'estetica (anche se epurato dalla carica troppo ingombrante degli ultimi lavori) quanto nel messaggio. Essendo un'ennesima rilettura del mostro di Frankenstein dopo Edward Mani Di Forbice (o prima, se si considera il vecchio corto), nella storia di Victor trovano posto tutti i temi cari della poetica del cinema del regista: Victor e i ragazzini che abitano New Holland sono costantemente in conflitto con gli adulti, rei di rifiutare qualsiasi evoluzione che possa portare cambiamento all'interno della comunità. Così, spaventati dalle lezioni tenute dal nuovo insegnante di scienze, preferiscono cacciarlo anziché correre il rischio che i ragazzi apprendano qualcosa che li ponga su un piano culturale più alto del loro; qualsiasi cosa, insomma, pur di soffocare le aspirazioni (in questo caso spinte fino all'impossibilità del ritorno dal regno dei morti) dei loro figli. La loro presa di posizione è rigidamente ancorata tanto alla paura quanto a una convinzione, tutta adulta, che il cambiamento non sia mai positivo e che una conoscenza superiore porterebbe unicamente a un disfacimento della società. Il loro, come tiene a precisare il padre di Victor, è un mondo basato su promesse impossibili, perché promettere l'impossibile è davvero facile.


In secondo luogo il film è splendido per il suo voler omaggiare continuamente il cinema horror, che sia quello dei mostri della Universal (a partire dal bianco e nero scelto per la pellicola) fino ad arrivare a quello giapponese (Godzilla), all'horror hitchcockiano (Gli Uccelli) e al recentissimo POV à la Cloverfield.
A tal proposito sono simpaticissimi i personaggi che abitano la classe di Victor: dallo pseudo-Igor, fino ad arrivare alla presunta indovina che legge il futuro dei compagni analizzando le feci del suo gattino dallo sguardo perennemente spiritato.
In fin dei conti, Frankenweenie è esattamente quello che potresti aspettarti da un film di Burton: il mostro, come al solito, è più coraggioso dei normali, e l'amore è l'unica giustificazione di un gesto che, se fatto per ambizione personale, porta solo a fallimento e distruzione. Paga nel finale un risultato forse troppo melenso, ma essendo un cartone animato (e considerato che se fosse finito in altro modo avrebbe spezzato anche il mio di cuore) non si può far altro che chiudere un occhio e gioire per questo riuscitissimo ritorno alle origini.

3 commenti:

  1. parole sante.
    un film al livello di nightmare before christmas

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  2. Ieri stavo andando a vederlo, ma arrivato al cinema in cui era in programmazione ci dicono che MARTEDI' era l'ultimo giorno. Ma dove si è sentito mai di un film tolto il martedì :/ Morale della favola, non l'ho visto :(

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  3. qui allo zoo non siamo ancora riusciti a vederlo, ma scalpitiamo!!
    arf arf bau bau blub blub!!

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