martedì 20 maggio 2014

Solo gli amanti sopravvivono - Adamo, Eva e la fine del mondo


Scusate se anche questa settimana il tempo è quello che è, e mi riduco a scrivere questi post all'ultimo secondo. Proprio ora, in questo momento, mentre scrivo, dovrei invece avere un libro sotto al naso e studiare per l'imminente esame di questa settimana. Invece no, perché è giusto trovare il tempo anche per Panino.
Soprattutto è d'obbligo parlarvi di Solo gli amanti sopravvivono (bruttissima ma decisamente scusabile traduzione di Only lovers left alive) di Jim Jarmusch, uscito nelle sale italiane qualche giorno fa e, a giudicare dalla poca gente in sala ieri sera, ingiustamente snobbato dal pubblico. Perché è così giusto parlarne? Perché è un film davvero bello, probabilmente uno dei più belli che mi è capitato di vedere nell'ultimo periodo. Forse addirittura nel corso del 2014. Tiè, l'ho detto. E mo' viemme a di qualcosa.

La storia di Adam e Eve, vampiri innamorati l'uno dell'altra che hanno attraversato i secoli insieme prima di separarsi: Adam è rinchiuso nella sua casa decadente in una Detroit ormai morta; Eve vive in una Tangeri che sembra uscita da Le Mille e una notte. La loro separazione dura poco: Eve si ricongiunge con il marito quando capisce le intenzioni suicide dello stesso.
Ora, a leggerla così potrebbe sembrare un'ennesima banalizzazione della figura del vampiro, calcata, in modo ovviamente autoriale e più adulto sugli stereotipi romantici che l'hanno affossata negli ultimi anni. Insomma, insisti con l'anacronistico modo di vedere una creatura che da quel punto di vista ha detto tutto. Anzi, ha detto troppo.
No, mai niente di più lontano: Solo gli amanti sopravvivono è probabilmente il film che maggiormente si allontana da quella concezione. Nel film di Jarmusch non sono Adam ed Eve (o gli altri vampiri) il pericolo per la società in cui vivono. Non è nemmeno la loro natura di esseri della notte il punto focale del discorso, o quello che tanto impensierisce il depressissimo Adam: sono gli uomini, in quanto zombie, a rappresentare un problema. Quella di Only lovers left alive è un'umanità al degrado (morale, fisico, culturale) che funziona proprio come i morti viventi: si ciba di se stessa, si annichilisce da sola. Si contamina nel profondo, perde potenza, perde purezza, tanto che il loro sangue contaminato rappresenta un pericolo per i due protagonisti. Non esiste più sangue buono. Il mondo è marcio.
Only lovers left alive insiste su questo aspetto contrapponendo le innumerevoli meraviglie (artistiche) nate nei secoli che i due hanno passato insieme ai più grandi e illustri personaggi della storia umana (tantissimi i riferimenti: Byron, Shelley, Tesla, Shakespeare) a questa società post capitalista, dove l'arte è degrado, dove i teatri sono stati trasformati in parcheggi all'aperto, e la cultura ruota attorno a YouTube. Dove il male più grande (inteso come Ava, la sorella di Eve, piegata dalla necessità del sangue umano e del tutto instabile) arriva dalla Los Angeles regina di ogni vizio, capitale del sangue marcio. A essere decadente non è la (non)vita di questi due vampiri che, anzi, vivono l'uno nell'altro grazie all'amore che li unisce da secoli, ma la società (di cui, ovviamente, fanno parte) che vampirizza se stessa. Le guerre per il petrolio (e le imminenti guerre per l'acqua) segnano una linea di confine che probabilmente porterà all'estinzione non solo il vampiro ma anche l'essere umano.
A questo fine Eve e Adam, emarginati, freaks messi da parte per la società, emergono come le uniche due creature vive della pellicola; non il dottore che vende di straforo il sangue ad Adam, o i rockettari che cercano il contatto con quel musicista tanto strambo che suona musica funerea che poi finisce su Youtube, loro due come unica ancora di salvezza in una società che ha perso ogni passione e che non fa che auto-digerirsi.
È un film a cui non manca nulla: si ride (in modo intelligente), si assorbe il messaggio di vita che intende lasciare, ci si rammarica per quello di morte che inevitabilmente gli tocca tramandare. Si rimane semplicemente rapiti dalla semplice bellezza del quadro, dalle musiche azzeccate, dall'eleganza e la pulizia del tutto. Per un breve istante appare Infinite Jest, e vista la devozione che provo per Wallace, capite che per me è tutto un punticione in più.
È un film che vi consiglio fortemente, perché proprio non riesco a trovargli grossi difetti e perché è bello. Bello bellissimo. Mo' andate a vederlo e deprimetevi con me.

3 commenti:

  1. Quando vedo loro penso ai vampiri del video di Skrillex con quel che rimane dei Doors.
    Il film mi è piaciuto molto, non pensavo a dire il vero

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  2. bella recensione, lo guarderò sicuramente...

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