mercoledì 1 febbraio 2012

VNC: Resident Evil - Com'è nata la mia paura per le ville, i ragni e la gente voltata di spalle


Secondo appuntamento con VNC. La rubrica che torna indietro nel tempo! 
Viaggeremo insieme fino al momento dell'uscita del titolo e racconteremo, accompagnati dalla musica o dai filmati del gioco, i momenti più memorabili. Quest'oggi, dopo il successo di FF7, un'altra pietra miliare dell'epoca Psx: Resident Evil. Il primo, quello manco censurato, con la mano mozzata nel video d'introduzione e la cromia in bianco e nero, che dicevano era per fare più chic, in realtà era semplicemente un'altra forma di censura.
Ma cominciamo con calma. È il 1996, e io... [...]




...ho dieci anni. Tondi tondi. No, in realtà ne ho nove perché si dà il caso che è agosto, e fa un caldo boia. Succede che io e Simone abbiamo la Playstation davvero da poco tempo. Stretti in quel periodo che ancora passiamo a giocare con il dinosauro della demo one. Perché oh, non che ci fossero così tanti giochi, e quelli che c'erano qualcuno ce li doveva pur comprare. Fatto sta che Simone mi avvicina, circospetto, leggermente impaurito, con due occhi grandi come piattini da te'. "Papà s'è comprato un gioco nuovo", mi dice. Io annuisco, felice. "Ci sono gli zombie". Io ho, più o meno, una vaga idea di cosa sia uno zombie. Cioè so che è un mostro, che mangia carne umana, ma gli unici zombie visti nei videogiochi fino a questo momento sono forse quelli di Alone in the Dark. E cazzarola, quelli non facevano paura mai nell'universo.
Rido, e che c'hai paura?, gli faccio. Lui annuisce, serissimo. Io gli domando: "Ma sono zombie finti o...", lui continua a guardarmi, serio come se da quella risposta dipendesse il resto delle nostre vite. "Zombie veri", mi dice. Comincio ad avere un attimo di timore. Dai, gli dico, andiamo a provarlo allora. Lui mi guida, un po' infame a dire il vero. Mica me l'ha detto che sono giorni che fa fatica ad addormentarsi.
Eccoci: due bambini, nove e sette anni, in una magione maledetta. Nel filmato iniziale, girato con chissà quale tecnologia in live action (nella nostra mente di bimbi, la Playstation era in grado di far girare un filmato del genere reggendosi sulla sua potenza bruta). I cani assassini, la pistola raccolta dal terreno con la mano ancora attaccata, la fuga a perdifiato nella casa del demonio. Io col pad in mano e Simone seduto diligentemente accanto a me, sul divano nero di pelle. Serissimi.


L'avventura inizia con Jill, una ragazza della STARS, finita nella villa per motivi sconosciuti. A noi. Nel senso che il gioco è tutto in inglese e, cacchio, noi ancora ancora capiamo l'italiano, figurati l'inglese. 
Jill e il suo amico barbuto esplorano la villa. La sala da pranzo è deserta, giro un po' in tondo al tavolo, per sdrammatizzare. Simone non ride nemmeno per il ciufolo, anche perché lui sa benissimo che una sola porta mi separa dall'evento più traumatizzante che vivrò per un casino di tempo (più o meno fino all'arrivo nelle fogne, ma ci torneremo). Il barbuto mi urla qualcosa, qualcosa che potrebbe voler significare: Oh, vai un po' a vedere nel corridoio oltre quella porta. Io ci vado, il caricamento del gioco è gioiosamente camuffato da un'animazione che mostra la porta avvicinarsi, lentissima, e quindi spalancarsi in un nero ancestrale. C'è silenzio e tensione nel salone in cui stiamo giocando. Nel corridoio del gioco, invece, c'è un rumore strano. Qualcuno che si lamenta.
In questo momento Simone mi guarda un po' preoccupato, si mette seduto un po' meglio sul divano. Vai vanti, mi fa, vai avanti. Gli do retta, svolto l'angolo e parte un filmato. C'è questa specie di tizio pelato che fa su e giù con la testa. È bianco come il latte e sta azzannando qualcosa. Una testa rotola e, quello, lentamente si volta a guardarmi. Sì a me, oltre lo schermo. C'ha la bocca sporca di sangue. Cazzarola, vado in panico. Metto in pausa, mollo il pad. Io e Sig ci guardiamo scandalizzati. Corro indietro nella sala da pranzo, quel coso mi insegue. Il barbuto, che Dio l'abbia in gloria, lo fa fuori con un colpo alla testa. Panico. Spengo tutto. Non voglio più saperne.



Nei due giorni successivi ho problemi a prendere sonno la notte. Il disagio è mitigato dal fatto che siamo in due, con gli stessi problemi. Cerchiamo di non dire più la parola con la Z, sperando che il tempo si porti via quel ricordo infausto.
Passati tre giorni, quando finalmente le cose cominciano a tornare alla normalità, mio zio - il padre di Simone- mi fa: "Oh, se vuoi Resident Evil te lo prestiamo!" Io ci scherzo un po' su, e poi, non so come diavolo va a finire, ma mi trovo con Resident Evil tra le mani, diretto verso casa. L'incubo sta per ricominciare, e tutto per colpa mia. Simone è a casa sua, felice di essersi sbarazzato di quel disco maledetto.
La sera stessa riaffronto quell'inizio travagliato, da solo. Lo zombie che si volta mi dà i brividi ma, diligentemente, torno da Barry che me l'ammazza con estrema facilità e poi, toh, mi molla una pistola. Con quella stretta nella mano virtuale riesco a cavarmela per almeno altri dieci minuti. Più o meno il tempo di trovare una macchina da scrivere, salvare la partita, e arrivare a una scalinata con ben due zombie. Spengo. Racconto a mio zio di essere arrivato al primo boss di livello. Ignaro del fatto che non ci sono livelli e che i boss, quei pochi che incontrerò, andranno ben oltre i due zombie.


Procedo, arrancando, più o meno con fatica. Vincendo la paura dei non morti, cominciando a inanellare un headshot dopo l'altro. Quasi mi prende un colpo, ma davvero eh, quando camminando nel corridoio, uno di quei cani del filmato iniziale irrompe dalla finestra. Mollo il pad (che cade a terra fracassandosi sulle mattonelle), urlo, mi allontano dalla console mentre quello sbocconcella con il corpo di Jill. Ripreso coraggio mi butto sul joystick a premere il tasto di pausa. Ché davvero un altro poco e ci lasciavo le penne io, altro che Jill. E a casa io macchine da scrivere manco l'ombra.
Il vero dramma però, quello vero, viscido, consistente, che mi obbliga a spegnere tutto, accantonare l'idea stessa di finire il gioco e rinchiudermi in un silenzio imbarazzato, arriva poco dopo. Più o meno all'ingresso delle fogne. Più o meno nel momento in cui un ragno grosso come -e più- di Jill, e sicuramente più peloso e ripugnante, mi si piazza, pigro e molliccio, davanti alla visuale. Io ho il terrore totale e cieco dei ragni. Proprio una cosa che piuttosto proprio no: mi faccio ridere dietro a vita per non aver proseguito nel gioco. È la mia ennesima pausa tattica, questa volta però non sono tanto intenzionato a riprenderlo, il gioco.


Invece, alla fine, vinco la paura. Spiaccico tutti gli aracnidi a colpi di granate acide, proseguo a stento lungo le fogne, a una distanza dal televisore pari a qualche centinaia di metri, in modo da vedere i ragni (e conseguentemente Jill) come piccoli ammassi di pixel. Faccio conoscenza con i terribili hunter. 
Nel frattempo, ogni volta che vinco una paura e riesco a superare una parte del gioco, spiffero tutto a Simone che, buon per lui, è guarito dalla paura paralizzante dello zombie e, a posteriori, immagino non apprezzasse molto il mio rivangare nel passato. Comunque siamo vicini alla fine, perché nonostante il mio impegno, l'avventura termina in un punto ben preciso.
Salgo in un ascensore, arrivo al primo piano della villa, esco, sento dei passi venire verso di me, un hunter salta e mi stacca di netto la testa. Così, secco. Carico la partita ma la trafila si ripete, e ancora, e ancora. Passo un pomeriggio a cercare piantine per curarmi, munizioni speciali, o qualsiasi altra cosa possa servirmi nella lotta, ma non trovo nulla. Sempre e solo quella morte ridicola, un passo fuori dall'ascensore. Alla fine, avvilito, mollo.
L'ultima immagine del primo Resident Evil (se non vogliamo contare l'episodio Rebirth, che finirò diversi anni dopo su Gamecube) è quell'inquadratura molto stretta di Jill. Il corridoio che, davanti a me, per colpa dell'inquadratura fissa, è uno spazio che non riesco a vedere, dei passi decisi, un urlo disumano e la testa che salta via. Verso l'infinito e oltre.
Non ho idea di che fine ha fatto quel disco: forse l'ho restituito, mogio, al legittimo proprietario, o forse l'ho tenuto, promettendomi che un giorno, più forte che mai, avrei schivato quella zampata mortale. Purtroppo non ce l'ho mai fatta.

12 commenti:

  1. Notare il "joseph!" di Jill, stile OH MY GOOOOOOOOOOD

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  2. Avrò finito un paio di volte il primo RE, eppure il nemico più ostico per me è stato, a parte il secondo incontro col Tyrant, il combattimento con il serpentone... Ti consiglio di recuperarlo se puoi, Fabio. E' persino uscito sul PSN... :P

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  3. E poi ribloccarmi in quel corridoio, Peppe? D:
    La mia vendetta spirituale l'ho avuta finendo il Rebirth!

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  4. Il mio ultimo contatto con il primo RE è stato quando è uscito il capitolo per DS. Dopo questo post hai riacceso vecchi ricordi che potrei rispolverare stasera :D

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  5. Gli horror su celluloide mi fanno sempre scompisciare sotto dalle risate. Invece, per qualche motivo più sviscerale, gli horror ludici non riesco proprio a digerirli. E' più forte di me, mai completato uno. Che sia anche a causa dei controlli legnosissimi tipici di questo genere? Penso soprattutto al senso di impotenza che danno i personaggi, soli contro un universo totalmente ostile e senza pietà. Insopportabile.

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  6. Che ricordi traumatizzanti questi di Resident Evil, ricordo perfettamente le mie notti insonne al pensiero che potessi chiudere qualche secondo gli occhi per poi riaprirli e trovarmi quel faccione bianco decadente, sangue sulla bocca e lo sguardo del male fissarmi negli occhi D:
    Meno male che mi hai salvato da un tragico trauma infantile che poteva continuare con l'avanzare del gioco lol
    PS: non ricordavo il CAST durante la intro iniziale! ahahahha sembra tipo la sigla di Beverly Hills 90210

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  7. però devo dire che anche lo Zero mi aveva fatto strizzare ben bene...

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  8. Quante emozioni che vi ha regalato questo RE, nel bene o nel male :O
    Per ricordarvi tutti questi dettagli deve avervi davvero traumatizzato, ed è più che plausibile visto che a me metteva ansia anche Tomb Raider..

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  9. Tomb Rider l'ho sempre odiato... Avevo solo il 3 mi sembra, nei primi minuti di gioco mi pare dovessi seguire una cazzo di scimmietta in delle rovine e non ci riuscivo.
    Quindi tornavo a casa di Lara e facevo gli scherzi al maggiordomo.

    Purtroppo invece RE1 non l'ho mai giocato :(
    La psx (già modificata) mi è arrivata soltanto quando girava RE2 (rigorosamente solo il primo disco, che infatti non capivo che minchia volesse quando mi chiedeva CD di Jill alla fine).

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  10. Ho avuto lo stesso trauma con RE2, però l'ho finito!
    Pensa che io e mio fratello,per non avere l'ansia da controller, spruzzavamo generosità nel passare il pad l'uno all'altro con gentili cortesie, cosa mai fatta per nessun altro gioco!

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    1. Hai visto? Poi dicono che i videogiochi rendono violenti.

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