venerdì 3 febbraio 2012

A.C.A.B. - All Corps Are Be', insomma...


A.C.A.B. è un bel film. A.C.A.B. è anche un film italiano, questo rende l'affermazione di prima estremamente più importante. Ed è anche un film che, durante e dopo la visione, lascia esterrefatti, con dubbi, perplessità, voglia di approfondire certi fatti storici e, sopratutto, con mille domande che non hanno risposta. Un film difficile da vedere, da digerire, e -per alcuni- sicuramente anche da capire.
Un mondo di violenza esagerata, nel quale l'odio chiama odio e alle botte si risponde solo ed esclusivamente allo stesso modo [...]


A.C.A.B. lascia un segno, violaceo e livido come un ematoma sulla pelle. Lo lascia perché tratta di quell'argomento già caro a pellicole come American History X: l'odio porta altro odio, la violenza non è mai la risposta giusta. Quello che nel film di Sollima lascia stupiti, però, è che a dispensare odio e violenza sono le forze dell'ordine, quel reparto "celere" che, per com'è rappresentato nel film, si compone di facinorosi, fascisti e violenti.
Cobra (Favino) è un attaccabrighe, uno che gode della violenza, del sentirsi chiamare "figlio di puttana" nelle canzoncine da stadio, un fascista convinto, di quelli col busto del Duce a casa e il manganello estremamente facile. Mazinga (Giallini) è un padre frustrato, che si sfoga sul lavoro e non si rende conto che il gruppo di skinhead da cui cerca di tirare fuori il figlio adolescente, non è tanto diverso dal suo di gruppo (anzi, in una sequenza c'è un trappolone nella sceneggiatura che mescola le carte in tavola e lascia lo spettatore col dubbio di quale sia la fonte della violenza nell'assalto ai rumeni). Negro (Nigro) è un padre sfruttato, costretto a vedere sua figlia col contagocce, che si vendica durante le risse e le spedizioni punitive segrete, che picchia sua moglie (e che viene coperto dai colleghi). Adriano (Diele), la nuova leva è un coatto di borgata, il punto di vista dello spettatore, anche lui un tipo con le mani da fabbro, così come Carletto (Sartoretti), ex-poliziotto con il pugno di ferro, sospeso per il troppo zelo. Tutti personaggi negativi, sbagliati, eccessivamente violenti. Il ritratto delle forze dell'ordine che viene fuori da A.C.A.B. è disastroso. A volte sembra di vedere un film coi nazisti visto dalla parte di questi ultimi.
E cazzarola, ti credo che la polizia di stato non l'ha apprezzato il film.


Il lavoro a livello di recitazione è ottimo, con un Favino straordinario (e di nuovo Boris fu profetico: ormai in Italia lavora solo Favino!), un sempre ottimo Giallini e una prova convincente da parte di tutto il resto del cast. Sollima, pur evidentemente vicino ai tempi e i modi televisivi, si dimostra davvero in gamba. Ottima, davvero ottima, la colonna sonora con brani come Seven Nation Army e Where is My mind.
A.C.A.B., secondo me, soffre di un problema. Un problema che condivide con l'opera prima di Sollima, la serie "Romanzo Criminale" che ha fatto furore negli ultimi anni. È un film che va approcciato con intelligenza, che va visto e sentito con la consapevolezza che tutto quello che succede sullo schermo è sbagliato, è messo lì per rappresentare degli anti-eroi. Personaggi negativi, in toto, uomini frustrati, trasformati dalla violenza in esseri violenti. Esempi da non seguire. E fa strano parlare così di un reparto di poliziotti, è vero.
Il problema, come accennavo prima, non è che il film di questo ne fa un segreto o un sottinteso da capire grazie a chissà quale svolta nella trama, è che esiste invece un pubblico di... esaltati? idioti? Vada per idioti, che questo salto non è in grado di farlo. Che non sa prendere le distanze da un protagonista sbagliato e che anzi, con tutte le possibilità del caso, si unirà al coro della violenza. D'altronde è la stessa gente che ha trasformato in eroi gli assassini di Romanzo Criminale.

5 commenti:

  1. Non l'ho visto il film ma non c'è anche il problema che fanno passare i delinquenti tifosi per le pecorelle vittime? questo era il mio timore e leggendo la recensione mi sembra ancora così °_°
    Chissà che ne può uscire fuori ora con questo film, ragazzini esaltati contro le forze dell'ordine, micro e pseudo teppistelli fomentati come successe per Romanzo Criminale (come hai ben detto, idioti). Mha..perplessità!

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  2. No, aspetta! La merda accoltellatrice da stadio viene rappresentata esattamente com'è. Lo scontro tra i teppisti e i poliziotti è duro e senza vincitori, proprio perché è un'onda che si infrange sugli scogli. È violenza contro violenza. Però dagli esaltati del cazzo che vanno allo stadio per menarsi te l'aspetti, insomma, il ruolo che gli attribuisci mentalmente è sempre quello, dalle forze dell'ordine, invece, rimani spiazzato. E a ben vedere!

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  3. Nel film viene rappresentata solo la merda. Non c'è quasi nessun momento positivo, a parte qualche piccolo spiraglio. Difficile da capire, quale vuole essere il significato di fondo. E qual è? Che siamo umani, con tutti i pro e i contro. Non ci possono essere persone totalmente buone o totalmente cattive.
    Quello che maggiormente però secondo me emerge è una critica spietata alla politica, totalmente incapace di soddisfare il bisogno di sicurezza.
    Colonna sonora incredibile. Di nuovo rispuntano i Mokadelic, davvero bravissimi anche in Come Dio Comanda.

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    1. È vero, è un film assolutamente giocato sui toni del grigio. Di una moralità ambigua, anche se con tinte più scure che chiare. Bisogna riconoscere che di film che ti "accompagnano" così a lungo fuori dalla sala ce ne sono davvero pochi.

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  4. A.C.A.B. è un piccolo capolavoro proprio come lo è stata la serie di Romanzo Criminale, snobbata da molti solo perché strumentalizzata dai coattoni di Roma.
    Concordo con tutta la recensione e sul difetto di Sollima che, nonostante gli ultras/skinhead siano rappresentati per quello che sono, fa passare i celerini per un gruppo di fascisti, violenti e corrotti. Capisco che era voluto ma fare di tutta l'erba un fascio mi è sembrato esagerato..
    Comunque è un film da vedere secondo me, voto 7,8

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