lunedì 6 febbraio 2012

Un mucchio di Uomini che odiano le donne


Proprio recentemente, più o meno dopo aver saputo che Fincher avrebbe diretto il remake americano, mi sono interessato al libro del povero Stieg Larsson. Approfittando anche di una serie di sconti natalizi su Kindle, mi sono portato a casa la versione digitale del primo romanzo (proprio Uomini che odiano le donne), per qualcosa come cinque euro messi male. L'ho letto, divorandolo in pochi giorni, apprezzato molto, e ho visto anche il film svedese, giusto per non farmi mancare niente.
Poi ho visto il remake americano di Fincher. Praticamente è una storia che ormai conosco a memoria, in tutte le sue incarnazioni. E la domanda, che sicuramente balla in testa a tutti è: minchia, ma ce n'era proprio bisogno del remake americano? E la risposta, come in tutti i casi simili, non può che essere: no. Proprio no. [...]

Essì, che bastano gli occhiali a fare di un cristone un giornalista

Uomini che Odiano le donne (o "Millennium - Uomini che odiano le donne" com'è stato ribattezzato qua in Italia; negli Stati Uniti sia questo sia quello svedese hanno lo stesso titolo: "The Girl with the Dragon Tatoo", che per una volta la figura degli scemi che cambiano i titoli originali l'hanno fatta loro) è un thriller di quelli estremamente classici. Quello che lo rende particolare è l'ambientazione (la fredda Svezia) e i protagonisti: un giornalista di mezza età caduto in rovina dopo un articolo sbagliato e una sociopatica afflitta da qualcosa di molto simile alla sindrome di Asperger.
Quest'ultima versione su pellicola parte a razzo, quasi snobbando il background dei personaggi: accennando timidamente alla storia che ha visto Mikael Blomvisk (Daniel Craig) finire in un mare di guai per aver attaccato pubblicamente l'industriale sbagliato, e presentando in maniera veloce Lisbeth Salander (Rooney Mara). Prima ancora che lo spettatore medio possa trovarsi a fare domande sul perché e sul percome un giornalista di cinquant'anni assomigli così tanto al buon James Bond -con tanto di fisico palestrato della Madonna-, la vicenda entra nel vivo e Mikael è già all'opera sull'investigazione del caso. Eh, sì, anche qui senza dare grandi spiegazioni del perché sia stato scelto proprio lui e non altri.
Il resto del film scorre, più meno fedele al libro, praticamente ricalcato dal film svedese che, già di suo, era estremamente riscontrabile nelle vicende raccontate su carta. Ok, c'è qualche chicca registica di Fincher e un'eleganza che fermati, eppure ci si ritrova davanti a un film sommariamente inutile. Che nel suo essere una copia carbone, non è nemmeno migliore di quello svedese.

AVADA KEDAVRA!

Perché, parliamoci chiaro, il film svedese era gran bello: perfettamente fedele al romanzo (seppure con qualche sbavatura e qualche taglio, dovuto più che altro alla lunghezza del libro) e, sopratutto, in linea coi tempi della storia. L'analisi iniziale dei personaggi e delle vicende che poi li porteranno a collaborare era ben spiegata, così come la rivalità tra Blomkvisk e Wennerström, ed era stato dato più spazio alla famiglia Vanger.
Sopratutto non era stata svilita la rivelazione finale che, così come l'hanno messa giù i nostri amici gringos, è solamente stupida. Si notava molto meno la compressione temporale obbligatoria per far stare ottocento pagine in due ore e mezza di film. Gli eventi avevano una loro tempistica precisa, si avvertiva, consistentemente, l'impegno (anche in ordine di tempo: l'indagine dura quasi un anno) che il giornalista mette nella ricerca di Harriett. E la cosa incredibile è che i film durano, più o meno, lo stesso tempo.
Lisbeth, invece, è perfettamente in ruolo. Non fosse altro che Rooney Mara, senza sopracciglia e conciata a quel modo, sia un cesso ributtante. Perché ok, Lisbeth è un personaggio strano forte tanto nel libro quanto nel precedente adattamento cinematografico, ma qua, a vederla, secca secca, senza sopracciglia e con quell'espressione ebete in faccia, pare di vedere Voldemort. Ed è spaventosa, senza permettere mai che quella nota d'empatia col personaggio venga fuori. Mai. La Lisbeth di Fincher rimane sempre distante, freddissima e aliena, come se provenisse da un altro pianeta.

Ecco vedi? Questa fa solo moderatamente paura, ma almeno è umana

Aggiungo che la parte finale, tutta tranne forse gli ultimissimi minuti, è stata rimaneggiata in un modo talmente deludente che, non solo gli fa perdere tutto il significato, ma getta un'ombra inquietante sul quoziente intellettivo di alcuni personaggi. Glissa su questioni che erano importantissime e, anzi, nel libro erano fondamentali per l'evoluzione del personaggio di Blomkvist e ti lascia un po' così: confuso, a chiederti: ma questa cosa l'hanno detta o perlomeno fatta intuire in qualche modo? E la risposta è sempre no.
Quindi il giudizio è un bell'insomma, grosso come una casa. Non tanto per il film in sé, che sarebbe pure non malaccio, quanto per il confronto con la controparte "sfigata" (almeno sulla carta) che con un budget equivalente alla scarpa destra di Daniel Craig, e senza tirarsela come Rooney Mara ("Sì, ho fatto davvero tutti i piercing. Per capire meglio il personaggio di Lisbeth", mavvaffanculo va', l'avrei messi pure io due piercing del cazzo... ecco le sopracciglia magari le avrei tenute), ha messo in scena una versione a mio parere migliore.

7 commenti:

  1. Non ho ovviamente il tuo background informativo riguardo libro e film svedese, ma sto film mi ha lasciato davvero freddo.
    L'inizio proprio da dimenticare, per il resto prova un po' a migliorare ma soprattutto grazie a tette e culi che si vedono qua e la.
    Davvero comunque, se certe cose non ce le spiegavi sarebbero rimaste irrisolte per sempre... Tipo tutto il casino iniziale su di lui era incomprensibile, oltretutto noi che non conoscevamo la storia eravamo sicuri che lui stesse assieme alla bionda... Boh, trascurabile.

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  2. Sapevo che sarebbe finita cosi prima ancora di vederlo. Ho adorato il film svedese, con un ritmo perfetto. Poi la Rapace è zoccola forte <3

    Dovrei anzi vedere gli altri 2.

    Comunque, questo film non è altro che un'esponente della deriva che sta prendendo il cinema americano. Non hanno più idee e si buttano sempre più spesso su remake e altre cacate.

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  3. Non avendo visto ne il film precedente, ne aver letto il libro lo trovo abbastanza coinvolgente ma che non passa quella soglia di interesse che te lo fa rimanere impresso! Tanta stima però per l'attrice che si è fatta seriamente tutti i piercing *__*

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  4. Lol come dice Fabio: me li facevo pure io se mi pagavano quanto lei.

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  5. Ma io ne ho 4 e ho dovuto pagare...
    A saperlo prima :v

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    1. Cioè, dipende: hai terrorizzato la comunità magica diventando un dittatore a capo di un gruppo di nazisti magici? Se sì, allora ti hanno fregato.

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  6. Stavo vedendo la filmografia di Fincher e probabilmente questo Millenium è il suo peggior lavoro.
    Sia chiaro, è un bel film thriller con un'ottima storia che lo contorna ma se non hai letto il libro o non conosci la trama passi tutto il film a chiederti perchè sto sfigato s'è isolato in montagna e chi sia questa punk che tutti osannano.
    Ma tralasciando questo io non ci ho visto niente di Fincher, neanche quel minimo che vedevo nei suoi film un pò più bruttini e mi faceva capire fosse un suo lavoro.
    Occasione sprecata, voto 6,5

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