martedì 7 febbraio 2012

Resident Evil Revelations - Basta un poco di zucchero e la pillola va giù


Resident Evil Revelations è stato l'unico titolo ad avermi intrigato un poco in quest'ultimo periodo, in piena crisi mistica da videogiochi, quando sembra che uno dei miei hobby preferiti stia andando a donnine allegre. Un periodo nel quale mi faccio i conti in tasca, guardo strabuzzando gli occhi i prezzi dei titoli in uscita, e poi borbotto come un vecchio catarroso alla fermata dell'autobus. Che davvero è una vergogna e non se ne può più. E si stava meglio prima, ai miei tempi. Che i giovani non erano così impertinenti. Resident Evil, invece, è stato un discorso diverso: ammaliante con quel look retrò che sposa le trovate dei TPS di ultima generazione. [...]

Spara a quello zomb...a quel mostr... a quel COSO!

Perché Revelations si presenta non bene, benissimo. Uno stile grafico che mostra i muscoli, e quasi lo fa somigliare al fratello (scemo) su console -quello con gli zombie sulle moto-, dei protagonisti che sono a tutti gli effetti i protagonisti della saga, un'ambientazione che torna ad essere buia e cupa e spaventosa. Almeno in teoria. Anzi, non solo, Re: Revelations, ti ci piazza dentro pure quel sapore recondito, pescato direttamente dal cenone di natale del 1996, con tanto di magioni infestate e corridoi illuminati da luci fioche e tappezzati di moquette scadente. Il tutto montato sopra, ovviamente, al più segreto dei laboratori hi-tech. Revelations non solo ce la fa, ma lo fa pure bene. E un po' ti ci riporta a quei tempi andati, belli, nei quali un tipo calvo e con gli occhi infossati ti faceva stringere le chiappe sul serio.

"Timida cara? Co 'sta faccia da..."

Poi, Revelations si ricorda pure di essere figlio di quella particolare branca di survival horror, nei quali non ha senso nessuna delle due parole. Che survival, quando hai appresso un arsenale, è ben difficile diventarlo, e horror...dai, per favore. Ogni tanto ci prova, a mettersi giù di muso duro, e convincerti che è un cazzo di problema sopravvivere in quella nave, con Schettino nascosto chissà dove, a inchinarsi. Diventa avaro di erbe curative, o di munizioni o -più semplicemente- utilizza il trucco più vecchio del mondo: ti tira appresso secchiate di mostri. E tu lì, col tuo fucile a pompa potenziato, a sparare come un maledetto a così tanti nemici che sembra la fila al supermercato il giorno che ha nevicato a Roma. Ma non ce la fa, mai, perché fraggare quei poveri schifi che ti si lanciano contro diventa un divertimento coi fiocchi, fatta eccezione per quelli più grossi e cattivi. E senza contare che tutto questo va a scapito della componente horror, perché coi mostri un tanto al chilo mica funziona tanto bene.

Terroristi fissati con la Divina Commedia. Waiting for: nazisti che recitano
tre metri sopra il cielo.

Ci sarebbe poi la questione della storia, stupida come un marciapiede. Con la vicenda che fa da sfondo che rimane misticamente idiota per tutto il tempo di gioco. Una città che usa i pannelli solari, una corporazione di terroristi che -per qualche motivo che non ha alcun senso- non è d'accordo e la devasta. Questa stessa associazione terroristica che sembra voler dire qualcosa lungo tutta l'avventura, e ci prova, ci prova, si emoziona, e non ce la fa. Caracolla su se stessa quando si rende conto di non avere niente da dire. A parte recitare a memoria la Divina Commedia, ma quello lo fa già Benigni e ci pensa già lui a scartavetrarci le palle. E così tutta la parte narrativa è un po' sì, un po' no. Un pretesto, ma in fin dei conti nei Resident Evil lo è sempre stato.

Chris sceglie sempre bene le sue partners.

Però, e c'è un però grosso come una casa e mezzo, Revelations è un gran bel gioco, specialmente considerato l'hardware sul quale gira. Perché non solo riesce ad essere meglio del capitolo precedente, ma porta anche innovazioni interessanti, e solo leggermente già usate altrove. Tipo, chessò, l'incredibile possibilità di camminare mentre si tiene un'arma puntata. O lo scanner ambientale, o il doppiaggio -ottimo- in italiano. E poi è longevo, più della media degli altri giochi del genere (che, a pensarci bene, essendo composta da Dead Space, forse no), con una modalità aggiuntiva nella quale fraggare mostri, online, in compagnia del vostro amichetto dal grilletto facile e l'erba sempre pronta. Ok, m'è uscita proprio male.
Sopperisce a un design orrendo dei mostri con boss che, invece, sono abbastanza guardabili, aree di gioco belle e particolareggiate, sempre perfettamente in tema (se si escludono quelle due-tre ambientazioni esterne), un sistema di upgrade bello ma non bellissimo e, non meno, dei protagonisti che da guardare sono una gioia. Sopratutto Jill.
A chiudere questa sfuriata, sparata fuori con la dolce cattiveria del vecchietto che dà indicazioni ai nerboruti operai che rifanno il cemento, Resident Evil Revelations è -quasi- un successo. Un punto d'incontro efficace tra il vecchio e il nuovo, che funziona, senza esagerare. O meglio, esagerando ma senza diventare ridicolo. Bravi, bene. Mo' con quell'accrocchio orribile del circle pad che ci faccio?

8 commenti:

  1. Minchia la partner di Chris! Certo che per come ci sanno fare i giappi col character design e con lo sfruttamento dell'hardware, tutti gli sviluppatori occidentali dovrebbero andare a nascondersi dietro la lavagna con le orecchie d'asino, altro che "ci vuole la next gen"...

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  2. Sì. Papale papale: le fighe sono tutte made in jap.

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  3. Oramai mettono mostri a valanga sui survival horror, facendo perdere, ovviamente, la componente horror! Almeno la parte survival si mantiene fresca XD
    Comunque dai Resident Evil ci si aspetta sempre un titolo degno di nota (a discapito del 5 sia chiaro).

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  4. Jessica è un gran bel pezzo di personaggio. :)
    Comunque ritrovare Chris e Jill insieme fa il suo effetto eh (e Jessica.)

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  5. Vogliamo parlare della muta che si infila per sondare la Queen Zenobia? È una cosa talmente porca e inutile che solo a un giappo poteva venire in mente: http://nintendoartwork.com/gallery/resident-evil-revelations/resident-evil-revelations-jessica-wetsuit-artwork-render-1.png

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  6. Vero vero. Certo che anche "quell'altra" che si vede nel primo teaser ceh avevano presentato aveva un costumino mica da ridere :)

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  7. I jappo sanno far funzionare bene le console quando si tratta di mettere in scena protagoniste gnocche, eh. Comunque, prima o poi dovrò provare un qualsiasi Resident Evil, comincio a sentirmi un emarginato.

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  8. Ancora insistono con questo survival horror nel 2012? Ormai sti giochi fanno ridere pure i bambini, poi sullo schermetto del 3DS immagino quanta paura °__°
    Comunque tralasciando il gioco non pensavo il 3DS avesse un hardware cosi potente, sono rimasto felicemente stupito :O

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