lunedì 21 maggio 2012

Quella casa nel bosco - L'horror che ti strizza l'occhio


Fatevi un giro per la rete e date un'occhiata alle recensioni di Quella Casa nel Bosco, capirete in fretta perché stia attirando tanto l'attenzione dell'internet. È raro vedere un film che si busca consensi così unanimi, specialmente se fa parte di quel tanto vituperato genere horror che negli ultimi anni di sorprese ne ha riservate proprio zero. È pure vero che dietro questo prodotto c'è una sfilza di nomi grossi, che culminano con l'uomo del momento, quel Joss Whedon che ha dato vita ai Vendicatori su celluloide. Inoltre la premessa, a giudicare dal trailer, è interessante: sembra perlomeno mescolare le carte in tavola quel tanto che basta per scombinare le regole dell'horror classico. Cioè, tutto questo pippone finisce che sabato sono andato a vederlo, là, nel bosco, e che.... bof. [...]


Quella Casa nel Bosco è la storia dei cinque classici stereotipi da film horror\slasher (l'atleta, la vergine, la puttana, l'intellettuale, il fattone), che si trovano, guarda un po', a trascorrere un week end nella paurosissima tenuta in montagna del cuggggino di uno dei protagonisti. Ci scommettereste dei soldi (e vincereste la scommessa) sul fatto che qualcosa di strano accadrà a questi poveri sfigati, rei soltanto di essersi andati a cacciare in una casa isolata dal resto del mondo e di essere, con l'unica grande eccezione della virginale Dana, devoti a droghe, alcol e sesso. I giovini intuiscono però che qualcosa non quadra, oltre alla presenza delle creature che vogliono assassinarli, intendo: qualcuno li sta spiando e sta giocando con le loro vite come fossero dei burattini, preparando il terreno per la loro dipartita. Questo è quello che potete intuire dal trailer e non mi spingerò più in là per non rovinarvi la sorpresa.


Nascosto -neanche troppo bene- sotto la superficie del film horror, l'intento del film è quello di fare satira sul modus operandi dei film dell'orrore. Quella Casa nel Bosco decostruisce il genere, lo smonta pezzettino per pezzettino, lo lancia allo spettatore pagante e gli fa l'occhiolino, bonario, anche se il suo intento è proprio dileggiarlo, quello spettatore. Quel tontolone che, spinto dal trailer o dal nome (volutamente poco originale) s'è arrischiato in sala, aspettandosi lo slasher di turno, magari con la biondina che sculetta prima di essere fatta a fette dal maniaco. Lo dileggia perché non solo il film si trasforma in una sorta di parodia che di horror ha ben poco, ma non fa che ridacchiare della stupidità dello spettatore medio dell'orrore (a ragione, perché la sala era piena di gente con il cappellino da sole e il cellulare in mano, pronta a spippolare su Facebook incurante di seguire quello che succedeva su schermo, magari anche solo per lamentarsi di quanto fosse criptico... ovviamente a voce alta). Tutto il film non fa che trasformarsi in un enorme, quanto ricercato, ammasso di cliché, il che lo rende fastidiosamente inattaccabile. Ogni presunto passo falso sembra fortemente voluto dallo sceneggiatore per non abbandonare mai l'idiozia di fondo che caratterizza il genere. È uno specchio riflesso continuo. E vince sempre lui. E vaffanculo.


Se la satira sul film horror non è una pratica esattamente nuova (lo faceva Scream sedici anni fa), quello che funziona in Quella Casa Nel Bosco è lo stacco che c'è tra il mondo del film horror e il piano intermedio, una specie di universo a metà tra la finzione scenica e la realtà della sala cinematografica. Un'intuizione piuttosto intelligente che rappresenta (nonostante i tizi col cappellino di cui sopra non l'abbiano capito) il cuore del film. Proprio in questo ambiente prendono luogo le scene più azzeccate, i momenti più divertenti e quelli più originali. È difficile parlarne senza rovinare la sorpresa, ma l'idea del film si consuma tutta in questa dimensione parallela e non nella casa che dà il titolo all'opera: è qui che, nel finale, esplode una sorta di orgia d'amore nei confronti dell'orrore, ed è questo piano che, fondendosi all'universo narrativo cheap del film, viene in qualche modo contaminato, trasformandosi a sua volta in una parodia. L'aspetto eccellente del film di Goddard è saper giocare con questi due mondi, fonderli, scambiarli, spiazzando continuamente lo spettatore  e deliziandolo con decine di citazioni. Stupendolo. Quello stesso punto di forza che diventa una debolezza nel momento in cui illudi lo spettatore di aver pagato per vedere un horror e ti presenti come qualcosa di diverso. Un trucchetto che recentemente ha provato anche Drive di Refn, travestito da ipertrofico figlio di puttana al testosterone. Solo che Drive, a mio parere, è un film infinitamente migliore di Quella casa nel Bosco.

3 commenti:

  1. Difficile commentare senza fare spoiler! Quindi mi limito a dire che il senso del film è chiaramente incentrato sulla parodia, con le classiche frasi stupide da film horror medio e la buonissima riuscita anche nel farle interpretare ,come la scena nel bosco che la sgualdrina voleva tornare indietro ma la fanno rimanere grazie ai loro metodi, o thor che prima dice di stare uniti (cosa che nei film horror non è MAI successo XD) e anche lì gli fanno cambiare idea per renderlo uniforme al classico horror. Bello, bello soprattutto verso il finale che prende un'altra piega.
    ps: da vedere anche per le tante citazioni *_*

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  2. Questo film è Martellone... dico sul serio.
    Il messaggio di fondo e l'intento del film sono palesi, la parodia, il cinismo e tutto il resto. È chiaro che come dice Fabio i ragazzotti che sono andati li al cinema si sono annoiati a loro volta, perché persino per loro un'ora e mezza di "bbbbucio de culo!" è troppo.
    Il problema è che anche per qualcuno che è andato li con intenti più seri si rompe il cazzo.
    Secondo me è una satira fatta male; telefonata, insensata e che annoia. L'intento del film era chiaramente fare il Boris della situazione, quello che risulta invece è "bbbbbucio de culo!" e basta.

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  3. Quella casa nel bosco è il male, perchè vuole far finta di essere un film horror quando non lo è per niente.
    Se nel genere del film avessero scritto horror/commedia o avessero fatto un trailer che lo lasciasse intuire allora sarebbe stato un filmone.
    Per me è stato una mezza delusione, perchè nonostante l'idea di base non mi sia piaciuta il film non è malaccio.. Occasione sprecata D:

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