mercoledì 3 ottobre 2012

Tokyo Jungle - ... solo non si vedono i due liocorni!


Tokyo. Anno duemilaespicci. L'umanità è estinta. Solo gli animali sono rimasti in vita. Tutti gli animali: dai pulcini alle tigri; dai cani (tranne Will Smith, che a quanto pare ha trovato finalmente pace) agli elefanti. Il regno dell'uomo è stato spazzato via, la legge del più forte -o del più furbo- è l'unico regolamento da seguire, là, nella giungla di Tokyo. [...]


Tokyo Jungle è un survival, sviluppato da Japan Studio e disponibile su PSN europeo al modico prezzo di 12,99 €.
Nel titolo avremo a disposizione due modalità principali: sopravvivenza e storia.
Sopravvivenza è il vero cuore del gioco: da qui si renderanno disponibili i capitoli della storia, si affronteranno le sfide personalizzate per ogni animale, si sbloccheranno altre razze e si guadagneranno equipaggiamenti e punti per acquistare oggetti e bestioline nel negozio interno del titolo. Praticamente si fa tutto qui.
Una volta scelto l'animale -tra un mucchio di bestie che conta decine di esemplari- con il quale affrontare la sopravvivenza, si viene gettati senza tanti complimenti per le strade della città, a cavarsela da soli. Certo: un tutorial ben realizzato ci spiegherà come comportarsi in ogni situazione, ma la vita, là fuori, è dura. Sopratutto quando sei un cagnolino con più pelo che artigli o, peggio ancora, un cervo sika. Queste due razze, quelle selezionabili dall'inizio del gioco, permettono sin da subito di affrontare la partita seguendo le due diverse filosofie di gioco: la vita da carnivoro o la vita da erbivoro.
La giornata dei carnivori è molto meno stressante; la loro esistenza si basa principalmente nel cacciare prede più deboli in modo da chetare la fame. Le difficoltà principali sono nel procacciarsi cibo quando l'aria velenosa fa scappare tutti gli animali dalla zona, e -sopratutto- stare attenti a non pestare i piedi a qualcosa di più grosso e più cattivo.
La vita da erbivoro è proprio difficile, non so come facciano i vegetariani ma quaranta minuti nei panni di un cervo Sika mi hanno convinto a continuare a mangiare carne tutti i giorni e morire di gotta (ma si muore di gotta?) a trent'anni. Non solo tutto il regno animale non vedrà l'ora di affondare i denti nelle tenere carni del cerbiattino, ma lo stesso dovrà pure trotterellare alla ricerca di ciuffi d'erba o piante di bacche da dover masticare. Una vita difficile.


Una volta iniziata la partita gli obiettivi saranno molteplici. Prima di tutto è possibile raccogliere dei pacchettini regalo che contengono degli "archivi", documenti che, oltre a spiegare com'è che l'umanità s'è ridotta così male, sbloccano anche i capitoli della storia. Sarebbe interessante sapere chi è che legge questi documenti una volta raccolti, ma facciamo finta che il nostro shiba sappia leggere.
Seconda cosa verremo continuamente riforniti di missioni da dover portare a termine, in modo del tutto opzionale e non dissimile da come avveniva nel Sempre Alto Nei Cieli Dead Rising: obiettivi a tempo che vanno portati a compimento il prima possibile. Gli stessi possono riguardare la caccia, la conquista di alcuni territori o il raggiungimento di alcuni posti in particolare. Ogni missione portata a termine conferisce un bonus permanente alle statistiche, e se si intende far campare a lungo la propria bestiola ingrossare le statistiche con quei punti è fondamentale. È possibile anche che, a coronamento di alcuni gruppi di missioni, venga regalato un equipaggiamento speciale (ed esilarante) da accroccare sul nostro animale. Tipo zamponi di peluche. Tipo cappellini alla moda. Tipo giacche di pelle da tamarri dentro.
Ci sono poi delle missioni speciali, attivate al compimento di alcuni compiti specifici, che permettono di affrontare una razza di animale per sbloccarla all'interno della selezione nella modalità sopravvivenza.
Infine, l'obiettivo primario: sopravvivere. Per riuscire nell'intento è d'obbligo ripercorrere tutte le fasi della vita animale: nascita, crescita, nutrimento, accoppiamento e ciaociaotantisaluti.


L'accoppiamento è una meccanica fondamentale all'interno del gioco, sia perché permette di continuare l'avventura (nei panni della cucciolata, formando veri e propri branchi) per interi decenni, sia perché il nostro animale va incontro a un processo di invecchiamento che man mano ne sgonfia le caratteristiche. Per esempio, la capacità di mantenere le proprietà nutritive del cibo che si traduce in una necessità di mangiare più spesso.
Prima di accoppiarsi però, si sa, le donne sono difficili da conquistare, e se pensavate che nel regno animale le cose fossero un tantino più facili vi tocca ricredervi. Per attirare l'attenzione della tipella di turno bisogna reclamare il dominio su un territorio, assicurandosi l'utilizzo della tana e, sopratutto, essere riconosciuti come maschi alpha. O perlomeno alphetti. A seconda del vostro grado di celodurismo animale (novellino, veterano, boss; e per diventare boss ne dovete mangiare di pagnotte), attirerete femmine di un certo grado. Quelle con la puzza sotto al naso, cioè quelle che ci dovete avere un attico in centro e la Lamborghini Diablo parcheggiata vicino alla tana, sfornano cucciolate di cinque, sei esemplari.
Una volta figliato, il controllo passa a uno dei cuccioli, che dovranno ricominciare da capo le gesta del genitore, ereditandone però le statistiche e incrementandole formando una generazione più forte. C'è poi il vantaggio, tutto matematico, di poter cacciare in gruppo e di passare il timone a uno dei fratelli nel caso sfortunato in cui il nostro prediletto passi a miglior vita. Praticamente la cucciolata indica il numero di vite che avete a disposizione. Sempre che un orso bruno non vi sbraghi l'intera famigliola con una zampata poco amichevole. Eventualità piuttosto probabile, visto che man mano che si sopravvive alla giungla la selezione naturale permette solo alle specie più forti e pericolose di sopravvivere. Oltre i sessant'anni di sopravvivenza troverete i dinosauri. Non sto scherzando. I dinosauri.
Non sto neanche a dirvelo, perché il nome della modalità dovrebbe suggerirlo, una volta crepati il gioco finisce. Non c'è modo di ricaricare la partita. L'unico vantaggio, oltre a quello di aver presumibilmente sbloccato un animale più forte, è che le statistiche del vostro animale saranno aggiornate a quelle dell'ultima generazione disponibile, permettendovi di iniziare con un vantaggio in termini genetici.


La modalità storia, invece, propone delle situazioni più circoscritte, nelle quali la sopravvivenza è secondaria e ci si concentra sulla storia personale di animali specifici. Si viene catapultati nei panni di uno shiba viziato che deve fare i conti con un mondo senza più il suo padrone; di una leonessa che deve rimediare cibo per la cucciolata; di un beagle che forma un gruppo per togliere il controllo di un territorio ai tosa, e così via, in una serie di missioni fuori di testa che spezzano un po' la monotonia della modalità sopravvivenza. La monotonia delle meccaniche è l'unico grande difetto imputabile al titolo (fatta eccezione per una realizzazione grafica che fa ridere i polli, e infatti nel gioco ridono quando glielo fai notare): basandosi sulle stesse azioni per ogni animale (nasci, cresci, ti nutri, ti accoppi, passi il testimone) si accusa una certa ripetitività di fondo che non scompare nemmeno nelle fasi avanzate, quando si controllano predatori ben più temibili. Il tutto è accentuato anche dal fatto che, volendo sbloccare ogni animale e ogni possibilità che il gioco offre, servirebbero davvero decine e decine di ore. E forse nel frattempo vi toccherebbe accoppiarvi e passare il testimone ai vostri figli. Senza considerare le classifiche impossibili da scalare (perché c'è gente che ha studiato nei corsi di sopravvivenza e ha realizzato punteggi raccapriccianti).


Esiste anche una modalità in multiplayer locale in cui affrontare la sopravvivenza. Come se non bastassero la barca di contenuti che questo piccolo grande gioiellino offre. Non ripeterò che fagottata di roba vi portate a casa con tredici euro, ma mi voglio soffermare su un punto in particolare: la voglia di creare qualcosa di nuovo. Per quanto il gioco in sé ricordi quei classici titoli arcade giapponesi, e la meccanica di sopravvivenza è bella ma si concede tante ingenuità del caso, Tokyo Jungle rappresenta la voglia di sviluppare qualcosa di fresco, di nuovo, di diverso. Di incerto, anche, perché no, visto che è un gioco che ha un appeal tutto suo. Con questa bordata di caratteri di cui ho praticamente perso il conto, vorrei farvi capire quanto ho apprezzato questo gioco, sia per la sua effettiva realizzazione, sia per l'intenzione di dar vita a qualcosa di folle, squisitamente giapponese. Come quei giochi che, da piccolo, quando compravi a muzzo dal simpaticone che vendeva i CD contraffatti, ti capitavano a random dentro coloratissime copertine fotocopiate.

6 commenti:

  1. " che le statistiche del vostro animale saranno aggiornate a quelle dell’ultima generazione disponibile, permettendovi di iniziare con un vantaggio in termini genetici."

    oh... questo mi era sfuggito...

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    1. Sì, se fai caso quando selezioni l'animale ti dice a che generazione appartiene (1G, 2G, 3G etc.)!

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  2. Pensavo fosse solo una sorta di reminder della massima generazione raggiunta.

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    1. Credevo anche io, però dopo una partita particolarmente riuscita con un branco di lupi, arrivato alla 7° generazione, ho visto in fase di selezione un contorno rosso che indicava delle statistiche leggermente più pronunciate rispetto a quelle di partenza :)

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  3. cacchio non lo conoscevo e mi ispira parecchio! grazie mille per avermelo fatto conoscere, non so cosa potrei combinare con un gioco del genereXD

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