lunedì 31 dicembre 2012

Stanley Kubrick e me - Di Filippo Ulivieri e Emilio D'alessandro (plus auguri di buon anno)


Vorrei utilizzare questo post di fine anno per ringraziare tutti gli amici che hanno frequentato il blog, siete stati -e siete- il motore che manda avanti questo progetto, e poi per raccontarvi di un libro che mi sono regalato per Natale e che ho ho letto voracissimamente in questi giorni.
Non vi nascondo che è un periodo in cui la passione del cinema s'è accesa forte e ne sto approfittando per fagocitare film a ritmo sostenuto e per leggere libri sull'argomento.
Questo Stanley Kubrick e me mi ha incuriosito da subito, sia perché ho una venerazione speciale per Kubrick, sia perché la storia di Emilio D'Alessandro sembrava incredibile: un ragazzo che dalla ciociaria italiana diventa l'assistente personale (e il miglior amico) di uno dei registi più grandi della storia. [...]


Senza raccontarvi troppo in dettaglio le vicende che vedono il signor D'Alessandro iniziare a lavorare per Kubrick, voglio dirvi cosa mi ha colpito profondamente di questo libro. Innanzitutto è un libro che ti buca il petto perché nella grandiosità di quello che succede a Emilio c'è sempre un'umiltà immensa che riporta il tutto a una situazione quasi normale.
Pur non avendo la fortuna di conoscere personalmente il signor Emilio D'Alessandro, mi sento di poter affermare con sicurezza matematica che si tratta di una persona meravigliosa; questa è l'impressione che lascia il libro. Come uno di quei nonni che ti raccontano per filo e per segno della loro giovinezza, Stanley Kubrick e me vive di quella magia magnetica che difficilmente ti lascia andare. Si rimane letteralmente ipnotizzati dal modo nel quale Emilio (per mezzo della penna felicissima di Ulivieri) racconta più di trent'anni della sua vita, ed è impossibile non rimanere ammirati davanti alla dedizione per il lavoro di questa persona. Meravigliosa l'empatia che si crea tra il signor D'Alessandro e il lettore; mi sono accorto che, una volta arrivato a metà del libro, tutto quello che succedeva a Emilio influenzava il mio umore. È stato incredibile: sono passato dalla felicità assoluta dei momenti più belli, alla disperazione totale dei momenti più difficili. Mi sono sentito stanco per lui, quando Stanley gli chiedeva sforzi lavorativi assurdi (Dio mio, i traslochi che s'è dovuto sobbarcare questo signore) e lo intrappolava in orari lavorativi da denuncia (durante le riprese di un film si arrivava anche a diciannove ore al giorno!). Mi sono affezionato, senza tanti giri di parole, a quest'uomo a cui è praticamente impossibile non voler bene.


L'altro protagonista del libro è ovviamente Stanley Kubrick. A lettura finita, dopo aver corso insieme ad Emilio per trent'anni della sua vita e della sua carriera, risulta difficile chiamarlo per cognome (dico, mi viene naturale scrivere Stanley ormai, come se ci fossi andato a cena!), ma il Kubrick raccontato da Emilio è sensibilmente differente dalla figura che spesso gli viene cucita addosso.
Stanley Kubrick viene fuori come una forma di vita aliena. Un uomo talmente straordinario che compie il più ingenuo degli errori: pensare che il resto del mondo sia straordinario come lui. La sua insana dedizione al lavoro, il suo amore smisurato per gli animali e quel modo timido di avvicinarsi alle opinioni che gli altri avevano del suo lavoro, rendono praticamente impossibile non affezionarsi anche a lui.
Indimenticabili i suoi tentativi di convincere Emilio a restare al suo fianco quando quest'ultimo protestava per gli orari di lavoro massacranti. C'è così tanto da imparare su Stanley Kubrick in questo libro, che difficilmente riesco a raccontarvi tutto, nonostante vorrei dire molto. Quello che mi ha davvero colpito è questa sua specie di ingenuità sempre presente che compensava l'eccezione del suo genio trasformandolo in una figura profondamente umana.


Stanley Kubrick e me gode di una certa dose di magia. È tutto talmente bello (anche se non mancano momenti nerissimi, come l'incidente del figlio di Emilio e poi quel finale terribile e incompiuto che è la morte di Kubrick) che sembra una favola, una storia di pura invenzione, tanto che quando vedi le foto ti sorprendi e ti ricordi che stai leggendo una storia vera. Non nascondo che quando nelle ultime pagine del libro viene mostrata una foto di Stanley ed Emilio insieme (nelle altre sessioni fotografiche il signor D'Alessandro è sempre in compagnia di stelle del cinema ma mai con il regista americano), abbracciati durante la festa di addio di Emilio, mi sono quasi commosso. Mi è sembrato di essere stato lì, di aver conosciuto l'uno e l'altro, due persone fantastiche raccontate con una delicatezza perfetta da Ulivieri (amministratore di archiviokubrick.it).
In definitiva, è un libro che vi straconsiglio. Per quanto mi riguarda una delle migliori letture dell'anno. Mi ha lasciato con una gran voglia di abbracciare il signor D'Alessandro e di stringere la mano a Ulivieri per il lavoro più che ottimo.

Detto questo, abbraccio forte anche voi lettori (tanto che ormai siamo in questo mood da occhi lucidi) e vi auguro un meraviglioso 2013. Ci si risente i primi giorni dell'anno nuovo.

8 commenti:

  1. Hype al massimo per le classifiche di fine anno!

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  2. Augurissimi anche a te. Buon anno! ;)

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  3. Mi è capitato di vedere la conferenza del libro. Magnifico!

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  4. Grazie per la splendida recensione e per aver consigliato così caldamente il libro. Mi fa molto piacere sentire che ti è piaciuto, ma soprattutto leggere in questo articolo tutto quello che volevo venisse fuori dalla lettura del libro. Di nuovo, grazie mille e mi accodo agli auguri per uno splendido 2013.

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    1. Sono davvero felice che le sia piaciuta la recensione! Ogni complimento al libro è meritatissimo :)

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    2. Please, dammi pure del tu :) Ancora grazie!

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