lunedì 24 dicembre 2012

Paper Mario Sticker Star - Come rovinare il Natale a un bambino di ventisei anni


Sì, ci si era salutati nello scorso post e ci si era augurati un buon Natale con tanto di abbracci. Questo post è un po' come quella pubblicità del Mon Chéri col tipo che torna a prendere le chiavi, si mangia l'ultimo cioccolatino e devasta una famiglia, però dovevo scriverlo. Poi alla fine ci salutiamo ancora una volta.
Capita che una persona compri una console perché aspetta l'arrivo di un gioco, no? Capita, nel senso che a ogni giocatore è successa una cosa simile. A me è successo recentemente con il 3DS e Paper Mario: atteso per mesi, desiderato e ricercato, Sticker Star era IL gioco per Nintendo 3DS secondo chi vi scrive. Poi, finalmente, i primi giorni di questo dicembre funesto, segnato dalle ombre scure dei maya, finalmente il gioco è uscito nei negozi. Il pollo qui presente l'ha acquistato, nonostante tutti i campanelli di allarme che le recensioni internazionali avevano scatenato (se ne parlava in maniera sospettosamente simile a quel modo un po' viscido utilizzato per New Super Mario Bros 2). Il risultato? Un disastro.


Io adoro la serie Paper Mario. Il Portale millenario è il gioco Gamecube al quale sono più affezionato, e ho adorato anche Super Paper Mario, pur con tutti i cambiamenti che aveva portato. Il punto fondamentale all'interno del brand rimaneva sempre quello: i guizzi di genio, le trovate che modificavano il sistema (come dimenticare il torneo di wrestling o lo scontro contro il ramarro nerd?), l'umorismo squisito.
Lo ammetto, per me questo è un periodo estremamente infelice con i videogiochi; una di quelle pause di riflessione che sono fisiologiche con le passioni che porti avanti fin da quando eri piccino. Speravo che Paper Mario risvegliasse l'ormone, invece mi sa che l'ha spento ancora di più.
Partiamo da cosa funziona, ché facciamo prima: graficamente il gioco è delizioso, l'effetto 3D è probabilmente il migliore visto sulla macchina insieme a Mario Land 3D, l'idea degli sticker potrebbe, se implementata in modo intelligente, addirittura funzionare.
Passiamo al resto. Oddio, non me lo fate fare.


Sticker Star non ha una trama vera e propria. Nel senso che Peach è stata rapita da Bowser. In tempo di crisi si risparmia sulle idee. Contestualmente Mario, aiutato da uno sticker reale, una figurina rara ma non rara come Volpi e Poggi nell'album dei calciatori allegato alle gomme da masticare (grazie: non li avevano stampati proprio), che funge da Navi, dovrà recuperare anche altri sticker preziosi che donano poteri speciali agli avversari. Tutto qui.
Si è pensato poi, con un colpo di genio ammirevole, di eliminare la progressione stile gioco di ruolo della saga (quindi niente più esperienza, niente più aumento delle statistiche, semplicemente niente più progressione, Mario non cresce procedendo nell'avventura) lasciando però, e qui arriva l'ideona, i combattimenti stile gioco di ruolo. Significa che potete impelagarvi in lunghissime battaglie che non hanno nessun esito se non quello di consumare gli sticker. Significa quindi che la cosa più intelligente da fare è evitare ogni combattimento rendendo Sticker Star un gioco di schivare nemici. La sentite quella sensazione? È tristezza.
L'unico vero motivo per combattere i nemici è mettere da parte più soldi (ancora 'sti fottuti soldi ché l'inculata di NSMB2 non bastava!) per comprare altri sticker. Sticker che consumi in combattimenti che ti danno soldi per comprare altri sticker. Trova il senso e buona fortuna.


Cosa sono gli sticker e a cosa servono? A tutto. Nello schermo inferiore c'è un album dove Mario raccoglie queste figurine e può utilizzarle per ogni cosa: dall'attacco all'interno delle battaglie, fino alla risoluzione degli enigmi. La cosa funzionerebbe anche bene, non fosse che l'utilizzo delle figurine le cancella dall'album. È una cosa che per quelle comuni si è disposti ad accettare (se ne trovano tantissime) ma per quelle rare comincia a essere un problema, specialmente quando ci si accorge che il sistema nella risoluzione degli enigmi funziona allo stesso modo: se si sbaglia a incollare l'oggetto, lo si perde. Il risultato è che si diventa incredibilmente restii nell'utilizzare gli sticker più grandi e rari, che quindi occupano più spazio nell'album, e si sacrifica la raccolta di quelli comuni in nome di roba che rimarrà nell'album per ore.
C'è qualcosa di sbagliato nel modo in cui vengono utilizzati gli sticker. Si è costantemente scoraggiati a utilizzarli, complice anche quel meccanismo ricorsivo di sopra: combattere utilizzando sticker per ottenere monete per comprare sticker. Come se non bastasse le battaglie con i boss sono demandate all'uso di una figurina particolare che, se è stata disgraziatamente già utilizzata, rende di fatto impossibile il superamento del nemico (perché non esistendo l'esperienza è impossibile diventare più forti) e necessari una serie di passaggi per andare a recuperare l'adesivo andato perduto.


A questo aggiungete una linearità eccessiva con tanto di mappa dei mondi suddivisa in micro-livelli come in un capitolo platform della saga (Mondo 1-1, Mondo 1-2, e via dicendo), un'ironia parecchio frenata e, sopratutto, il nulla assoluto per quanto riguarda i guizzi che citavo in apertura. Oltre la metà gioco (a più di dieci ore di avventura, a metà del mondo 4 e con un'incredibile voglia di vendere tutto in favore delle ultime avventure di Layton) solo in un'occasione ci si è sforzati per regalare un momento che fosse diverso; per il resto niente. Non va, amici. Non delivera un cazzo. Per me è come una figurina bellissima, quella che ti manca per completare la collezione, ma proprio mentre la attacchi cercando di rispettare i bordi, passa lo stronzo di turno che ti dà una manata e te la fa incollare super storta, al contrario e nella pagina sbagliata.
Mesto, con questa delusione sul groppone e un odio smisurato per Nintendo -che ci affogasse nelle monetine- non posso che rinnovarvi i miei migliori auguri per un Natale felice. Ci si risente tra qualche giorno.
Sfondatevi di mandarini.

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