venerdì 22 agosto 2014

Il Fight Club del libro: Le meraviglie del Possibile


Ciao formaggini immaginari.
Ultimamente il fuoco della lettura si è ridestato nel sottoscritto. C'è stato un periodo di abbiocco totale, in cui comunque continuavo ad acquistare libri allo stesso ritmo e la cosa s'era fatta paradossalmente ridicola. Ho montagne di roba che ho la smanie dalla voglia di leggere.
Oggi però, in questo post sul morire di Agosto, un mese che è durato giusto il tempo di stiracchiarsi per gustarsi un attimo di vacanza, vorrei consigliarvi fortissimamente una raccolta di racconti che risponde al nome di Le Meraviglie del Possibile.
Dice: che è? Ventinove racconti di fantascienza pescati dalla sterminata produzione di numerosi scrittori di genere. Una roba che quando l'ho vista ho cominciato a tremare e schiumare dalla bocca per quanto ero gasato.
Sapete che adoro la fantascienza: vi ho già raccontato un sacco di volte del mio rapporto difficile con Philip Dick (e per fortuna che mi sono ricordato di mettere il nome, comunque qui, e qui, e qui, e probabilmente anche altrove), della stima infinita per Matheson, il Re del racconto breve (qui e qui, ma poi ho comprato e letto tutte le altre raccolte di racconti e sono tutte da avere), il mio amore per Bradbury (qui e quo) e le mie esperienze con Asimov (qua, e nonna papera).
In realtà quel giorno galeotto studiavo gli scaffali della sezione Fantascienza per portarmi a casa qualcosa di Wells. Peccato che l'editore che ha pubblicato i suoi racconti qua in Italia, per onestà intellettuale visto il prezzo richiesto, dovrebbe scrivere dietro al libro, proprio sopra al codice a barre: "MANI IN ALTO".


Le Meraviglie del Possibile è questo librone di quasi 600 pagine, scritte fitte fitte, e contiene ventinove racconti uno più bello dell'altro. Seriamente: lo sapete che ho questa mania di fare le orecchie sulle pagine dei libri quando qualcosa mi piace, no? La mia copia è tutto un'orecchia. Roba che ci sente meglio di un pipistrello.
Scopo dell'acquisto della raccolta non era tanto confermare l'amore per i succitati autori che avevo già avuto l'immensa gioia di leggere, ma trovare nuovi nomi da andare poi a scovare negli scaffali della libreria. Un'operazione che è pienamente riuscita.

Nella raccolta trovano spazio classiconi irrinunciabili, come l'Uovo di Cristallo di Wells (si vocifera che l'Editore incriminato di cui vi ho parlato qualche riga fa volesse sigillare queste dieci pagine e renderle disponibili solo al prezzo di "METTETE QUELLE MANI IN ALTO". Ironia a parte, tredici euro per cento pagine de La Macchina del tempo è proprio una cosa che non se po'), Pioggia senza fine di Bradbury, Nove volte sette di Asimov, La settima vittima di Sheckley e l'ottimo Steel di Matheson. 

Alcuni dei racconti che proprio mi hanno fatto uscire fuori di testa (e vi giuro è una selezione molto difficile):

- Il Duello, di Frederick Brown: un esponente della razza umana e un esponente della razza aliena costantemente in guerra con la Terra, vengono scelti da un'entità divina per rappresentare la propria specie in un combattimento all'ultimo sangue. Chi vincerà porterà alla definitiva vittoria la propria razza. Il perdente condannerà all'estinzione il proprio pianeta. 
Teso, duro, cattivo, il duello è davvero spietato e ancora più spiazzante è la ferocia con la quale i due avversari si affrontano pur non conoscendo niente l'uno dell'altro. C'è questo sottesto nemmeno troppo velato di come la guerra sia una lotta tra entità che a malapena conoscono il motivo del loro odio immotivato. Quando i due si rendono conto di essere troppo diversi per coesistere nell'universo, allora cercano di eliminarsi in fretta, prima che le condizioni avverse del terreno di scontro abbiano la meglio su entrambi.


- Servocittà di Walter M.Miller Jr.: L'umanità si è quasi del tutto estinta, i pochi superstiti sono tenuti fuori dalla città dai sistemi di sicurezza, completamente automatizzati e tenuti in piedi da un cervello centrale che sottostà solamente all'ormai scomparso "Consiglio" umano. Le risorse per la sopravvivenza sono tutte nei negozi e negli edifici ormai abbandonati ma nessuno può entrare senza commettere infrazione che costerebbe loro l'arresto da parte delle autorità robotiche. In questo scenario due fazioni si danno battaglia: quella del protagonista, che vorrebbe infiltrarsi in città e modificare l'ordine della centrale, per preservare le macchine in caso di uso futuro, e quelle dell'avversario che vorrebbe semplicemente distruggere tutto e depredare il posto.
Scritto in maniera meravigliosa, metafora della dipendenza dalle macchine che continua perfino dopo l'estinzione. Rispecchia perfettamente una delle paure archetipiche dei racconti di fantascienza: cosa succederebbe se le macchine avessero il potere di decidere pur con la mancanza di flessibilità che le caratterizza?

- Nove volte sette di Isaac Asimov: In un mondo in cui si è totalmente dipendenti dai calcoli delle macchine, due superpotenze in guerra sono giunte in una fase di stallo. Le macchine in utilizzo a entrambi hanno la stessa potenza di calcolo e il lancio periodico di missili viene sempre previsto dalla fazione avversaria. In questo scenario sull'orlo dell'apocalisse un uomo (ri)scopre la matematica, la possibilità di calcolare da sé senza la dipendenza dai computer. All'inizio le potenze in gioco sono scettiche ma il metodo dell'ometto funziona senza ombra di dubbio. Grazie alla scoperta delle divisioni, delle moltiplicazioni e delle altre operazioni algebriche si potrebbe finalmente avere la meglio sull'avversario.
Divertente -almeno all'inizio- racconto sulla magia della matematica che appare davvero come un trucchetto di illusionismo. Il sottesto è sempre di malsana dipendenza da qualcosa di meccanico che ormai è così avanzato da aver reso più stupidi gli esseri umani, quando poi è chiaro che nessun manufatto è in grado di equiparare la genuina cattiveria e voglia di distruzione dell'essere umano.

- La casa Nuova di Robert Heinlein: Un eccentrico architetto inventa una casa a forma di tesseract aperto. La figura, che è possibile solo nelle quattro dimensioni e quindi non nel nostro universo, è un intricata rete di cubi e quadrati che si intrecciano sfruttando la prospettiva alterata di una quarta dimensione. Peccato che durante la costruzione un terremoto muova l'asse della casa e questa si richiuda su se stessa creando un vero e proprio labirinto infernale e piegando la realtà e le regole della geometria, intrappolando i protagonisti all'interno della figura impossibile.
La casa Nuova è uno spasso da leggere perché è un insieme di idee fenomenali una dopo l'altra. I personaggi sono perfettamente sopra le righe, la geometria della casa è fuori di testa, e quando i tre cominciano a capire come funziona l'illusione ottica arriva la parte più interessante. L'esplorazione dell'ignoto da parte degli artisti è un altro motore delle storie di fantascienza, come fossero dotati di una sensibilità superiore che permette loro di vedere al di là della realtà. Peccato per un finale che prende la strada giusta ma poi resta un po' piatto.

-Il costo della vita di Robert Sheckley: in un futuro non troppo lontano gli esseri umani godono di tutti i confort possibili: un addetto della società che produce ogni tipo di elettrodomestico passa di volta in volta per le case degli abbonati a proporre nuovi prodotti. Tutti gli aspetti della vita delle persone sono automatizzati: ogni cittadino ha il massimo del comfort, è coccolato da queste macchine sempre aggiornate che si occupano per lui di ogni aspetto della vita. 
Qual è il costo di questo paradiso? Non esistono più contanti. Ogni cittadino possiede un debito da dover estinguere. Ma quando il debito si gonfia fin oltre alla cifra che il singolo potrà ottenere lavorando duramente per tutta la vita allora entra in gioco l'indebitamento dei propri figli, e poi dei propri nipoti creando un circolo vizioso di cifre astronomiche che continueranno a crescere come una valanga che ruzzolando ingoia tutto quanto.

Tanto politico (così come il successivo racconto di Shecley, La Settima Vittima, da cui Petri ha tratto il film con Mastroianni) quanto profetico, l'utopia di Shecley racconta di un mondo che ha tutto il superfluo, di schiavi del sistema che acquistano per il solo gusto di acquistare, senza che poi effettivamente abbiano bisogno di quello che comprano, indebitando in modo irresponsabile perfino al vita dei propri figli. Un "paradiso" artificiale in cui le persone vengono loro stesse comprate dal sistema che fornisce, come ne Il Mondo Nuovo di Huxley, ogni piccolo capriccio al costo della loro obbedienza. Breve ma potentissimo esempio di come funziona la fantascienza migliore.

- L'esame di Richard Matheson: In futuro (che per noi è già passato, il racconto è ambientato nel 2003) non esiste più la terza età. Quando una persona è troppo anziana è costretta a sostenere un esame fisico e mentale che, se non superato, implica l'eliminazione da parte del governo tramite iniezione letale. Il racconto è la vigilia dell'ennesimo esame per il padre del protagonista ormai troppo vecchio per avere speranze di superare il test.
Come da tradizione, Matheson disegna il tutto come un lungo dialogo durante il quale il figlio cerca di preparare alla bene e meglio il padre. Allo stesso momento questo personaggio meschino e vigliacco tiene un dialogo con la moglie e spera ardentemente che il vecchio non riesca a superare l'esame perché ormai la sua presenza è diventata ingombrante e non riesce più a tollerare la senilità dell'anziano. Il finale ti spezza il cuore.

- Fiori per Algernon di Daniel Keyes: Un ritardato mentale viene scelto come soggetto per una serie di studi che portano all'intervento chirurgico mirato per aumentare fino a tre volte l'intelligenza del soggetto. Prima di lui, l'operazione è stata testata con successo su Algernon, un topolino bianco divenuto super intelligente. Il racconto è narrato in prima persona tramite i resoconti del protagonista che da sgrammaticati si fanno via via sempre più interessanti e raffinati da un punto di vista stilistico. Ovviamente non appena la ritrovata intelligenza permette al protagonista di arrivare a capire la sua condizione pregressa e il modo in cui veniva trattato, questo lo spinge all'isolamento. Quando Algernon comincia a manifestare segni di squilibrio l'equipe che si occupa del caso si preoccupa per le condizioni fisiche e mentali del soggetto.
L'uomo che gioca a fare Dio, la scienza che sconfina in campi dove non dovrebbe intervenire e le terribili conseguenze di una consapevolezza che nasce e muore nel giro di poco tempo, come una candela che viene bruciata da entrambe le parti. Bello e triste.

- I nove miliardi di nomi di Dio di Arthur C. Clarke: Il papà di 2001: Odissea nello Spazio, scrive questo racconto in cui un gruppo di monaci è alla ricerca del nome di Dio. Per trovarlo chiedono l'assistenza della scienza che, tramite un supercomputer appositamente studiato per il caso sarebbe in grado di computare tutte le combinazioni di uno speciale alfabeto inventato dai monaci e individuare, all'interno dei nove miliardi di combinazioni possibili, quello che è il nome proprio del Signore. Il problema è che questi monaci sono convinti che, una volta ottenuto il risultato, l'umanità avrà concluso il proprio scopo sulla Terra e, in quel momento, Dio si riprenderà quanto ci ha dato portando l'Apocalisse.
Brevissimo (conta davvero poche pagine) eppure in grado di inquietare profondamente il lettore grazie a una costruzione che parte dall'ironico e arriva al drammatico e che ti toglie il fiato nelle ultime righe.


Gli altri racconti non sono da meno (quelli di Bradbury, L'invasione e Il Veldt, sono fantastici, protagonisti bambini perfidi che in un caso causano l'estinzione di una famiglia, nell'altro dell'umanità intera). 
Le Meraviglie del possibile è una raccolta splendida, che si becca tranquillamente il cinque su cinque nella scala della felicità. Qualora siate fanatici della fantascienza politica e utopica\distopica come il sottoscritto non mancherà di intrattenervi con intelligenza per giorni e giorni.

Costa quindicieuro e cinquanta, edita da Einaudi in formato tascabile. Se avete la possibilità prendetelo e immergetevi negli incubi partoriti da queste menti geniali.

3 commenti:

  1. Grazie della segnalazione, ne farò buon uso!

    RispondiElimina
  2. Appena finito di leggere, davvero piacevole!
    Grazie della recensione!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Contento che ti sia piaciuto! :D
      A breve cerco di scrivere una classifica dei libri che mi sono piaciuti di più nel 2014!

      Elimina

Condividi!