giovedì 17 marzo 2011

Giappone: videogames after tomorrow


Siamo qui riuniti oggi per parlare bene del Giappone e per parlare male dell'Italia (aaaaah Italia! Mafia, Pizza, Berlusconi!) e degli italiani. Dice: ma come, oggi è la festa più megafiga della nazione e tu prendi in giro l'Italia? Sì, certo.
Ma, visto e considerato che questo dovrebbe essere anche un blog di videogiochi (dovrebbe... solo che ogni tanto se ne scorda), siamo qui per parlare anche delle ripercussioni che la catastrofe ha avuto nel magimondo dei videogames.
Certo, è l'ultimo argomento a cui pensare in quel casino... certo, avranno altro di che preoccuparsi... certo, non mi sembra il caso di preoccuparsi dei videogiochi quando ancora non si sa bene se quel reattore stia o meno per esplodere e uccidere tutti quanti (Giacobbo dice: "impossibile, manca ancora un anno e mezzo!").... certo proprio qua dovevate venire a rompere le palle? [...]


Per dire quante ne sanno... Hanno addirittura le istruzioni d'emergenza
disegnate bene!

Che il Giappone sia un paese superorganizzato lo si sapeva già. Gli interventi tempestivi e le donazioni pressoché immediate da parte di tutti i giganti dell'industria non hanno fatto altro che confermarlo. Roba che neanche era finito il panico che già c'era una raccolta fondi e le società devolvevano INTERAMENTE in beneficenza i proventi di un sacco di roba.
Fosse successo qua da noi saremmo corsi tutti in fila per entrare da Barbara d'Urso a piangere in diretta o al Grande Fratello. Ché sì, ormai la casa è andata, però almeno forse finisci in televisione! Uau!
Apro una piccola parentesi triste e maledetta su Studio Aperto. A casa mia Studio Aperto finisce sempre per essere sintonizzato a tutto volume su una delle tv sparse per le stanze. Non ho ancora capito se c'è qualcuno che ce lo piazza o semplicemente compare da sè, come l'entità diabolica che è. Fatto sta che ieri non è mancato il servizio, con musica-strappalacrime-al-pianoforte- e frasi talmente stucchevoli che ho sentito un rigurgito montarmi dallo stomaco, sul Giappone, i giapponesi e sulle "lacrime che si sollevano dalla polvere soffiata via dal vento, dove prima c'erano case" (.sic).
Vorrei ricordare al direttore di Studio Aperto (che credo sia Sbirulino o qualunque altro tipo di clown) che il popolo giapponese, anche se terremotato, tsunamitato e minyponato ha una dignità estremamente più spiccata della nostra.

あなたはそんなこと言っている...

Dicevamo a proposito dei Vg: cos'è successo nell'ambiente?
Prima di tutto, Kojima sta bene. L'ha fatto sapere lui stesso attraverso il suo Twitter con tempestività quasi soprannaturale, come se la gente non aspettasse altro.
In generale nessuno dei grandi nomi sembra ferito\disperso\morto: Ueda sta bene, Suda51 sta bene, i Platinum games stanno bene, Miyamoto sta bene (e chi l'ammazza a quello).
I danni sembrano non aver colpito in grande misura nessuna società (sebbene Sony sia stata costretta a chiudere alcune fabbriche, ma niente di clamoroso) e men che meno la Nintendo, ché in quel di Kyoto manco se ne sono accorti del casino.
E i giuochi? Qualcosa è stato cancellato o rinviato? Sì.
Potete salutare con la manina Disaster Report 4, un gioco in cui bisogna sopravvivere a terribili calamità naturali quali: terremoti, tsunami, incendi. Forse si sono accorti che non era proprio il caso di proporlo, specie quando sono impegnati a sopravvivere per davvero in mezzo a terribili calamità naturali quali: terremoti, tsunami, ecc...
Destino meno pesante (ma è tutto da vedere) per Yakuza of the End, rimandato a data da destinarsi. Che per un gioco in cui il Giappone è sconvolto dall'apocalisse e abitato da morti viventi con gli occhi a mandorla, vista la situazione, non è nemmeno una decisione così impopolare.
Infine, a proposito dell'apocalisse, rinviato anche Motorstorm Apocalipse cioè corse pazze mentre il mondo attorno a te si sbriciola. A quanto pare il gioco verrà rinviato anche in occidente. E, sempre a quanto pare, Sony si sta mangiando le mani perché era praticamente completato.

"Guarda, sembra vero!" Ecco, magari no.

Ma questi piccoli uomini dagli occhi a mandorla che lavorano costantemente sulle trame dei nostri sogni da videogiocatori, che hanno fatto di concreto per supportare la situazione post-catastrofe? Che si può tradurre in: "Quanti soldi hanno cacciato le industrie videoludiche a supporto del proprio Paese?" Perché qui probabilmente si sarebbero tutti guardati intorno chiedendosi: "Soldi? Che soldi?", invece là hanno donato, con il sorriso -amaro- sulle labbra.
Tecmo Koei (noti per i Dinasty Warriors e Dead or Alive, quindi non proprio i primi della classe ma neanche gli ultimi degli stronzi) hanno donato 10 milioni di yen raccattati tra i dipendenti.
Sega Sammy (non c'è bisogno, vero?) ha donato 200 milioni di yen.
Nintendo (come sopra) ne ha donati 300 di milioncini.
Namco Bandai (Tekken e tutti i picchiaduro mangosi da Dragon Ball a Naruto) 100 milioni.
Sony è a quota 300 milioni e 30.000 radio. Dice: ci sentono le partite? No, credo di no.
Capcom ha abbassato il prezzo dell'applicazione Steet Fighter su App Store e l'intero ricavato verrà devoluto alla causa.

Picchiamo giapponesi per salvare giapponesi.

Sono sicuro che questo popolo cazzuto e fruttuoso, che è stato in grado di rialzarsi da una bomba atomica, sicuramente si tirerà in piedi (non molto, vista l'altezza media esigua) in fretta e più forte di prima. D'altronde è un posto che finisce distrutto più e più volte in ogni manga o videogioco che si rispetti, quindi ho motivo di credere che sappiano bene come rimboccarsi le maniche e ricostruire.
Un grande augurio da parte mia a tutto il Giappone.
Vorrei chiudere con un ultimo appunto, a proposito di quei poveri cristi italiani che sono lì, magari in vacanza, e che si sono sentiti chiedere 10.000 euro dall'Alitalia per tornarsene a casa.
Ma perché vi lamentate? Cioè, obbiettivamente, ma chi cazzo ve lo vende un aereo a meno di 10.000 euro?!
Ah, è solo il viaggio? Argh...

"... Siam pronti alla morte Alitalia chiamò! Sì!"

3 commenti:

  1. Voto 10 più, in una scala da 0 a Francesco Amadori!
    Bello l'articolo nel complesso, niente di più vero su entrambe le parti (intendo Barbara d'Urso e Giacobbo).

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  2. Questo è proprio un articolo pensato e scritto per te e per il tuo popolo prediletto. A dimostrazione del mio affetto.

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  3. Ogni volta che leggo Giappone mi si stringe lo stomaco per l'ansia di leggere, prima o poi, che è successo qualcosa d'irreparabile..
    Spero che i giapponesi leggano "lacrime che si sollevano dalla polvere soffiata via dal vento, dove prima c'erano case" per spiegare ai mangiaspaghetti italiani cos'è l'orgoglio e la fiducia nel prossimo che tutti li hanno.
    C'è solo da imparare da questo popolo/paese che nonostante tutto non molla e continua a tirarsela con giochi del genere..

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