mercoledì 18 maggio 2011

L'angolo delle ludonostalgie canaglie (Parte II)


E' importante, praticamente fondamentale, dire che ieri notte ho provato The Witcher 2. E che la mia vita non sarà più la stessa fino a venerdì. Che probabilmente adotterò un piano a-la-Cartman, facendomi ibernare e scongelare giusto in tempo (tra l'altro venerdì lo piglierò solo, demandando l'inizio dell'avventura a tempi migliori, o almeno a tempi in cui non starò contemporaneamente investigando nella Los Angeles degli anni 40). Perché questa premessa? Così. Era giusto dirlo. 
Poi si parla sempre di videogiochi e questo passaggio da quelli nuovi a quelli vecchi è molto romantico. E poi, vaffanculo, adesso ho in testa The Witcher 2 quindi se sarò scorbutico saprete perché. [...]


Per rilassarmi, e per aprire bene la puntata di oggi:



Vista fino allo sfinimento quand'ero bambino e non mi sembrava possibile, tanto meno giusto, che un gioco possedesse un filmato d'introduzione di questo calibro e, sopratutto, con quella musica. Non era giusto perché mi ipnotizzava sempre e finivo per passare i primi minuti d'accensione della console a fischeittare la canzone.

Wild Arms era figlio di un'epoca in cui il jrpg spingeva duro. In cui chiunque avesse mezzo mouse e una tastiera sgangherata provava a programmare un jrpg. In cui Squaresoft andava fortissima e sfornava un gioco dopo l'altro.
In cui, digiamolo, buona parte dei giochi che giocavamo erano polpettoni incredibili, anche piuttosto pezzenti, basati sul concetto che tu, videogiocatore, non avessi alcuna concezione dell'amicizia, della lealtà, dell'amore, della pace nel mondo e quindi te lo si doveva insegnare. Per forza. A suon di dialoghi melensi, lunghi, sfinenti e sopratutto -che Dio mi sia testimone- banali ma talmente banali che Rita Dalla Chiesa assume tutto a un tratto un significato mistico (sarà per il cognome). Eh, lo so che allora erano robine tanto belle. Certo io odio Final Fantasy 8, e sarebbe facile smerdarlo ora, proprio a proposito di quanto detto in queste righe, sull'amore, l'amicizia, la gaiosità e the sims 3 che rende gay (a proposito, spero sappiate) ma non lo farò.
Di contro mi vado a ricordare due tre perlette del jrpg di quei tempi che nessuno ricorda, impegnati come si è a incensare Final Fantasy 7 o Xenogears.


Guardian Crusade, un gioco capace di entrarti nel cuore e di restarci nei successivi dodici anni della tua vita per poi spuntare fuori in un post nel tuo blog pezzente. Guardian Crusade era la storia di Orlando, cavaliere accompagnato dalla fatina di-cui-ora-mi-sfugge-il-nome, e Baby, questo draghetto rosa che andava "riconsegnato" alla mamma. La storia, che per lunga parte era allegra e simpatica, prendeva una piega molto "Bambi" nel finale, con la madre di Baby che veniva sventrata dal bastardo di turno.
Il sistema di gioco era particolare per via dell'utilizzo in combattimento dei "giocattoli" che erano delle vere e proprie evocazioni in grado di risolverti la partita. Ma, sopratutto, quello che mi fece ringraziare i tipi di Tamsoft (spariti poi), fu l'assenza dei combattimenti casuali. Mostri ben visibili, ben evitabili, che se eri troppo forte per loro, scappavano pure. E ci voleva tanto a pensare a una roba del genere? Sì.
Del gioco, oltre al fatto che in un dato momento era possibile scegliere il nome di un bambino appena nato, figlio di una coppia salvata durante una quest secondaria ("Oh, sì! STRONZO è davvero un bel nome! Lo chiameremo STRONZO, grazie Orlando"), non ricordo nient'altro.


Nel limbo dei Jrpg semi dimenticati dal genere umano, trova un posto ragguardevole anche:


Legend of Legaia, che sì, lo si capisce anche solo guardando la copertina: era la solita storia di amicizia, predestinazione e pippe mentali varie. Vahn era un personaggio uguale a centomila altri e così anche la tipa coi capelli rosa e l'omone grande e grosso ma con un cuore così. PERO', e c'è un però grosso come una casa, aveva un sistema di combattimento davvero ma davvero riuscito. Tipo quello di Xenogears ma meno pretenzioso (Xenogears per quanto bello era talmente borioso che fermati). Per il resto era una lagna ma talmente lagna ma talmente lagna che sinceramente non ricordo nemmeno di cosa cianciasse.

PENI INVISIBILI!

Non abbiamo ancora finito. Non sto per citare Legend of Dragoon, perché Dart e la sua fiàmmata se li ricordano tutti.


Jade Cocoon. Ovvero un altro gioco di cui non ricordo una cippa della storia ma di cui le meccaniche mi sono rimaste ben note. Questo tanto per avvalorare il discorso che le trame di questi giochi si somigliassero più o meno tutte.
In Jade Cocoon si poteva catturare i mostri che ci toccava affrontare, farli accoppiare tra loro e tirare fuori ibridi amichevoli in grado di aiutarci durante le battaglie. Lo so che suona un po' pokémon e un po' porno detto così (e quelli tra voi che sono brutal animal fetish apprezzeranno) ma la meccanica di gioco era proprio questa.

Poi ne devo citare per forza altri tre. Semi conosciuti, lo so, ma che in qualche modo sono riusciti a "staccarsi" da quel grande igloo ghiacciato che erano le trame pre-costruite di questo genere.


Breath of Fire IV: in cui eri il buono, poi il cattivo, poi il buono, poi il cattivo. E man mano ti convincevi che il buono non era tanto più buono del cattivo. E perché diavolo quell'altro era cattivo, quando invece a volte era più buono del buono? E alla fine ti ritrovavi a dover scegliere se fare fuori il cattivo o il buono con tutti i suoi amici. Ed era uno strazio.


Vagrant story, un gioco di Squaresoft che, qui da noi, non si è inculato quasi nessuno. Tanto che di copie Pal, in giro, ce ne sono pochissime e valgono un piccolo tesoro. E la mia l'ho trovata da Blockbuster, qualche anno fa, a sette euro.
Un gioco in cui tutto è cupo, storto, cattivo, giallo, ocra, polveroso, minotauro, a turni, a pezzi, indeciso, sì però ti colpisco prima io. E poi alla fine il nemico moriva però partiva uno sproloquio con tanto di lacrime napulitane sulla sua vita difficile e tormentata. Cheppalle Square, Sephiroth ce l'avevi propinato già un paio d'anni prima.


Suikoden 2. La storia di: "SEI UN AMICO DI MERDA, HAI CAPITO?".
Grandi passioni che si risolvevano in enormi pianti sfogati al buio della stanza, abbracciando il cuscino e chiedendosi perché Jowy fosse così stronzo. Quando poi ci si rendeva conto che tradimenti, morti e devastazioni erano all'ordine del giorno (accompagnati da una succulenta traduzione in italiano in cui alle donne venivano attribuiti aggettivi maschili) allora sì che eri libero di sputare nel piatto in cui avevi mangiato fino a qualche giorno prima. E capire che Suikoden 2 era semplicemente il miglior Jrpg di sempre, ma non aveva la nomea di un Final Fantasy qualsiasi.

7 commenti:

  1. Suikoden II uno dei migliori giochi della mia esistenza, non ricordo un altro jrpg così vario e divertente come lui, 100 e passa personaggi da prendere, le sfide di cucina, il castello da costruire, le battaglie tra eserciti, il top del top veramente, ma quasi A SUO PARI c'è il magico guardian crusade! come dimenticarlo, quante ore a giocarci, pure legend of legaia che avevo del tutto rimosso =O ricordo solo che mi piaceva tantissimo ç_ç c'è stato un periodo che veramente giocavamo a soli jrpg eh xD ora non ne posso vedere uno neanche a metri di distanza D:
    gran bel post, e gran bei gioconi che rimarrano sempre nel mio cuore *-*

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  2. Suikoden II , quanti bei ricordi ç__ç
    Agevolate il filmato grazie ::
    http://www.youtube.com/watch?v=5KmVtU--qr8

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  3. NOOOOOO!!! Non dovevi mettermi l'intro di Wild Arms! Mi è scesa la lacrimuccia!
    Poi quando ho letto Breath of Fire IV non ci credevo, perchè di solito non se lo ricorda mai nessuno XD e comunque Sigmurd ha ragione:Suikoden 2 = Capolavoro! Che ricordi! Che nostalgia!

    P.S.
    Devo dire che questo articolo mette molto tristezza... cioè ripensi a questi giochi e poi vai a vedere cosa c'è oggi e scopri che i JGDR e Squaresoft sono morti e a loro posto c'è Square Enix e Final Fantasy XIII -__- Tristezza a palate!

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  4. Lol ne avessi giocato uno di quei giochi.
    Di rpg per la psx mi sono limitato a FF VII/IX e, più recentemente, Tactics.
    Lo so, che vita triste.

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  5. Grazie ragazzi è sempre bello sentirsi vecchi e tristi insieme.
    Plow, c'è un mio amico che da piccolo non ha mai visto i cartoni animati. Tu sei un gradino sotto ancora ma insisti che ce la fai! xD

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  6. Io anche non ho giocato a nessuno di questi titoli, forse perchè i giochi di ruolo non mi sono mai piaciuti..
    L'unico a cui ho dedicato del tempo è stato Chrono Trigger, un capolavoro che rimarrà sempre nel mio cuoricino <3

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  7. L'intro di Wild Arms ce l'ho salvata sul pc da una vita e di tanto in tanto me la vedo... Bella bella bella!
    Di Guardian's trovo anche io che fu una scelta interessante quella delle mappe e dei mostri, che poi fu ripresa da ben pochi titoli in seguito (Eternal Sonata, Tales of Vesperia... E non me ne vengono altri).
    Legend of Legaia aveva un ottimo sistema di combattimento, questo è quello di cui parlo quando penso a innovare senza modificare radicalmente un genere tanto da non essere più tale!
    Jade Cocoon... Dovrò recuperare, che mi manca... Idem per BOF IV, che ricordo che stavo sempre a casa tua quando ci giocavi... Mi pareva un bell'impiccio lol.
    Vagrant era marrone, macchinoso e quello che ti pare, ma secondo me aveva cuore. Sapeva tanto di esperimento della Square a quei tempi.
    Su Suikoden II alzo le mani, non ho alcun dubbio a considerarlo il miglior jrpg di sempre (tanto che l'avrò finito un altro paio di volte negli ultimi anni), e ci ho messo anni a capirlo...

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