martedì 17 maggio 2011

Riflessioni sulla brutta vita dei giovani supereroi


Perché oggi pensavo... quanto dev'essere brutto fare il giovane supereroe? Parliamone.
In un mondo normale, nel nostro mondo (che normale non è ma facciamo finta che lo sia), c'è un ricambio generazionale forzato dall'avanzare dell'età: il giovane sostituisce il vecchio, l'allievo prende il posto del maestro, il figlio succede al genitore. Nei fumetti, questa regola d'oro non vale, o almeno non vale quasi mai.
Una spalla, un giovane eroe, è costretto a essere una recluta per sempre. A rimanere nel limbo del potenziale inespresso sognando un domani che non verrà mai. E, quando col tempo tutti questi teen-gruppi cominciano ad accumularsi e a non sparire mai per via del discorso appena fatto, ci sarebbe forse da farsele due domandine, no? [...]



Essere eternamente giovani può essere una maledizione.
Lo sanno bene quei gruppi che non riescono mai a prendere il volo per via della mancanza di maturità insita nella loro età prettamente adolescenziale.
Laddove la DC comics fa della spalla una figura quasi fondamentale (e quindi abbiamo tutta una serie di Kid Flash o Robin, su cui torneremo), alla Marvel spopolano i gruppi di supergiovani.
Per citarvene qualcuno di quelli passati (ma in qualche caso ancora in voga), mi basta farvi i nomi dei Runaways (che sarebbero circa "Gli scappati de casa"), oppure degli Young Avengers, ma diciamo pure che voglio focalizzarmi su qualche esempio più recente: in particolare sull'Accademia dei Vendicatori.


L'Accademia dei Vendicatori raccoglie i più promettenti adolescenti supereroi d'America. O almeno questo è quello che si vuole far credere loro. In realtà sono solo i più pericolosi, spinti quasi alla follia dalle amorevoli cure di Norman Osborn.
La serie, attualmente in corso, non è male, il vero problema è che nessuno di loro potrebbe mai avere un futuro concreto in Marvel sia per via della mancanza del cambio generazionale sia per il fatto che, con l'eccezione di un paio di casi, nessuno di loro è un personaggio abbastanza forte da poter entrare nel cuore dei lettori. Che è un po' il difetto dei giovani non-spalla; non ereditare il carisma da nessun personaggio forte.
Nell'accademia trova posto gente che è una brutta copia de "La Cosa" (per dire...), o il Ragazzo Dinosauro (andiamo...), o la tipa di che si trasforma in gas, o quell'altra radioattiva. Gli unici due che potrebbero emergere dal coro sono Striker (che ha un anonimo potere elettrico ma perlomeno non è ridicolo) e Finesse (che con la sua memoria fotografica e le abilità da porcella latente, un suo spazio se lo può ritagliare). Si torna però al discorso d'apertura: quante possibilità ci sono che questo avvenga concretamente?
D'altronde gli Young X-men sono "young" dal 2008. I Runaways sono quello che sono dal 2003. Intrappolati nel limbo della gioventù perenne, per colpa del loro personaggio, del loro ruolo da recitare.
Teoricamente la Marvel è in mano ai vecchi che non schiodano dalla loro poltrona di prima donna. Sembra un po' tipo l'Italia.


C'è una mosca bianca che è riuscita a distruggere questo circolo vizioso. Chissà perché, chissà come, ma c'è riuscito. Sto parlando di Robin. Il ragazzo meraviglia.
Robin è l'incarnazione vivente sia della splendida capacità di Batman di sfruttare il lavoro minorile, sia del fatto che è effettivamente possibile emergere dall'ombra.
Dick Grayson, il primo Robin, figlio di due circensi uccisi dalla mafia, non solo è cresciuto, non solo s'è trombato metà delle donne della DC comics (molte delle quali erano adulte prima che lo diventasse lui e questo è... beh strano), non solo è stato un supereroe tutto nuovo (Nightwing) ma ha anche ricoperto il ruolo del suo mentore, Batman, mentre questo era impegnato a spassarsela nel tempo.
Il secondo Robin, Jason Todd, Ha scelto la strada "facile", quella della morte. Morendo torturato dal Joker, Jason s'era tolto di mezzo dal paradosso temporale che affligge il discorso, salvo poi tornare e diventare malvagio. O forse buono. O forse malvagio. Bo.
Il terzo Robin, Tim Drake, s'è tolto pure lui il malloppo da poco. Superata, almeno in parte, la fase Robin, ora si fa chiamare Red Robin. Fatto sta che è una versione adulta di se stesso e quindi un personaggio a se stante.
Ora tocca a Damian Wayne, il nuovo nuovo nuovo Robin.


E che dire del signor Peter Parker?
"Un nuovo giorno" la storia che ha annullato de facto il suo matrimonio, altro non è che un'operazione commerciale atta a riportare l'uomo ragno a un target più giovane. Gli adolescenti non riuscivano più a rivedersi in un personaggio sposato. Automaticamente veniva relegato in una categoria più adulta.
Allora via il matrimonio. Bentornato al Peter insicuro, insoddisfatto, complessato e scapolo. Decisamente scapolo. Anzi, single, che fa più ggiovane.
Peter è forse l'immagine stessa dell'incapacità della Marvel a evolversi. A voler rimanere ancorata a quei personaggi, quelle radici, quei ruoli. Ne è un esempio la reticenza al far morire definitivamente i personaggi, o lo scambio di ruoli che non avviene mai davvero (quanto ci metterà Steve Rogers a ripigliarsi lo scudo di Capitan America?),
Peter è proprio quell'eroe che non può cambiare. Quel giovanotto che c'ha provato ma certe cose è proprio difficile scrollarsele di dosso.
Specie quando devono fare un film su di te. E nel film sei un adolescente e vaglielo a spiegare che in quasi cinquant'anni di fumetti l'adolescenza l'avresti un attimino passata. Vaglielo a spiegare ai tipi della Marvel che nel pubblico cinematografico vedono un casino di potenziali acquirenti. Spiegaglielo che è la tua vita quella, e che non possono cancellarla così, con un colpo di spugna e un patto col diavolo.
Proprio una brutta vita.

4 commenti:

  1. Quante belle e vere cose che hai detto!
    Però devo dire che c'è un gruppo di giovani della Marvel che ha potenziale: i Secret Warriors di Nick Fury. Quelle volte che sono stati messi in mezzo, secondo me, sono riusciti a farsi notare, Daisy Johnson su tutti. Se fatta "evolvere" bene questo personaggio potrebbe ottenere un ruolo importante (penso a qualcosa tipo "Vedova Nera").
    Sui "Robin" non sono convinto che tutti siano riuscita a smarcarsi dal ruolo di spalla... per me l'unico ad esserci riuscito davvero è Dick Grayson, proprio perchè negli anni ha avuto un'ottima caratterizzazione, ma gli altri non tanto; più che altro sono stati fatti fuori in modi diversi perchè non piacevano.
    Su "Peter Parker" non so neanche cosa dire... esisteva già una serie fatta apposta per il pubblico più giovane dell'Uomo Ragno: Ultimate Spider-Man ed è pure bella, a volte superiore anche alla serie regolare (specie di recente). Quindi non so davvero perchè si siano inventati questa cosa di "Un nuovo giorno". Perchè buttare nel cesso quasi 50 anni di storie? Perchè?

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  2. Grazie :)
    Si anche a me piacevano i Secret Warriors (tanto che mi sono dimenticato di inserirli nell'articolo). Phobos era un'idea fantastica. Non ho idea che fine abbia fatto.
    Discorso Robin, Dick ne è uscito brillantemente, d'altronde è il miglior Robin (vediamo come evolve Damian, che è un personaggio che a me piace particolarmente) ma anche gli altri, in un certo modo, sono riusciti a scrollarselo di dosso. Comunque meglio che in Marvel.
    L'uomo Ragno ho detto tutto quello che avevo da dire. Grande tristezza :(

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  3. Ogni volta leggere di questa storia di Spiderman è un colpo al cuore, hanno azzardato veramente con quella mossa e sono calati alla vista di moltissimi fan secondo me, poi bo..oramai mi aspetto di tutto dalla mervel xD

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  4. Ogni tanto ci ho pensato anche io alla vita tristissima di queste spalle, che rimarrano secondini per sempre. Mi immagino Batman dire "io mi tolgo dalle palle, pensaci tu", direi che non è possibile..
    Poveraccio Parker, davvero una storia da Invisibili la sua.

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