giovedì 23 giugno 2011

Il Maestro Jo Donatello e l'irreprensibile Gigione in: "Grazie Padre Pio"


No. In realtà: "Grazie Mr.Plow" che mi hai fatto conoscere 'sta perla. Sei appena diventato il mio utente preferito e vedrò di pomparti i post in classifica. Non è scorrettezza. E' solo amore e, come dice Elio, l'amore vince tutte le battaglie.
Questo meraviglioso film (ma che dico film.... bo! Opera audiovisiva dedicata a un pubblico dal palato raffinato!) è interamente visionabile su youtube, a questo indirizzo QUA. Se, come me, state aspettando il doppio bluray con making of e colonna sonora, tenete duro. Prima o poi verremo soddisfatti. [...]




Gigione interpreta il vero Gigione. Che, nel caso foste degli ignoranti (come me fino a ieri sera) è un cantante FAMOSISSIMO. A Napoli e dintorni. Fatto sta che gli tocca partire per una tournè, in giro per... bo, probabilmente in giro per Napoli stessa, ché una volta che esce dalla zona nessuno se lo incula più. Allora fa le raccomandazioni al figlio e gli dice:"Non ti preoccupare di me. Tu guarda la mamma e continua a studiare." La madre non si vedrà praticamente mai per tutto il film. Lo studio sarà una grande incognita sul curriculum di tutti i personaggi.
Il figlio di Gigione, interpretato da uno splendido Jo Donatello, potete immaginarvelo come un mix piuttosto riuscito di LUI:


e LUI:


Donatello ci rimane un po' male della partenza del padre. Perché lui vorrebbe farci una cantata tipo film Disney in cui tutto si risolve gorgogliando una bella canzoncina. Suo padre gli assicura che canteranno insieme. Donatello è scettico, deluso dalla vita. Sull'orlo della disperazione. Indossa occhiali scuri chiaramente per nascondere le lacrime.
Purtroppo il mondo della canzone neomelodica è spietato e Gigione deve partire. Senza nemmeno salutare il figliolo deluso (che invece lo saluta da lontano con la manina). Gigione lascia il parcheggio della sua villa, grosso all'incirca come un quartiere, e si allontana verso la fama e la gloria.


Donatello, che di studiare proprio non ne ha voglia, si mette alla guida della sua BMW e va a incontrare un suo amico, non napoletano, che viene da chissà dove e che s'è portato appresso due mignotte raccattate per strada. Lui dice che l'aria di Napoli è tutta un'altra cosa (non specificando se in positivo o in negativo), e una delle due, la più intelligente, risponde: "Che filosofia". Quale?
Arriva Donatello, che finge di non sapere della presenza dell'amico Paolo. Finge palesemente perché la sua macchina è parcheggiata sullo sfondo. E' chiaramente una farsa per conoscere le due luride.
Sempre l'intelligentona, nel momento in cui vede Donatello, se ne esce con un: "Che emozione!" assolutamente fuori luogo. Non si ha ben chiaro se la tipa ha capito di stare recitando o se è vittima di una candid camera. Grandi presentazioni, l'amico diventa romano lasciandosi andare a un intercalare poco fraintendibile, poi invita Donatello a pranzo. Donatello, il quale ha l'occhio piantato sulla faccia acqua e sapone di Sara, la bionda, truccata da Moira Orfei in persona, accetta subito e, tutti allegrotti, si dirigono verso l'auto di Donatello. Parcheggiata a due passi.


Arrivati a destinazione, l'amico INSPIEGABILMENTE, è diventato napoletano.
Il film, generosamente, salta tutta la parte del pranzo e ci accoglie con una battuta del ritrovato amico simpaticone, quindi continua con gli apprezzamenti di Sara alla guida sportiva di Donatello. Donatello le confida di non essere un dilettante e di avere addirittura il brevetto di pilota. Tiè!
Sara, impressionata, se ne esce con: "Ma allora si può organizzare una corsa!" urlandolo come se le corse clandestine fossero all'ordine del giorno e, sopratutto, come se per farle ci fosse bisogno del brevetto da pilota. Il simpatico Romano\napoletano, giustamente preoccupato, urla: "Sara!" salvo poi scoprire che non voleva redarguirla sul fatto che probabilmente li farà finire tutti in galera ma: "Non solo ci sa fare con le macchine, sa pure cantare molto bene!". E grazie al pistone, dice quella intelligente, è il figlio di Gigione!
Sara, ormai innamorata da queste due caratteristiche fondanti dell'uomo alpha, gli chiede di farle ascoltare una canzone (non di cantarla, di fargliela ascoltare), e lui la rassicura: una volta usciti dal locale gliela farà ascoltare. Che dentro pare da cafoni. Però nel frattempo le agguanta una mano.
Parte 'sta fatidica canzone. Titolo "Cuore Innamorato". Lui la ama di già. Quindi tenta di baciarla e lei si rifiuta. Lui è sconvolto: "Ma non ti è piaciuta la canzone?"
Lei tira fuori la scusa più meravigliosa di sempre: "No mi è piaciuta tantissimo... è che penso a tutta quella gente che soffre e combatte quotidianamente per la libertà".
Lui dice che sì. Lo rattrista anche a lui. Poi se la limona.
La prima parte si chiude con un invito inquietante. L'indomani mattina, alle dieci, Donatello incontrerà Don Franco!


E allora ecco l'incontro. Saltiamo i convenevoli con quel simpaticone del barista che è convinto, chissà per quale cazzo di motivo, che ripetere "certaaammente!" ogni due parole sia una roba esilarante.
Don Franco è un tipetto mica tanto bello. Sembra un po' un pornattore anni 70, di quelli che facevano i vecchi porconi, con gli occhi cerchiati di nero e i baffoni. Parliamoci chiaro, dice Don Franco, Sara gli ha detto che Donatello è un ottimo pilota, e lui vuole che Donatello corra per lui. A ogni parola inarca le sopracciglia.
Donatello accetta, perché lui non si tira indietro mai. E' un fico, cazzo. Senza tutti quei capelli e con una opportuna canottiera a righe sembrerebbe Vin Diesel.
Un'altra magica canzone per allietarci nell'attesa.
Poi c'è un bel brindisi a Donatello che, in realtà, sembra più uno di quei giuramenti mafiosi che si fanno sui santini di San Gennaro col sangue dei galli neri sgozzati a mezzanotte. Però avviene su un biliardo. Il tono è grave, con una spruzzata di "che minchia guardi" che non guasta mai. In questa scena si mescola sapientemente tutta la conoscenza della malavita che chiaramente è insita nella cultura del regista. Sembra un po' di rivedere Coppola nel Padrino, quando Don Franco fa il "brindisi" (e chiamiamolo così...). "Chi vo male a Donatello, vo male pure a Don Franco". Brividi.
Sotto, se si tende l'orecchio, Nino Rota c'ha messo del suo.


Nella scena successiva, Donatello esce dal bagno, completamente vestito, e comincia a pettinarsi i lunghi capelli davanti allo specchio. Sul letto, alle sue spalle, c'è Sara, seminuda evidentemente in seguito a una copulazione a questo punto non si sa bene con chi visto che quello stava nel bagno, vestito.
Gli dice: "Lo sai, sei un uomo che fa eccezione". Che, come ci spiega subito dopo, non significa che è un uomo che si sta pettinando anziché trombarsela, ma bensì che è bravo a correre, a cantare e a fare l'amore. Più o meno come tutti gli altri uomini del mondo.
Non deludermi Donatello. Per Dio, Non Deludermi.
Sfumatura. VAI CON LA CORSA CLANDESTINA!
In pieno giorno, con le luci accese, a venti km orari. Fast & Furious gli allaccia le scarpe a 'sto film.
Donatello vince di misura. E' uno forte.


Gigione, nel frattempo, chiama a casa per informarsi sulla situazione. Sta per tornare ma le notizie che gli giungono da casa non sono buone. Donatello è nei guai. Gigione prende la strada di casa e trova Maria (la moglie) distrutta. Lei spiega a Gigione che Donatello è entrato nel giro di brutta gente. E non va più all'università. Gigione la rassicura: "Mari', non te preoccupà. Ce pens'io."
Gigione arriva nel bar di Don Franco. Don Franco sembra sapere tutto, la sua figura malvagia appare defilata sullo sfondo.
Nel momento del confronto tra i due, Gigione appare riluttante all'idea di sedersi assieme a Don Franco. E Don Franco lo avverte che Donatello, essendo maggiorenne, fa quello che vuole. E sia lui sia Gigione, non possono mettere bocca sulle sue decisioni. Continua ad alzare le sopracciglia a ogni parola. E' inquietante. Gigione se ne va atterrito.
Donatello continua a vincere e Gigione non sa come agire.
Ecco il miracolo: uno straccione si avvicina a Gigione e gli dice di volere mille lire per Padre Pio. Che di per sé è una frase senza senso, perché a che cazzo gli servono mille lire a Padre Pio quando, chiaramente, è morto? Ma poi mille lire? Bo.
Comunque lo straccione da un consiglio al suo cantante preferito: "Domattina parte un pullman per Pietralcina, prendi sto Pullman e vai a chiedere la grazia per Donatello." Più o meno. Cioè dice un mucchio di parole ma quelle comprensibili sono queste.


Donatello torna al bar di Don Franco giusto in tempo per scoprire Sara che... si abbraccia e si accarezza con Don Franco (in realtà credo che la scena pretendesse che i due si stessero baciando ma... quando mai!). Donatello ci rimane male, ma talmente male che se ne sta andando senza dire nemmeno una parola ma Sara lo ferma. Il Don gli da una brutta notizia: Sara è in procinto di partire.
Lei conferma tutto e aggiunge: "Ho deciso di stare vicino alla gente che combatte per la libertà."
Donatello, dimenticando la scena di prima, dedica una canzone a Sara. I due corrono sulla spiaggia, si baciano, tutte cose belle. A questo punto ci si chiede a cosa servisse la scena di prima. Ma vabé.
Sara parte e nel frattempo ci viene mostrato anche che Gigione prende il pullman per andare a Pietralcina.
Un po' di indottrinamento gratuito, con preghiere assortite, e una curva presa malissimo dal Pullman che ha rischiato di sgrattuggiarsi tutta la fiancata contro un muro.


Donatello torna a casa, in tempo per scoprire che suo padre è partito in destinazione Padre Pio. "Mammaaà", dice col classico tono di chi sta per dire una grande verità, "Quella gente non era poi tanto brutta." Olè col messaggio pro mafia. Ma via! Si torna a ballare! Gigione rallegra l'atmosfera con la sua canzone: "Padre Pio".  In cui dei preti fanno finta di suonare la chitarra e nessuno, nemmeno Gigione stesso, conosce le parole.
Arrivato davanti alla statua, Gigione chiede 'sta cazzo di grazia che non si sa bene quale sia, visto che Donatello s'è redento da sé, o meglio per Sara che è partita per stare vicino alla gente che bla bla bla...
Sulla strada per Pietralcina, Donatello incontra il barbone a cui suo padre aveva dato mille lire. Questo glieli ridà e gli fa sapere che le grazie si ottengono con la fede e non con i soldi. Questo è il vero colpo di scena perché nessuno se l'aspettava. Ma da quand'è che non si compra la grazia?
Comunque Gigione, col cuore pieno di amore per suo figlio, tornato a essere un bravo ragazzo, organizza una festa grande e il film si chiude con una canzone BELLISSIMA, in cui metrica, ritmo e rime non esistono, cioè una roba proprio prog metal, cantata in combo da Gigione e Donatello.
E tutti vissero felici e contenti.


La produzione ringrazia per la "fattiva" (.sic) collaborazione:

Il ristorante La Vela e il Bowling Liberty. Nonché, il grande, irreprensibile, GIUSEPPONE A MARE. E tanti saluti.

6 commenti:

  1. quante emozioni a leggere questo post! non me ne capacito di come non lo abbiano trasmesso internazionalmente! Donatello è uno di quei fighetti da spiaggia da far diventare famoso a ogni costo! lo stallone napulè! grande davvero, bluray anche per me pure se non ho un lettore *-*

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  2. No, non ringraziare me. Ringrazia la gente che soffre e combatte per la libberdà, e hanno permesso a una tale opara di essere realizzata.
    Comunque le corse sembrano lente solo perchè è tutto in slo-mo, quelle alfa 164 viaggiano a velocità pazzesche,

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  3. Drizzt, Mr.Plow grazie! GRAZIE DAVVERO... per avermi fatto conoscere questa perla trash, anzi neanche trash piuttosto.. boh è qualcosa di surreale ecco una perla del surrealismo.

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  4. Tra l'altro anche il pullman è in slo-mo, in realtà sta prendendo la curva a ben 5km/h!

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  5. Questo batte anche il film precedente e probabilmente ce ne sarà anche un altro più trash X°°D
    Per dio che figata *_*

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