mercoledì 10 agosto 2011

Nike+ : "OH, ADRIANA! CE L'HO FATTA! CE L'HO FATTA!"


Ciao, sono Fabio e anche io uso Nike+.
All'inizio era solo un gioco. Mettevo le cuffiette, trottavo un po', la signorina si complimentava perché andavo veloce, perché raggiungevo nuovi obiettivi, perché inanellavo un miglio veloce dopo l'altro e perché superavo i miei record di distanza. Era tutto bello.
Poi la signorina ha cominciato a essere più esigente. E io correvo, correvo e lei niente.
Da quel punto in poi, il passo successivo è stato settare gli obiettivi sul sito
Sono Fabio, uso Nike+. Sono schiavo del mio Mini. [...]



C'era una volta, non a Philadelphia ma a Roma:

Leggevo il libro della McGonigal. Jane. Quella bionda e che fa la game designer. Bel libro, bella persona lei. Bello tutto.
Trovo questo capitolo che parla di Nike+.
Ora io di Nike+ avevo sentito parlare ma non l'avevo mai provato. Sopratutto perché, da come sapevo c'era bisogno di un sensore, di scarpe Nike e di un programmino per iPod. Avendo io solo l'ultimo elemento, e non essendo comunque un appassionato corridore (sì, qualche volta, ma la terribile gang di corridori giù, al parco dove corro, ce l'ha con me e ha tentato di farmi fuori in tutti i modi e... ma questa è un'altra storia), non mi ero mai interessato all'argomento.
Almeno fino a quando non ho letto com'è che funziona e, con sommo dispiacere del me che sta scrivendo in questo momento, me ne sono innamorato.
Tanto più che la tecnologia c'è amica, e che oggi, per "giocare" con Nike+, serve solo un iPod Touch o un iPhone.
Rientrando in pieno nella categoria, ho infilato l'iPod Touch in tasca, le cuffiette nelle orecchie e, dopo essermi creato un'identità e un Mini (che potete vedere in apertura) sul sito della Nike+, sono partito.


*ATTENZIONE: questo è un post musicale, per leggerlo dovete assolutamente far partire le canzoni che intermezzano ogni sezione. Assolutamente, o vi perdete tutto l'effetto.*


Questo incontro lo voglio fare. Solo uno e poi basta.


Muzicons.com


Un po' di quella sensazione strana di "correre davanti a tutti" che ti prende la prima volta che riprendi a correre al parco dopo tanto tempo (e tutti sembrano guardare te: quegli infami della banda del parco sono tornati...), ma la signorina della Nike mi conforta. "Allenamento cominciato", dice. Ha quella voce precisina ma un po' da stronzetta. In quel momento è la mia migliore amica. L'unica voce confortevole in un mondo ostile, fatto di fatica, di sudore, di salite che prima non c'erano e invece adesso sono là che ti prendono a cazzotti il fegato, di vento che ti alza i capelli che nemmeno fossi un supersayan.
Quando annuncia che ho completato il mio primo chilometro ho il fiato spezzato, la lingua di fuori e lo sguardo sempre fisso sul display a controllare quanto manca, probabilmente alla mia morte. Ho già superato un paio di fontanelle e bevuto come nemmeno un disperso in una tempesta di sabbia.
Però sapete che? Non appena la tipa mi dice che ho superato il mio primo km, complimenti, oh, io ricomincio a correre come un maledetto.
Ci vogliono altri due chilometri prima che mi fermi a camminare, praticamente in fin di vita e in cerca di una maledettissima fontanella dove far finta di bere ma in realtà riposarmi per quei secondi fondamentali.
La trovo, bevo, guardo l'orizzonte. Faccio partire la Power Song (una canzone pre-impostata che, nei momenti di stanca, è possibile far partire a comando n.b.).
I Survivor cominciano a spararmi Eye of the Tiger nelle orecchie a un volume anticostituzionale. Riprendo a correre, con il fegato che ha all'incirca la faccia che avrei fatto io, due allenamenti dopo messo di fronte a una verità terribile che scoprirete tra poco, e il cuore che "pompa acido da batteria" (.cit). Ce la faccio ancora per un Km, poi mi lascio andare sull'erba.
Quattro chilometri.
"Complimenti hai percorso il tuo miglio più veloce!"; "Complimenti hai superato il tuo record di distanza!"; "Complimenti, non sei morto dopo la tua prima corsa!".
Sono un figo.


Devi mangiare saette e cacare fulmini! Ti dovranno fermare coi lacrimogeni.


Muzicons.com


Parto alla grande.
Dopo il primo km, il mio iPod touch sta ancora riproducendo la terza canzone. La signorina mi informa che sì, è vero, sto migliorando e ho percorso un km in sette minuti e spicci.
L'obiettivo, questa volta, è superare i cinque chilometri. Difficile, perché si tratta di un chilometro in più dell'altra volta, e l'altra volta c'era mancato poco che mi portassero via in elicottero assicurato a una barella.
Però questo stracavolo di Nike+ con l'integrazione a Facebook, gli obiettivi sul sito e questo Mini maledetto che continua a esortarmi ad andare a correre, che manco fosse lui che si sputtana i polmoni, nano stronzo, ti spinge a migliorare ogni volta. E allora vai: going the distance.
Il secondo chilometro passa in scioltezza. Tutte le fontanelle a cui passo davanti sono "occupate" da qualche vecchio che probabilmente non vedeva l'acqua dal 1956 e, irrimediabilmente geloso di quella fonte di vita, si è appropriato della stessa. Alla terza fontanella vedo una bambina che si avvicina a piccoli passi, per fregarmi il diritto di priorità (e probabilmente la vita) sull'utilizzo della fontanella. Accelero, la supero, bevo rapidamente e riparto. La bambina nemmeno se ne accorge. Sono un fottuto fulmine.
Due chilometri. Tre chilometri.
Al terzo chilometro e mezzo accuso stanchezza, cammino per un po'. Non ce la faccio a raggiungere i cinque, lo sento che non ce la faccio. La canzone giusta e riparto.
"Ti stai avvicinando al tuo record di distanza! Continua così!".
L'ultimo mezzo chilometro è terribile, lo faccio tenendomi un fianco,con la schiena che urla di dolore e il fiato che nemmeno un tipo asmatico con l'asma chiuso in una stanza di asmatici con un attacco di panico.
"Complimenti! Hai percorso cinque chilometri! Il tuo tempo è..."
Non lo voglio nemmeno ascoltare. Mi strappo le cuffie. Mi butto sull'erba e rido come solo un coglione può fare.


Le vuoi passare delle belle ore? Allora devi anche avere un bell'orologio:

Il mio fedele iPod Touch viene sostituito con un più nuovo iPhone. In questa versione del programma il GPS permette di calcolare con maggiore precisione la quantità di km percorsi, oltre ovviamente al percorso seguito e all'andamento. Ma queste ultime due caratteristiche non ci interessano. A noi interessano i km percorsi. Fidatevi.


Non mi hai mai aiutato, non mi funziona più niente, sono tutto arrugginito, e devo combattere per il titolo! E io combatto! E mi faccio schiodare...


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Con la mia nuova fascia da braccio e il nuovo telefono fissato al bicipite, comincio a correre in quest'ennesimo, eppure più elettrizzante, appuntamento. Finalmente potrò vedere il percorso con maggiore precisione, calcolare varianti e tutte cose che tanto non farà mai. Ma sopratutto saprò precisamente quanti km macino, senza fare affidamento all'imprecisione dell'accelerometro del iPod Touch.
Inizio a correre, il percorso è sempre lo stesso, non mi concedo nessun cambiamento.
Arrivo al primo chilometro leggermente in ritardo, non mi sembra vero che comincio ad accusare di già la fitta al fianco. La signorina là, è sempre entusiasta: "Un km raggiunto". Finalmente penso io. E una paura ancestrale comincia a farsi largo nei miei pensieri. La caccio via. Ripiglio a correre.
Un cane cerca di raggiungermi, faccio uno scatto che manco Bolt. Più per paura che per altro. Quando mi volto non c'è più.
Prima fontanella, bruciata. Un gruppo di ragazzini si sta tirando dei gavettoni. Li maledico e passo oltre.
Seconda fontanella, bruciata. Tre ciclisti in fila. Eccheccavolo.
Continuo a correre.
Ma l'ho già superato il terzo chilometro? Rallento, riprendo fiato.
"Due chilometri raggiunti. Passo medio 8 minuti e trentacinque secondi".
Mi fermo di colpo. Con due occhi così. 'Sta volta sto andando una chiavica.
Riprendo a correre motivatissimo, supero la discesa che due volte su tre rischia di rompermi il collo coinvolgendomi in tentativi di sgambetto che fermati. Nella mente continua a tornarmi in mente: "Due chilometri raggiunti".
Non ascolto più niente. Corro e basta.
Porto a termine il solito percorso. Mi butto sull'erba. Guardo lo schermo dell'iPhone. Doccia gelata.


Solo, nel ring:


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Tre chilometri e mezzo.
Tre e mezzo. Un chilometro e mezzo meno di quanto corressi con l'iPod. E il percorso è lo stesso.
Questo significa che il mio iPod Touch mi regalava un casino di metri.
Questo significa che non sono un uomo da cinque chilometri.
Sono un uomo da tre e mezzo.
Non ce la posso fare.
Non posso.


Come sarebbe non posso?! Non ci sono non posso! Non esistono! :


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È una nuova sfida.
Non sono un uomo da tre chilometri e mezzo. Bo, non sarò uno da cinque, ma cavolo.
A questo punto m'è venuta la mezza idea di fare un post sull'argomento. Una mezza idea che rimarrà un'idea finché non raggiungerò un obiettivo. E uno soltanto.
Comincio a correre motivatissimo, a una velocità che non dovrei tenere ammesso che voglia durare più di dieci minuti. E infatti eccola, la fitta al fianco maledetta, che mi colpisce ben prima che porti a termine il primissimo chilometro.
Arrivo alla fontanella che sto già cadendo a pezzi. Bevo, mi bagno la faccia ma continuo.
Corro per quella che mi sembra un'eternità, in una zona del parco in cui non c'è nessuno. Sarà che è l'otto Agosto?
Non c'è una facile via d'uscita, canta Robert Tebber. No mio caro non c'è.
Inciampo su un sasso e manca poco che vado lungo. Invece riesco a riprendermi e non cado. Mi volto per vedere l'entità della mia figura di merda ma dietro di me c'è solo un ciclista pelato che se la sghignazza e poi mi supera impunemente.
C'è da dire che dopo aver appreso la terribile notizia dei km falsati, corro indossando un cappellino nero. Forse per vergogna verso il mondo, o verso la signorina della Nike che è sempre lì che mi incita. Nonostante i miei tre chilometri e mezzo, scarsi.
Riesco a tagliare il traguardo dei quattro prima di sdraiarmi sull'erba e pregare la dea Nike di prendermi con lei.
Nessuno si complimenta con me per i traguardi raggiunti.
Nessuno.


In fondo chi se ne frega se perdo questo incontro, l'unica cosa che voglio è resistere. Se io riesco a reggere alla distanza io saprò per la prima volta in vita mia che... che non sono soltanto un bullo di periferia :


Muzicons.com

Arriviamo a ieri.
Sapevo che quest'oggi avrei scritto il post. E che sarei andato a correre prima di scriverlo.
Che avrei dovuto misurarmi con un record che non potevo battere. Con un record impossibile.
Io ho paura, siete contenti? La volevate la verità, mi volevate umiliare? E va bene ho paura! Per la prima volta in vita mia ho paura!
Ma c'è una cosa che io voglio che faccia per me (emh... è brutto essere soli in questi momenti). Vinci.
Vinci.


Ma la verità è che tu non eri arrabbiato. Quando combattevamo noi due... tu avevi gli occhi di una tigre, eri feroce! E devi farteli tornare quegli occhi e per farteli tornare bisogna ricominciare da capo! Capisci cosa voglio dire? E con me potresti riprenderti anche il titolo. Gli occhi da tigre, amico!


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Lo capisco subito.
Che questo è il giorno buono.
Non appena una raffica di vento mi spinge così forte che per poco non finisco per terra. O quello zingaro mi passa vicino e comincio a temere per l'iPhone e improvvisamente metto le ali ai piedi. Supero lo zingaro, sconfiggo il vento. Salto quel sasso maledetto che tutte le volte rischia di farmi cadere.
"Complimenti, un km raggiunto". Nemmeno me ne accorgo. Così come non mi accorgo della fontanella occupata dal solito branco di vecchi ciclisti che riscoprono l'acqua.
Supero il secondo chilometro che ancora corro, prendo la salita e la fitta al fianco comincia a bussare insistentemente. Oh ci sono ancora, eh. Lo so, maledetta, lo so.
Non posso fare brutta figura nel post che scriverò. Non posso.
Continuo a correre. La banda del parco sembra non esistere più. Nessuno esiste più. Ormai ragiono a fontanelle. Ce n'è una poco distante. Ancora un piccolo sforzo.
"Tre chilometri raggiunti".
Quando raggiungo la fontanella sono sull'orlo dei quattro. Diciamo tre e un bel pezzo, o quattro meno un pezzetto, tiè.
Mi preparo al rush finale. Ho il vento a sfavore.
Corro, supero un ciclista pelato, un bambino col cane, un tipo che somiglia a Enzo di "Ma come ti vesti". Ho chiare in mente due cose: sto per battere il record, quello vero, quello dei cinque chilometri, cinque chilometri veri questa volta; e che nessuna che sia un minimo attraente corre negli orari in cui corro io.
"Stai per battere il tuo record di distanza! Continua così!"
ADRIANAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!


Cosa ne pensa del futuro?


Muzicons.com

Non me ne frega niente del futuro a me! VATTENE VIA!
Quando la tipa di Nike+ mi dice che ho superato tutti i miei record, nonché i cinque chilometri mi tuffo nell'erba in perfetto stile...uhm... tuffo nell'erba.
Ce l'ho fatta!
Oh, ADRIANA! Ce l'ho fatta!

13 commenti:

  1. MIGLIOR POST DI SEMPRE, semplicemente totale. E ora attendo la storia della banda del parco XD

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  2. Fidati non lo vuoi sapere. Sono come folletti.

    Comunque il Mini che c'è all'inizio del post è il mio. Fomentatissimo dopo oggi xD

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  3. Sono estremamente commosso.
    Le più sincere congratulazioni!

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  4. Grazie, grazie.
    E ricordatevi che se io posso cambiare, se voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare!

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  5. bellissimo!
    Sono fiero di te anche se fui io a metterti la pulce all'orecchio dell'ipod.
    Maledetta cicloide curtata.
    Sono fiero di te, non sei una scamorza!

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  6. Ahah molto bello, complimenti :)
    Adesso lo voglio anch'io il Nike+ , però devo farmi un iPhone visto che l'iPod Touch è falso...

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  7. @Giacomo: :') Nonostante sia stato tu a portare sfiga.

    @Emanuele: Grazie carissimo. Comunque basta che ti togli quei settanta km in più che ti aggiunge e vai tranquillo xD

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  8. se la banda di villa phampili leggesse queste righe..non vorrei essere nei tuoi panni!

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  9. Devo andare a correre pure io con l'iPod... Se è come dici, posso sentirmi un figo facendo 3-400 metri.
    Comunque gran bel post! Peccato che una volta superato il traguardo ti sei smosciato!

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  10. Post bellissimo! mi hai tenuta col fiato sospeso tutte le righe e...fatto venir voglia di correre! complimenti per il traguardo raggiunto! ora sei un maschietto ^^

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  11. Grazie mille. Yeah.
    Il problema è che da quando l'ho battuto non ce l'ho più... gli occhi della tigre...

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  12. Commozione, brividi sulla chiena, lacrime napulitane, genuini momenti emozione©.

    Ora il nuovo obiettivo sono i 10 km, of course.

    Post 5 stelle +. Però ora hai messo il tarlo della storia della banda del parco e la devi raccontere eh.

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  13. E pensare che io manco volevo leggerlo questo posto a causa della troppa lunghezza e della bassissima soglia di attenzione..
    Peccato non essere stato li insieme a te fabietto, ti stimo :D

    ps: vogliamo la storia sulla ganga

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