venerdì 2 settembre 2011

(K)Caterina va in città, e finalmente ne approfitto per provare la demo.


È più di un mese che c'ho sta demo sull'hard disk della Playstation3. Mi incuriosiva e l'ho scaricata appena disponibile solo che poi, per un motivo o per un altro, me ne sono dimenticato. E Caterina è stata lì, zitta e buona con quel visetto angelico e le pere di fuori, come ci piacciono a noi. È stata lì ad aspettare finché il mio curiosometro non è tornato alle stelle, e quindi s'è avviata, senza fare un fiato. Zitta, zitta. Guardandomi maliziosa, furbetta, bionda (eh, c'ho un debole).
È andata a finire che me ne sono innamorato. [...]


Catherine ti accoglie sensualmente, con menù inquietanti e altri dolcissimi, realizzati in una cel shading pregevolissima quanto stupenda da guardare, che spazza via quanto fatto fino a questo momento nell'ambito da altre produzioni incensate in precedenza. Possiamo dire che è il punto di contatto ideale tra l'anime e la grafica 3D? Diciamolo, che cazzo ce ne frega, ci manca che vengono a ribellarsi sul mio blog.
Giusto il tempo di massacrarti il cervello con una schermata dei comandi estremamente confusa (ed estremamente inutile, visto che metà di quei tasti non servono a una well loved cippa), e parte un filmato d'apertura di tale "Golden playhouse", misterioso mistero che non verrà svelato durante la demo. Nella sequanza successiva, Vincent, il nostro personaggio, si ritrova in una specie di livello formato da tanti blocchi, così tanti che nemmeno Minecr... no, vabe', non così tanti. Un livello formato da blocchi e caproni.


La prima cosa che viene in mente quando si capisce come si dovrebbe avanzare nel livello è: "Davvero questi hanno pensato di presentarsi con un gioco del genere nel 2011?".
Non perché sia brutto, anzi, semplicemente perché è qualcosa di così radicalmente diverso rispetto a come siamo abituati a intendere il videogioco oggi, a colpi di proiettili e granate lanciate in mezzo al fumo denso dei fumogeni, che davvero fa sorridere "l'ingenuità" (e chiamiamola così) con cui viene presentato il gameplay di Catherine.
Un enorme puzzle, in cui spostare i cubi che formano il mondo in modo da creare delle "scalinate" per risalire il livello, cercando di sfuggire al mostro famelico che, man mano, risale lo stesso. La difficoltà sta tanto nella corsa contro il tempo per evitare che il mostro raggiunga Vincent, quanto nel modo particolare in cui vanno trattati e risolti i livelli, con una modalità di manipolazione degli stessi che ricorda molto da vicino il (manco tanto) giurassico Kurushi.
I miei primi tentativi di approccio ai livelli, seppure la demo obblighi a giocare a livello facile, sono stati disastrosi, con tanto di game over a manetta e umiliazioni auto-inflitte.
Poi, il tempo di capire com'è che funzionasse la verticalità del tutto e io e Vincent siamo diventati ottimi amici. Per forza: gli ho salvato il culo.


Le parti fuori dall'incubo (eh, perché sì: era un incubo), sono magnifiche. Probabilmente siamo davanti a quel tipo di narrazione matura e ben scritta che riescono ad avere forse un paio di produzioni l'anno. Dialoghi intelligenti, non banali e sopratutto realistici.
La storia, off-nightmares (ma anche in-nightmares) racconta del rapporto tra Vincent e Katherine (quella castana), insieme da tanti anni e sul punto di dover prendere una decisione importante a proposito del loro futuro: lei vorrebbe sposarsi e mettere su famiglia, così come hanno fatto tutti i suoi amici, lui invece vuole fuggire dalle responsabilità, rimandando ancora e ancora.
I risvolti horror del titolo, arrivano quando un conoscente di Vincent, Paul, viene trovato morto nel suo letto, e Vincent istintivamente collega il fatto alla serie di incubi che lo stanno torturando in quei giorni.
Alla luce di tutto questo popò di storia, la cripticità del gioco si scioglie da sé. La creatura che insegue Vincent, negli incubi, e gli urla contro cose come "Get your responsibilities" è la sua bella Katerina e, interpretazione del tutto personale, i pecoroni nei sogni non sono altro che la massa, il "gregge", che s'è lasciato omologare all'evoluzione di un rapporto che per regola non scritta deve per forza di cose diventare matrimonio.


Tutto questo funziona più bene che bene. Si segue con piacere, grazie anche al passaggio sbalorditivo dall'ottimo anime al più che ottimo stile grafico del gioco, è un piacere da leggere (e c'è anche possibilità di interagire con la trama, scrivendo SMS ai vari personaggi), e la faccenda incuriosisce. Poi c'è Catherine, piombata in mezzo nel rapporto tra Vincent e la sua amata, e che sembra offrire a Vincent una via di fuga frizzante e pruriginosa. E poi è bionda.
Bon. Questo post scritto in fretta e furia e con gli occhi del cuore dovrebbe essere piuttosto significativo di quanto venti minuti di demo mi abbiano colpito. Se non lo fosse, sappiate che, nonostante il marasma di giochi in arrivo, sto cercando un'offerta interessante per la versione USA.
Che Dio mi fulmini.

5 commenti:

  1. Ebbravo Fabio, se è riuscito a convincere pure te che lo prendevi tanto come semplice produzione puzzle/stramba giapponese... Fukken day one.

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  2. Fukken day one solo per i caproni che corrono sulla terza immagine X°D è troppo bella, credo che la salverò.
    Però mi incuriosisce abbastanza come gioco, a parte il fatto che nell'incubo c'è il tempo e che quindi odio, potrei giocarci all'incirca domani se lo volessi, ma meglio informarsi oppure mandare qualche cavia in avanscoperta prima di fare questo passo :O

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  3. http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/301329_10150313112652941_636907940_7964518_5452789_n.jpg Lo sapevo io...

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  4. Sono convinto che Catherine verrà ricordato come uno di quei giochi rivoluzionari, un pò alla Heavy Rain.
    Non è il mio tipo di gioco ma sono contento che finalmente qualcuno abbia avuto il coraggio di proporre qualcosa di nuovo che non siano sparatorie o scazzottate. Un 10 ad Atlus e all'epica idea dei pecoroni X°D

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  5. Sempre grazie a quella volta che ho visto il gameplay (anche di questo) debbo dire che non mi è piaciuto proooprio, a parte il buon Ennione che lasciava ogni filmato che durava 3 ore, o meglio, non è proprio per me :O già non sopporto abbastanza i puzzle figuriamoci a tempo e per lo più di quella lunghezza, che se tipo ti incastri a non mettere bene un quadrato imprechi per 3 ore successive (ovvero il tempo per ritornare a quel punto) D:
    Però la grafica mi piace, anche parecchio

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