venerdì 21 ottobre 2011

Scusi signora, ho fatto tardi. Isaac può uscire a giocare?


Il gioco indie del momento. Quello sulla bocca di tutti. Un mese fa.
Eh, lo so, caro signor Edmund McMillen, lo so che avrei dovuto giocare Isaac molto, molto prima, in virtù della mia posizione all'interno di un sito di videogiochi indipendenti, però sono molto impegnato. Molto. Tra Dark Souls e Gears of War 3. Quindi ieri, nell'attesa che il Cavaliere Oscuro arrivasse planando fin sul cornicione di casa mia, finalmente ho messo mano al suo gioco. Devo confessarle, signor McMillen, che Super Meat Boy mi ha fatto incazzare così tanto lungo la mezz'oretta di gioco che gli ho concesso, che non ho più avuto il coraggio di riaprirlo. Quindi sì, teoricamente partivo molto prevenuto nei suoi confronti. E... Isacco mi è piaciuto un botto. [...]


The Binding of Isaac è un roguelike, uno di quei generi videoludici sempre sulla bocca di tutti e che impari a conoscere solo per sentito dire. Come una persona di cui sai già tutto prima ancora di conoscerla e, quando te la presentano, non puoi fare a meno che pensare: "Sta beata minchia, ti immaginavo proprio così, solo più magro".
Sì, perché Isaac è il mio primo roguelike, in un momento storico in cui di roguelike si fa un gran parlare e, proprio grazie al sentito dire, ho saltato a piè pari tutta la parte post incazzamento dopo la scoperta di cosa diamine significa roguelike. Cioè, un modo carino per dire che una volta morto t'attacchi e tiri forte: devi ricominciare tutto daccapo. In effetti di epiteti per apostrofare una visione di gioco di questo tipo ce ne sono di peggiori. Rouguelike è molto vicino a "Miseria ladra"  in una scala da zero a stofiodenamignotta.


Senza tanti giri di parole, The Binding of Isaac è un gioco atroce.
La premessa è di quelle che Bruno Vespa ci farebbe un plastico e Matrix ci tirerebbe su un'intera stagione televisiva. La mamma di Isaac, una cattolica convinta, riceve ordine da Dio di sbarazzarsi del figlioletto. Proprio appena prima che la donna, impazzita, irrompa armata di coltellaccio nella camera del bambino, Isaac si getta nello scantinato, con l'intento di salvarsi. Ed è già una storia che non fa ridere per un cazzo. Nello scantinato però, quelli che andremo ad affrontare come nemici sono dei freaks, dei bambini mostruosi: malformati, metastatici, storpi o semplicemente così tanto mutati che Slot, quello dei Goonies, in confronto era un gran fregno. In quest'ambientino estremamente amichevole, non mancheremo di trovare pure bambini impiccati, corpi smembrati e altra allegria sparsa a random che nemmeno in una puntata dei My Little Pony: Friendship is magic.


E il gioco? Com'è, com'è? Toericamente è uno shooter, in cui i proiettili sono le lacrime di Isaac e ci si muove in dungeon generati casualmente, uccidendo nemici generati casualmente e raccogliendo power ups generati casualmente. È tutto riconducibile a questa formula, che viene intervallata da boss di fine livello (scelti casualmente tra una rosa di esseri aberranti).
L'aspetto che manda avanti il tutto, e che diabolicamente ti costringe a ricominciare di volta in volta ogni game over a cui si va incontro, è proprio la genialità dietro ai power ups che si raccattano nei livelli. Tralasciando il fatto che coprono uno spettro di disgustorama piuttosto ampio (si va dalle Mutande della Mamma, all'Assorbente della Mamma, passando per tutta una serie di materie fecali da record), gli effetti sono davvero spassosi. Menzione d'onore per la Corona di Spine che permette di piangere Lacrime di Sangue decisamente più potenti di quelle classiche. C'è poi tutta una serie di divertissement per spezzare il ritmo: slot machine, un tipo che fa il gioco delle tre carte e minchiatine varie con cui racimolare, se fortunati, qualche oggetto speciale.


E poi basta. Si muore, si ricomincia, si trovano dei power ups fighi, si muore, ci si maledice, si ricomincia e via dicendo. Il tutto stringendo le chiappe ad ogni stanza, sapendo che la minima cazzatina ti può costare, oltre che diverse decine di minuti di gioco, anche parecchie divergenze di visioni con l'Altissimo. E la magia di Isaac è che funziona, che morire non è depressivo come sembra. Ok, mi è uscita male, nel senso che pur crepando nel gioco la voglia di ricominciare e sperare che da subito ti capiti quel power up fighissimo che ti risolve la vita è alle stelle. Che, insomma, ieri c'ho passato diverse ore pur non riuscendo mai a confrontarmi con la perfida genitrice nella sfida finale.
È un titolo perfetto per una partita e via. Una parentesi da aprire e chiudere, forzatamente, nel giro di qualche decina di minuti. E magari, nel mentre, riuscire a prendere a calci in culo quella stronza bigotta.

5 commenti:

  1. bhuabhuabhuabhuabhuabhuabhuabhuabhua!!!

    Geniale. Lo voglio.

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  2. Che te debbo dì, gli darò una seconda possibilità con un po' di calma... Mi ha fatto rosicare troppo, e detto da uno che si è finito Super Meat Boy è tutto dire...

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  3. Scopro oggi il significato della parola roguelike ed immediatamente è finita nel libro nero, proprio li dove sono finiti tutti i giochi di questo genere.
    L'essere umano è votato alla tranquillità, queste cose fanno male solo al cuore.

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  4. Ci ho riprovato, mi è piaciuto, ho stretto i denti fino all'ultimo e al boss del penultimo stage sono morto. Ho bestemmiato l'altissimo e non giocherò mai più alla Legatura di Isacco.

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  5. ma è zeniale come gioco! la storia tristissima ne avvale ancora di più la mia tesi, magari dico così perchè non l'ho provato, sono sicuramente disposto a uno scontro diretto con l'altissimo, voglio provarlo, dimmi dov'è! *Q*

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