venerdì 11 novembre 2011

Uncharted 3: l'inganno di... ma non è uno spoiler mostruoso?


No, potete stare tranquilli. Non è più spoiler di quanto non lo sia "Indiana Jones e i predatori dell'arca perduta". Ché mica so scemi alla Naughty Dog. Insomma parliamo un po' di Uncharted 3, prestatomi come contentino in attesa di Skyrim (porcoggiuda) e che si è rivelato un meraviglioso contentino di quelli che, oh, vaffanculo, ad avercene. C'è da dire che io e Nathan Drake abbiamo sempre avuto delle divergenze d'opinione; su molte questioni lui, che è testardo come un mulo, non ha fatto mai un passo indietro e, anzi, in questo capitolo s'è permesso pure di esagerarle. Su altre io ho ceduto, accettandolo così com'è. Perché è impossibile non volergli un po' bene a Nate. Sarà che da bambino pensavo che da grande avrei fatto l'Indiana Jones. Uh, e tranquilli: nell'articolo nessuno spoiler. Un po' come il titolo insomma.[...]

La colazione dei campioni?

Dicevamo di Uncharted 3 e dei suoi caricamenti eterni (fortunatamente solo la prima volta, quand'è ancora diffidente verso il giocatore), delle sue tre modalità principali, di cui almeno due snobbate con sdegno dal qui presente. Che del multiplayer in Uncharted non me ne frega una ciuspa: è una delle ultime isole felici del single player. E la modalità storia di questo terzo capitolo (in una generazione in cui se non sei una trilogia non conti niente) è un'isola felice, costellata da qualche scoglio di troppo, di quelli su cui potresti scivolare e spaccarti l'osso del collo con estrema facilità. Intendiamoci: questi scogli sono così scivolosi per me, che non li ho mai sopportati, sin da quando lo scavezzacollo col cognome più figo del quartiere mi ha teso la mano dicendomi: "Piacere, Nathan Drake", per quanti invece hanno sempre amato la formula di Unchy nella sua interezza allora no problem: è sempre la stessa. Tipo, sempre la stessa, piena zeppa di sparatorie.

Il giardiniere è morto.

Uncharted ha, al pari forse giusto di Assassin's Creed, l'esplorazione dei livelli più bella di questa generazione (intendendo per esplorazione una mescolanza molto pro tra gli scenari mozzafiato, le possibilità verticali del protagonista, l'interazione arrampicativa con l'ambiente), unità a una maestria assoluta nella narrazione e nella cinematograficità delle scene che ha pochi rivali nel campo (forse Heavy Rain, t'oh, ma Uncharted ha tempi più azzeccati) e in tutto questo tripudio di inquadrature azzeccate, tempi azzeccati, battute azzeccate... le sparatorie sono un pugno -pieno- nell'occhio. Perché mi spezzano il ritmo e mi fanno ricordare che sto giocando a un fottuto videogioco che sembra un film e in cui le sparatorie (sempre secondo me) sono pure realizzate male, con nemici che non restituiscono il feedback di dolore necessario a lasciarti capire che, cazzo, gli hai piantato una pallottola in corpo. E questo ferisce me più che loro. Allo stesso tempo, le scazzottate sono ottime. Almeno le prime seicento.
Ci sarebbe poi quella strana voglia che ha Nate (al pari di Ezio) di dover toccare qualsiasi cosa gli capiti a portata di braccio non appena si accelera un attimo l'andatura del personaggio. Uno sbracciarsi compulsivo, a cercare di raggiungere con gli arti superiori qualsiasi cosa che possa essere toccata: persone, pareti, piastrelle, buttandosi a perdifiato in corse disperate in cinque centimetri di spazio, quasi annaspando. Come non amo il riciclo assurdo che si fa dei nemici: ho fatto una strage di gente in tuta grigia, che sembra andare parecchio di moda tra lo sgherro tipo.

E così ti faccio male?

Dice: "Ok, ma allora in cos'è eccellente Uncharted 3?". In tutto il resto.
Nelle circa nove ore di avventura, ci sono infilati i momenti più "Cazzochefigataè?" di sempre. Roba allucinante, da giocare col sorriso sulle labbra, ma non perché quello che succede sullo schermo è simpatico e divertente, semplicemente perché è uno strabordare di meraviglia e di genialità pura. Partendo dal punto, assolutamente da non sottovalutare, che Uncharted 3, tecnicamente, mangia in testa ad ogni altra produzione. Ma non di poco, del tipo: "Eh, ma Gears of War, quasi...". No. Sono su due piani diversi, laddove Uncharted 3 è praticamente inafferrabile, quasi una generazione avanti. Manco per scherzo proprio. E non è tanto un discorso a livello di texture, o di realizzazione dei modelli (splendidi, sopratutto Nathan è praticamente vivo) ma è il colpo d'occhio che non ha rivali. La cura per l'ambientazione, le scene -scriptatissime, certo- spettacolari in cui la roba cade, si frantuma, crolla, esplode, tutto in tempo reale, mentre Nate cerca di cavarsela dall'ennesimo disastro. C'è poi la storia, il fatto che personaggi e dialoghi siano scritti da gente che ne sa, e quella sensazione pressante di trovarsi a giocare con un gioco che è esattamente come dovrebbe essere un gioco di Indiana Jones.

Nate in Journey

Ed è questo, per nove ore. Un continuo di momenti esaltanti, in cui paradossalmente per pigliare fiato ti buttano contro centinaia di uomini vestiti uguali, da macellare a colpi di pistola. Un Uncharted all'ennesima potenza in cui la roba che ha sempre funzionato funziona meglio e quella che, secondo me, non ha mai funzionato continua a non andare bene. Se solo i Cagnacci trovassero uno squilibrio più a favore dell'esplorazione, o magari rendessero le sparatorie più veloci, meno murettose e più fisiche, allora saremmo davanti a... no, aspetta, siamo già davanti ALL'AVVENTURA su console. Papparappà papparà!

7 commenti:

  1. Uncharted 3 è L'Action, non ha assolutamente rivali. E' un gioco completo, non c'è niente di superficiale o forzato, è tutto li e non fai che chiederti come possa essere cosi perfetto. Almeno questo è quello che penserei, se sto benedetto 26 Novembre arrivasse.
    Quando finalmente impugnerò il pad ed esclamerò, per la terza volta, al capolavoro migliore di sempre saprò commentare più nel dettaglio. Qui non c'è console war che tenga, Uncharted è una saga a cui TUTTI dovrebbero giocare.
    Peccato per quel solito "problemino", laddove Drake dovrebbe essere un esploratore si trasforma invece in un Terminator.
    Tra poco ci uniremo Nathan, -15.

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  2. "Tra poco ci uniremo Nathan". Inquietante.

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  3. Ci uniremo davvero, in tutti i sensi.

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  4. L'unica esclusiva meritevole di essere giocata, non è che mi abbia colpito particolarmente nella storia e nel personaggio (ma è un fatto personale), ma nella grafica, nell'ambientazione non c'è da dirgli niente, tanto di cappello! Unitevi con gioia e amore, magari senza farci sapere nei dettagli. XD

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  5. "Se solo i Cagnacci trovassero uno squilibrio più a favore dell'esplorazione" se lo facessero perderesti tutti quei fantastici script e quindo "i momenti più Cazzochefigataè?" ergo non sarebbe più "Uncharted" che fa degli "effetti speciali" e dello "stupire" il suo cavallo di battaglia...un po' come Michael Bay.
    Sì, non amo particolarmente Uncharted.

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  6. Ottimo gioco che sicuramente prenderò a breve; comunque, -4 a Revelations -e alla distruzione della mia vita sociale-.

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  7. Male Emanuè... Dai, Unchy al netto di tutto è bellino.
    Certo non mi farà piazzare alle due di notte domani davanti alla 360, arrazzato come se ci fosse il blueray di Dreamland, ma è piacevole. Lunedì, preparatevi al megapost con le prime ore di Skyrim!

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