giovedì 15 dicembre 2011

Quello che sto leggendo: Garth Ennis è sempre un fregno. E pure Catwoman.


Inutile trattenere gli entusiasmi: Natale è alle porte e leggere un fumetto in questo periodo ha tutta un'altra atmosfera. No, non è vero, ma mi sembrava l'introduzione più giusta per questo ultimo appuntamento prima delle festività natalizie. Un appuntamento ricco di sorprese (tipo) che vi sconvolgeranno (Batman) e vi indurranno a chiedervi (di Morrison) se il vostro amico Fabio (che mi è piaciuto) è ancora sano di mente. Un appuntamento corposo, ma talmente corposo, che dall'ultima puntata ho fatto in tempo a trovare altri tre maledettissimi taccuini da collezione Marvel e ora, pure loro, giacciono insieme a quello di Spidey. Nel limbo dell'indecisione se scriverci sopra o meno. È un mondo difficile [...]


Hellblazer N.20

Eccolo. Tipo dopo un anno esatto dall'ultimo numero di Hellblazer che ho letto. Quel numero diciannove che m'era piaciuto così tanto che a Lucca, dimenticando completamente di averlo già letto, l'ho ri-acquistato in combo potente con questo venti. Ma sono cose che io faccio spesso: se stampassero sempre gli stessi fumetti cambiando copertina comprerei lo stesso numero all'infinito. Per questo tengo questa rubrica: è un po' come prendere appunti quando ci si risveglia per ricordarsi i sogni.
Comunque, un numero bellino, nel quale John si riprende dalla sveglia dell'essere stato lasciato dalla sua fidanzata, smette il suo periodo di barbonaggio e se ne va a Nuova York per iniziare una nuova vita al netto della magia nera e dei salcazzi spaventosi. Purtroppo per lui, però, i suoi nemici storici non sono dello stesso avviso e, una volta arrivato a destinazione, comincia a essere vittima delle maledizioni di Eddie Murphy Vodoo pluriomicida. Bello, con la classica, pungente ironia alla Ennis, quel gusto sboccato per la volgarità gratuita e i temi vicini (e anche quanto mai lontani!) alla religione. Mo', tra un anno, un anno e mezzo, il numero ventuno. Ovviamente acquistato insieme a un altro venti. Bravo ma non bravissimo.



Spiderman N.568

"Qualcuno morirà". Appena letto ho subito provveduto a una grattata potente, ché non si sa mai. Comunque, se si è già letto il .1 (e io l'avevo fatto), la sorpresa non esiste perché viene preventivamente spoilerata nel numeretto in allegato che, tra l'altro, si rivela un modo paraculo per scorporare una delle storie dell'albo e metterla a parte, vendendola separatamente. Mica scemi alla Panini. In caso contrario, ammirabile il coraggio nel far fuori un personaggio che, anche se secondario, può dare uno spunto interessante per i prossimi sviluppi della storia, a patto che non si ricominci con la lagna post-Gwen Stacy perché non 'gna posso fa.
Alle matite l'ottimissimo Stefano Caselli, che, lo vogliamo dirlo? Digiamolo: è uno dei miei disegnatori Marvel preferiti. Ed è pure italiano. Oleee oooh!



X-Men deluxe N.200

Minchia: duecento. Lo dice anche Scatasta nell'editoriale all'inizio: traguardone. Va assolutamente festeggiato con un albo che di speciale non ha nulla! E infatti...
Purtroppo ancora catturato nel mezzo delle storie cominciate due mesi fa, e delle quali ho perso l'inizio. Quella dei rettiloni in copertina si conclude così, a cazzotti, che fa sempre bene. Quella di Fantomex e dei Cyborg venuti dal futuro cattivo, rimane in sospeso: giusto il tempo per Deadpool di fare la sua comparsa e sparare quelle quattro minchiate che dice sempre. L'ultima, quella specie di Hostel\Torture porn da quattro soldi con Illyana Rasputin versione badass, è un po' una roba  un tanto ar chilo. Che ha spunti interessanti ma si perde in un mare di...cose che succedono e di cui, purtroppo, non afferro il significato. Bel modo di festeggiare un traguardo.



Batman N.52

Tra le tante cose che potrebbero succedere in un universo alternativo in cui sono un ragazzo con gusti molto peggiori, sicuramente non c'è la possibilità di apprezzare un numero di Batman scritto da Morrison. Immaginate quindi la mia sorpresa, durante la lettura di questo cinquantadue del Pipistrello, nello scoprire che, tutto sommato, porca Eva, mi stava piacendo parecchio. E non perché c'è Catwoman sempre a culo di fuori. Ok, sì, anche per quello.
È la prima storia del ciclo "Batman Icorporated", durante il quale Bruce Wayne gira il mondo per trovare dei Batman, dei giustizieri della notte, in ogni paese, per preservare la giustizia in ogni dove. E sì, è un'idea del catzo, e sì, c'è un nemico pezzente che non muore mai semplicemente perché... non muore mai, però funziona bene. È disegnato in modo proprio azzeccato, e la storia del giustiziere simil-Zorro giapponese intrattiene alla grande. Bravo Morr... no, adesso pretendete troppo.


Bravo Bruce, stai a pensa' ai pesi.

Capitan America & i Vendicatori Segreti N.18

C'è il proseguimento di Gulag, la storyline di Bucky in Russia. Anche se ormai non interessa a nessuno: ché anche i sassi l'hanno capito che Steve tornerà a vestire i panni di Capitan America. E insomma, in questo ciclo narrativo di una noia che solo Brubaker poteva osare, Bucky è costretto a combattere contro un altro tizio con un braccio bionico. Yawn.
Nel frattempo Steve e il soldato Steele continuano il loro viaggio nei ricordi di quest'ultimo, al fine di trovare il momento esatto in cui il rosso è diventato maluvagio. A un certo punto appare un millepiedi gigante sguinzagliato dall'esercito nazista. Bo.
In conclusione una storia di Cap di cui si sentiva veramente il bisogno. Ma veramente tanto. Infatti non mi ricordo nemmeno di che raccontava. Due palle. E non solo come voto.



Vendicatori Segreti .1

Bravo ma non bravissimo. Nel senso che non c'è nessuna motivazione per considerarlo un punto d'inizio ideale per nuovi lettori. È la classica storia spionaggio misto cazzotti dei Vendicatori Segreti, con Vedova Nera che smignotta, Valchiria che prende a botte i nemici e Steve che fa l'entrata in scena nel finale, per prendere a gomitate in faccia il cattivone di turno. Bellina, per carità, anche disegnata bene, ma visto l'argomento e la presenza di un U.S.Agent (con indosso una maschera mai cosi simile a quella di Cap), rischia di confondere non poco il lettore alle prime armi.
In chiusura delle copertine random con Capitan America, prese dalle storie dei primi Vendicatori o da Marvels di Alex Ross. Vai a capire il perché.



Iron Man & i Vendicatori N.44

Giusto la volta scorsa mi esaltavo di quanto belle fossero le storyline attualmente in corso nel mensile dell'Uomo di Ferro. In questo numero sono tutte portate a conclusione. La faida tra Tony e Octopus viene risolta con una loffa clamorosa, un ammosciamento nel finale che proprio non ci voleva. Chi avrà il guanto? la storia delle Gemme dell'Infinito e relativo guanto, invece, è ben più riuscita. Sebbene nella conclusione Romita Jr. cominci a scazzare di brutto le proporzioni dei personaggi, con bracci oblunghi che nemmeno in Carletto i principe dei mostri, la qualità generale rimane altissima, con un Hulk Rosso in grande spolvero. Pure con Steve che, da vero dodicenne, ammette di aver semplicemente rosicato di non essere stato tirato in ballo nella spartizione delle pietre dell'infinito. Eddai, non si fa.



Thor & i nuovi Vendicatori N.152

Numerone. Devo ammettere di non essere un grande fan di Thor, specialmente quando attaccano il pippone con pagine a pagine di letter box con le storie della mitologia nordica. Men che meno, quando il biondo apre bocca e vomita fuori una cascata di giri di parole raccapriccianti per esprimere concetti da bambino di dieci anni. Questo numero, con l'avvio di Il seme di Galactus e della nuova serie Viaggio nel Mistero, riesce nel duplice obiettivo di essere solo leggermente noioso con la prima storia (che ha risvolti interessantissimi, visto che c'è Galactus di mezzo) e addirittura molto simpatico nella seconda, con il personaggio di Loki, reincarnato in un fanciullo, che ti sfodera pure un paio di battutine sull'internetto davvero niente male.
A chiudere la storia dei vendicatori, con la continuazione della storia in cui gli uomini di Superia sparano a Mimo, e tutti stanno lì a dirsi: "'ccoggiuda, hanno sparato a Mimo". Nella storyline parallela, dei Vendicatori anni 60, Namora cavalca una Balena. True Story.



"Woooooo-oooh! Vai Willy!"


Gli incredibili Xmen N. 257

Un numero che proprio non ho capito. Ma non perché sia di difficile comprensione come chissà quale trattato matematico sul calcolo integrale, semplicemente perché è inutile come un paio di braccioli il giorno di Natale.
Una storia che più secondaria di così era terziaria. Con protagonista Satiro, rimasto menomato dopo Secondo Avvento, e ora leggermente incazzoso con chiunque, Karima Shapandar, la donna mezza-sentinella, e apparizioni sparse di Hope. Raccontata male, disegnata peggio (ma peggio del peggio), con un pretesto narrativo da oscar: un personaggio impazzisce e decide di uccidere tutti. Satiro la uccide. Fine.
L'ode all'inutilità. Ci sbatte il cuore e sento emozioni dalla testa ai piedi.



6 commenti:

  1. Che uscite pessime! A leggere queste mini recensioni veramente passa la voglia anche solo di sfogliarli lol L'unico che secondo me vale la pena è Hellblazer vista l'ambientazione la storyline ecc ecc, dico così perchè oramai la Marvel personalmente è morta e sepolta non sapendo più che inventarsi D:
    ps: la balena gigante apparsa così dal cielo è il mio incubo peggiore

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  2. Neanche un Dyd questa settimana? Comunque, quelli della Marvel stanno avviando talmente tante storyline contemporaneamente che per un novizio è impossibile avvicinarsi ad una qualsiasi delle saghe.

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  3. @Sigmurd: In realtà si va dal buono di Iron Man - Thor al pessimo di questo numero di X-Men. Peccato perchè solitamente X-Men è pure una delle più riuscite.

    @Raven: No! Iniziato oggi una nuova ristampa! Quindi al prossimo appuntamento. In realtà con Marvel è così. La cosa più saggia è iniziare, a cazzo, e costruirsi man mano una cultura.

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  4. Sono indeciso tra Batman e Namora che cavalca una balena..

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  5. O Mio Dio! è un po' che non leggo l'uomo ragno, ma ti prego dimmi che ha tirare le cuoia è quella rompipalle delle ragazza di Peter! *__*

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