martedì 24 gennaio 2012

Alcatraz - Fuga da... no aspetta, c'hanno pensato da soli


C'era grande fermento attorno a questa nuovissima serie di J.J. Abrams, l'uomo che condivide le iniziali con l'ex-direttore del Daily Bugle di spidermaniana memoria. Perché, che si abbia le palle di ammetterlo o meno, è stato un ometto che ha tenuto con gli occhi incollati allo schermo milioni di persone che insieme a Jack, Sawyer, Locke e Kate s'erano perse su un'isola misteriosa dai poteri a lungo irrisolti. E per "a lungo" intendiamo fino a più infinito. Lost è stato il telefilm di culto di una generazione, quello che X-Files è stato per quella prima di noi, o Twin Peaks per quella prima ancora. Ha valicato il confine delle serie TV ed è diventato un fenomeno di massa, riuscendo pure a farsi perdonare dalla comunità una parte finale scricchiolante come non mai.
Abrams torna, dopo una serie di tentativi fallimentari, con una serie televisiva che ha le carte in regola per ricordare, anche solo lontanamente, quella che gli ha dato fama. [...]


E in effetti Alcatraz è proprio una di quelle belle cazzatone che piacciono al nostro Geigei. Una serial che dopo Lost, sai benissimo, si evolverà in un qualcosa coi viaggi nel tempo o roba simile. Ah, quanto gli piacciono i viaggi nel tempo a geigei... più o meno quanto il nome Jack.
L'evento scatenante della serie è la sparizione dei duecentoepassa detenuti e di tutto il resto del personale dal carcere di Alcatraz. Così, un secondo prima c'erano, un secondo dopo: sottomanodipapàdovestaquioqua? Spariti. Il fatto inspiegabile viene giustificato alla stampa e ai media dell'epoca (parliamo del 1963, la gente portava l'acqua con le orecchie, per davvero) tirando in mezzo la mancanza di fondi, le tasse da pagare, i sacrifici che richiede l'estinzione del debito pubblico, le solite cose. Per tutti i prigionieri vengono redatti dei documenti -falsi- che attestano il trasferimento in altre carceri. E bon, tutto dimenticato.
In realtà, cinquant'anni dopo, e cioè ai giorni nostri, uno di questi prigionieri scomparsi torna e accoppa un paio di persone. Giusto il numero esatto per fare scattare la molla alla polizia e a un reparto supersegretissimo dell'FBI.


La formula funziona benissimo. È avvincente, misteriosa, con quella dose di fantastico che non è nemmeno fastidiosa e permette alla sospensione dell'incredulità di rimanere costantemente attiva. Non troppo -perché comunque lo sforzo richiesto non è così alto-, ma quel poco che basta per accettare di buon grado il mistero. Certo: se poi dovesse risolversi con gli alieni, si potrebbe organizzare un bel vaffanculo collettivo ma per ora teniamo duro.
Il ruolo di protagonista (oltre allo scappato da Alcatraz della prima puntata: una specie di blocco di granito con la voce rauca e una espressione una) va alla bella Sarah Jones (atroce: è come chiamarsi Mario Rossi) che interpreta Rebecca, una poliziotta che verrà reclutata nel reparto supersegretissimo di cui sopra. Una poliziotta con due occhioni blu grossi così. Tipo quegli occhioni blu che potrebbero farti innamorare in... ZAC!
C'è poi Jorge Garcia, l'Hugo di Lost, che oltre a una passione smisurata per le merendine pare gradire anche le isole.
E a proposito di isole, a proposito di smisurata e a proposito di occhi blu, a gestire il reparto dell'FBI c'è niente meno che Sam Neil che, se il nome non vi dice niente, siete delle brutte persone e dovete a tutti i costi riguardarvi Jurassic Park.

Tipo due occhioni blu così.

Per il resto è un telefilm che segue una struttura alla Fringe: ogni puntata dedicata a un singolo caso ma tutti legati al filone principale. Una struttura che non ho mai amato e che invece sembra stare tanto a cuore ad Abrams. Non mancano isole misteriose, bunker inquietanti e una colonna sonora da paura (Gimme Shelter la prima puntata!), insomma: bene. C'è tutto il potenziale del mondo perché le cose peggiorino e finiscano in burla, ma c'è anche un possibile orizzonte positivo, un riscatto, una redenzione da quel sapore amarognolo che c'ha lasciato Lost.
Solo una cosa: aspetto il solito -fenomeno- Michael Emerson, che compaia in una puntata con quegli occhi tondi e ci faccia sognare riportandoci sull'isola.

5 commenti:

  1. Volevo guardarlo poi ho letto che dietro c'è J.J. Abrams è allora LOL

    "Lost è stato il telefilm di culto di una generazione, quello che X-Files è stato per quella prima di noi, o Twin Peaks per quella prima ancora. Ha valicato il confine delle serie TV ed è diventato un fenomeno di massa, riuscendo pure a farsi perdonare dalla comunità una parte finale scricchiolante come non mai."

    Lost è un telefilm che se fosse esistito ai tempi di X-Files o Twin Peaks non se lo sarebbe incoolato nessuno perchè è appunto SOLO un "fenomeno di massa"... poteva avere successo solo nell'era digitale di internet.

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  2. Naaa, Emanue' non essere cattivo con Lost. Io sono uno di quelli che pensa che le prime 2 stagioni e mezzo sono una delle cose migliori passate in TV negli ultimi mille anni.

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  3. In tutto il post ho letto solo una cosa positiva: Gimme Shelter, già Lost non mi ha mai interessato, figuriamoci un telefilm simile :(

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  4. Ma in teoria non è simile a Lost, questo è un thriller. Prova, vedi la prima puntata (che è molto significativa di come sarà il resto della serie) e poi scegli.

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  5. Ho visto le prime due puntate lunedì e mi sono piaciute.
    Certo, non mi hanno colpito come le prime due puntate di Lost dove dicevi "cazzo che figata", ma non mi ha deluso.
    Alcatraz mi è sembrato un bel thriller, con una trama intrigante e la solita maestria di J.J. nel scegliere musiche e ambientazioni.
    Sono convinto che più avanti ne vedremo delle belle, speriamo solo non si perdi troppo D:

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