mercoledì 25 gennaio 2012

Quello che sto leggendo: Un mucchio selvaggio di storie


Torna, dopo un paio di settimane di stop, dovute a infortunio al menisco destro, la rubrica che indaga a fondo sui gusti del sottoscritto in fatto di comics. Una rubrica che mi aiuta a tenere più o meno sotto controllo i fumetti che leggo, che a volte -purtroppo- me li fa riprendere in mano, nel tentativo di dargli un senso o che mi incita a raccontarvi quanto sia meraviglioso questo o quell'universo immaginario. E, finalmente, tornano anche le immagini di apertura pettorute, che dopo il disegno di Urasawa dell'altra volta, senza una chiappa, mezza tetta, o un centimetro di pelle esposta, il pubblico mi si era ammosciato. Tranquillissimi: siamo tornati più potenti che mai! Non solo, altra novità: in chiusura alla rubrica trovate pure il fumetto migliore che ho letto tra una puntata e l'altra, con tanto di copertina più grande e focus on più accurato. [...]

Batman N.53

Ole'! Batman sparca in Argentina, per continuare la sua furiosa ricerca per la Batman inc.: trovare un Batman per ogni paese del mondo. Un giustiziere della notte. Un simbolo di cui avere paura, un... vabbe' avete capito. Le sue attenzioni, in questo numero (oltre che sulla bella Tristessa, come vedete in apertura) si concentrano su Don Santiago Vargas, una specie di Bruce Wayne ma con molti più baffi e un costume infinitamente più zinghero. Il ritmo rimane buono, almeno fino a quando non si tira dentro  una vecchia fiamma di Bruce, pescata dal passato remoto di Batman (Batmanai...) e, come al solito per Morrison, buttata là che fa colore. Che tanto se ne ricordano giusto mio nonno e quel vecchio fricchettone che gestisce la mia fumetteria. Batman inc. continua a essere una bella serie. Sarà che dopo Il Ritorno di Bruce Wayne anche un albo di cinquanta pagine bianche sarebbe meraviglioso.


Gli incredibili X-Men 258

Punto di Rottura è una storia un po' così così. Racconta di questi omoni verdi, di un popolo tanto incazzoso quanto onorabile. Come se Hulk si fosse accoppiato con una razza qualsiasi di orchi fantasy. Ecco, ora buttateci in mezzo che in un passato nemmeno troppo lontano, gli X-Men (e in particolare Colosso) gli hanno passato una sveglia di quelle da ricordarsi. E ora questi orchistronzi vorrebbero farci credere di voler asservirsi agli X-Men, chiedendo asilo politico... e poi ci piazzi una copertina così, ma dai...
Nessuno è così cieco è una storia con Rogue che prova la pratica dei tentacles, e Scontro a Central Park una storia di Fantomex che sarebbe stata perfettamente in tema in un numero di Topolino.


Il Fantastico (???) Spider-Man N.571

"Il Fantastico" è probabilmente un simpatico gioco di parole per indicare la presenza dei fantastici tre nelle storie di questo albo. Un Fantastico viaggio allucinante, narra di un'altra avventura di Spidey nella Fondazione Futuro. Mentre i quattro (con tanto di pargoli a seguito) sono impegnati a far fuori orde di Pirati-Zombie-Alieni-Vampiri che poi si rivelano essere robot, Carlie Cooper, quella maiala della ragazza di Peter, decide di tatuarsi per fare un dispetto al suo fidanzato, scomparso senza avvisarla. Scusa tanto, brutta stronza, se sto salvando il mondo. E poi ci sono i disegni di Caselli, che da soli meritano un bacio con lo schiocco.
La storia con Ghost Rider, invece, è abbastanza terribile. E non c'è nemmeno Nicholas Cage.



"Ecco vedi... te lo dico mezza nuda, così
mica ti incazzi..."

Hellblazer N.21

E senza comprare un'altra volta il numero 20! E senza aspettare un anno dall'ultimo acquisto! Ed è pure l'ultimo numero edito da Planeta De Agostini! Eventone.
Conclusione de La Fiamma della Dannazione: sì, ma anche no. Bello il finale.
Confessioni di un Ribelle Irlandese: bella, bella. Che nelle storie di amicizia tra uomini, viene fuori l'Ennis migliore. Quello che è in grado come pochi di mettere le parole giuste in bocca a due amici che si ritrovano dopo un sacco di tempo. Il resto, purtroppo, puzza di filler lontano un chilometro. Ed è un bel peccato in un numero che aveva tutto il potenziale di essere memorabile.


X-Men Deluxe N.201

Prego notare che la copertina del numero che ho comprato io è completamente diversa, e anziché Xavier con le sopracciglia gaie c'è la X-Force al completo. Mi avranno venduto la versione fotocopiata.
Comunque, come suggerisce questa copertina, la prima storia, Caccia di Sangue, è raccontata dal nostro Rotelle preferito, ed è a proposito di un vampiro. Una noia che metà ne bastava. Deathlock Nation termina (finalmente) con Deadpool che si prende una rivincita morale sul resto del gruppo (yuppy...) e una rivelazione terribilissima. Il finale di La Caduta è gran figo, e scomoda un personaggio storico come Legione, in grado di cambiare l'universo intero con i propri poteri. Leggermente overpowered ("It's over nine thousand!") ma d'effetto.


Thor & i nuovi Vendicatori N.153

Il Seme di Galactus procede alla grande, con un Thor quanto mai tamarro, del tipo che va da Sif e le dice: "Vieni presto, ho bisogno di calore, donna". Che è più o meno il corteggiamento asgardiano tipo, credo. E poi alla fine ci tira una martellata in faccia a Silver Surfer.
Viaggio nel Mistero, rimane la serie attualmente più interessante in Marvel, secondo chi vi scrive. Con un ritrovato Loki che, ancora in penombra, si dà da fare per scoprire il mistero dietro a Fear Itself. In chiusura la solita storia dei Vendicatori, un po loffa. Rimane comunque di spessore, un mensile che ultimamente (sarà pure grazie a Coipel che è tornato a disegnare) sta scalando vertiginosamente la mia classifica dei fumetti Marvel.


Fear Itself N.2

E finalmente. Bon, una mezza stronzata. Nel senso che perdono un numero a mostrare come i martelli malvagi arrivino in faccia ai destinatari designati (Juggernout, Hulk, e un altro paio di disperati) trasformandoli negli alleati del Serpente. Il Dio della Paura. Se la vicenda vi ricorda la Sinestro War, con gli anelli gialli della paura, non preoccupatevi: Matt Fraction è un genio e di sicuro l'idea non l'ha presa da lì. Nossignore.
Che poi tutto il contorno sia cento volte più figo non ci piove: ma si sa che Marvel è maestra in questo.


Spider-Man N.572

La via del Ragno ci presenta un Uomo Ragno che si rende conto che, senza senso di Ragno, fa un po' la figura del pizzicarolo sfornito e piglia le botte da Jessica Drew, la donna ragno, ipnotizzata da il Mandrillo. Sì, una scimmia che parla. Dopo esseresene reso conto, Peter prende lezioni di Kung Fu.
Il resto dell'albo -tranne delle piccole storie alla fine che presentano il prologo di Spider Island- è dedicato alla storia in cui Spidey fa da supplente alla classe dei giovanissimi Vendicatori, quelli plagiati da Osborn, coi problemi gravissimi. Ne parlammo qua, un po' di tempo fa. Così così. È un numero che prende la rincorsa per il futuro.


The Unwritten - Tommy Taylor e la falsa identità

New entry. Ma nemmeno tanto new, che questo primo numero è dell'anno scorso. Preso, sulla fiducia, perché sul retrocopertina c'è una sfilza clamorosa di nomi (ma nomi grossi: Bill Willingham -Fables-, Brian K.Vaughan -Y l'ultimo uomo-, Ed Brubaker -Cap. America-, a spulciarli bene sono sicuro c'avrei trovato pure Gesù Cristo -Figlio di Dio-) di gente entusiasta dell'idea dietro al fumetto.
The Unwritten racconta di Tom Taylor, fonte d'ispirazione per il padre che l'ha usato come modello per creare Tommy Taylor, un maghetto (estremamente simile ad Harry Potter) che ha incantato il pubblico con una serie infinita di romanzi. Poi, di botto, suo padre è scomparso, lasciando Tom ad affrontare la fame di avventure dei fan. Tom si rende conto, durante questo incipit, di avere in comune con Tommy ben più che la somiglianza fisica.
The Unwritten è una storia che parla di tante storie, com'era stato ai tempi di The Sandman, di Gaiman, si sprecano i riferimenti ad autori realmente esistenti, influenzati nella loro creazione geniale, da forze esterne (nel caso di Sandman, Shakespear, qui si parte da Mary Shelley, fino ad arrivare a Mark Twain e Kipling). L'intreccio generale sembra ruotare attorno a una certa organizzazione che è in grado di controllare (o forgiare) il mondo grazie alle storie scritte da alcuni predestinati autori. Una bella (ma non inedita) metafora sulla forza della scrittura.
Il fumetto in sé ha delle trovate interessanti, delle scelte stilistiche innovative (interi pezzi di romanzo, incastonati in immagini perfettamente funzionali) ma allo stesso tempo si lascia andare -specialmente nella prima parte- in un'ipertrofica abbondanza di informazioni. Vignette troppo cariche di dialoghi o pagine così infarcite da perderci interi minuti, a scapito del ritmo. Le cose migliorano sensibilmente continuando nella lettura e, verso la fine del primo volume, raggiungendo un equilibrio azzeccato. Interessante, specialmente perché sembra poter solo migliorare!



3 commenti:

  1. "The Unwritten - Tommy Taylor e la falsa identità" m'ispira non poco...

    Ma sbaglio o Carlie Cooper da quando esce con Peter è passata da essere un comodino a un top model? Cioè, io me la ricordavo così:

    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/6/60/Carlie_Cooper.png

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  2. Sì, Peter c'ha sto potere di far diventare la gente strafiga. Solo con zia May non funzionerà mai.

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  3. A me il look del Fantastico Spidey piace un casino *-*

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