lunedì 4 giugno 2012

Dragon's Dogma - Ti amo e poi ti odio e poi ti amo e poi ti odio e poi...


Vi ricordate quanto ero felice dopo la prova della demo, più di un mese fa? Proprio bambino grasso edition, con la bavetta alla bocca e la voglia fortissima di giocare a Dragon's Dogma. Ecco, lì lo amavo. Poi il trenta maggio è arrivato, ho comprato il gioco, l'ho inserito nella console e ho cominciato a odiarlo.
Odiavo tutto: dalle bande nere sopra e sotto all'immagine, fino a quel modo di fare che rincoglionisce il giocatore con centomila nozioni inutili. Ho addirittura pensato di tirarlo fuori dalla console e venderlo, fintanto che valeva ancora qualcosa. Il primo giorno. Ché magari, oh, mi rodeva un po' il culo, non lo so. Il giorno successivo ho ripreso, con calma. Ed è stato amore, per trenta piacevolissime ore. [...]


Il motivo di questo "odi et amo" è presto spiegato: Dragon's Dogma parte male e, se non si è attenti nel focalizzare il genere e il modo di giocare, prosegue peggio. Il primo impatto (superata l'introduzione che era nella demo) è terribile. Tecnicamente D.D. è un gioco che ha una vecchiaia sul groppone non indifferente: c'ha le bande nere del cazzo che non vedevo dalle conversioni fatte male per i giochi PS2, c'ha delle texture che chiamarle brutte è come stringergli la mano e una mancanza di profondità generale da far paura. È tutto piatto, brutto, sciapo. Mettici pure che l'inizio del gioco è ambientato in un villaggio zozzo di pescatori, e che fai subito conoscenza con uno dei marchi di fabbrica del gioco: aree immense ma vuote da morire. Sembra di stare in Islanda, con una densità di popolazione che in confronto Skyrim e Oblivion sono sul punto di esplodere. Insomma, non bene, buttiamoci in mezzo il fatto che l'interfaccia è clamorosamente scomoda, che gli hint passati sottobanco al giocatore hanno la profondità di un bigliettino clandestino, che gli avvenimenti iniziali mettono un sonno che fermati... capirete il perché della mia perplessità.


E insomma stai lì a subirti tutto questo, barcamenandoti tra un centinaio di generi e influenze che vorrebbero prevalere sulle altre ma che fanno solo una gran confusione. C'è tanto Dark Souls, c'è tanto Monster Hunter, a differenza di questi c'è un'apparente voglia di seguire una trama che è esile come il libretto d'istruzioni contenuto nella custodia. In città ti riempiono di missioni, non hai l'equipaggiamento giusto, hai la testa che ti scoppia... e quelle bande nere del cazzo...
Alt: in questo momento, se sei abbastanza furbo da fermarti un attimo, tirare il fiato e scegliere come affrontare il gioco, puoi ancora salvarti. La rabbia che il titolo mette nel farti bastonare da ogni mostro che si incontra è in realtà un'illusione. Ti basta comprare l'equipaggiamento base al negozio per diventare un perfetto guerriero da battaglia. Ti basta fare una scrematura delle missioni, affrontandole come capita e cercando di archiviare più obiettivi allo stesso tempo. Ti basta non perdere la calma e fare l'abitudine a quelle bande nere. Eh, lo so.


Una volta fatto tutto questo, e fatto pace col fatto che certi difetti congeniti ci sono (e che durante i -bruttissimi- filmati che portano avanti la trama bisogna sorridere e annuire), Dragon's Dogma si trasforma. La sua natura derivata da Monster Hunter viene fuori con prepotenza e il gioco diventa una sorta di caccia al mostro a cui alternare noiosissimi viaggi interstellari per chilometri e chilometri di praterie, che sfociano in botte d'adrenalina quando si incontrano le bestie. È lì che D.D. mostra i muscoli, in un sistema di combattimento favoloso, esaltante, che restituisce, come sanno fare in pochi, la sensazione di trovarsi contro qualcosa di grosso e cattivo e di essere perfettamente in grado di metterglielo in quel posto.
C'è pure tutto un meccanismo di potenziamento delle armi, dei personaggi, delle pedine (personaggi creati da altri giocatori online che è possibile arruolare e addestrare per poi rimandarli indietro frizzanti come una lattina di Fanta) e un casino di altre meccaniche appena accennate che sarebbero potute essere approfondite maggiormente, ma il cuore del gioco è tutto nella caccia e nell'esplorazione.

Dragon's Dogma richiede uno sforzo notevole: quello di passare sopra a una serie di difetti oggettivi (tecnici e concettuali), di grattare la scorza per scoprire, appena sotto, un gioco divertente, longevo, esaltante. Pare una scommessa, di quelle alla Beppe Signori, una scommessa che dice: faremo meglio in futuro, contaci. Facciamo che ti credo, Capcom: molto più Monster Hunter molto meno cazzeggio però, eh.

2 commenti:

  1. Ma molto meno cazzeggio, quei viaggi interminabili tra una meta e l'altra ancora me le sogno la notte, l'adrenalina che calava inesorabilmente quindi aprire il menù, scegliere i funghi e usarli, per poi ritornare a fare questo procedimento per mille volte prima di arrivare a destinazione XD No comunque un inizio tremendo, noioso che anche a me ha fatto venire in mente l'idea di abbandonarlo subito, ma forutnatamente da metà gioco si cambia registro e ti dà quella buona spinta per continuare! Poi con l'amore che ho avuto per Monster Hunter non potevo farmi sfuggire l'occasione di abbattere qualche colosso *O*

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  2. Mouse_in_the_house4 giugno 2012 21:19

    si, ma metà gioco vuol dire 15 ore buttate nel cesso! D:

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