martedì 19 giugno 2012

Il fight club del libro - Ecco perché un libro è un fucile carico.


Secondo appuntamento con la più nuova delle rubriche nuove su Panino. Il fight club del libro è più o meno ciò che "Quello che sto leggendo" è per i fumetti (identico, in realtà, sono un tipo pieno di inventiva per le rubriche, eh?) solo che con i libri che ho letto nell'ultimo periodo. C'abbiamo pure un nuovo contatore per assegnare il voto al libro, in pieno stile fight game!
L'estate avanza a caldi e sudaticci passi e quale periodo migliore per tuffarsi in un bel libro? E farsi smangiucchiare dalle zanzare. E puzzare di citronella, ammantandosi in un olezzo che non se ne andrà pur con tutte le docce che farai durante la giornata. E ringraziare ogni giorno il signor Amazon per aver inventato Kindle, ma poi dicono che gli faccio pubblicità, e sarebbe pure ora che quello stronzo mi pagasse qualcosa. Ecchecca'. [...]



Le storie del Ciclo di Cthulhu
H.P. Lovecraft

Comprai questa megacollezione degli scritti di Lovecraft qualche anno fa. Prima che la Newton Compton inventasse quello sfondacostole che è il mammuttone da più di un migliaio di pagine. Cinque libri, cinque tomi belli spessi che presentano tutto: dai primi racconti fino agli ultimi scritti. E per tutto intendo qualsiasi cosa Lovecraft abbia mai scritto, comprese le liste della spesa e quegli insulti razziali che gli piaceva rivolgere a chiunque non facesse parte della razza caucasica. Ma spesso pure a loro.
Al tempo cominciai a leggere i primi racconti, me ne appassionai e divorai tutto il primo tomo, poi, vista la mia reticenza a leggere due cose di seguito dello stesso autore, mollai il colpo e passai ad altro. Fatto sta che non tornai più dal buon Lovecraft anche se fondamentalmente mi aveva trattato bene. Con quel fare scorbutico da vecchio eremita, ma non potevo lamentarmi.
Ho colto al balzo l'occasione dell'estate per pigliare in mano il tomo che mi affascinava di più, quello sulla prima parte delle storie del famigerato Ciclo di Cthulhu. Della creatura, dell'Antico che dorme negli abissi in attesa di risvegliarsi e condannare il mondo a chissà quale oblio, è inutile parlare: è una di quelle figure iconiche che ormai tutto il mondo conosce, tipo il pagliaccio di Mc Donald, e se Lovecraft fosse ancora vivo per rammaricarsene lo farebbe. E probabilmente se la prenderebbe con i neri o con i cinesi.
I racconti sono tutti magnifici: nonostante la somiglianza d'impostazione, riescono comunque ad appassionare e inquietare con quel comune denominatore dell'orrore sotteso, in agguato, pronto a far sprofondare la terra in un abisso di disperazione. Tra i migliori, secondo me: Il Richiamo Di Cthulhu, Colui che sussurrava nelle tenebre, L'ombra du Innsmouth, Il caso di Charles Dexter Ward e, quello che secondo me è di gran lunga il migliore, Il colore venuto dallo spazio. Davvero bellissimo.

Un maestro. Dei veri classici dell'orrore.



La zona morta
Stephen King

La zona morta è uno dei libri che Stephen King è più felice di aver scritto. Gli piace proprio un casino e in effetti non si fa fatica a capire il perché.
La storia è molto semplice: questo simpatico giovanotto di nome Johnny ha un incidente e, dopo quattro anni passati in coma, si sveglia e scopre di aver sviluppato una sorta di preveggenza. Di lì tutta una serie di situazioni che lo faranno apparire agli occhi della stampa e del pubblico come un messia, un impostore e, nondimeno, un pazzo.
Ora, il libro è, come quasi tutto quello che ha scritto King, bellissimo. Scorrevole, ben scritto, appassionante. C'è la solita moltitudine di personaggi che funzionano, di situazioni che difficilmente ti lasciano staccare dal libro. E sarebbe tutto idilliaco, ma... c'è un ma, perché presumo -con estrema arroganza- che la svolta finale (quella che poi dovrebbe essere il filone principale, il punto cruciale di tutto il libro), non fosse prevista nella prima stesura, o almeno che non avesse tutta l'importanza che gli è stata consegnata nel finale. Questo perché non è praticamente mai il punto centrale delle avventure di Johnny che, in buona parte, si concentrano su tutt'altro. È un espediente che King sfrutta spesso (come recentemente ha fatto in 22/11/'63 per esempio), ma anche nei casi più assurdi la questione grande rimane sempre in agguato, come un peso consistente sul cuore dei protagonisti. Qui non è così: gli avvenimenti di Greg Stillson, la nemesi di Johnny, sono stati chiaramente aggiunti in seguito e si arriva al punto sballottati tra mille storie in un percorso che forse non mette molto in chiaro quale sarà l'arrivo.
Per il resto, tutto quello che non riguarda le mie perplessità sull'evolversi della trama, il libro è piuttosto triste e abbastanza duro. S.K. strapazza il personaggio come da contratto, ma lo strazia di brutto anche emotivamente, torturandogli il cuore con una serie di vicende che lo sconvolgono dall'inizio alla fine. C'è forte il sentimento del rimpianto, del rimorso, della nostalgia. Insomma, nulla di buono per il povero Johnny, tanto meno il quel tragico finale.

Stenta un po' a decollare ma rimane piacevole per tutto il tempo!



Fahrenheit 451
Ray Bradbury

Quando qualche settimana fa Ray Bradbury è passato a miglior vita mi sono sentito una merda. Non per niente, ma perché Fahreneith 451 è uno di quei classiconi che avrei sempre voluto leggere ma che, come uno stronzolo, non ho mai letto. Ci sarebbe da aprire una parentesi parecchio acida sulla scuola e su come invece di farci passare un anno sui Promessi Sposi avrebbero potuto scegliere Orwell e Bradbury, ma soprassediamo, che c'ho venticinque anni e parlare ancora della scuola mi piglia male. Incubi e sudore. Ma quello è sicuramente il caldo.
Fahreneith 451, racconta la storia di Montag, pompiere in un futuro distopico dove i pompieri bruciano le cose anziché spegnere gli incendi e, sopratutto, bruciano i libri. La cultura è temuta, anestetizzata da getti di fiamme. Messa al bando. La gente passa le giornate in compagnia della televisione (con una tecnologia perfezionata fino al punto da renderla interattiva), parlando di robe frivole e limitando i rapporti con gli altri esseri umani.
Fahreneith 451 è uno di quei capolavori che ti capita di leggere... t'oh, fai meno di una decina di volte nella vita media di un lettore. Un romanzo che non ha la stessa forza devastante di un 1984, ma che forse scatena una rabbia ancora maggiore. Ben presto ci si rende conto dei temi che Bradbury affronta e ci si meraviglia di come siano ancora oggi, e forse ancora di più di prima, attuali, vivi, pulsanti. Di come l'isolamento sia pericoloso, di quanto l'intrattenimento a cui veniamo obbligati giornalmente sia orribile. È un romanzo brevissimo ma intenso come pochi altri. In quelle nemmeno duecento pagine non si ha mai l'impressione di subire una dilatazione nella storia, si è sempre concentrati su quello che succede e quello che succede è sempre interessante e cruciale per gli avvenimenti che succederanno. Un gioiello. L'ho divorato nel giro di una mattinata, completamente asservito alla lettura e catturato dalla storia. Oh, e la parte finale... la smetto, giuro che la smetto, ma mi ha commosso. Se non l'avete ancora letto, fatelo!

Mi arrischierei a tenerlo in casa nel caso i libri venissero
dichiarati fuori legge.

13 commenti:

  1. "La gente passa le giornate in compagnia della televisione (con una tecnologia perfezionata fino al punto da renderla interattiva)"

    Maledetti Videogiochi!

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  2. Bellissimo il ciclo di storie di Lovecraft. Ho la tua stessa versione, comprata diversi anni fa in vista di un Natale. Mai pentito. Ogni tanto rileggo sempre qualche racconto. Le parti meno intriganti sono forse quelle del "Sogno"...
    Fahrenheit 451 dovrei proprio leggerlo... E mi piacerebbe recuperare anche il filone della fantascienza classica a base di Asimov(di cui ho già letto qualcosa), Clarke, Vonnegut e tanti altri. Tanta roba. Troppa.

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    1. A me Asimov non attira, non sono un grande amante della fantascienza. Piuttosto, rimanendo su Bradbury, vorrei provare a leggere Cronache Marziane!

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    2. Ti consiglio di leggere la classica raccolta di racconti "Io Robot" e "Trilogia della fondazione", non male davvero ;)

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    3. purtroppo fabio è una persona brutta, non si da quanto tempo glie lo dico che si deve leggere il ciclo della fondazione

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  3. La fantascienza classica è affascinante, ma dev'essere continuamente contestualizzata nel periodo di stesura - risente di quei problemi che il XX secolo esprimerà al meglio durante la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra Fredda.

    Ad ogni modo una playlist di bei pezzi, di cui due andrebbero letti in originale - no, nessuno dei due è King.

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  4. Concordo pienamente su Fahrenheit ma ti devo fare una tiratina d'orecchie sui Promessi Sposi che rientrano pienamente nella lista di quei massimi capolavori che capita di leggere meno di una decina di volte nella vita media di un lettore. E' giustissimo poi che vengano approfonditi al liceo perché si tratta di un'opera estremamente complessa e senza l'aiuto di un suo profondo conoscitore si rischierebbe di non capire troppe sfumature.

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    1. Tiramele le orecchie, ma io continuo a dire che un anno su Manzoni e -forse non so non ricordo- manco un accenno a 1984, è una roba da reato.
      Per fortuna che ti voglio bene lo stesso.

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    2. Minchia che hipster che sei fratè

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  5. Cercavo qualcosa da leggere in questi giorni... grazie :D

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  6. Call of Cthulhu: Dark Corners of the Earth, il più grande tributo videoludico a Lovecraft. Se lo hai perso.. beh, sto andando a comperare Fahrenheit 451.

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    1. L'ho perso ma lo conosco di fama... recupererò! :D

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