lunedì 2 luglio 2012

La Cosacazzovièvenutoinmentedifarestofilm?


La Cosa, il film di Carpenter, rivisitazione del classico di Christian Nyby (e non di Hawks come mi fanno gentilmente notare su G+), è uno dei miei film horror preferiti. Tutto in quel film, dal ritmo blando che esplode in alcuni frangenti, agli effetti speciali ancora mostruosi, fino ad arrivare alla splendida conclusione (e con quell'inizio ma-gni-fi-co), insomma, proprio tutto, è perfetto. Kurt Russell di una freddezza spietata, la scena del test con il sangue, la prima mutazione della Cosa, il contesto nel quale si svolge il film. La Cosa stessa: l'alieno dalla forma inafferrabile, così tanto simile ai mostri che confezionava Lovecraft con tanto amore. Incomprensibile.
Che dici, avranno pensato a Hollywood un paio d'anni fa, ci facciamo un remake? Anzi no, facciamo un prequel, però lo chiamiamo come il film, perché altrimenti i quindicenni che lo vogliono vedere ma non hanno visto l'originale non ci vanno al cinema. Sì! Facciamo così! È una gran bella idea. Del cazzo. [...]


Partiamo da un presupposto tanto semplice: se ti chiami La Cosa ti confronti inevitabilmente con il film dal quale prendi ispirazione\spunto\idea. È lo stesso discorso di quel catino di merda di Io Sono Leggenda con il mai troppo vituperato Will Smith. Vuoi fare un film tratto da un'opera? Bene, fallo, però ti becchi tutti gli insulti se la tua versione, la tua rilettura, fa schifo. Lo chiami Will contro i rabbioni e nessuno ti rompe il cazzo. Ci scrivi: ispirato da Io Sono Leggenda, punto. Figurati se non ti è consentito ispirarti da un maestro come Matheson tu, povero derelitto che non riusciresti manco a scrivere una puntata di Cento Vetrine e che nel finale mi fai la rivelazione religiosa con la farfalla sul vetro.
Torniamo a monte, per quanto il raffronto tra questo film e l'originale sia impietoso, secondo me è anche inevitabile. Quindi lasciando da parte l'idea che, di per sé, questo film non è tanto peggio della merda horror che il mercato hollywoodiano ha partorito negli ultimi anni (anzi, paradossalmente sembra il prequel perfetto di qualsiasi film horror di merda con gli alieni uscito da cinque anni a questa parte), parliamone serenamente.


Il film è ambientato pochi giorni prima degli avvenimenti occorsi nel film di Carpenter, e più precisamente racconta del ritrovamento dell'astronave e del conseguente massacro della spedizione norvegese. Punto molto importante, importantissimo: i norvegesi chiamano la nostra protagonista, la Winstead, per dirigere le operazioni di... bo? Scongelamento dell'alieno. Questa almeno è la scusa ufficiale. Quella ufficiosa suona tanto come: ci serve un'americana, altrimenti il pubblico non vede un film con solo norvegesi. Lei accetta (ma così, tipo: "Oh, ci vieni mica in Antartide a fare due salti?", "Daje!") e il film, lentamente, si accartoccia in una serie di errori che annullano e devastano quanto di buono si vedrà poi nel film di Carpenter. La Cosa che dà il titolo al film perde completamente quel fascino che ammantava lo stesso essere nel film carpenteriano, addirittura non sembra più che abbia lo scopo di sopravvivere, infettando quante più persone possibili al solo scopo di... be', campare. No, questa bestia che c'è nel film si lancia a testa bassa contro ogni cazzo di essere vivente, non gioca d'astuzia ma usa la forza bruta. Non è furba, ma rozza e caciarona. È la perfetta sintesi di cos'è sto film.


Tempo mezz'ora e la protagonista si trasforma in una sorta di capetto militare. Prende il posto di Kurt Russell (solo che Russell, giustamente, veniva sospettato dagli altri, mentre nessuno si azzarda -questa è figa e comanda lei, non scherziamo- a farle un test che sia uno), mette alla prova tutti i compagni con un test che scimmiotta quello già visto nel film di Carpenter (e porca puttana la prossima pubblicità di Norvegesi coi denti sani denuncio tutti), finisce vittima di un sabotaggio nel laboratorio e quasi viene azzannata dal mostro per colpa di un lanciafiamme inceppato. Praticamente le stesse situazioni già viste nel film del 1982. Una persona potrebbe pure pensare che il mostro in realtà è un essere magico che ipnotizza gli umani e gli fa compiere ossessivamente gli stessi sbagli e quindi domandarsi: che cazzo di senso ha fare un film con lo stesso nome, ma con una situazione diversa, ma che usa gli stessi espedienti?
Nel finale, invece, cambia. Cambia nel senso che ribalta completamente registro e sembra di stare a guardare un altro film. Con due occhi tanti ci si chiede se questi hanno davvero avuto il coraggio di sputtanarsi così. Con una fottuta esplosione finale che Die Hard gli fa una pippa.
Durante i titoli di coda, una scena che si ricollega all'incipit dell'opera di Carpenter. Forzata da morire, falsa, con un personaggio che torna dopo essere scomparso per metà film e delle reazioni umane ridicole. Personalmente questo film l'avrei chiamato Una Ceppa, perché è quello che aggiunge alla storia (peccato che, invece, gli tolga molto di più).

5 commenti:

  1. ci andiamo a fare una lobotomia per svederlo?

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  2. Ancora devo vederlo ma immaginavo fosse una CAGATA PAZZESCA del genere X°D Oramai i remake o i sequel sono solo monnezza. Lasciassero vivere in pace i cult horror che hanno caratterizzato gli anni passati u_u

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  3. Mouse_in_the_house2 luglio 2012 16:39

    Fosse solo per gli horror...è che oramai TUTTI i remake fanno cagare!

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  4. Poi perché fare un remake? Hai la possibilità di fare un prequel, fai un prequel! C'è già la traccia della base norvegese, inizia a eliminare lanciafiamme, prove del sangue e tutto quello che c'era nel film di Carpenter e costruisci la storia del ritrovamento. Punto.

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    1. Perché è una domanda ricorrente guardando questo film. In realtà è inspiegabile la struttura del tutto, sembra un modo paraculo per dire: "vorrei fare un remake ma so di non poterlo fare perché quello di Carpenter mi romperebbe il culo, allora faccio 'sto ibrido."

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