giovedì 19 luglio 2012

Mi ricordo di avere un Wii presenta: Madworld, una cafonata felice.



Madworld è quel gioco di cricche nel muso in bianco e nero che dura tre ore. Fine. Ciao, tutti a casa. No, in realtà, Madworld, sviluppato da quei bei fighi dei Platinum Games (Bayonetta, Vanquish, il prossimo Metal Gear Rising), è un gioco davvero niente male con una certa eleganza di fondo che viene mascherata in ogni modo possibile sotto valanghe di sangue e parolacce. C'ha dei difetti grossi così -e sto aprendo le braccia più che posso- ma, fondamentalmente, è un passatempo un mucchio divertente, e considerando che si fanno sempre le stesse quattro cose in croce è un bene che duri neanche quattro ore! [...]


La storia racconta di... lo ammetto: ho saltato ogni filmato, con l'eccezione di quello iniziale e quello finale. E l'ultimo solo perché il gioco ti impedisce di saltarlo. La verità è che Madworld è talmente caciarone e fracassoso che le cutscene sono assolutamente superflue. È un po' la storia di Bayonetta e di Vanquish: un gameplay sopraffino che viene interrotto da storielle che chiunque si risparmierebbe volentieri. Quindi questa volta giocando in contropiede ho saltato tutto. Anche perché la versione italiana ha questo fastidiosissimo difetto del duplice doppiaggio: il gioco è doppiato in italiano e i filmati sono lasciati in inglese. È una roba senza senso alcuno, ma qualcuno lassù ha voluto che fosse tale. Comunque, così a naso, pareva un incrocio tra Hunger Games e Fuga da New York, quindi potenzialmente interessante... ma non mi sono voluto fidare e sopratutto non vedevo l'ora di massacrare gli altri boss.


Un po' come per No More Heroes, gli scontri con i nemici di fine livello sono davvero caratteristici. In realtà non è l'unico particolare che ricorda il capolavoro di Suda: Jack, il protagonista, partecipa a questi giochi della morte e sconfiggendo i boss si assicura una posizione in classifica sempre più alta.
Il sistema di combattimento è piuttosto basico, l'ottica nella quale Madworld cerca di introdurre il giocatore è quella del kill with skill tanto caro a Bulletstorm: ammazzare i nemici in modi sempre diversi, inventare nuove torture, nuove barbarie, sempre con un paccone di umorismo. Si finisce per infilare un nemico in un bidone dell'immondizia e poi lanciarlo contro un'elica, o agitare una bottiglia di spumante, infilargliela in bocca e poi lanciarlo facendolo volare via. E più è arrovellata l'uccisione, più punti si accumulano. Arrivato a un certo punteggio scatta la sfida contro il boss, a colpi di motosega e QTE.


Lo vedete dagli screen: la particolarità del gioco è che è tutto in bianco e nero, con questo stile fumettoso molto alla Sin City, col sangue in evidenza, rosso come nemmeno il cappottino in Schindler's List. E, per quanto sia meraviglioso concettualmente, ogni tanto l'occhio si inganna e perde qualche dettaglio. Che poi, oh, è un gioco di mani in faccia con tre tasti e quindi niente di grave.
Se non lo avete giocato e possedete un Wii, ve lo trovate a 9 euro da Gamestop, un prezzo più che accettabile per un paio di serate cafone. Solo non ci giocate col volume troppo alto se avete pargoli in giro, perché i due commentatori, quando si ricordano di parlare in italiano, si lasciano andare come nemmeno allo stadio la domenica.

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