mercoledì 25 luglio 2012

Quello che sto leggendo: Un mondo di roba arretrata


Oh Dio. È dal venticinque maggio che non scrivo questa rubrica e nel frattempo s'è accumulata talmente tanta roba che adesso guardo sconsolato il totem di fumetti vicino a me e, al pensiero di dover parlare di tutti questi albi, sto male. Anche perché molti manco me li ricordo e dovrò sfogliarli e questo aumenta esponenzialmente il tempo che impiegherò a scriverne. Vabbo', bando alle ciance che altrimenti non si finisce più, iniziamo, con calma. [...]


Capitan America N.24 e N.25

Ah, ma quanto sono belli i disegni di McNiven? No, perché risfogliandolo mi rendo conto che non ne parlo mai abbastanza, ma American Dreamers è disegnato in modo stupendo. Nel penultimo appuntamento la storia si conferma come una delle migliori apparse sul mensile da parecchio tempo.
Ancora meglio, però, Capitan America & Bucky, con un racconto su Bucky e gli orrori dei campi di concentramento. Davvero commovente e ben disegnato. A chiudere le storie dei Vendicatori Segreti di Ellis. Non mi sarei mai sognato di dirlo, ma sono la parte meno riuscita dell'albo. Fatta eccezione per un piano sequenza clamoroso e comunque un uso delle vignette in Non Zona che ha dell'eccezionale... semplicemente non è all'altezza di Ellis. Lui ha dimostrato di saper fare molto ma molto meglio di così.

L'ultimo numero di un ciclo iniziato parecchi mesi fa. In questo appuntamento si concludono praticamente tutte le storie rimaste in sospeso. Nell'epilogo di Fear Itself scopriamo che Bucky, il simpatico Bucky, l'irreprensibile Bucky, non è morto nemmeno un po'. Eh, sorpresa. Vi ricordate tutta quella storia con Vedova Nera che imboccava nel giornale che si prendeva beffe della morte di Bucky per urlare loro quanto fossero insensibili e irrispettosi, che anche i super eroi morivano ed era una cosa brutta che non ne avete idea? Ecco, tutto a puttane, perché Bucky è più vivo di quel pezzente di Amadori. American Dreamers e Cap & Bucky finiscono: il primo in modo piuttosto canonico, con un happy ending inquietante, l'altro con la storia dei primi passi del Soldato d'Inverno. Sorvolo sulle ultime due storie dei Vendicatori Segreti, Aniana e Accerchiamento che proprio no.



SpiderMan N.581

Con la conclusione di Spider Island che, di per sé, è stata una saga molto migliore di Fear Itself pur non avendo avuto lo stesso supporto dalla Marvel. Questo Cinquecentottantuno è un numerone, buono da impazzire ancora di più delle fettine panate che fa Licia. Non solo perché c'è un trittico di disegnatori da leccarsi gli occhi (Camuncoli, Ramos e Caselli), ma anche perché il crescendo finale di Spider Island è splendido, con una battaglia epica contro la Dea Ragno, una Mary Jane più cazzuta che mai, il ritorno del clone Kaine che combatte fianco a fianco con Peter e Carlie che finalmente si toglie dai coglioni. Una tavola finale da applausi multipli. Bello, bello, bello.


Tanto per dire. Lacrime napulitane.

X-Men Scisma N.3 di 3

Un numero che segna la fine degli X-Men come li conosciamo. Una specie di resa dei conti attesa da anni. Una liberazione per tutti quelli che non possono sopportare la dittatura di Scott Summers e che godrebbero nel vedere Wolverine prenderlo a picchi nel muso. È quanto succede in questo albo: Scott e Wolvie arrivano alle mani dopo aver discusso di... tutto, praticamente, richiamando in causa anche la buonanima di Fenice. Brividi e pelle d'oca quando il simpatico Ciclope si lascia sfuggire quel: "Lei non ti amava", tirato fuori dal cilindro come una magia sgradevole. Ottima la sequenza di combattimento che segue, nella quale la Sentinella che in teoria ha scatenato il putiferio viene praticamente messa in secondo piano per rendere giustizia alla scazzottata fratricida di cui sopra. Alla fine dell'albo, quando gli animi sembrano essersi freddati (pure troppo), Wolverine decide di lasciare Utopia e di portarsi appresso quanti più mutanti possibili.



Wolverine e gli X-Men N.1 Variant

Nuova testata Marvel. Nata da Scisma, Wolverine e gli X-Men raccoglie le storie dell'artigliato canadese e del suo progetto di restaurare la scuola di Xavier.
Rigenerazione è un ottimo inizio nel quale vengono mostrati i nuovi schieramenti di mutanti. C'è una battaglia allegorica nella quale i due "eserciti" vanno a formarsi, spezzando legami importanti come quello tra Kitty e Colosso e, alla fine  della storia, c'è l'allontanamento vero e proprio dall'isola di Utopia, con una promessa: niente rancore, che suona proprio di stronzata. Nella seconda parte, Wolverine e Kitty Pride, rispettivamente presidente e preside della nuova scuola per mutanti, cercano di superare l'ispezione del governo per stabilire la pericolosità della struttura. Una storia divertente che mostra un po' com'è organizzata la scuola. Un primo numero onesto.



Gli incredibili X-Men N.264 Variant

Numero storico, perché contiene l'ultimo episodio di Uncanny X-Men, disegnato dal piacionissimo Greg Land che ti realizza anche uno splash screen rubato chissà dove ma semplicemente d'effetto. Le vicende, in realtà, non portano niente di nuovo, raccontano degli ultimi momenti prima che i mutanti schierati con Wolverine lascino Utopia. Bellina e simbolica l'ultima scena, con Ciclope che chiude nello scatolone la foto dei vecchi X-Men al completo. L'inizio di Tutto è Sinistro è piacevole ed è un incipit che potrebbe suonare tanto fichissimo quanto super idiota. Staremo a vedere.



Iron Man e i Vendicatori N.50

L'ultimo numero di Testa di Ferro che prenderò per un po' di tempo. In realtà ho preso il 51, ma semplicemente per l'epilogo di Fear Itself. La cosa non dipende tanto dalla qualità altalenante delle storie o dal fatto che non amo troppo il personaggio di Tony Stark, quanto dal fatto che vorrei tagliare un po' la spesa mensile sui fumetti e quindi l'ascia è caduta su Iron man. Ma questo numero cinquanta, questo speciale con l'annual, com'è? Incredibilmente buono. Sarà che nella storia del Mandarino non c'è ombra di Tony Stark e questo aumenta notevolmente la qualità della storia, ma l'intreccio è davvero ben scritto: il Mandarino rapisce uno dei più grandi registi orientali e lo costringe, sotto minaccia di uccidere sua moglie, a girare un film sulla vita dell'arcinemico di Iron Man ma modificando le vicende in modo che questo risulti un grande eroe. E insomma, viene fuori una storiella sulla sincerità dell'arte, davvero niente male.



Avengers N.2 e 3

Altra testata che penso proprio di droppare.
Un numero due davvero pessimo: fatta eccezione per Eroi Feriti, con il ritorno di Osborn (che però ormai appare su tutte le testate come nemmeno Wolverine), che è l'unica testata un minimo interessante, l'albo continua con Avengers 1959 la storia degli Avengers formati da Nick Fury e poi, diononmelodire, Thor Origins. Esattamente quello che sembra: un'altra storia sulle origini di Thor. Ebbastanonsenepuòpiù! Ogni due per tre esce fuori una storia sulle origini di Thor.

Un po' meglio il numero tre. Fosse solo perché per metà ci sono storie di vendicatori e non di altro. Nuovi arrivi tra le fila dei Vendicatori (Visione, ritorna in una veste molto più ciarliera, e poi Tempesta), e continua la "guerra fredda" con Osborn. L'albo continua con i Vendicatori del 1959 e poi, in chiusura, così a caso tanto per buttarci qualcosa L'Accademia dei Vendicatori. Di buono, da segnalare, c'è una Tigra sempre in grande forma e sempre mezza nuda, e un cliffangher finale che colpisce forte. Però, ecco, visto il potenziale della testata il risultato è piuttosto deludente.



Thor & i nuovi vendicatori N.159

Probabilmente il più bell'epilogo di Fear Itself, e non ce lo potevamo aspettare altrove visto che Thor continua a essere la migliore testata Marvel attualmente in corso. Dopo il funerale c'è puzza di boiata con l'arrivo di Tanarus, che ci verrà presentato, speriamo, come Dio comanda dal prossimo numero.
Finisce in modo magistrale Viaggio nel Mistero, l'avventura del giovane Loki, sempre di alto livello. C'è una parentesi con i Nuovi Vendicatori, in cui -ancora- Osborn assembla la sua squadra di Vendicatori Oscuri e, in finale, un flirt clamoroso tra Devil e Squirrel Girl. Robe pese.



Flash N.2

Nonostante questo numero due di Flash sembra durare come uno sbadiglio, rimane di qualità altissima. Manapul ai disegni è assurdo, ci sono delle tavole belle che metà ne basta. Barry impara a ragionare in fretta grazie ai suoi poteri di super velocità, e l'effetto che ne dà Manapul sulle tavole è... wow, semplicemente da togliere il fiato.
Acquaman abbandona le atmosfere trasognanti del primo capitolo per dedicarsi a un affare più terra terra: un mucchio di creature anfibie e carnivore giunte dalle profondità degli abissi. Che è una scusa buona come un'altra per mostrarci le rotondità di Mera, eh. Nessuno si lamenta.
In chiusura Capitan Atom che... dai, non posso leggerlo perché mi ricorda il Dottor Manhattan ma senza Moore. E non si può fare.




Justice League N.2

Bella, bella, bella, bella per dieci la Justice League di Geoff Johns e Jim Lee. Scritta, illustrata e colorata da Dio. Ineccepibile e, seppure un po' caciarona con tutti questi omini in calzamaglia che si prendono a picchi nel muso, davvero godibile da leggere.
Poi il resto dell'albo precipita nel baratro: Justice League International ha davvero tutta l'aria della sorella sfigata nella quale è stato inserito Batman con un tentativo disperato di far presa sul pubblico; Hawkman è il riempitivo di fine albo e per quanto lo stile visivo sia interessante l'appeal del personaggio per me è inesistente.
Credo, purtroppo, che mi toccherà droppare anche questa di testata, perché quattro euro per leggermi le prime pagine e poi lamentarmi del resto, mi sembra un pochino troppo.



Batman N.2

Il Batman di Snyder è ottimo. Ha anche una narrazione dannatamente interessante, con la storia che parte già iniziata e poi fa un salto all'indietro per spiegare le vicende che hanno portato fino a quel punto. C'è un problema di lettering, perché nei dialoghi interni del pipistrello viene utilizzato un font troppo piccolo ed è fastidioso da leggere. Capullo ai disegni fa un ottimo lavoro. Davvero un bel team creativo.
Meno bene Detective Comics, rimane godibile ma dopo la botta d'adrenalina alla fine del primo episodio era lecito aspettarsi di più.
Nightwing è carino, ci scappa pure la scopatina con la rossa di turno, e per il resto sono botte in faccia senza tanti complimenti.



Superman N.2

Si ripete un po' quanto detto sopra: ottimo Action Comics di Morrison, una versione del superuomo che non è il solito bamboccione tutto sorrisi e abbracci, anzi; molto meno buono Superman di Perez, dal sapore retrò e con le tavole più fottutamente imbottite di roba di sempre; carina Supergirl, fosse altro che per lo spacco inguinale del costume che indossa.
Superman è una testata che vorrei continuare a seguire (per Action Comics, più che altro, che è davvero eccezionale) ma RW Lion sta cercando in tutti i modi convincermi del contrario, con una bella distribuzione a cazzo di cane e un'attenzione furbetta per le variant cover da cinquanta e cento euro. Fatele, le variant per i riccastri, ma prima assicuratevi di avere abbastanza copie pure per gli altri poveracci, per Dio.



Punisher Max - Garth Ennis Collection - Massacro all'irlandese

Lo posso dire? Lo dico? Lo dico. È stata una mezza delusione. Premessa numero 1: adoro Ennis, dopo Alan Moore è il mio scrittore di fumetti preferito.
Premessa numero 2: ho tutti i numeri dei Punisher Max scritti dall'irlandese. Non quelli di questa collezione ma quelli della collana Max. Quelli mezzi introvabili. Quelli che su Ebay hanno raggiunto quotazioni da infarto. Una collezione di cui sono piuttosto orgoglioso, anche e sopratutto per la qualità delle storie.
Detto questo, Massacro all'Irlandese era l'unico numero che avevo perso per strada e che è diventato irrecuperabile prima di subito. Quindi l'aspettativa per l'unica storia di Frank Castle scritta da Ennis che non avevo mai letto era cresciuta a dismisura, fino a quando non ho recuperato questa riedizione.
Massacro all'irlandese racconta della guerra interna tra i gruppi di criminali irlandesi di New York che cercano di accaparrarsi l'eredità dl vecchio boss della mala irlandese. Bella è bella, non c'è niente da dire, ma mi aspettavo di più. Probabilmente manca quel sottesto di denuncia sociale che Ennis spesso inserisce nei suoi fumetti e che qui ha messo da parte in favore di una violenza più esplicita. O forse l'ho letto in un momento sbagliato, non ne ho idea. Secondo me non è una delle sue migliori storie, ecco tutto.

5 commenti:

  1. Ma alla fine di questo Spider Island cosa succede? Cioè, ci sono grandi novità o torna tutto nel norma post One more day? Dai sui fammi un bello spoiler, coì forse mi decido a recuperarla sta saga... ah e leggiti New Ultimate Spider Man che merita a pacchi.

    P.S.
    "fettine panate che fa Licia" è una citazione da La Rosa? XD

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    1. Resuscita Kaine, Carlie ascia Peter, c'è un certo ritrovato affiatamento tra Peter e Mary Jane, Spidey riacquista il senso di ragno, no dai, tutto sommato i cambiamenti ci sono.

      Per le fettine: http://www.youtube.com/watch?v=kjJHPtNOp34.
      Buon divertimento.

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  2. mmm... forse sono io, ma che alla Marvel stiano seriamente pensando di cancellare per davvero quella boiata di One more day? No perchè i presupposti ci sono secondo me...

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  3. Il due di Avenger è osceno.. per quanto mi riguarda la mollo... partono piano anche gli x-men di Ciclope nonostante uno star power di formazione che fa paura..Thor (con loki) e Wolverine (con x-men e x-force) sono le migliori testate ora

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  4. Concordo, Flash sembra andar via in una manciata di secondi (Aquaman ancora peggio!) quando lo si legge, tanto ch per accertarmi di non aver preso una copia fallata mi son messo a contare le pagine una per una! Superman mi piace in tutte e due le salse (Action Comics e non) mentre salverei pure Detective Comics, Dollmaker sembra un cattivone interessante (anche se non è nulla a confronto con la Corte dei Gufi!) :)

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